Economia

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UE, Brexit, populismo: lottare contro tutti i nazionalismi!

“Inoltre, si è rimproverato ai comunisti ch'essi vorrebbero abolire la patria, la nazionalità. Gli operai non hanno patria. Non si può togliere loro quello che non hanno.” (Il Manifesto del Partito Comunista, 1848).

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Questioni teoriche: 

Crisi del debito in Grecia Il capitalismo significa austerità, e nessuno dei suoi partiti vi si oppone

Quando il governo greco ha deciso in tempi brevi di indire un referendum, era chiaro che le differenze tra la coalizione guidata da Syriza e la troika costituita da BCE, CE e FMI erano minime.

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Questioni teoriche: 

IMU e IVA: due gocce nel mare in tempesta della crisi economica

Il 27 settembre migliaia di cittadini del Bahrein, appartenenti alle classi sfruttate, sono scesi in piazza a manifestare per la democrazia. Manifestare per la democrazia? Si illudono di cambiare la loro situazione con la democrazia!

Noi viviamo in Italia e non sappiamo nulla di ciò che succede in Bahrein, a meno che non si usi internet e si cerchino notizie particolari. Ma le nostre tv non ci nascondono solo il Bahrein: ci solo le lotte degli studenti in Cile, degli insegnanti in Messico e Spagna, dei disoccupati in Brasile e chissà in quanti altri posti. Lotte di lavoratori, di proletari.

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Questioni teoriche: 

Dietro la "sfida alimentare", la barbarie del capitalismo decadente!

Un miliardo di esseri umani sono sottonutriti! A ciò bisogna aggiungere la miseria crescente che colpisce una gran parte della popolazione mondiale, diventata ormai la maggioranza. Malgrado, i progressi tecnici e le capacità di produrre senza precedenti, in grande parte del mondo si crepa ancora di fame! Come spiegare un tale paradosso?

Questioni teoriche: 

Elezioni politiche... Se Monti è il meglio che ci potevano dare, non possiamo aspettarci più nulla! Come possiamo reagire?

E’ passato poco più di un anno dall’avvento del governo Monti e tutti ci ricordiamo il sospiro di sollievo che, anche tra i più avvertiti, si è tirato per la messa al bando di Berlusconi e di quell’accozzaglia di cialtroni che componevano il suo governo. Quel sospiro è durato fin troppo poco perché, come tutti ci ricordiamo, in nome del raddrizzamento dell’Italia e dello spread che continuava a salire, il nuovo governo Monti ha dimostrato di non essere affatto imbarazzato per il fatto che tutti lo chiamavano “governo tecnico” ed ha cominciato a sparare nel mucchio con degli attacchi che non si erano ancora visti fino a quel momento e che andavano ad aggiungersi a quelli che avevano già prodotto i vari governi precedenti, di destra e di “sinistra”

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Situazione italiana: 

Questioni teoriche: 

1. Crisi economica

La fase attuale della crisi economica si è ormai installata nel cuore del capitalismo e sta minando alle basi quella che era stata la culla dello stesso capitalismo, l’Europa. In questo quadro l’Italia si trova in una posizione particolarmente fragile e, nonostante le misure draconiane che sono state finora prese, si registra un debito consolidato di quasi 2000 miliardi di euro, con una tendenza continua a crescere!

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Situazione italiana: 

Questioni teoriche: 

Di fronte ad un mondo di terrore e miseria, il futuro appartiene alla lotta di classe!

In Siria, nel Mali e in altri numerosi punti caldi, i civili continuano ad essere ostaggi e vittime di sanguinarie guerre imperialiste. Ovunque il terrore capitalista impone il suo ordine nel sangue e la miseria. Questa estate, mentre in Francia gli sbirri del governo socialista cacciavano brutalmente i Rom, la polizia dell’ANC in Sudafrica sparava sui minatori. Dappertutto il capitale in fallimento semina barbarie! Nessuno paese viene risparmiato dalla crisi economica che fa esplodere la disoccupazione.

 

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Ilva, Alcoa, Carbosulcis: come possiamo reagire al collasso dell’economia?

Quest’articolo, scritto in risposta ai problemi che si pongono oggi gli operai dell’Ilva, dell’Alcoa e del Carbosulcis, è di fatto dedicato a tutti i proletari d’Italia che, in varia misura, vivono esattamente gli stessi problemi, gli stessi ricatti dei loro compagni sardi o di Taranto, anche se vissuti in situazioni meno note ma non per questo meno gravi e laceranti. Come cercheremo di dimostrare, i vari casi che sorgono in giro per l’Italia non sono la conseguenza della cattiva gestione di questo o di quello, non sono la conseguenza dell’egoismo e del menefreghismo dei padroni, cose che comunque esistono, ma sono principalmente la conseguenza di una crisi economica profonda e senza uscite che investe non solo l’Italia ma il mondo intero.

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Crisi economica mondiale: i BRICS non galleggiano

Il “boom” del dopoguerra giunse al suo termine nel 1967. Questo breve periodo di relativa prosperità si produsse sulla base degli orrori della Prima Guerra Mondiale, della Grande Depressione e della Seconda Guerra Mondiale. Il fantasma della crisi economica fece la sua riapparizione in questo anno. Durante la prima metà dell’anno l’Europa entrò in recessione e nel secondo trimestre scoppiò una crisi nel sistema monetario internazionale. Da allora la disoccupazione, l’insicurezza, il deterioramento della vita e delle condizioni di lavoro diventano il pane quotidiano degli sfruttati.

Questioni teoriche: 

Il crollo della Grecia nella miseria prefigura l’avvenire del mondo

Di fronte all’ennesimo piano di austerità imposto alla popolazione greca, la collera ha fatto irruzione in strada. Nella notte tra il 12 e il 13 febbraio, tra le 80.000 e 200.000 persone si sono radunate davanti al parlamento, in piazza Syntagma, durante il voto d’adozione delle misure da parte dei deputati e si sono scontrate con la polizia antisommossa. Il bilancio netto di quello che i media hanno chiamato “notte di guerriglia urbana” risulterebbe di 48 edifici bruciati e 150 negozi saccheggiati. Si contano anche un centinaio di feriti e 130 arresti.

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Crisi economica: il capitalismo sta naufragando

Venerdì 13 gennaio l’agenzia di rating americana Standard & Poor’s (S& P) declassa la nota di credito di 9 paesi della zona euro. È il “black Friday”! La Francia, l’Austria, Malta, la Slovacchia e la Slovenia cadono di una tacca, l’Italia, la Spagna, il Portogallo e Cipro di due. Questa decisione mette l’Italia allo stesso livello del Kazakhstan (BBB+) e pone il Portogallo nella categoria ad alto rischio! Inoltre S& P mette 14 paesi della zona in posizione di prospettiva negativa (in totale 15 paesi su 17 sono in prospettiva negativa). In sintesi, solo la Germania ha ancora il bollino “AAA - prospettiva stabile” in una zona euro alla deriva.

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Anche in Cina la crisi economica e la lotta di classe avanzano

Gli esperti della borghesia includono la Cina nella loro collezione di potenze che hanno espresso di recente un avanzato sviluppo economico. Questa categoria, riferita con l’acronimo “BRIC” e che include anche il Brasile, la Russia e l’India, si presume possa costituire la salvezza del capitalismo in crisi. Questi paesi vengono dipinti come l’opposto di quelli che formano il “PIIG” (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna). In realtà, non sono che l’altra faccia della stessa medaglia. I PIIGS sono sprofondati velocemente nella crisi economica aperta, i BRIC sono in procinto di farlo, spegnendo le deboli speranze della classe dominante in un miracolo economico capace di superare la crisi mortale del capitalismo

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La catastrofe economica mondiale è inevitabile

In questi ultimi mesi si sono susseguiti, uno dopo l’altro, avvenimenti di grande portata che manifestano la gravità della situazione economica mondiale: incapacità della Grecia a far fronte ai suoi debiti; minacce analoghe per la Spagna e l’Italia; richiamo alla Francia per la sua estrema vulnerabilità di fronte ad un’eventuale cessazione di pagamento da parte della Grecia o dell’Italia; blocco alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti sul rialzo del tetto del debito dello Stato; perdita per questo paese della sua “tripla A” – valutazione massima che fin qui ha caratterizzato la garanzia di rimborso del suo debito; voci sempre più persistenti sul rischio di fallimento di alcune banche, le cui smentite non ingannano nessuno, considerando le massicce soppressioni di posti di lavoro già effettuate; prima conferma di queste voci con il fallimento della banca franco-belga Dexia. Ogni volta i dirigenti di questo mondo corrono ai ripari ma le falle che sembravano aver tappato si aprono di nuovo, qualche settimana o anche qualche giorno dopo. La loro impotenza a contenere la scalata della crisi non evidenzia tanto la loro incompetenza e la loro visione a breve termine, quanto piuttosto la dinamica attuale del capitalismo verso catastrofi che non possono essere evitate: fallimenti di istituti finanziari, fallimenti di Stati, caduta in una profonda recessione mondiale.

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Il capitalismo è in fallimento, è necessario rovesciarlo!

A C’è stato un tempo, non così lontano, in cui i rivoluzionari non incontravano che scetticismo, derisione o scherno quando affermavano che il sistema capitalista stava andando verso la catastrofe. Oggi a dirlo sono i più accesi sostenitori del capitalismo “Il caos è qua, proprio davanti a noi (Jacques Attali, ex collaboratore del presidente Mitterrand, ex direttore del BERS e, attualmente, consigliere del presidente Sarkozy).

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Crisi economica: accusano la finanza per risparmiare il capitalismo!

“Ci sarà un crac e la caduta sarà violenta”. “Assolutamente nessuno crede ai piani di salvataggio, tutti sanno che il mercato è cotto e che la borsa è finita”. “I trader se ne infischiano di come si dovrà raddrizzare l’economia, il nostro lavoro è fare soldi in questa situazione”. “Io mi corico tutte le sere sognando una nuova recessione”. “Nel 1929 qualcuno era preparato a fare del denaro col crac e tutti oggi lo possono fare, e non solamente l’élite”. “Questa crisi economica è come un cancro”. “Preparatevi! Non è il momento di sperare che i governi risolvano i problemi. I governi non dirigono il mondo, è Goldman Sachs che dirige il mondo. Questa banca se ne frega dei piani di salvataggio”. “Predico che in meno di 12 mesi le economie di milioni di persone spariranno, e sarà solo l’inizio...”.

 

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Manovra finanziaria: un salasso da capogiro che servirà solo a peggiorare la situazione

Da anni ormai c’eravamo abituati a temere il momento del varo della legge di bilancio dello Stato (“La finanziaria”), perché da anni ormai queste finanziarie significano sacrifici per i lavoratori, ma quello che sta succedendo da luglio è una novità assoluta: sotto i colpi della tempesta finanziaria internazionale le manovre economiche ormai vengono varate a ripetizione, e tutte hanno sempre lo stesso carattere di dissanguamento dei lavoratori. Tra luglio e settembre sono state varate due manovre finanziarie che si proiettano al 2014, anno in cui viene promesso il pareggio di bilancio, e che superano i 60 miliardi di euro

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Crisi economica mondiale: un’estate micidiale

I mesi di luglio e agosto di quest’anno sono stati segnati da eventi apparentemente stupefacenti. Stiamo assistendo al panico diffuso dei governi, dei dirigenti, delle banche centrali e delle altre istituzioni finanziarie internazionali. I padroni di questo mondo sembrano aver perso completamente la bussola. Ogni giorno si tengono nuove riunioni di capi di Stato, dei G8, G20, della BCE, della FED, ecc ... Allo stesso ritmo impressionante, in una totale improvvisazione, vengono pronunciate dichiarazioni che appaiono ridicole rispetto ai problemi incontrati e sono annunciate decisioni senza che la crisi economica mondiale cambi il suo corso catastrofico. Il fallimento generalizzato avanza. La depressione decolla in maniera irreversibile. In poche settimane, il piano di salvataggio dell’economia della Grecia è superato e la crisi del debito guadagna spettacolarmente dei paesi importanti come l’Italia e la Spagna. La stessa prima potenza economica mondiale, gli Stati Uniti, vede svilupparsi una grave crisi politica al suo interno di fronte alla necessità assoluta per lei di alzare il tetto del debito di oltre 14500-16600 miliardi di dollari. Tutto questo nel quadro di un piano di lotta contro il deficit pubblico che ha portato direttamente al deterioramento del rating di questo gigante dai piedi d’argilla. Cosa che è una novità nella sua storia. Il treno deraglia ed i conduttori perdono il controllo della loro macchina. Ma dove va dunque l’economia globale? Perché sembra cadere in un precipizio senza fondo? Tante domande cui è necessario rispondere: dove sta conducendo l’umanità questa economia mondiale in fallimento?

Questioni teoriche: 

19° Congresso della CCI: la crisi economica mostra il fallimento del capitalismo

Pubblichiamo qui di seguito la prima parte della risoluzione sulla situazione internazionale adottata dalla CCI in occasione del suo 19° Congresso che si è tenuto nel mese di maggio scorso. Questa prima parte è consacrata all’analisi della situazione economica attuale. L’intera risoluzione sarà invece pubblicata prossimamente sul sito web.

Vita della CCI: 

Sviluppo della coscienza e dell' organizzazione proletaria: 

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Rosa Luxemburg ed i limiti dell'espansione del capitalismo

L’attacco dei revisionisti contro il marxismo si è svolto attorno alla teoria dell'inevitabilità del declino del capitalismo per la quale le contraddizioni insolubili esistenti nei rapporti di produzione capitalista costituiranno un ostacolo insuperabile allo sviluppo delle forze produttive.

Patrimonio della Sinistra Comunista: 

Questioni teoriche: 

Che cosa ha significato il Referendum alla Fiat Mirafiori di Torino

L’accordo firmato da Fiat e sindacati costituisce un violento attacco economico e politico contro i lavoratori e non solo di Mirafiori, perché fa da battistrada per gli altri settori. I sindacati, FIOM in testa, hanno trascinato i lavoratori nella trappola del referendum per dividerli ed impedire loro ogni possibilità di lotta reale. Eppure questa vicenda ha messo in luce la rabbia crescente dei lavoratori e l’emergere della consapevolezza che di fronte alla legge del profitto la propria vita e la propria dignità di lavoratori vale zero.

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Situazione italiana: 

Patrimonio della Sinistra Comunista: 

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Irlanda: un lampante esempio del crollo del capitalismo

In Irlanda i turisti sono invitati ad esplorare una terra di miti e leggende. Nel corso degli ultimi quindici anni racconti fantasiosi sullo stato dell’economia irlandese sono stati aggiunti in gran quantità alla mitologia. Nella metà degli anni 90 ci fu il mito della Tigre Celtica, della radicata prosperità irlandese. Come George Osborne (membro del Partito Conservatore) diceva nel 2006 “L’Irlanda rappresenta un fulgido esempio dell’arte del possibile nelle politiche economiche a lungo termine”. Ma da quando l’Irlanda è diventato il primo paese dell’eurozona ad entrare in recessione si sono susseguite, dal budget di emergenza dell’ottobre 2008 in poi, una serie crescente di misure di austerità e di fondi pompati nelle banche nel corso del 2009 e del 2010.

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Questioni teoriche: 

Adesso arriva il conto della crisi. Ma noi non lo paghiamo!

VOLANTINO PER IL I MAGGIO SCARICABILE ANCHE IN FORMATO PDF
Grecia, Portogallo, Spagna, Irlanda, Francia, Germania, Inghilterra, Italia … ovunque la stessa crisi, ovunque gli stessi attacchi. La borghesia mostra apertamente le sue intenzioni. Il suo freddo e disumano discorso si riassume in poche parole: “Se volete evitare il peggio, la catastrofe economica ed il fallimento, bisogna che stringiate la cinghia come non avete mai fatto finora!”.

Vita della CCI: 

Questioni teoriche: 

La classe operaia di fronte alla miseria

Questo breve articolo scritto dai nostri compagni in Francia sembra essere stato scritto per descrivere la situazione che vive la classe lavoratrice oggi in Italia. Stessi attacchi ai proletari, stessa preoccupazione e paura per il futuro, stesse difficoltà per la classe, ma anche stessa potenzialità per una prospettiva di rafforzamento della lotta.

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La miseria esplode

Le informazioni pubblicate questi ultimi mesi nel sito Internet dell’Observatoire des inégalités (Osservatorio delle diseguaglianze) mostrano quale realtà terribile e quale sofferenza si nasconde dietro le parole “crisi economica”:

“Un terzo della popolazione dei paesi poveri vive in bidonville o tuguri, cosa che rappresenta in totale più di 800 milioni di persone (…) Si tratta della popolazione urbana che vive nelle condizioni più disastrose, dalle bidonville alle capanne insalubri, in particolare senza acqua corrente”.

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Vertice del G20 a Londra: un nuovo mondo capitalista non è possibile

La prima crisi globale dell'umanità" (OMC, aprile 2009) (1). La recessione "più profonda e la più sincrona a memoria d’uomo" (OCSE, marzo 2009) (2)! Dalla stesse ammissioni delle grandi istituzioni internazionali, la crisi economica attuale è di una gravità senza precedente. Per farvi fronte, tutte le forze della borghesia sono mobilitate da mesi.

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Le cause della prosperità seguita alla Seconda Guerra mondiale (dibattito interno alla CCI)

Nella primavera del 2005 la CCI ha aperto un dibattito interno riguardo all’analisi economica del periodo di forte crescita seguito alla Seconda Guerra mondiale (ancora oggi chiamato “I Trenta gloriosi”). Periodo che costituisce una eccezione all’interno della fase di decadenza del capitalismo dal punto di vista delle performance economiche poiché presenta il tasso di crescita più alto di tutta la storia del capitalismo[1]. Questo dibattito è scaturito dalla messa in evidenza, già precedente, di una contraddizione tra differenti testi della CCI a proposito del ruolo giocato dalla guerra rispetto alla questione cruciale dell’insufficienza di sbocchi solvibili per l’economia capitalista. Si poneva quindi una prima questione alla nostra organizzazione: le distruzioni provocate dalla guerra permettono la creazione di nuovi sbocchi? Ma questa prima questione, una volta data una risposta negativa, ne pone automaticamente un’altra: quale spiegazione coerente può essere data ai Trenta gloriosi basandosi su fattori diversi dalle distruzioni provocate dalla Seconda guerra mondiale?

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La più grave crisi economica della storia del capitalismo

La borghesia si è molto spaventata. Da agosto ad ottobre, un vero vento di panico ha soffiato sull'economia mondiale. A confermarlo ci sono le clamorose dichiarazioni di politici ed economisti: “Sull’orlo del baratro”, “Una Pearl Harbor economica”, “Uno tsunami che si avvicina”, “Un 11 Settembre della finanza[1]... all’appello manca solo il riferimento al Titanic!

Bisogna dire che le più grandi banche del pianeta stavano per fallire l’una dopo l’altra e che le Borse affondavano perdendo 32.000 miliardi di dollari dall’inizio di gennaio 2008, vale a dire l’equivalente di due anni della produzione totale degli Stati Uniti. La Borsa islandese è crollata del 94 % e quella di Mosca del 71%!

Alla fine la borghesia, passando da un piano di “salvataggio” ad un piano di “rilancio”, è riuscita ad evitare la paralisi totale dell’economia. Questo significa forse che il peggio è dietro di noi? Certamente no! La recessione nella quale siamo appena entrati si presenta come la più devastante dalla Grande Depressione del 1929.

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