politica della borghesia in Italia

Berlusconi, la “sinistra” e la disillusione dei proletari

Submitted by RivoluzioneInte... on Gio, 26/06/2008 - 22:49.

Sono ormai passati due mesi pieni dalle elezioni politiche 2008 che hanno decretato l’espulsione dal parlamento italiano di qualunque rappresentanza di partiti di “sinistra borghese” (verdi, Rifondazione, ecc.) ed è venuto il momento di fare un bilancio “a freddo”, una volta digerito almeno in parte il clamore dell’evento.

Elezioni politiche 2008: La sconfitta della “sinistra parlamentare” non è una sconfitta per i lavoratori

Submitted by RivoluzioneInte... on Lun, 28/04/2008 - 13:56.

Passata l’ennesima ubriacatura di propaganda elettorale, fatte sedimentare tutte le polemiche della vigilia, ci ritroviamo un quadro politico che ha meravigliato anche i più preparati esperti politologi e prodotto stati di sconcerto, se non di vera demoralizzazione, in non pochi compagni. Cosa è successo dunque? Anzitutto le elezioni sono andate,

I perché della crisi di governo

Submitted by RivoluzioneInte... on Mar, 19/02/2008 - 14:30.

Caduto un governo, se ne fa un altro, si diceva una volta, per sottolineare il fatto che la storia continua più o meno uguale a se stessa. Ma possiamo veramente tirare questa filosofia dagli avvenimenti dell’ultima legislatura e soprattutto dagli ultimi mesi del governo Prodi? Onestamente no! Proviamo a ripercorrerli velocemente. Tutti ci ricordiamo che il governo Berlusconi, che è rimasto in carica fino al 2006, ha ceduto il passo al governo Prodi lasciando un campo minato, quello della legge

Il Partito Democratico. Un nuovo atout giocato dalla borghesia italiana per stabilizzare il governo del paese

Submitted by RivoluzioneInte... on Ven, 07/12/2007 - 10:40.
Con le elezioni primarie del 14 ottobre scorso è nato un nuovo partito nel panorama politico italiano, il Partito Democratico. Il fatto nuovo è che questo, piuttosto che essere l’espressione dell’ennesima scissione, è il prodotto di uno sforzo di controtendenza, riuscendo ad aggregare alcune delle forze di centro sinistra.

La menzogna dello Stato "democratico". L'esempio degli organismi segreti nello Stato italiano

Submitted by CCI on Gio, 01/11/2007 - 19:08.
Ad ascoltare la propaganda della classe dominante, si potrebbe credere che questa non ha che una preoccupazione: il bene dell'umanità. I discorsi ideologici sulla "difesa delle libertà e della democrazia", sui "diritti dell'uomo" o l' "aiuto umanitario" è in completa contraddizione con la realtà. Il clamore con cui vengono accompagnati questi discorsi è pari alla menzogna che essi diffondono. Come già diceva Goebbels, il capo della propaganda nazista: "Più la menzogna è grande, maggiori sono le possibilità che vi si creda".

La perdita di coerenza della borghesia italiana di fronte alle difficoltà del periodo

Submitted by RivoluzioneInte... on Lun, 25/06/2007 - 20:42.
La storia della Repubblica italiana è stata certamente costellata da una miriade di colpi di scena parlamentari e politici, con crisi governative e relative cadute degli esecutivi. Ma oggi assistiamo a qualcosa di nuovo: gli ultimi governi non arrivano neanche a formarsi che già devono far fronte a una serie di turbolenze interne che li rendono fragili e deboli, turbolenze spesso causate non tanto dall’opposizione o “dalla piazza”, quanto dalle stesse componenti della maggioranza.

Difendere il governo di “sinistra”? No! Lottare per difendere i nostri interessi di classe

Submitted by RivoluzioneInte... on Dom, 04/03/2007 - 14:25.
La crisi di governo che si è prodotta il 22 febbraio scorso ha fatto un grande rumore e ha scosso molto gli animi della politica italiana, con significative risonanze anche a livello internazionale. Ma cosa è veramente successo e perché è successo. Ed ancora, a chi torna utile questa crisi?

Non esistono governi amici: i lavoratori possono contare solo sulle proprie forze

Submitted by RivoluzioneInte... on Lun, 18/12/2006 - 13:15.
Il “non ci sono governi amici e governi nemici“ gridato da un operaio della FIAT di Mirafiori al segretario della CGIL, Guglielmo Epifani, coglie una questione che gira nella testa di molti lavoratori, soprattutto di quelli che hanno votato per l’attuale maggioranza. La domanda è “perché li abbiamo votati, se devono fare una politica uguale a quella di Berlusconi?” Ed è una domanda giusta, perché effettivamente la legge finanziaria che l’attuale maggioranza si appresta a votare chiede ancora una volta sacrifici a quelli che già ne fanno da anni e che fanno sempre più fatica ad arrivare alla fine del mese.

Dopo Berlusconi, che ci riserva il governo Prodi?

Submitted by RivoluzioneInte... on Lun, 05/06/2006 - 23:39.
Finalmente abbiamo cacciato Berlusconi!”, hanno gridato in tanti una volta accertatisi che il risultato delle elezioni politiche dell’aprile scorso si fosse definitivamente consolidato, esprimendo un risicato vantaggio per il centro-sinistra. Effettivamente quello di Berlusconi è stato uno dei peggiori governi della Repubblica italiana. Perseguendo una politica fortemente partigiana a favore di alcune famiglie di imprenditori, questo governo ha finito per scontentare la stessa borghesia – vedi lo scontro pre-elettorale del presidente del Consiglio al convegno di Vicenza con la Confindustria - lasciando peraltro una pesantissima eredità sul piano finanziario.

Di destra o di sinistra lo Stato è sempre contro la classe operaia

Submitted by RivoluzioneInte... on Lun, 17/04/2006 - 21:41.
Un anno di campagna elettorale è quanto di peggio si possa meritare una popolazione, già afflitta dal doppio flagello di un governo di destra inetto e tracotante - che ha portato la gestione dello stato e del parlamento ai limiti di un uso ad personam - ed un’opposizione di sinistra vacua e priva di iniziativa, apparentemente impotente. Ci sarebbe da chiedersi come fanno i cittadini italiani a dare ancora la fiducia a questa gente e a sprecare un week-end di primavera per rimanere in città e andare a votare. Ora, fermo restando che con i tempi che corrono non tutti possono permettersi di andare fuori città per il week-end, il problema è che la borghesia, con la sua propaganda, riesce a mantenere l’idea che con le elezioni i cittadini, tutti i cittadini, almeno una volta ogni tot anni, hanno il potere di decidere chi eleggere al parlamento e quindi chi deve governare. Da questo punto di vista le elezioni costituiscono una delle mistificazioni più forti che esistano nella fase attuale del capitalismo.

Caruso e Ferrando scendono in campo per rafforzare la democrazia… borghese

Submitted by RivoluzioneInte... on Lun, 17/04/2006 - 21:29.
Da diversi numeri di questo giornale stiamo denunciando l’assordante campagna elettorale che è durata più di un anno e che ha teso a occupare tutti gli spazi dei mezzi di comunicazione, stampa e TV. Abbiamo anche messo in evidenza come questa sia una tendenza che attraversa tutto il mondo occidentale, e questo non per caso. Di fronte allo sfascio di questo mondo il capitalismo deve per forza cercare dei motivi per convincere la gente che anche se ci sono tante cose che vanno male questo sistema vale comunque la pena di conservarlo, e l’argomento preferito è quello della democrazia. Perciò la massima espressione della democrazia, le elezioni, sono sbattute in prima pagina appena possibile. Lo scopo è cercare di spingere le persone a porre tutte le loro speranze nella disfida elettorale. E’ là, con il voto a questa o quella coalizione o partito, che essi possono trovare la risposta ai loro problemi.

Le elezioni non sono che una mistificazione

Submitted by RivoluzioneInte... on Mer, 07/12/2005 - 12:09.
E’ già più o meno un anno che i lavoratori italiani sono bombardati da una campagna elettorale ininterrotta. Come non ricordare le scorse elezioni regionali, e poi le elezioni primarie per “scegliere” il candidato premier per il centrosinistra (si sono  inventati anche questo), adesso per le prossime politiche, e già ci hanno promesso che subito dopo bisognerà andare a votare al referendum confermativo della legge costituzionale sulla “devolution”. Insomma non bisogna preoccuparsi, ce ne avremo ancora per un po’. E questo non avviene a caso.

Rifondazione va a congresso: per affilare le armi contro i lavoratori (III parte)

Submitted by RivoluzioneInte... on Lun, 03/10/2005 - 00:30.

Nei primi due articoli dedicati al VI Congresso di Rifondazione Comunista abbiamo cercato di dimostrare che questo partito, contrariamente a quanto vorrebbe fare intendere il suo nome, è un partito della borghesia, cioè che difende gli interessi della borghesia contro quelli dei lavoratori. Gli argomenti che abbiamo portato sono le stesse citazioni prodotte dalle varie correnti contro quella maggioritaria di Bertinotti in preparazione del suddetto congresso. In questo ultimo articolo cercheremo di dimostrare, come abbiamo cercato di fare già a partire dal secondo articolo, che le stesse minoranze, pur contrapponendosi a Bertinotti, di fatto costituiscono solo una “versione di sinistra” della stessa mistificazione nella misura in cui quello che propongono non costituisce affatto una difesa del marxismo e dei lavoratori.

CONTRO LA BANCAROTTA DEL CAPITALISMO L’UNICA DIFESA È LA LOTTA UNITA DI TUTTI I LAVORATORI

Submitted by RivoluzioneInte... on Dom, 10/07/2005 - 13:53.
I recenti dati sull’andamento dell’economia italiana hanno ufficializzato una situazione che più nera non si può. Una diminuzione del Prodotto Interno Lordo per due trimestri consecutivi, accompagnata da una diminuzione della produzione industriale, significa una recessione aperta (confermata dalle previsioni OCSE di una diminuzione del PIL sull’intero 2005); un deficit del bilancio statale che aumenta, superando anche i limiti del patto di Maastricht; una competitività dell’apparato industriale che precipita, con una incapacità per l’industria italiana a reggere la concorrenza internazionale.

Rifondazione va a congresso per affilare le armi contro i lavoratori (II parte)

Submitted by RivoluzioneInte... on Dom, 10/07/2005 - 13:40.

Nell’articolo pubblicato nello scorso numero del giornale abbiamo mostrato come Rifondazione Comunista, il partito che vorrebbe farsi passare come il difensore e il continuatore della tradizione comunista in Italia, non sia altro che un partito borghese, di sinistra borghese, cioè un partito che difende gli interessi del capitale e non quelli dei lavoratori. Per dimostrare questa semplice verità non c’è stato bisogno di ricorrere a ricerche particolari, di rovistare in archivi segreti, ma semplicemente di leggere quello che le stesse componenti minoritarie di Rifondazione dicono della maggioranza la quale esprime - a pieno titolo - il partito stesso (1). In questo secondo articolo – e in un terzo che seguirà - ci proponiamo di dimostrare che, fatta salva la buona fede di quanti si fanno delle illusioni al riguardo, le stesse minoranze sono del tutto funzionali alla politica controrivoluzionaria del partito a cui appartengono ed esprimono, ognuna per proprio conto, delle posizioni del tutto antioperaie. Per comodità passeremo in rassegna le varie componenti di Rifondazione facendo riferimento alle mozioni presentate all’ultimo congresso di marzo scorso.

Elezioni regionali. Verso la fine del berlusconismo?

Submitted by RivoluzioneInte... on Dom, 10/07/2005 - 13:36.

I recenti risultati delle elezioni regionali e, soprattutto la crisi del governo che le ha seguite, fanno pensare, e molti già lo dicono, che sarebbe finita l’epoca di Berlusconi, e che anche le prossime elezioni politiche (nel 2006 o addirittura anticipate) vedrebbero la sicura sconfitta di Berlusconi e del centrodestra. Prima di dire se è questa effettivamente la situazione, vediamo quali sono i criteri che spingono la borghesia a scegliere una compagine governativa invece di un’altra. E già, perché innanzitutto va ricordato che la democrazia borghese è una grande finzione e che se tutti i partiti politici ufficiali rappresentano gli interessi del capitale, non è sulla base della libera competizione tra di loro che viene fuori chi vince le elezioni, ma, al contrario, è il capitale nazionale che in base alle esigenze del momento decide chi deve rappresentarlo a livello di governo.

I criteri che guidano questa scelta sono essenzialmente tre:

1) lo stato dei rapporti tra borghesia e proletariato, ovverosia, lo stato della lotta di classe;

2) le inclinazioni imperialiste della borghesia nazionale;

3) la capacità di una certa compagine di difendere meglio gli interessi dell’economia nazionale

Le convulsioni della borghesia italiana

Submitted by RivoluzioneInte... on Dom, 05/06/2005 - 14:18.
Sempre più spesso capita di sentire militanti o simpatizzanti del centrosinistra esprimere meraviglia e sconcerto per le continue polemiche che dividono i vari esponenti dei partiti dell'opposizione di centrosinistra; e non tanto le due ali estreme della coalizione, come Bertinotti e Di Pietro, che anzi in linea di massima si ignorano, quanto i due partiti principali della coalizione, DS e Margherita, o addirittura - il che é ancora più incomprensibile - all'interno della stessa Margherita, in cui non passa giorno senza che Rutelli tiri qualche frecciata a Prodi o che gli crei problemi con qualche dichiarazione che provoca reazioni negli alleati, (come la recente uscita sulla necessità di superare la socialdemocrazia).

Rifondazione va a congresso per affilare le armi contro i lavoratori (1a parte)

Submitted by RivoluzioneInte... on Ven, 01/04/2005 - 17:52.

All’inizio dello scorso mese si è tenuto a Venezia il VI congresso del partito della cosiddetta “Rifondazione Comunista”, un evento che abbiamo seguito con interesse non perché tale partito possa costituire un punto di riferimento valido per la classe operaia, ma giusto per il motivo opposto, ovvero per la falsa alternativa che esso propone per tanti giovani e tanti proletari che sono sinceramente alla ricerca di una militanza di classe.

SOLO LA LOTTA DEI LAVORATORI PUÒ LIBERARCI DALLA MISERIA E DALLA BARBARIE DEL CAPITALISMO

Submitted by RivoluzioneInte... on Dom, 05/12/2004 - 01:37.

Ormai tutti sanno che dire legge Finanziaria e dire stangata è la stessa cosa. E quella 2005 di Berlusconi non smentisce questa convinzione. Dietro la cortina di fumo della riduzione dell’IRPEF, che è irrisoria e tutta a favore dei redditi medio-alti, c’è tutta una serie di aumenti di tasse e bolli (che superano le riduzioni dell’IRPEF) e di tagli di spesa che significheranno servizi sociali sempre peggiori, possibili aumenti di tasse comunali e regionali, e il sicuro licenziamento di decine di migliaia di lavoratori del pubblico impiego mascherato sotto la forma del blocco del turn over o della mancata conferma dei lavoratori precari (in particolare nella scuola).

La borghesia italiana utilizza gli orrori da essa creati contro il proletariato

Submitted by CCI on Ven, 08/10/2004 - 19:13.
Ormai non passa giorno senza che arrivino notizie di nuovi orrori da qualche angolo del mondo. E questo nonostante il fatto che le varie democrazie occidentali nascondano la gran parte delle notizie, di cui arriva a noi una parte considerevole solo per la loro grande quantità e atrocità (vedi quanto siano tagliate e deformate le informazioni sulla recente strage di Beslan in Ossezia o quelle relative alle torture ai danni dei prigionieri di guerra in Iraq).

Licenziamenti, riduzione del potere d’acquisto, tagli allo stato sociale… Una sola risposta: la lotta unita dei lavoratori

Submitted by RivoluzioneInte... on Ven, 08/10/2004 - 18:46.
Anche il 2004 si sta chiudendo per l’Italia con una calma piatta dal punto di vista dello sviluppo dell’economia. Ciò vuol dire che i capitali investiti a livello globale non hanno reso niente, come i soldi depositati in banca. Mettendo in conto l’aumento dell’inflazione, sia reale che programmata, vuol dire che siamo in recessione. E questo è sufficiente per spingere la borghesia, statale e privata, non tanto a stringere la cinghia come si usa nelle famiglie proletarie ma ad attaccare con sempre più forza i livelli di vita altrui, dei lavoratori, dei pensionati, di chi usufruisce dei servizi collettivi.

Il terrorismo: sempre più un’arma del terrore statale contro i lavoratori

Submitted by RivoluzioneInte... on Sab, 06/12/2003 - 00:48.
1. La manifestazione nazionale a Roma contro la modifica dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori viene oscurata dall’agguato mortale contro il prof. Marco Biagi, consulente del governo su questioni di diritto del lavoro, avvenuto due giorni prima ad opera di una sedicente organizzazione comunista combattente;