Lotta proletaria

Lotta proletaria

Le lotte dei lavoratori in Germania espressione di un accumulo di insoddisfazioni

Gli ultimi cinque anni hanno mostrato uno sviluppo
della lotta di classe a livello internazionale. Queste lotte si sono sviluppate
in risposta alla brutalità della crisi del capitalismo e al drammatico
peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro in tutto il mondo. Oggi,
entrando in una nuova fase della crisi economica annunciata dalla crisi

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Francia: Lotta dei ferrovieri, movimento degli studenti. Governo e sindacati mano nella mano contro la classe operaia

Lo sciopero dei lavoratori dei
trasporti (SNCF e RAPT) che ha avuto fine il 22 novembre (e che si è svolto
simultaneamente alla lotta degli studenti contro la legge sulla “autonomia
delle università” che punta ad accentuare le diseguaglianze tra i giovani
provenienti dalla classe operaia e quelli della borghesia) costituisce la prima
risposta significativa della classe operaia in Francia contro gli attacchi del
governo Sarkozy/Fillons/Pécresse e compagni. Lo smantellamento dei regimi

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Lotte in Francia. ABBASSO LO STATO DI POLIZIA! Solidarietà di tutti i lavoratori con gli studenti picchiati dai poliziotti!

La settimana
scorsa il governo di Sarkozy/Fillon/Hortefeux/Pécresse e soci (col
tacito accordo del Partito Socialista e dei vari gruppi della sinistra) hanno
oltrepassato il Rubicone dell’infamia e della brutalità. Dopo aver cacciato
manu militari gli immigrati alle frontiere di Hexagone in nome della politica
di selezione degli “immigrati scelti” (“l’immigration choisie”), hanno ora
attaccato selvaggiamente gli studenti in sciopero. La feroce repressione si è

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Veltroni o Berlusconi, Casini o Bertinotti. I lavoratori non possono aspettarsi nulla dal nuovo governo

I lavoratori italiani hanno i salari più bassi d’Europa
(Eurispes), “Il 15% delle famiglie
italiane vive in condizioni di assoluta povertà!
”, “In Italia ci sono morti sul lavoro ogni giorno”. Queste notizie non
vengono da giornali rivoluzionari, ma direttamente da enti statali, da
personaggi eminenti della borghesia e del governo e successivamente dai
sindacati i quali, sentendosi chiamati in causa, portano il “loro contributo di

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Situazione italiana: 

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Lotte in Germania. La combattività crescente della classe operaia a livello mondiale

Nel 2007 in
Germania c’è stato il maggior numero di giornate di sciopero dal 1993
(all’indomani della riunificazione), delle quali il 70% a causa degli scioperi
della primavera scorsa contro il decentramento di 50.000 posti di lavoro nelle
telecomunicazioni. Questo paese è stato sempre vantato in questi ultimi anni
per il suo dinamismo economico ma anche come modello di “concertazione
sociale”.

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La lotta dei lavoratori nel Dubai: un esempio di coraggio e solidarietà

A metà novembre, appena dopo che gli operai di Dubai erano
tornati al lavoro dopo una massiccia e spontanea rivolta, la stampa e la
televisione dedicavano le prime pagine alla storia del nipote del re di Dubai
Abdallah, Al Walid Ibn Talal, il quale aveva appena acquistato un Airbus A380
per il proprio uso personale.

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Vittoria per i lavoratori della Turk Telekom

Abbiamo ricevuto il seguente articolo dai compagni di
Enternasyonalist Komünist Sol (EKS)

, che
da un resoconto di un importante sciopero alla Telecom in Turchia. Oltre all’importanza
dello sciopero in sé ed alle lezioni da trarne, i compagni dell’EKS mettono
giustamente in risalto l’importanza dello sciopero all’interno del contesto
dell’attuale atmosfera di sfrenato nazionalismo guerrafondaio ed alla chiara linea
di classe che separa il patriottismo del presidente del sindacato Haber–İş e la
determinazione dei lavoratori a difendere le proprie condizioni di vita. La
difesa nazionale e gli interessi degli operai non sono compatibili!

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Lotte in Egitto. Un’espressione della solidarietà e della combattività operaia

Scioperi che durano da parecchi mesi, nel
corso dei quali vengono espresse la solidarietà tra gli operai, una collera
immensa contro il degrado delle proprie condizioni di vita ed una combattività
esemplare, ecco cosa vuole nasconderci borghesia. Appena qualche articoletto
sulla stampa o su Internet. Quanti sono gli operai che in Italia o altrove sanno
quello che fanno i loro fratelli di classe in Egitto?

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Scioperi in Francia. Di fronte agli attacchi del governo, è uniti che bisogna battersi!

È in nome de “l’equità
sociale
” che Sarkozy ed i suoi amici miliardari hanno la sfrontatezza di
chiederci di accettare la soppressione o la pianificazione dei regimi speciali
di pensione allineandoli su 40 anni per tutti.

Ciò che rivendicano i ferrovieri, gli impiegati della RATP, del gas,
dell’elettricità, lo hanno proclamato chiaramente nelle loro assemblee generali:
il loro trattamento non è da “privilegiati”, vogliamo 37 anni e mezzo per
tutti!

Vita della CCI: 

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La lotta di classe contro la guerra imperialista. Le lotte operaie nell'Italia del 1943

Nella storia
del movimento operaio e della lotta di classe la guerra imperialista ha sempre
costituito una questione fondamentale. E questo non è un caso. Nella guerra si
concentra tutta la barbarie di questa società; in particolare con la decadenza
storica del capitalismo, la guerra dimostra l'impossibilità di questo sistema
di offrire una qualche possibilità di sviluppo all'umanità, arrivando a
metterne in discussione perfino la sopravvivenza. In quanto manifestazione
massima della barbarie di cui è capace il sistema capitalista, la guerra costituisce
un potente fattore di presa di coscienza e di mobilitazione della classe
operaia, come è stato dimostrato nel corso di questo secolo, al momento dei due
conflitti mondiali.

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Situazione italiana: 

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Eventi storici: 

Questioni teoriche: 

Contro la disoccupazione di massa rispondiamo con delle lotte di massa

Durante
l'autunno 1992, le manifestazioni di massa della classe operaia in Italia
avevano segnato il risveglio delle lotte operaie. In questo autunno del 1993 le
manifestazioni operaie in Germania hanno confermato la ripresa della lotta di
classe a fronte degli attacchi che si abbattono sul proletariato dei paesi più
industrializzati.

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Scioperi in Francia. LOTTARE DIETRO I SINDACATI CONDUCE ALLA SCONFITTA

Migliaia di lavoratori in sciopero. Trasporti pubblici
completamente paralizzati. Uno sciopero che si estende nel settore pubblico:
prima le ferrovie, la metropolitana e gli autobus, poi Poste, settori di
produzione e distribuzione dell’energia elettrica, della distribuzione del gas,
i telefoni, la scuola, la sanità. Anche qualche impresa del settore privato
entra in lotta, come i minatori che si scontrano violentemente con la polizia.
Manifestazioni che hanno riunito una quantità importante di lavoratori di diversi
settori: il 7 dicembre, su appello di vari sindacati, si raggiunge la cifra di
un milione di manifestanti contro il piano Juppé nelle principali città della
Francia. Due milioni il 12 dicembre.

Il movimento di scioperi e manifestazioni operaie
si sviluppa sullo sfondo di agitazioni studentesche e in alcune manifestazioni
e assemblee generali di lavoratori partecipano degli studenti. Il riferimento
al maggio ‘68 si fa sempre più strada sui mezzi di informazione che si
dilungano a fare parallelismi: esasperazione generale, studenti per strada,
scioperi che si estendono.

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Polemica con Le Proletaire. Il proletariato non deve sottostimare il nemico di classe

Con il crollo dei regimi stalinisti dell’Europa dell’est alla fine degli
anni ‘80 e tutte le campagne propagandistiche che si sono scatenate sulla “morte del comunismo”, la “fine della lotta di classe”, o ancora
la “scomparsa della classe operaia”,
il proletariato mondiale ha subito una sconfitta ideologica massiccia, una
sconfitta aggravata dagli eventi successivi, in particolare la guerra del Golfo
del 1991, e che hanno ulteriormente amplificato il suo senso di impotenza. In
seguito, soprattutto a partire dai grandi movimenti dell’autunno 1992 in
Italia, il proletariato ha ritrovato il cammino delle lotte di classe,
attraverso molte difficoltà ma in maniera indiscutibile. Ad alimentare questa
ripresa delle lotte proletarie sono stati essenzialmente gli attacchi continui
e sempre più brutali che la borghesia di tutti i paesi è costretta a sferrare a
mano a mano che il suo sistema economico affonda in una crisi senza uscita. La
classe dominante sa perfettamente che non potrà far passare questi attacchi ed
impedire che essi portino ad una radicalizzazione delle lotte operaie a meno
che non metta in piedi tutto un arsenale politico destinato a deviarle, a
condurle in vicoli ciechi, a svuotarle e annullarle. E per fare ciò essa deve
contare sulla efficacia di questi organi dello Stato borghese in ambiente
operaio che sono i sindacati. In altri termini la capacità della borghesia di imporre
la sua legge alla classe sfruttata dipende e dipenderà dal credito che i
sindacati ed il sindacalismo saranno capaci di guadagnarsi presso quest’ultima.
E’ proprio ciò che gli scioperi della fine del 1995 in Francia ed in Belgio
hanno dimostrato in modo chiaro., così come la successiva agitazione sindacale
nel principale paese europeo: la Germania.

Vita della CCI: 

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Correnti politiche e riferimenti: 

30 anni fa il Maggio francese. La ripresa storica della lotta di classe

Trenta anni fa si svolgeva in Francia un grande movimento
di lotta che vide in campo 10 milioni di lavoratori in sciopero per circa un
mese. E' ben difficile che i giovani 
compagni che oggi si avvicinano alle posizioni rivoluzionarie sappiano
cosa successe in quel mese di tanti anni fa. E questo non per loro colpa. In
realtà la borghesia ha sempre mistificato il significato profondo di quegli
avvenimenti e gli storici borghesi (di destra o di sinistra non fa differenza)
lo hanno sempre presentato come la ”rivolta studentesca", la più
importante di un movimento che si ebbe anche in Italia, negli USA, e un po' in
tutti i paesi più industrializzati. Non c'è da meravigliarsi. La borghesia cerca
da sempre di nascondere agli occhi del proletariato le proprie lotte passate, e
quando non ci riesce fa di tutto per mistificarle, per presentarle come altra
cosa rispetto alle manifestazioni dell'antagonismo storico e irriducibile della
principale classe sfruttata della nostra epoca e la classe dominante e
responsabile di questo sfruttamento. Oggi la borghesia sta addirittura cercando
di snaturare il significato della Rivoluzione d'ottobre, presentata come il
colpo di Stato dei bolscevichi assetati di sangue e di potere invece che per
quello che fu veramente: il più grandioso tentativo di una classe sfruttata di
dare “l'assalto al cielo", di prendere il potere politico per cominciare a
trasformare la società in senso comunista, cioè verso l'abolizione di ogni
sfruttamento dell'uomo sull'uomo. Lo fa per esorcizzare il pericolo che la
memoria storica costituisce come arma per il proletariato. E proprio perché per
il proletariato la conoscenza delle proprie esperienze passate è indispensabile
per preparare le battaglie presenti e future, tocca ai rivoluzionari, all'avanguardia
politica di questa classe, ricordarle e riproporle all'insieme del
proletariato.

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Storia del movimento operaio: 

Patrimonio della Sinistra Comunista: 

Questioni teoriche: 

Disoccupazione. La borghesia si prepara alla crescita della collera operaia

In più occasioni durante l’inverno dello scorso anno si è avuto modo di
assistere nei due più grandi paesi dell’Europa occidentale a delle
mobilitazioni sulla questione della disoccupazione. In Francia per parecchi
mesi si sono avute sia delle manifestazioni di piazza nelle principali città
sia occupazioni di luoghi pubblici (in particolare le sedi degli organismi
incaricati di pagare le indennità ai disoccupati). In Germania, il 5 febbraio
si sono svolte tutta una serie di manifestazioni indette dalle organizzazioni
dei disoccupati e dai sindacati. La mobilitazione non ha avuto la stessa
ampiezza di quella francese ma è stata abbondantemente riportata dai mezzi di
informazione. La questione della disoccupazione è fondamentale per la classe
operaia poiché questa costituisce una delle forme più importanti degli attacchi
che essa subisce da parte del capitale in crisi. Nello stesso tempo, l’aumento
ed il permanere della disoccupazione costituiscono una delle migliori prove del
fallimento del sistema capitalista. Ed è proprio l’importanza di questa
questione che si trova sullo sfondo delle manifestazioni cui stiamo assistendo.

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Massacro di lavoratori in Spagna (Bilan n°2, dicembre 1933)

Le vittime operaie, cadute nella lotta in Spagna, non appartengono a nessuna scuola particolare. Esse non possono offrire materia di speculazione per o contro gli anarchici. Il proletariato di tutti i paesi onorerà i morti di Spagna aiutando il proletariato iberico a forgiarsi lo strumento indispensabile per la sua vittoria, il suo partito di classe, par dare il via all’insurrezione proletaria.

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Eventi storici: 

I proletari rispondono agli attacchi della crisi

Gli articoli che seguono sono solo qualche esempio della risposta che la classe a livello internazionale sta dando contro effetti della crisi mondiale. Dall’inizio dell’anno le lotte si sono susseguite in molti paesi del mondo, dall’Europa all’America Latina, al Sud-Africa, dagli USA alla Cina. Lotte certo ancora sparpagliate e circoscritte, ma significative della tendenza ad uno sviluppo importante dello scontro di classe.

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Africa del Sud, la classe operaia resiste agli attacchi

Nello scorso giugno, in Sud Africa ha avuto luogo uno sciopero di quattro settimane. Tra 600.000 ed un milione di lavoratori hanno interrotto il lavoro provocando la chiusura della maggior parte delle scuole e di numerosi uffici, il blocco di alcuni trasporti pubblici e la sostituzione del personale degli ospedali con personale militare. Questo movimento della classe operaia è il più importante dalla fine dell’apartheid nel 1994. Durante questi scioperi il sindacato COSATU ed il SACP (Partito Comunista del Sud Africa), che fanno parte della coalizione governativa al potere con l’ANC, si sono dati da fare per demolire la forza dello sciopero e fare passare gli attacchi al potere d’acquisto dei salari.

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Scioperi in Sud America

Un compagno di Lima, che è in corrispondenza e discute regolarmente con la nostra organizzazione, ci ha inviato recentemente un articolo sullo sciopero dei minato in Perù dell’aprile scorso (vedere Acción Proletaria n° 195) e degli elementi su un movimento di insegnanti che si stava sviluppando quando i focolai della prima lotta non erano ancora spenti. Salutiamo calorosamente questo sforzo del compagno perché è di primaria importanza che circolino velocemente le esperienze, le lezioni, le notizie sulle lotte operaie che sorgono nel mondo. Il contributo del compagno è un esempio che incoraggiamo a seguire. L’articolo che segue è ripreso interamente dai testi e dagli elementi informativi che il compagno ci ha inviato.

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Scioperi in Egitto: La solidarietà di classe, punta di lancia della lotta

All’inizio dell’anno un’ondata di scioperi ha toccato numerosi settori in Egitto: le fabbriche di cemento, gli allevamenti di pollame, le miniere, i trasporti urbani e le ferrovie. Nel settore sanitario, e soprattutto nell’industria tessile, gli operai hanno scatenato una serie di scioperi illegali contro il forte abbassamento degli stipendi reali e le riduzioni dei premi di incentivazione. Il carattere combattivo e spontaneo di queste lotte può essere colto dalla descrizione che segue che riporta come, nello scorso dicembre, sia scoppiata la lotta nel grande complesso di tessitura e filatura nel nord del Cairo, Mahalla al-Kubra’s Misr, epicentro del movimento.

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Airbus, Alcatel… Ancora una volta i sindacati sabotano le lotte operaie

Licenziamenti, riduzione di posti, chiusura di fabbriche, precarizzazione, decentramento …, sempre più i lavoratori salariati subiscono la terribile realtà dell’accelerazione della crisi capitalista. Gli attacchi sono gli stessi dappertutto; in Europa per il gruppo EADS-Airbus, all’Alcatel-Lucent, Volkswagen, Deutsche Telekom, Bayer, Nestlé, Thyssen Krupp, IBM, Delfi… e sul continente americano alla Boeing, Ford, General Motors, Chrysler… In Francia, nel solo settore privato ci sono stati ufficialmente 10.000 posti soppressi nel 2006 ed altri 30.000 sono previsti da qui al 2008. Questi piani ormai su scala mondiale sono sempre più massicci e non toccano più solo settori in decelerazione o arcaici, ma settori di punta come l’aeronautica, l’informatica, l’elettronica. Non riguardano più solo le piccole e medie imprese, ma si estendono a tutti i grandi gruppi leader dell’industria ed il loro indotto; non si limitano più agli operai della catena di montaggio ma toccano anche gli ingegneri, i quadri commerciali, i settori della ricerca.

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Israele/Palestina: la lotta operaia nonostante la guerra

Malgrado la spirale di odio nazionalista che paralizza normalmente la lotta di classe in Israele e in Palestina, le gravi privazioni economiche causate dallo stato di guerra permanente hanno spinto gli operai di entrambi i campi opposti a battersi per i loro propri interessi di classe.

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Scioperi in Guinea: La combattività operaia esplode di fronte agli attacchi della borghesia

Dal 10 gennaio scorso, la Guinea conosce una situazione sociale esplosiva caratterizzata da un movimento di scioperi senza precedenti, dopo anni di scioperi che si susseguono a ripetizione. La classe operaia di Conakry, seguita da quella di numerose grandi città, come Kankan, e sostenuta dall’insieme della popolazione, si è lanciata in un movimento di protesta che esprime una gigantesca rabbia.

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Intervento della CCI in Brasile: Dibattito sulle prospettive della lotta di classe

Nel settembre scorso, la CCI ha presentato, davanti ad un uditorio di 170 studenti di un'università brasiliana, la propria analisi sulla situazione mondiale e sull’alternativa storica che si pone. I punti centrali della nostra relazione introduttiva sono stati: la guerra, la lotta di classe ed il ruolo delle elezioni. Qui di seguito facciamo un breve resoconto del dibattito sviluppatosi nella riunione.

Prima ancora vogliamo però sottolineare il modo con cui i partecipanti si sono posti rispetto alla nostra presentazione il cui contenuto non era per loro "consueto" poiché denunciava le elezioni come strumenti della borghesia e metteva in evidenza la prospettiva dello sviluppo della lotta di classe internazionale. Malgrado ciò, lungi dal provocare ostilità o scetticismo, le nostre analisi hanno suscitato al contrario un grande interesse e spesso anche un sostegno esplicito.

 

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Da Riunione pubblica CCI: Perché l’umanità può contare solo sulla lotta della classe operaia? E come possiamo riconoscerla?

Se è vero che esistono tantissime contraddizioni e sofferenze nella società in cui viviamo, la soluzione all’insieme di queste contraddizioni non potrà venire da una serie di lotte parcellari e specifiche e/o da una iniziativa popolare, ma dalla risposta dell’unica classe che ha in mano le sorti dell’umanità, la classe operaia. E’ per questo che è della più grande importanza saper riconoscere e distinguere le lotte che si pongono da un punto di vista genuinamente di classe da quelle che viceversa, nonostante la buona fede di chi le promuove, si pongono sul piano dell’interclassismo e partono dall’accettazione dello status quo.

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Tesi sul movimento degli studenti nella primavera 2006 in Francia

Queste tesi sono state adottate dalla CCI il 3 aprile 2006 mentre il movimento degli studenti stava ancora svolgendosi. In particolare, la grande manifestazione del 4 aprile, che il governo sperava meno potente della precedente del 28 marzo, ha superato quest’ultima ampiamente con una partecipazione ancora più importante di lavoratori del settore privato. Nel suo discorso del 31 marzo, il presidente Chirac aveva tentato una manovra ridicola: aveva annunciato la promulgazione della legge delle “Pari opportunità” ed aveva chiesto che il suo articolo 8 (il Contratto di Primo Impiego, principale motivo della collera degli studenti) non venisse applicato. Invece di indebolire la mobilitazione questa pietosa contorsione l’ha al contrario rafforzata.

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Ungheria 1956: un’insurrezione proletaria contro lo stalinismo

Cinquant’anni dopo la rivolta operaia che scosse l’Ungheria nel 1956, gli avvoltoi della borghesia ne “celebrano” l’anniversario nel loro stile abituale. La stampa borghese tradizionale versa una lacrima sulla resistenza eroica del “popolo ungherese” “per l'indipendenza nazionale” e contro gli “orrori del comunismo”. Tutte queste celebrazioni non descrivono che l'apparenza della rivolta, e dunque mascherano e distorcono il suo significato reale

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Oaxaca (Messico): di fronte alla repressione dello Stato riflessione,organizzazione e mobilitazione proletarie

Nella prima mattinata del 14 giugno, 3000 poliziotti attaccano un
presidio di manifestanti nel centro di Oaxaca, capitale dello Stato messicano dallo
stesso nome. Questo presidio era stato formato tre settimane prima dai
lavoratori della Scuola Pubblica per esigere aumenti salariali. Nello Stato di
Oaxaca ci sono tra le regioni più povere del Messico dove gli insegnanti sono
sottopagati e lavorano in condizioni inimmaginabili, tra bambini affamati. Gli
insegnanti, attraverso manifestazioni di massa, hanno cercato il sostegno di
altri lavoratori.

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Gran Bretagna: un incoraggiante esempio di solidarietà operaia durante lo sciopero dei dipendenti comunali

Il seguente articolo ci è stato trasmesso dai membri del forum di discussione delle Midlands. Questo testo, oltre a darci una chiara visione generale del recente sciopero dei dipendenti comunali, contiene alcune informazione molto interessanti su una piccola ma significativa espressione della solidarietà di classe seguita allo sciopero.

 

Il 28 marzo 2006 c’è stato il più grande sciopero in Gran Bretagna dal 1926.

 

 

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