NavigazioneRecenti e attualiPatrimonio della Sinistra Comunista |
xxx ![]() In ottobre, la CCI ha organizzato in una località vicino Lille (Francia)
un week-end di discussioni destinate ai suoi contatti e lettori.(...) Ci sono state due discussioni: la prima dedicata all’ecologia ed alla
capacità del capitalismo di evitare le catastrofi legate al riscaldamento
climatico, all’inquinamento, ecc.; la seconda a Darwin, al darwinismo, agli
istinti sociali e alla natura umana Riportiamo qui di seguito l’introduzione ed
il resoconto sintetico della seconda discussione. Assassini! Il capitalismo,
i suoi Stati, la sua borghesia, non sono niente altro che assassini. Decine di
migliaia di persone perdono la vita per colpa di questo sistema disumano.(...) L’attuale circolo
mediatico sulla “solidarietà internazionale” è insopportabile e ripugnante, con
la gara allo Stato che farà la maggior pubblicità alle “sue” ONG, ai “suoi”
pacchi dono, o a quello che farà più bella figura per le vite che i “suoi”
salvatori avranno tirato fuori dalle macerie. Ma c’è di peggio perché Francia e
Stati Uniti continuano a farsi una guerra di influenza senza quartiere sulle
rovine e sui cadaveri: in nome di un falso umanitarismo, mandano in zona la
loro flotta militare cercando di prendere il controllo delle operazioni con la
scusa della “necessità di un coordinamento dei soccorsi che richiede una
direzione”. Pubblichiamo
qui di seguito un volantino redatto dal collettivo “Unità alla base” di Tours in Francia. ICConlineInsieme di articoli pubblicati come "supplemento web" e non nella stampa. Quello
che viene comunemente ricordato come l’Autunno
caldo italiano
è un insieme di lotte che scuotono l’Italia dal Piemonte alla Sicilia giusto 40
anni fa e che cambieranno in maniera durevole il quadro sociale e politico del
paese. Ma queste lotte non sono una peculiarità italiana. Infatti, alla fine
degli anni ’60, si può assistere, particolarmente in Europa ma non solo, allo
sviluppo di una serie di lotte e di momenti di presa di coscienza da parte del
proletariato che mostrano, nel loro insieme, che qualcosa è cambiato: la classe
operaia era tornata finalmente sulla scena sociale. Una volta Bordiga, comunista di sinistra, definì l'insieme dell’opera di
Marx “necrologia del capitale”- in altri termini, lo studio delle
contraddizioni interne alle quali la società borghese non potrà sfuggire e che
la condurranno alla sua fine. 20 anni fa si è verificato uno degli avvenimenti più
importanti della seconda parte del ventesimo secolo: il crollo del blocco
imperialista dell’Est e dei regimi stalinisti d’Europa, tra cui il principale
era quello dell’URSS.
Questo avvenimento è stato utilizzato dalla classe dominante per scatenare una delle campagne ideologiche più massicce e pericolose che si siano mai viste contro la classe operaia. Identificando falsamente, ancora una volta, lo stalinismo che stava affondando con il comunismo, e facendo del fallimento economico e della barbarie dei regimi stalinisti la conseguenza inevitabile della rivoluzione proletaria, la borghesia mirava a deviare i proletari da ogni prospettiva rivoluzionaria e ad assestare un colpo decisivo alle lotte della classe operaia. Avvantaggiata dall’avvenimento, la borghesia ha anche approfittato per far passare una seconda grossa menzogna: con la scomparsa dello stalinismo, il capitalismo sarebbe entrato in un’era di pace e prosperità dove alla fine avrebbe potuto veramente espandersi. L’avvenire, come veniva promesso, si annunciava radioso. Il 6 marzo 1991, George Bush padre, presidente degli Stati Uniti d’America, forte della sua recente vittoria sull’esercito iracheno di Saddam Hussein, annunciava l’inizio di un “nuovo ordine mondiale” e l’avvento di un “mondo in cui le Nazioni unite, liberate dal vicolo cieco della guerra fredda, sono in grado di realizzare la visione storica dei loro fondatori. Un mondo in cui la libertà e i diritti dell’uomo sono rispettati da tutte le nazioni”. Vent’anni dopo, avremmo potuto quasi riderci sopra se il disordine mondiale e la proliferazione dei conflitti ai quattro angoli del pianeta, che hanno caratterizzato il mondo dopo questo celebre discorso, non avessero sparso tanta morte e miseria. E su questo piano il bilancio diventa anno dopo anno più sempre più pesante. Quanto alla prosperità, è del tutto fuori luogo parlarne. In effetti, dall’estate 2007 e soprattutto da quella del 2008, “al centro dei discorsi della borghesia le parole “prosperità”, “crescita” e “trionfo del liberalismo” si sono discretamente eclissate. Al tavolo del grande banchetto dell’economia capitalista si è istallato un convitato che si credeva di aver espulso per sempre. La crisi, lo spettro di una “nuova grande depressione”, simile a quella degli anni ‘30. Ieri il crollo dello stalinismo significava il trionfo del capitalismo liberale. Oggi lo stesso liberalismo viene accusato di tutti i mali dall’insieme degli specialisti e politici, compresi coloro che ne erano stati i più accaniti difensori, come il presidente francese Sarkozy! (leggi tutto l'articolo) Pubblichiamo
qui di seguito due articoli della rivista
Internationalisme, organo della Sinistra comunista di Francia,
dedicati alla questione del trotzkismo e scritti nel 1947. Proseguiamo con questo secondo articolo in cui cercheremo di mostrare come i problemi ambientali non possano essere attribuiti a singole persone o a singole aziende che non rispetterebbero la legge - benché esistano anche chiare responsabilità personali o aziendali - ma che è il capitalismo il vero responsabile con la sua logica del massimo profitto. Rivista InternazionaleLa Rivista Internazionale è l'organo teorico trimestrale della CCI, pubblicato in inglese, francese e spagnolo, con selezioni di articoli pubblicate in tedesco, italiano, svedese e olandese Gli attacchi piovono sulle nostre teste. Ognuno di noi
ha paura, per sé o per i propri cari, che arrivi l’annuncio della chiusura di
una fabbrica o di un “piano di ristrutturazione” sinonimo di un’ondata di
licenziamenti. I giovani che si accingono ad entrare nel “mercato del lavoro”
trovano di fronte un muro. Le imprese non assumono più. I concorsi per il
pubblico impiego sono presi di mira da migliaia e migliaia di candidati,
talvolta decine di migliaia, a volte anche … per un solo posto. Quello che si
trova ancora, attraverso delle agenzie di lavoro, sono dei piccoli lavori
precari, sottopagati e a condizioni di sfruttamento infernali. E purtroppo, noi
lo sappiamo già, domani sarà ancora peggio! Da otto anni, la Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (ISAF),
messa in piedi dagli Stati Uniti dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 per
rispondere energicamente al “terrorismo internazionale”, imperversa in Afghanistan.
Da otto anni, dopo la “grande vittoria” della democrazia dei primi mesi,
abbiamo visto instaurarsi in questo paese e dintorni solo un inferno, ogni
giorno più scottante. Negli Stati Uniti, la crisi economica colpisce con una brutalità estrema e
nessun settore della classe operaia viene risparmiato. Come viene espresso dal
vigile del fuoco Dan McNamara, l’assalto di questa folla disperata “è completamente rappresentativo delle
difficoltà della classe media in America”. Pubblichiamo qui
di seguito il volantino diffuso dai nostri compagni di World Revolution,
sezione della CCI in Gran Bretagna, in occasione dei recenti scioperi in questo
paese. Nell’articolo
“Perché
tanti attacchi e così poche lotte?”,
pubblicato in questo stesso numero del giornale, affermiamo che “la violenza con cui colpisce oggi la crisi economica ha, per il momento, un effetto allarmante
e dunque paralizzante” sulla
classe operaia. Ma questo non significa che non ci siano lotte. "Il 5 dicembre sarà un giorno speciale per l'Italia, si terrà probabilmente
la più grande manifestazione della storia italiana nata completamente dal basso
tramite internet.” Così scriveva qualcuno sul proprio blog su internet
a proposito del “No Berlusconi Day”. Con la pubblicazione di Gomorra
e la sua diffusione a livello internazionale, Roberto Saviano è divenuto il
simbolo della lotta alla Camorra ed alla mafia più in generale, riscuotendo
calorosi consensi non solo da parte di un’importante fetta dei media nostrani
ed internazionali, ma anche di tanta gente che, già disgustata da una classe
politica sempre più palesemente imbrogliona ed ipocrita, ha trovato in Saviano
chi fa una denuncia della criminalità organizzata e, soprattutto, dei suoi
molteplici legami con il mondo politico ed imprenditoriale. Quello
che viene comunemente ricordato come l’Autunno caldo italiano è un insieme di
lotte che scuotono l’Italia dal Piemonte alla Sicilia e che cambieranno
permanentemente il quadro sociale e politico del paese. Ma queste lotte non
sono una peculiarità italiana. Infatti alla fine degli anni ’60 si può
assistere, particolarmente in Europa ma non solo, allo sviluppo di una serie di
lotte e di momenti di presa di coscienza da parte del proletariato che
mostrano, nel loro insieme, che qualcosa è cambiato: la classe operaia,
risvegliatasi dal lungo torpore degli anni della controrivoluzione in cui
l’avevano cacciata la sconfitta degli anni ’20, la guerra e l’azione nefasta
dello stalinismo, torna finalmente sulla scena sociale per riprendere la sua
lotta storica contro la borghesia. Il maggio francese del 1968, gli scioperi in
Polonia del 1970 e le lotte in Argentina del 69-73, assieme all’Autunno caldo
in Italia sono soltanto gli eventi maggiori di questa dinamica nuova che
investe tutti i paesi del mondo e che aprirà la nuova epoca di scontri sociali
che, tra alti e bassi, è arrivata fino a noi oggi. Rivoluzione InternazionaleRivoluzione Internazionale è la pubblicazione della CCI in Italia |
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