Lotta proletaria

Lotta proletaria

Manifesto sulla rivoluzione di Ottobre, Russia 1917

Rivoluzione Russa 1917-2017

Manifesto sulla rivoluzione di Ottobre, Russia 1917

La rivoluzione mondiale è il solo futuro dell’umanità

Struttura del sito: 

Storia del movimento operaio: 

Patrimonio della Sinistra Comunista: 

Questioni teoriche: 

Rosa Luxemburg: i bolscevichi rappresentano l’onore della rivoluzione. Il significato fondamentale della rivoluzione russa

Rivoluzione Internazionale n°181

“Le classi dominanti hanno sempre ricompensato i grandi rivoluzionari, durante la loro vita, con incessanti persecuzioni; la loro dottrina è stata sempre accolta con il più selvaggio furore, con l'odio più accanito e con le più impudenti campagne di menzogne e di diffamazioni.

Storia del movimento operaio: 

Patrimonio della Sinistra Comunista: 

Una testimonianza: l’anno I della rivoluzione russa

Rivoluzione Internazionale n°181

Questi estratti dall’opera di un testimone della rivoluzione, Victor Serge, costituiscono una clamorosa smentita alla campagna ideologica ripetuta fino alla nausea cento anni dopo da tutti i mezzi di informazione, secondo cui quella dell’Ottobre 1917 non sarebbe stato che un volgare “colpo di Stato” operato da Lenin e da un pugno di bolscevichi.

Storia del movimento operaio: 

Patrimonio della Sinistra Comunista: 

Rapporto sulla lotta di classe

21° Congresso CCI

Fin dalle sue origini, la CCI ha sempre cercato di analizzare la lotta di classe nel suo contesto storico. La stessa esistenza della nostra organizzazione è dovuta non solo agli sforzi dei rivoluzionari del passato e di quelli che si sono assunti il compito di ponte tra una generazione di rivoluzionari e l'altra ma, anche, al cambiamento del corso storico, apertosi con il riemergere del proletariato a livello mondiale dopo 1968 e che ha messo fine ai "quarant’anni di controrivoluzione", iniziata con la fine delle ultime lotte della grande ondata rivoluzionaria del 1917-27.

Vita della CCI: 

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Sviluppo della coscienza e dell' organizzazione proletaria: 

Movimento sociale in Turchia: il rimedio contro il terrore di Stato non è la democrazia

Pubblichiamo
qui degli
estratti
di un
articolo
realizzato
dalla
nostra
sezione
in Turchia
una
giovane
sezione,
sia
nella
storia
della CCI
sia per
l’età
dei suoi
membri. In quanto rivoluzionari e parte della generazione che ha condotto la rivolta, questi compagni si sono attivamente
implicati
nel movimento. Incoraggiamo i nostri lettori a leggere la versione di
quest’articolo sul
nostro sito che è allo stesso tempo un resoconto dal vivo”, pieno di dettagli concreti sulla vita di questo movimento, e un primo tentativo di analisi del suo significato.
Nella scelta di questi estratti abbiamo voluto mettere in luce soprattutto quest’ultimo aspetto. Quale è la natura di questo movimento? A quale dinamica internazionale partecipa? Quali sono le sue forze e le sue debolezze? Quali prospettive lascia intravedere? In effetti sono proprio queste le questioni al cuore della posta in gioco del periodo attuale e a venire.

Patrimonio della Sinistra Comunista: 

L’Egitto ci mostra l’alternativa: socialismo o barbarie

Il sentimento che l’ordine attuale
delle cose non possa continuare come prima continua a crescere nel mondo
intero. Dopo le rivolte della “Primavera araba”, i movimenti degli Indignados in Spagna e quelli di Occupy negli
Stati Uniti, nel 2011, l’estate del 2013 ha visto grandi
folle
scendere nelle strade in Turchia e in
Brasile.

Geografiche: 

Patrimonio della Sinistra Comunista: 

Manifestazioni contro l’aumento del prezzo dei trasporti in Brasile: la repressione poliziesca provoca la collera della gioventù

Un’ondata di proteste contro l’aumento del prezzo dei trasporti
pubblici si sta sviluppando attualmente nelle grandi città del Brasile, particolarmente
nella città di San Paolo, ma anche a Rio de Janeiro, Porto Alegre, Goiânia,
Aracaju e Natal. Questa mobilitazione raccoglie dei giovani, studenti liceali e
universitari e in una misura minore ma non trascurabile anche dei lavoratori
salariati e autonomi.

Geografiche: 

Patrimonio della Sinistra Comunista: 

Da più di venti anni il cadavere dei regimi stalinisti esala ancora i suoi veleni

Contro gli attacchi che
continuano a crescere in tutti i paesi, le reazioni della classe operaia sono
molto limitate e particolarmente laboriose. Tutto ciò conferma il fatto che la
lotta del proletariato per rovesciare l’ordine costituito è una grande sfida
storica che richiede tenacia e pazienza. La strada per la rivoluzione è un
lungo cammino, difficile e complesso, che richiede una profonda riflessione e
un reale sforzo teorico. Pubblichiamo di seguito un estratto della nostre
serie: “All’alba del ventunesimo secolo: perché il proletariato non ha
rovesciato il capitalismo? Questo
estratto del secondo articolo esamina più specificamente un importante ostacolo
per comprendere le difficoltà che ancora pesano sulla classe operaia: l’impatto
ideologico del crollo dello stalinismo. Tuttavia, la spiegazione di fondo non
può essere limitata o ridotta a questa sola dimensione, incoraggiamo i nostri
lettori a ritornare sul contenuto di questi articoli nella loro interezza.

Patrimonio della Sinistra Comunista: 

Eventi storici: 

Dichiarazione di lavoratori di Alicante (Spagna) sullo sciopero generale

Pubblichiamo qui di seguito
la traduzione di una dichiarazione di lavoratori di Alicante, una città del
sud-est della Spagna, sulla costa del Mediterraneo, preceduta da una breve introduzione
della nostra organizzazione. Questi due testi sono stati pubblicati sul nostro
sito web in lingua spagnola.

Geografiche: 

Patrimonio della Sinistra Comunista: 

Egitto, Tunisia: il vicolo cieco delle “rivoluzioni arabe”

Mentre le
pretese "rivoluzioni arabe" festeggiavano il loro secondo
anniversario, le sommosse e le manifestazioni di massa che si sono prodotte in
questi ultimi mesi ed anche nelle ultime settimane in Egitto ed in Tunisia sono
servite a ricordare di fronte al mondo intero che la cacciata dei dittatori Ben
Ali e Mubarak non ha risolto niente. Al contrario, la situazione economica con
il suo seguito di disoccupazione crescente, di miseria e di attacchi
anti-operai, si è aggravata. E l'autoritarismo regnante come la violenza della
repressione che si abbatte oggi sui manifestanti non hanno niente da invidiare
a quanto succedeva nei precedenti regimi.

Geografiche: 

Patrimonio della Sinistra Comunista: 

Sulle manifestazioni in Cisgiordania

Pubblichiamo di seguito un articolo
scritto da un compagno molto vicino alla CCI in Spagna che racconta e trae
degli insegnamenti dalle mobilitazioni dei lavoratori e delle masse oppresse
della Palestina. Salutiamo con forza questa iniziativa. In una regione dove c'è
un brutale scontro imperialistico, con enormi sofferenze per la popolazione,
parole come classe, proletariato, lotta sociale, autonomia
del proletariato... sono seppellite dalle
parole
guerra, nazionalismo, rivalità etniche, conflitti religiosi, ecc. Per
questo tali mobilitazioni sono importanti e devono essere conosciute e prese in
considerazione dai proletari di tutti i paesi. Ci propongono di essere solidali
con nazioni, popoli, governi, organizzazioni di “liberazione” di vario tipo...
dobbiamo rigettare una tale solidarietà! La nostra solidarietà può andare solo
ai lavoratori e agli oppressi della Palestina, di Israele, dell’Egitto, della Tunisia
e dal resto del mondo. SOLIDARIETÀ DI CLASSE CONTRO “SOLIDARIETÀ” NAZIONALE.

Geografiche: 

Patrimonio della Sinistra Comunista: 

Perché è così difficile lottare? Come possiamo superare le difficoltà?

Tutto
sembra favorevole a un’esplosione senza precedenti della rabbia dei lavoratori. La
crisi è ormai aperta, è chiara a tutti e nessuno può sfuggirne.
Pochi
credono ancora all’“uscita dalla crisi” di cui ci parlano tutti i giorni. Il
pianeta ci mostra sempre più il suo spettacolo quotidiano di desolazione:
guerra e barbarie, fame insopportabile, epidemie, per non parlare delle
manipolazioni da irresponsabili apprendisti stregoni che i capitalisti operano
sulla natura, la vita e la salute, al solo scopo di realizzare sempre più
profitto. Di
fronte a tutto questo è difficile immaginare quale altro sentimento possa
pervaderci se non l’indignazione e la voglia di rivolta. E’ difficile pensare
che la maggioranza del proletariato creda ancora a un futuro nel capitalismo. Purtuttavia
le masse non hanno ancora ripreso appieno il cammimo della lotta.

Bisogna
allora pensare che è finita? Che il rullo compressore della crisi è troppo
forte, che la demoralizzazione che produce è insuperabile?

Patrimonio della Sinistra Comunista: 

Il ruolo del sindacato e del sindacalismo di base nel frenare la lotta di classe (estratti dal Rapporto sull'Italia 2012)

Il
principale elemento di freno dell’azione del proletariato in Italia è stato e
resta l’azione del sindacalismo, ed in particolare quello di base. Nel 2011 c’è
stato un record di ore si sciopero,
a conferma dell’attivismo sindacale per evitare movimenti più ampi e/o tendenti
all’autonomia.
E mentre si fa sempre più strada tra i proletari l’idea che i sindacati
tradizionali servono solo gli interessi dei padroni si sviluppa, ai margini
delle strutture confederali, tutta una pletora di sindacatini divisi per aree
geografiche, per settore lavorativo, ma soprattutto divisi tra di loro dall’ambizione
di avere ognuno diritto di prelazione su quanto sfugge al controllo dei
sindacati maggiori. Per capire questo fenomeno che è tipicamente italiano (a
nostra conoscenza non esistono altri paesi con una tale quantità e variegazione
di strutture sindacali) occorre fare un po’ la storia di queste formazioni.

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Situazione italiana: 

Patrimonio della Sinistra Comunista: 

Dopo il massacro di Marikana, l’Africa del Sud è attraversata da scioperi massicci

Nell’ultimo numero di questo giornale (Rivoluzione Internazionale n. 177), nell’articolo
Sudafrica: la borghesia
sguinzaglia poliziotti e sindacati contro la classe operaia
, abbiamo
analizzato il contesto in cui si è sviluppato il massacro dei minatori in sciopero
a Marikana operato dalla polizia sudafricana lo scorso 16 agosto. Abbiamo
mostrato in che maniera i sindacati e il governo avevano nei fatti teso una
trappola mortale agli operai, con lo scopo di strangolare la dinamica di lotta
che attraversa da diversi mesi “la più grande democrazia africana”. Mentre i
suoi sbirri brutalizzavano e assassinavano i lavoratori in completa impunità,
la borghesia imbracciava il tema dell’apartheid per trascinarli sullo sterile
terreno della pretesa lotta tra razze di cui i lavoratori neri sarebbero le
vittime. Gli scioperi sembravano estendersi ad altre miniere, era tuttavia
impossibile determinare con certezza se essi sarebbero scivolati sul terreno
del conflitto inter-razziale o avrebbero continuato ad estendersi.

Geografiche: 

Patrimonio della Sinistra Comunista: 

3. Il lento procedere della lotta di classe

La dinamica
della lotta di classe è una dinamica internazionale, per cui gli elementi che
caratterizzano la situazione italiana non devono essere visti in sé, ma come
articolazione del processo di scontro di classe in corso a livello
internazionale che vede, in questo momento, la Spagna e il movimento degli
indignati come l’espressione la più elevata della lotta di classe. Ciò detto,
la nostra attenzione si soffermerà non solo sugli aspetti che confermano
l’appartenenza dell’Italia a questa dinamica internazionale, ma anche su quelli
che ne caratterizzano le differenze. In particolare occorre rispondere ad un
quesito: perché in Italia, nonostante degli attacchi economici giunti ormai ad
un livello decisamente sostenuto, la risposta resta ancora così debole e
dispersa?

Geografiche: 

Situazione italiana: 

Patrimonio della Sinistra Comunista: 

Rapporto sull’Italia 2012

Questo testo costituisce
il rapporto che periodicamente la nostra organizzazione produce sulla
situazione dei vari paesi in cui è presente, nel caso specifico l’Italia, ed ha
come obiettivo quello di creare una base di discussione, anzitutto all’interno
dell’organizzazione, ma anche all’esterno tra i contatti, i lettori in genere, per
favorire un più efficace orientamento dell’attività e della presenza politica all’interno
della classe operaia.

Vita della CCI: 

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Situazione italiana: 

Patrimonio della Sinistra Comunista: 

Manifestazioni in Giappone: un’espressione di indignazione di fronte alla barbarie capitalista

A partire dal mese di aprile, una tempesta della stessa natura di quella
avviata dalla “Primavera araba”,
che aveva anche incoraggiato una
moltitudine di
mobilitazioni di “indignati”nel mondo intero (Spagna, Grecia, USA, Canada ecc. ), soffia sull’arcipelago giapponese. E, come si è già verificato per molti di
questi movimenti
, assistiamo ancora una volta ad un
vero e proprio black-out da parte
della borghesia e dei suoi media. Nello stesso Giappone, al di fuori dei
luoghi dove si è sviluppato il malcontento, i mezzi di
comunicazione hanno mantenuto un silenzio identico a quello dei media democratici occidentali.

Geografiche: 

Patrimonio della Sinistra Comunista: 

Il peggior attacco alle nostre condizioni di vita (finora): Dove stiamo andando? Come possiamo rispondere?

Questo è
un volantino prodotto dalla nostra sezione in Spagna per denunciare gli
attacchi spietati contro le condizioni di vita della classe operaia di quel
paese. E’ anche un’analisi della situazione con la formulazione di qualche proposta
per portare avanti la lotta.

Nel 1984 il governo socialista del PSOE varò la prima Riforma del Lavoro, tre mesi fa l’attuale governo conservatore del PP mette in atto la peggiore Riforma del Lavoro … fino ad oggi. Nel 1985 il governo PSOE fece la prima Riforma delle pensioni, nel 2011 c’è stata un’altra riforma, a quando la prossima? Sono più di 30 anni che le nostre condizioni di vita sono gradualmente peggiorate, ma dal 2010 il degrado ha preso un ritmo vertiginoso e con le nuove misure del governo PP raggiunge livelli che comunque rimangono piccoli di fronti ai nuovi attacchi in arrivo.

Vita della CCI: 

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Spagna: come possiamo rispondere agli attacchi mentre l’economia affonda?

La classe operaia in Spagna sta affrontando
delle misure di austerità particolarmente dure in un contesto di profonda crisi
economica, il che sta aumentando la tensione sociale. Le lotte che hanno avuto
luogo nel 2011 in risposta alla crisi sono state, in molti casi, elemento di
ispirazione per altri movimenti. Nel caso del movimento 15-M, questo è stato
influenzato dalla primavera araba e, a sua volta, ha ispirato lo sviluppo delle
lotte in Grecia e negli Stati Uniti, per esempio. L’anniversario del 15-M ha
coinciso con l’inizio dello sciopero degli 8000 minatori nel nord della Spagna
contro un importante ritiro di aiuti pubblici al settore che, oltre che portare
alla chiusura dell’industria mineraria, metterebbe a rischio 40.000 posti di
lavoro dell’indotto, in un paese che ha già il 24% di disoccupazione di cui la
metà al di sotto di 25 anni. Questo articolo mira a contribuire al dibattito su
quali lezioni possiamo trarre, dopo un anno, dal movimento del 15-M e sullo
sciopero dei minatori.

Vita della CCI: 

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Magazzini del “Gigante” di Basiano: lo Stato innalza il livello dello scontro


La mattina dell’11 giugno un plotone di polizia e carabinieri in tenuta
antisommossa ha attaccato un picchetto di lavoratori delle cooperative, in
servizio presso il magazzino logistico del supermercato Gigante, in sciopero
contro i licenziamenti. Il picchetto serviva a non far entrare altri lavoratori
venuti dall’esterno per lavorare al loro posto.

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Situazione italiana: 

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Giornata di manifestazione in India: sciopero generale o parata sindacale?

In
India, il 28 febbraio scorso c’è stata una giornata di sciopero proclamata dalle
undici centrali sindacali nazionali (è la prima volta dall’indipendenza del
paese nel 1947 che queste agiscono insieme) e da 50.000 sindacati più piccoli,
che rappresentano 100 milioni di lavoratori attraverso tutto il paese. Lo
sciopero ha riguardato numerosi settori, in particolare gli impiegati di banca,
i lavoratori delle poste e dei trasporti pubblici, gli insegnanti, i portuali …
Questa mobilitazione è stata salutata come uno degli scioperi più grandi del
mondo fino ad oggi.

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Volantino internazionale di bilancio sui movimenti sociali del 2011: dall’indignazione alla speranza!

Pubblichiamo qui un volantino internazionale,
che la CCI sta diffondendo ovunque è presente, dove si fa un primo bilancio dei
movimenti degli Indignati e degli “Occupy” che si sono sviluppati nel 2011, per
contribuire al dibattito sul loro significato e la loro importanza.
I
due eventi più significativi del 2011 sono stati la crisi globale del
capitalismo
ed i
movimenti sociali in Tunisia, in Egitto, in Spagna, in Grecia, in Israele, in
Cile, negli Stati Uniti, in Gran Bretagna …

L’indignazione
ha preso una dimensione internazionale

Le
conseguenze della crisi capitalista sono estremamente dure per l’immensa
maggioranza della popolazione mondiale: deterioramento delle condizioni di
vita, disoccupazione che si prolunga per anni, precarietà che rende impossibile
la benché minima esigenza vitale di stabilità, situazioni estreme di povertà e
di fame …

Milioni
di persone si rendono conto con preoccupazione del fatto che ogni possibilità di
“una vita stabile e normale”, di “un futuro per i loro figli” diventa
irraggiungibile. Questo ha provocato un’indignazione profonda, ha portato a
rompere la passività, a scendere nelle strade e nelle piazze, a porsi delle
domande sulle cause di una crisi che, nella sua fase attuale, dura già da oltre
cinque anni.

L’indignazione
è montata ancora di più per l’arroganza, la voracità e l’indifferenza rispetto
alle sofferenze della maggioranza della popolazione di banchieri, politici e altri
rappresentanti della classe capitalista. Ma anche a causa dell’incompetenza dei
governi di fronte ai gravi problemi della società: le misure che questi
prendono non fanno che aumentare la miseria e la disoccupazione senza darvi la minima
soluzione.

Il movimento
d’indignazione si è esteso a livello internazionale. È nato in Spagna dove il
governo socialista aveva realizzato uno dei primi e più duri piani d’austerità;
in Grecia, diventata il simbolo della crisi economica mondiale attraverso l’indebitamento;
negli Stati Uniti, tempio del capitalismo mondiale; in Egitto ed in Israele
paesi situati in uno dei peggiori e più acuti fronti del conflitto imperialista,
quello del Medio Oriente.

La coscienza
che si tratta di un movimento globale inizia a svilupparsi, nonostante il peso
distruttivo del nazionalismo (presenza di bandiere nazionali nelle
manifestazioni in Grecia, in Egitto e negli Stati Uniti). In Spagna, la
solidarietà con i lavoratori in Grecia si è espressa al grido di “Atene resisti, Madrid si solleva!”. Gli
scioperanti di Oakland (California, novembre 2011) proclamavano la loro “solidarietà con i movimenti di occupazione
a livello mondiale”
. In Egitto è stata approvata una Dichiarazione del
Cairo di sostegno al movimento negli Stati Uniti. In Israele, gli Indignati
hanno gridato “Netanyahu, Mubarak, El
Assad, sono la stessa cosa”
ed hanno preso contatto con i lavoratori palestinesi.

Oggi,
il punto culminante di questi movimenti è dietro di noi, anche se si vedono
apparire nuove lotte (Spagna, Grecia, Messico). E allora molta gente si chiede:
a cosa è servita tutta quest’ondata d’indignazione? Abbiamo guadagnato
qualcosa?
CONTINUA: leggi tutto cliccando sul titolo.

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Questioni teoriche: 

Di fronte all’ondata repressiva a Valencia (Spagna)

Mercoledì
15 febbraio, la polizia ha represso i liceali e gli studenti che avevano bloccato
la circolazione in via Xativa a Valencia in occasione della manifestazione
contro i tagli di bilancio. Un giovane minatore è stato fermato. Da allora sono
seguite manifestazioni ed assembramenti e lo Stato ha risposto con una vera e
propria escalation della repressione: 17 persone fermate e trattate in modo umiliante,
in particolare le ragazze, insultate rudemente, trascinate per terra … Quelli
che si sono raggruppati di fronte al palazzo di polizia di Zapadores sono state
vittime di una trappola e sono stati schedati uno ad uno.

Di fronte a tali atti, vogliamo esprimere la nostra
solidarietà con tutti gli imprigionati, il nostro sostegno a tutte le
manifestazioni di solidarietà che ci sono state, come pure all’atteggiamento
degli abitanti della zona di Zapadores

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Questioni teoriche: 

Perché ci considerano loro nemici?

Traduciamo
qui un articolo pubblicato in Accion Proletaria, organo di stampa della CCI in
Spagna, a proposito di alcune dichiarazioni fatte da un capo della polizia
sulla repressione degli studenti liceali ed universitari a Valencia nel
febbraio scorso. Queste dichiarazioni sono effettivamente molto chiarificatrici

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Sviluppo della coscienza e dell' organizzazione proletaria: 

L’ospedale di Kilkis in Grecia sotto il controllo dei lavoratori

Il personale
dell’ospedale generale di Kilkis, nella Macedonia centrale, a nord di
Tessalonica (Grecia), ha occupato l’ospedale e lo dichiara sotto il suo
controllo.

I lavoratori
hanno reso pubblica la seguente dichiarazione lo scorso 4 febbraio
:

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Patrimonio della Sinistra Comunista: 

Tolto Berlusconi, venuto Monti, restano la crisi e le batoste sulla pelle dei proletari. Come possiamo rispondere?

Testo della
presentazione alla Riunione Pubblica della CCI di febbraio 2012

In tutti i paesi
le imprese stanno licenziando massicciamente, la disoccupazione sta esplodendo
a livello mondiale. Sono all’ordine del giorno le notizie di chiusura di
aziende o di ridimensionamento del personale.

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Situazione italiana: 

Patrimonio della Sinistra Comunista: 

Anche in Cina la crisi economica e la lotta di classe avanzano

Gli esperti della borghesia includono la Cina nella loro collezione di potenze che
hanno espresso di recente un avanzato sviluppo economico. Questa categoria,
riferita con l’acronimo “BRIC” e che include anche il Brasile, la Russia e l’India,
si presume possa costituire la salvezza del capitalismo in crisi. Questi paesi vengono
dipinti come l’opposto di quelli che formano il “PIIG” (Portogallo, Irlanda,
Italia, Grecia e Spagna). In realtà, non sono che l’altra faccia della stessa medaglia.
I PIIGS sono
sprofondati velocemente nella crisi economica aperta
, i
BRIC
sono in procinto di farlo, spegnendo
le deboli speranze della classe dominante
in un miracolo economico capace di superare la crisi mortale del capitalismo

Geografiche: 

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Questioni teoriche: 

Il capitalismo è in fallimento, è necessario rovesciarlo!

A
C’è stato un tempo, non così lontano, in cui i
rivoluzionari non incontravano che scetticismo, derisione o scherno quando
affermavano che il sistema capitalista stava andando verso la catastrofe. Oggi
a dirlo sono i più accesi sostenitori del capitalismo “Il caos è qua,
proprio davanti a noi
(Jacques Attali,
ex collaboratore del presidente Mitterrand, ex direttore del BERS e,
attualmente, consigliere del presidente Sarkozy).

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