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Briciole di pane

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Venezuela, Groenlandia... Dietro i colpi di stato, gli Stati Uniti esacerbano il caos capitalista!

Con la spettacolare operazione del 3 gennaio, distogliendo il presidente del Venezuela Nicolás Maduro e sua moglie Cilia Flores dal sonno nel cuore di una casa ultra-sicura, la principale potenza mondiale ha lanciato un avvertimento al mondo: gli Stati Uniti possono usare la loro schiacciante forza militare in qualsiasi momento per imporre e difendere ovunque i propri interessi nazionali. Ricatto, pressioni aperte e ora rapimenti, caratteristici dei sistemi mafiosi, sono ormai ben radicati all’interno dell’ex comunità internazionale.

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Azione di forza degli Stati Uniti in Venezuela: tutti gli Stati sono imperialisti! Il capitalismo è guerra!

È bastata una sola notte alle forze speciali statunitensi per rapire Nicolás Maduro nel cuore di Caracas e imprigionarlo in una prigione di New York. Questa impressionante dimostrazione di forza, volta a decapitare il governo venezuelano, ha offerto l'occasione per ulteriori vanterie da parte di Donald Trump e un monito al mondo: "Nessuna nazione al mondo può realizzare ciò che abbiamo realizzato noi!"

Dietro Trump e Maduro, la stessa barbarie capitalista

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Riunione Pubblica Internazionale: Difendere l’internazionalismo di fronte alla guerra in Iran!

Il 12 giugno, Israele ha abbondantemente bombardato l’Iran, che ha immediatamente reagito. Migliaia di missili, razzi, droni hanno attraversato il cielo. Case e ospedali sono stati sventrati. La stampa internazionale ha parlato di una situazione estremamente grave che potrebbe far precipitare il Medio Oriente nel caos.

Durante la notte del 21 giugno, gli Stati Uniti sono entrati a loro volta nel conflitto sganciando bombe penetranti da tredici tonnellate per distruggere i siti nucleari iraniani. Dispositivi così potenti non erano stati utilizzati dalla seconda guerra mondiale.

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Elezione di Trump: Di fronte alla crisi e al disordine capitalistico, il proletariato deve sviluppare la sua lotta di classe!

Il 20 gennaio, Donald Trump è entrato ufficialmente in carica come presidente. Questa vittoria rappresenta un clamoroso fallimento per le fazioni più responsabili della borghesia americana che avevano cercato, durante tutto il mandato di Joe Biden, di impedire il ritorno al potere di questo triste personaggio.

Il capitalismo sta sprofondando velocemente nel caos

Se nelle elezioni del 2016 la borghesia era stata sorpresa dalla vittoria di Trump, aveva poi cercato di contenere gli umori e le incongruenze di questo inquilino dello Studio Ovale

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Né populismo, né democrazia borghese… La sola vera alternativa è lo sviluppo mondiale della lotta di classe contro tutte le frazioni della borghesia

Trump torna alla Casa Bianca quattro anni dopo la sua sconfitta elettorale contro Biden. Questa è una cocente sconfitta per la borghesia americana che arriva nonostante tutti gli sforzi impiegati dal 2020 da una parte di questa per isolare Trump e i suoi alleati, con l’impegno di Biden, del partito democratico, di una parte del partito repubblicano e di una parte dell’intellighenzia americana.

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L'elezione di Trump accelererà la decomposizione del capitalismo

Sabato 25 gennaio, dalle 15.00 alle 18.00 (ora italiana)

L'elezione di Trump è un chiaro prodotto della progressiva decomposizione della società capitalista, ma sarà anche un fattore attivo nell'accelerare questo processo, portando con sé conflitti più acuti all'interno della borghesia statunitense, un'intensificazione delle tensioni imperialiste, un nuovo tuffo nella crisi economica e un'ulteriore prova dell'incapacità del capitalismo di affrontare la crisi ambientale.

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Trionfo di Trump negli Stati Uniti: Un passo da gigante nella decomposizione del capitalismo!

Trump è tornato alla Casa Bianca, coronato da una vittoria schiacciante alle elezioni presidenziali. Agli occhi dei suoi sostenitori, è un eroe americano invincibile che ha superato tutti gli ostacoli: le “elezioni truccate”, l’“inquisizione giudiziaria”, l’ostilità dell’“establishment” e persino... i proiettili! L’immagine di un Trump miracolato, con l’orecchio sanguinante, il pugno alzato, dopo che un colpo lo ha sfiorato, rimarrà negli annali.

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Attentato a Donald Trump: la borghesia americana è impantanata nelle sabbie mobili dell’instabilità

A pochi giorni dall'attentato a Donald Trump che è costato la vita a un suo sostenitore, è ancora troppo presto per determinare l’esatto movente dell’attentatore e le ragioni del fallimento del servizio di sicurezza dell’ex-Presidente. L’attacco, tuttavia, ha sconvolto la campagna elettorale consentendo al campo repubblicano di fare un altro passo verso la vittoria.

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Scioperi negli Stati Uniti: conferma del ritorno internazionale del proletariato

Dopo più di 30 anni di silenzio quasi completo, i lavoratori in Gran Bretagna sono tornati a lottare dall'estate del 2022 seguiti da quelli di altri paesi dell'Europa occidentale, manifestando così una rottura, un cambiamento nelle dinamiche della classe operaia su scala internazionale. Ciò dimostra che il proletariato non è stato sconfitto come classe storica e che sta ricominciando ad avanzare per lottare contro la miseria che si sviluppa ogni giorno di più, contro le condizioni disumane in cui sopravvivono tutti gli sfruttati del mondo.

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Scioperi e manifestazioni negli Stati Uniti, Spagna, Grecia, Francia... Come possiamo sviluppare e unire le nostre lotte?

"Dobbiamo dire che quando è troppo è troppo! Non solo noi, ma tutta la classe operaia di questo paese deve dire, a un certo punto, che quando è troppo è troppo! (Littlejohn, responsabile della manutenzione nei settori specializzati dello stabilimento Ford di Buffalo, negli Stati Uniti).

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