Occupazione di una fabbrica a Chicago. Nessuna tregua per Obama
Obama presidente degli Stati Uniti: è sempre la borghesia che vince le elezioni
Scioperi alla General Motors
I sindacati si confermano nemici del proletariato.
A fine settembre, negli Stati Uniti, il sindacato UAW (United Auto Workers) ha chiamato i 73.000 salariati della General Motors allo sciopero. Un tale movimento non si vedeva in Canada ed in Messico 1988, e, dal 1970 a livello nazionale americano. I media, specializzati nel blackout dei conflitti sociali, questa volta si sono presi la briga di sottolineare questa spettacolare iniziativa sindacale, presentandola come uno dei momenti più illuminanti di difesa dei lavoratori. Qual’è invece la realtà?
Da New York a Delhi, da Belfast a Parigi: la rinascita della solidarietà operaia
Uragano Katrina: il capitalismo è il responsabile della catastrofe sociale
La catastrofe che ha colpito il sud degli Stati Uniti e particolarmente la città di New Orleans non è, contrariamente a ciò che ci ripetono i media della borghesia, una conseguenza dell'irresponsabilità del presidente Bush e della sua amministrazione. Questa propaganda antiamericana, particolarmente diffusa in questa occasione dai media in Europa per screditare il potere degli Stati Uniti, nasconde in realtà agli occhi del proletariato il reale responsabile delle conseguenze drammatiche del passaggio del ciclone Katrina. Gli sconvolgimenti climatici, provocati in grande parte dall'effetto serra, sono i prodotti di un'economia capitalista la cui unica ragion d’essere è il profitto. Questi squilibri ambientali rendono necessariamente le "catastrofi naturali" molto più numerose ed immensamente più distruttrici che in passato. L'assenza di mezzi di soccorso, di attrezzature specializzate, di strumenti sanitari è inoltre l'espressione diretta del fallimento del capitalismo.
La crisi segna il fallimento storico dei rapporti di produzione capitalista
Da più di due anni e mezzo la borghesia annuncia la ripresa ed è poi obbligata ad ogni trimestre a rinviarne la scadenza. Da più di due anni e mezzo le stime economiche sono sistematicamente al di sotto delle previsioni costringendo la classe dominante a rivederle sempre al ribasso. Cominciata nel secondo semestre del 2000, la recessione attuale è tra le più lunghe dalla fine degli anni '60 e, se dei segni di ripresa si annunciano oltre l'atlantico, questi sono ancora lontani dall'Europa e dal Giappone. Inoltre bisogna ricordare che, se gli Stati Uniti risalgono la china, ciò è dovuto essenzialmente ad un interventismo statale tra i più vigorosi di questi ultimi quaranta anni e ad una fuga in avanti nell’indebitamento che fa temere lo scoppio di una nuova bolla speculativa, questa volta immobiliare. Per quanto riguarda l'interventismo statale che mira a sostenere l'attività economica, bisogna notare come il governo americano abbia lasciato correre senza freni il deficit di bilancio.