Lotta proletaria

Autunno caldo 1969: un momento della ripresa storica della lotta di classe, II parte

Nel precedente articolo abbiamo rievocato la grande lotta portata avanti dalla classe operaia in Italia alla fine degli anni ‘60 che è rimasta nella storia con il nome di “autunno caldo”, nome che, come abbiamo già ricordato nel suddetto articolo, è troppo angusto dal punto di vista temporale per designare una fase di lotte che ha investito i proletari in Italia per almeno tutto il biennio 1968-69 e che ha lasciato una traccia profonda negli anni successivi.

Breve cronologia della lotta in Francia contro la riforma delle pensioni

Pubblichiamo qui di seguito una breve cronologia degli avvenimenti e delle tappe del movimento di lotta contro la riforma delle pensioni che si sviluppa in Francia da mesi. Completeremo questo quadro man mano secondo le notizie. Questo movimento è già ricco di insegnamenti per il proletariato mondiale. Di fronte alle falsità propagate dallo Stato, dai mass media francesi e dalla stampa internazionale, è molto importante che le testimonianze e le varie informazioni sulla lotta siano fatte circolare e siano diffuse quanto più possibile in Francia ed in tutti i paesi. Incoraggiamo quindi tutti i nostri lettori a completare la cronologia che segue (necessariamente molto parcellare ed incompleta) scrivendoci o utilizzando i nostri forum di discussione alle pagine in lingua inglese, francese o spagnolo. Cercheremo, nella misura delle nostre forze, di tradurre questi testi nelle principali lingue.

 

Italia: la maturazione della lotta di classe

Dall’inizio del 2010 ad oggi ci sono state molte novità. Il governo e il padronato da una parte hanno sferrato attacchi furibondi contro la classe operaia, dimostrando così di essere perfettamente consapevoli del fatto che la crisi economica non è affatto finita e che il peggio deve ancora venire. Ma anche i lavoratori, da parte loro, non sono rimasti a guardare è hanno espresso una resistenza niente affatto passiva, sviluppando uno strumento che va acquisendo sempre più peso e importanza per la classe operaia: la solidarietà tra settori diversi.

Spagna: Solidarietà con i lavoratori della metropolitana di Madrid!

Pubblichiamo la presa di posizione della CCI in Spagna sullo sciopero alla Metropolitana di Madrid alla quale aggiungiamo una dichiarazione di solidarietà di un gruppo di impiegati postali della capitale spagnola.

Piena solidarietà con gli scioperanti della metropolitana di Madrid

Naturalmente noi salutiamo calorosamente questa lettera espressione vivente di ciò che è la solidarietà operaia!

 

Buongiorno compagni!

Polonia, agosto 1980: trenta anni fa il proletariato mondiale rifaceva l’esperienza dello sciopero di massa

Trenta anni fa, durante l’estate 1980, la classe operaia in Polonia metteva il mondo in ansia. Un gigantesco movimento di sciopero si estendeva nel paese: parecchie centinaia di migliaia di operai entravano in sciopero selvaggio in diverse città, facendo tremare la classe dominante in Polonia e in altri paesi.

Cosa accadde nell’agosto del 1980?

In seguito all’annuncio dell’aumento del prezzo della carne,gli operai reagiscono in parecchie fabbriche con scioperi spontanei. Il primo luglio, gli operai della Tczew vicino Danzica e dell’Ursus nella periferia di Varsavia entrano in sciopero.Alla Ursus si tengono assemblee generali, viene eletto un comitato di sciopero e sono stabilite rivendicazioni comuni. Nei giorni seguenti gli scioperi continuano ad estendersi: Varsavia, Lodz, Danzica, ecc. Il governo cerca di impedire una estensione maggiore del movimento facendo rapide concessioni, tra cui aumenti salariali. A metà luglio gli operai di Lublino, un importante crocevia ferroviario, entrano in sciopero. Lublino è situata sulla linea ferroviaria che collega la Russia alla Germania dell’est. Nel 1980 costituiva una linea vitale per il vettovagliamento delle truppe russe nella Germania dell’est. Le rivendicazioni degli operai sono le seguenti: nessuna repressione contro gli operai in sciopero, ritirata della polizia dalle fabbriche, aumenti salariali e libere elezioni dei sindacati.

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FIAT, Pomigliano: Lettera aperta di un’operaia al figlio, 11 giugno 2010

Questa è l’ennesima lettera di una persona che soffre, di una lavoratrice che grida il proprio dolore per non poter svolgere il suo ruolo naturale di madre passando del tempo a giocare con i propri figli perché il lavoro sfiancante della fabbrica glielo impedisce.

Lettera di solidarietà dei lavoratori della FIAT di Tychy (Polonia) a quelli di Pomigliano

Pubblichiamo qui di seguito la lettera degli operai polacchi della Tychy ai loro compagni di classe di Pomigliano.

FIAT di Pomigliano d’Arco e di Tychy in Polonia: un nuovo importante esempio di solidarietà internazionale

Dopo i tagli e la riduzione dello stato sociale imposti per decreto dallo Stato ai lavoratori del pubblico impiego, segue a ruota naturalmente l’attacco del padronato privato, nelle vesti dell’amministratore delegato della FIAT Marchionne che farà da battistrada, ne siamo certi, a tutti gli altri capi e capetti delle medie e piccole imprese. Di che si tratta? Del piano strategico 2010-2014 di riconversione dell’automobile imposto di fatto da Marchionne alle maestranze FIAT che prevede 20 miliardi di euro di investimenti in Italia di cui 700 milioni per produrre dal secondo semestre 2011 la nuova Panda nell’impianto di Pomigliano d’Arco (mentre quello di Termini Imerese verrà chiuso). Ma Marchionne è molto chiaro su questa transizione: “Per Pomigliano bisogna chiudere l'accordo. Se non si chiude, sono disposto a non far partire l'investimento.” Come mai Marchionne è così preoccupato quando deve semplicemente fare degli investimenti per migliorare la produzione dell’impianto?

Italia: la difficile ma inesorabile crescita della lotta di classe

Una delle questioni su cui, tra proletari, ci si ritrova più frequentemente a discutere è la prospettiva della lotta di classe.

Sciopero selvaggio di autisti di autobus in Brasile

Pubblichiamo qui di seguito la testimonianza di lotta, datata 18 maggio 2010 e presa dal blog di un compagno della CNT/AIT della regione di Goias in Brasile.

Presa di posizione del TPTG sulla manifestazione del 5 maggio in Grecia

Pubblichiamo qui di seguito ampi estratti di una testimonianza del TPTG (Ta Paida Tis Galarias), gruppo comunista libertario greco sulla manifestazione del 5 maggio contro il piano d’austerità.

Dalla Turchia: “Se i sindacati sono dalla nostra parte, perché ci sono 15.000 poliziotti antisommossa fra noi e loro?”

Pubblichiamo qui di seguito la traduzione di un articolo scritto da un operaio turco che ha partecipato alle lotte della Tekel e che si è avvicinato alla sezione della CCI in questo paese. Cogliamo l’occasione per ringraziare calorosamente questo lavoratore.

Gli scioperi della Tekel sono scarsamente conosciuti a livello internazionale in seguito al black-out mediatico promosso dalla borghesia. La classe dominante preferisce ovviamente puntare i proiettori su tutte le espressioni di nazionalismo (che in genere alimenta essa stessa) e passare sotto silenzio le manifestazioni di solidarietà operaia tra lavoratori di diverse origini etniche, culturali, religiose … Chiediamo perciò a tutti i nostri lettori di far circolare tra di loro tutte le informazioni disponibili su questa lotta.

Turchia: Solidarietà con la resistenza degli operai della Tekel contro il governo ed i sindacati!

Il 14 dicembre 2009, migliaia di operai delle imprese Tekel, di dozzine di città della Turchia, hanno lasciato le loro case e le loro famiglie per raggiungere Ankara.
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Grecia, i lavoratori di fronte alle brutali misure d’austerità

Pubblichiamo la traduzione di un articolo apparso il 5 febbraio sul sito Internet in inglese della CCI. Questo articolo ha anche anticipato con una certa precisione quello che sarebbe accaduto dal 10 al 24 febbraio: giornate di scioperi effettuate massicciamente da una classe operaia che non vuole più subire i violenti attacchi dello Stato, con dei sindacati che ordiscono per dividere gli operai e sterilizzare il crescente malcontento.

A Vigo, in Spagna: disoccupati ed operai dei cantieri navali lottano insieme

Pubblichiamo la traduzione di un articolo apparso sul nostro sito Internet in lingua spagnola su una nuova lotta a Vigo, in Galizia, provincia spagnola

Di fronte al fallimento sempre più evidente del capitalismo … una sola prospettiva, la lotta di classe!

Mai il fallimento di questo sistema era stato così evidente. Mai erano stati pianificati attacchi così massicci contro la classe operaia. Quali sviluppi della lotta di classe ci si può attendere?

In Algeria il proletariato esprime la sua collera

Durante il mese di gennaio si sono sviluppati numerosi scioperi e manifestazioni in Algeria. Coscienti del “cattivo esempio” e della riflessione che questo avrebbe potuto suscitare in una parte del proletariato, dato che gli operai immigrati non avrebbero potuto non sentirsi legati a queste esperienze, la borghesia si è guardata bene da far sapere la cosa!

L’unità e la solidarietà di classe uniche armi contro gli attacchi e contro la demoralizzazione

L’unica maniera per superare le difficoltà presenti della classe è creare il massimo di collegamenti tra proletari, unire le lotte isolate tra di loro, far sentire che si tratta della stessa lotta, che non si tratta di salvarsi affidandosi al sindacalista o al politico di turno. In una parola creare nella lotta quel clima di solidarietà che solo può permettere alla classe di maturare la fiducia in se stessa per poter osare sfidare il sistema attuale e proporsi come classe rivoluzionaria

Non cessa l’attacco del capitale alla classe operaia

Il 2009 si è chiuso con la dichiarazione di Marchionne, amministratore delegato della Fiat, di voler chiudere Termini Imerese buttando sul lastrico 1400 operai e con la protesta dei lavoratori siciliani soffocata dai sindacati e mistificata dai politici.

L’Autunno caldo 1969 in Italia, un momento della ripresa storica della lotta di classe (I)

Quello che viene comunemente ricordato come l’Autunno caldo italiano è un insieme di lotte che scuotono l’Italia dal Piemonte alla Sicilia giusto 40 anni fa e che cambieranno in maniera durevole il quadro sociale e politico del paese. Ma queste lotte non sono una peculiarità italiana. Infatti, alla fine degli anni ’60, si può assistere, particolarmente in Europa ma non solo, allo sviluppo di una serie di lotte e di momenti di presa di coscienza da parte del proletariato che mostrano, nel loro insieme, che qualcosa è cambiato: la classe operaia era tornata finalmente sulla scena sociale.

Preparare le lotte future

Pubblichiamo qui di seguito un volantino redatto dal collettivo “Unità alla base” di Tours in Francia.

Perché tanti attacchi e così poche lotte?

Gli attacchi piovono sulle nostre teste. Ognuno di noi ha paura, per sé o per i propri cari, che arrivi l’annuncio della chiusura di una fabbrica o di un “piano di ristrutturazione” sinonimo di un’ondata di licenziamenti. I giovani che si accingono ad entrare nel “mercato del lavoro” trovano di fronte un muro. Le imprese non assumono più. I concorsi per il pubblico impiego sono presi di mira da migliaia e migliaia di candidati, talvolta decine di migliaia, a volte anche … per un solo posto. Quello che si trova ancora, attraverso delle agenzie di lavoro, sono dei piccoli lavori precari, sottopagati e a condizioni di sfruttamento infernali. E purtroppo, noi lo sappiamo già, domani sarà ancora peggio!

Poste, settore pubblico, trasporti in Gran Bretagna. Evitare la trappola dell’isolamento

Pubblichiamo qui di seguito il volantino diffuso dai nostri compagni di World Revolution, sezione della CCI in Gran Bretagna, in occasione dei recenti scioperi in questo paese.

E in Italia, a che sta la lotta di classe?

Nell’articolo “Perché tanti attacchi e così poche lotte?”, pubblicato in questo stesso numero del giornale, affermiamo che “la violenza con cui colpisce oggi la crisi economica ha, per il momento, un effetto allarmante e dunque paralizzante” sulla classe operaia. Ma questo non significa che non ci siano lotte.

Autunno caldo 1969: tappa della ripresa storica della lotta di classe. Estratti presentazione alla Riunione Pubblica di novembre

Quello che viene comunemente ricordato come l’Autunno caldo italiano è un insieme di lotte che scuotono l’Italia dal Piemonte alla Sicilia e che cambieranno permanentemente il quadro sociale e politico del paese. Ma queste lotte non sono una peculiarità italiana. Infatti alla fine degli anni ’60 si può assistere, particolarmente in Europa ma non solo, allo sviluppo di una serie di lotte e di momenti di presa di coscienza da parte del proletariato che mostrano, nel loro insieme, che qualcosa è cambiato: la classe operaia, risvegliatasi dal lungo torpore degli anni della controrivoluzione in cui l’avevano cacciata la sconfitta degli anni ’20, la guerra e l’azione nefasta dello stalinismo, torna finalmente sulla scena sociale per riprendere la sua lotta storica contro la borghesia. Il maggio francese del 1968, gli scioperi in Polonia del 1970 e le lotte in Argentina del 69-73, assieme all’Autunno caldo in Italia sono soltanto gli eventi maggiori di questa dinamica nuova che investe tutti i paesi del mondo e che aprirà la nuova epoca di scontri sociali che, tra alti e bassi, è arrivata fino a noi oggi.

Solidarietà con la lotta dei precari della scuola

Se da mesi e mesi si sviluppa una lotta tra i precari della scuola che viene completamente oscurata rispetto ad altre avvenute nello stesso periodo è perché questa, per le condizioni in cui si è prodotta, può destare maggiori preoccupazioni alla borghesia in quanto meno facilmente governabile. Innanzitutto le decine di migliaia di lavoratori coinvolti sono decisamente superiori a quelli che hanno scioperato, ad esempio, alla INNSE di Milano o in altre piccole fabbriche. Inoltre si tratta, nel caso dei precari della scuola, di un settore che tradizionalmente ha avuto un rapporto difficile con il sindacato e che ha espresso nella sua storia diversi episodi di lotte organizzate dal basso e di collegamento anche a livello nazionale.

E i precari hanno oggi ben motivo per mobilitarsi in massa e per lungo tempo. Ben 18.000 di loro infatti, dopo anni di incarico, perderanno il lavoro a causa dei più di 45.000 posti tagliati nella scuola dal governo, in parte assorbiti dai pensionamenti. E qui non c’entra niente il mercato, ma solo la volontà del governo di fare cassa per far fronte alla crisi del capitalismo. Un tale attacco, uno dei più importanti tra quelli portati avanti contro un settore di lavoratori negli ultimi tempi, non poteva rimanere senza risposta, visto che quello che è in gioco è la stessa sopravvivenza. Ed infatti, fin dal mese di agosto, i precari si sono mobilitati in varie città d’Italia, dal nord al sud.

Solo una lotta unita e solidale consente di resistere agli attacchi

Ormai non è più soltanto Berlusconi a ripeterci fino alla nausea che la ripresa è già cominciata, ma la maggior parte dei mezzi di informazione e dei vari organismi internazionali, dall’OCSE al FMI, che ci dicono che la recessione è ormai finita, che gli strumenti messi in atto dai vari Stati hanno consentito di frenare ed anche di cominciare a superare la crisi.

Bangladesh, Cina, Spagna, Gran Bretagna… La classe operaia rifiuta di piegarsi alla crisi

Dopo il 1929 nessuna crisi economica ha mai colpito con tale violenza il proletariato mondiale. Dappertutto la disoccupazione e la povertà stanno esplodendo. Questa situazione drammatica provoca un forte sentimento di rabbia tra gli operai. Oggi è difficile convertire questa rabbia in combattività. Che fare quando la propria fabbrica chiude? Come combattere? Che tipo di scioperi o azioni fare? E per quelli che ancora hanno un lavoro, come resistere ai tagli sullo stipendio, agli straordinari non pagati, agli aumenti di produttività ...

Comunicato di Solidarietà dall’Assemblea dei Lavoratori della Sanità e dei Servizi Sociali di Alicante

Pubblichiamo qui di seguito il Comunicato dell’Assemblea dei Lavoratori della Sanità e dei Servizi Sociali di Alicantein solidarietà con due diversi collettivi di lavoratori in lotta.
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