Corrente Comunista Internazionale

Rapporto sulla lotta di classe

Fin dalle sue origini, la CCI ha sempre cercato di analizzare la lotta di classe nel suo contesto storico. La stessa esistenza della nostra organizzazione è dovuta non solo agli sforzi dei rivoluzionari del passato e di quelli che si sono assunti il compito di ponte tra una generazione di rivoluzionari e l'altra ma, anche, al cambiamento del corso storico, apertosi con il riemergere del proletariato a livello mondiale dopo 1968 e che ha messo fine ai "quarant’anni di controrivoluzione", iniziata con la fine delle ultime lotte della grande ondata rivoluzionaria del 1917-27.

A 40 anni dalla fondazione della CCI, quale bilancio e quali prospettive per la nostra attività?

"Il marxismo è una visione rivoluzionaria del mondo che deve chiamare a lottare senza tregua per acquisire nuove conoscenze, che niente rigetta se non le forme stereotipate e definitive e che mette alla prova la sua forza vivente nel tintinnio delle armi dell'autocritica e sotto i tuoni della storia". (Rosa Luxemburg, Critica delle critiche)

Conferenza internazionale straordinaria della CCI: la “notizia” della nostra scomparsa è ampiamente esagerata!

Lo scorso maggio, la CCI ha tenuto una conferenza internazionale straordinaria. Da qualche tempo si era sviluppata al nostro interno una crisi con epicentro la nostra più vecchia sezione, la sezione in Francia. Abbiamo ritenuto necessario convocare una conferenza straordinaria, in aggiunta ai regolari congressi internazionali, di fronte al bisogno vitale di comprendere appieno la natura di questa crisi e di sviluppare i mezzi per superarla.

Un saluto alle nuove sezioni della CCI in Perù ed Ecuador!

È con grande gioia che la nostra organizzazione ed i suoi militanti salutano la costituzione di due nuove sezioni della CCI, in Perù ed in Ecuador.

La costituzione di una nuova sezione nella nostra organizzazione rappresenta sempre per noi un avvenimento della più grande importanza. Da una parte, perché costituisce una verifica ulteriore della capacità del proletariato mondiale, malgrado le sue difficoltà, a secernere delle minoranze rivoluzionarie a scala internazionale e, dall’altra, perché rafforza la presenza nel mondo della nostra organizzazione.

Perché ci considerano loro nemici?

Traduciamo qui un articolo pubblicato in Accion Proletaria, organo di stampa della CCI in Spagna, a proposito di alcune dichiarazioni fatte da un capo della polizia sulla repressione degli studenti liceali ed universitari a Valencia nel febbraio scorso. Queste dichiarazioni sono effettivamente molto chiarificatrici …

Testo di orientamento, 2001: La fiducia e la solidarietà nella lotta del proletariato, 1a parte

Pubblichiamo larghi estratti di un testo di orientamento messo in discussione all’interno della CCI durante l’estate 2001 ed adottato dalla conferenza straordinaria della nostra organizzazione tenutasi a fine marzo del 2002. Questo testo fa riferimento alle difficoltà organizzative incontrate dalla CCI durante l’ultimo periodo, difficoltà di cui abbiamo reso conto nel nostro articolo “La lotta per la difesa dei principi organizzativi” della Rivista Internazionale n°110 (in lingua inglese, francese e spagnola) e nella nostra stampa territoriale. Non avendo qui lo spazio per tornare su ciò che è detto in questi articoli, incoraggiamo il lettore a riferirsi ad essi per una migliore comprensione delle questioni affrontate. Abbiamo tuttavia corredato questo testo di un certo numero di note per facilitarne la lettura ed abbiamo anche riformulato certi passaggi che, se comprensibili per i militanti della CCI grazie alle sue discussioni interne, rischiavano di non esserlo per un lettore esterno.

19° Congresso della CCI: la crisi economica mostra il fallimento del capitalismo

Pubblichiamo qui di seguito la prima parte della risoluzione sulla situazione internazionale adottata dalla CCI in occasione del suo 19° Congresso che si è tenuto nel mese di maggio scorso. Questa prima parte è consacrata all’analisi della situazione economica attuale. L’intera risoluzione sarà invece pubblicata prossimamente sul sito web.

XVIII Congresso della CCI: verso il raggruppamento delle forze internazionaliste

Alla fine del mese di maggio la CCI ha tenuto il suo 18° Congresso Internazionale. Come abbiamo sempre fatto finora – e come è tradizione del movimento operaio – rimettiamo ai nostri lettori le principali lezioni di questo congresso nella misura in cui queste lezioni non costituiscono un affare interno alla nostra organizzazione ma riguardano l’insieme della classe operaia di cui la CCI fa parte integrante.

Dichiarazione della nuova sezione turca della CCI: Enternasyonalist Komünist Sol si scioglie per integrarsi nella CCI

Con grande felicità vogliamo informare i nostri lettori che, come risultato delle discussioni profonde tenute con pazienza, siamo stati integrati nella Corrente Comunista Internazionale e costituiamo la sezione della CCI in Turchia chiamata Dünya Devrimi, avendo sciolto il nostro gruppo precedente, Enternasyonalist Komünist Sol.

Saluto alle nuove sezioni della CCI nelle Filippine e in Turchia!

In occasione degli ultimi congressi della CCI, abbiamo potuto mettere in evidenza una tendenza all’emergere, a livello internazionale, di nuovi elementi o gruppi che si orientano verso le posizioni della Sinistra comunista ed abbiamo sottolineato l’importanza storica di questo processo così come la responsabilità che ciò comporta per la nostra organizzazione.

Così, in occasione del nostro ultimo Congresso internazionale, vi abbiamo potuto salutare la presenza, per la prima volta dopo un quarto di secolo, di delegazioni di differenti gruppi che si pongono chiaramente su posizioni di classe internazionaliste (OPOP del Brasile, l’SPA di Corea, l’EKS di Turchia, Internasyonalismo delle Filippine[1], anche se quest’ultimo gruppo non aveva potuto essere presente fisicamente). Il contatto e la discussione si sono sviluppati non solo con questi quattro gruppi ma anche con altri gruppi ed elementi in altri paesi del mondo (particolarmente in America latina, cosa che ha permesso alla nostra organizzazione di tenere diverse riunioni pubbliche in Perù, a San Domingo e in Ecuador[2]). La discussione con i compagni di Turchia e delle Filippine li ha condotti a prendere la decisione di porre la loro candidatura alla CCI visto il loro crescente accordo con le nostre posizioni. La discussione è dunque proseguita, da un certo punto in poi, nel quadro di un processo di integrazione come viene definito nel nostro articolo pubblicato sul nostro sito Internet: “Come diventare militanti della CCI?[3]

Quale futuro ci riserva questa società? Esiste un´alternativa? E quale?

Dalla fine degli anni ’60 ad oggi il sistema economico internazionale si trova in una diffusa fase di crisi, ma i tassi di crescita del PIL globale sono positivi dal secondo dopoguerra. Non è un paradosso se si scopre che dietro la crescita si nasconde l’ammontare crescente del debito. Un’economia basata sul debito permette agli operatori, pubblici o privati che siano, di

Bilancio di un compagno che ha partecipato alla giornata di discussione

20 aprile 2008

Cari Compagni, un’eccellente discussione-ricerca tenuta ieri a Napoli ha posto in chiaro due questioni vitali: carattere della crisi e la morfologia sociale del moderno proletariato. Non è poco, perché si tratta di acquisire due strumenti di lavoro politico indispensabili. Un terzo elemento che è emerso dalla discussione è il riconoscimento dei processi di autoformazione di elementi, ancora allo stato embrionale, di coscienza e di organizzazione.

La CCI ai compagni che hanno partecipato alla giornata di discussione del 19 aprile 2008

Cari compagni, grazie a tutti voi, alla vostra partecipazione e al vostro contributo, la giornata del 19 aprile scorso è stata veramente un momento di incontro, di discussione e di confronto tra proletari, (lavoratori, futuri lavoratori o pensionati). Un momento a cui noi attribuiamo una grande importanza per i motivi che vi abbiamo già detto e che vogliamo riprendere in questa lettera a tutti voi. Oggi, lentamente, ma con sempre maggiore forza, spinti

Dibattito interno alla CCI: Marxismo ed etica (I)

Perché presentare oggi un testo sull'etica? Da più di due anni, la CCI porta avanti un dibattito interno sulla questione della morale e dell'etica proletaria a partire da un testo di orientamento di cui pubblichiamo larghi brani.

Se abbiamo ritenuto necessario affrontare un tale dibattito teorico, è principalmente perché la nostra organizzazione si è dovuta confrontare al suo interno, all'epoca della sua crisi del 2001, con comportamenti particolarmente distruttori e totalmente estranei alla classe portatrice del comunismo. Questi comportamenti si sono manifestati attraverso metodi da teppisti utilizzati da alcuni elementi che intanto fondavano la pretesa "frazione interna" della CCI (FICCI): furto, ricatto, menzogne, campagne di calunnie, delazione, molestia morale e minacce di morte contro i nostri compagni. È dunque a partire da un problema concreto di un'estrema gravità e che costituisce una minaccia per il campo politico proletario, che abbiamo preso coscienza della necessità di armare l'organizzazione di fronte ad una questione che ha sempre preoccupato ed attraversato il movimento operaio dalle sue origini, quella della morale proletaria.

Rapporto sulla conferenza in Corea - ottobre 2006

Nel giugno 2006, la CCI ha ricevuto un invito da parte della Socialist Political Alliance (SPA), un gruppo della Corea del Sud che si richiama alla tradizione della Sinistra comunista, di partecipazione ad una "Conferenza internazionale dei Marxisti rivoluzionari"; questa Conferenza si sarebbe tenuta nelle città di Seul e di Ulsan, nel mese di ottobre di questo stesso anno. Eravamo già in contatto con la SPA da circa un anno e, malgrado le inevitabili difficoltà di lingua, abbiamo iniziato delle discussioni, in particolare sulle questioni della decadenza del capitalismo e delle prospettive per lo sviluppo delle organizzazioni comuniste nel periodo attuale.

XVII congresso della CCI: un rafforzamento internazionale del campo proletario

Alla fine del mese di maggio, la CCI ha tenuto il suo 17° congresso internazionale. Nella misura in cui le organizzazioni rivoluzionarie non esistono per sé stesse ma sono delle espressioni del proletariato e nello stesso momento fattori attivi nella vita di questo, spetta loro rendere conto all'insieme della loro classe dei lavori di questo momento privilegiato che costituisce la riunione della loro istanza fondamentale: il congresso.

11° Congresso della CCI. LA LOTTA PER LA DIFESA E LA COSTRUZIONE DELL’ORGANIZZAZIONE

Si è tenuto l'11° Congresso internazionale della CCI. Nella misura in cui le organizzazioni comuniste sono una parte del proletariato, un prodotto storico di questo e allo stesso tempo parte pregnante e fattore attivo della lotta per la sua emancipazione, i congressi di queste, che ne rappresentano le istanze supreme, sono un momento di primaria importanza per la classe operaia. Per questo i comunisti hanno il dovere di render conto di questo momento essenziale della vita della propria organizzazione.

11° Congresso della CCI. RISOLUZIONE SULLA SITUAZIONE INTERNAZIONALE

Il riconoscimento da parte dei comunisti del carattere storicamente limitato del modo di produzione capitalista, della crisi irreversibile nella quale si trova oggi questo sistema, costituisce la solida base sulla quale si fonda la prospettiva rivoluzionaria della lotta proletaria. In questo senso tutti i tentativi, come quelli attuali, fatti dalla borghesia e dai suoi lacché per far credere che l’economia mondiale “sta uscendo dalla crisi” o che alcune economie nazionali “emergenti” potranno sostituire vecchi settori economici superati, costituiscono un attacco in piena regola contro la coscienza proletaria.

XII Congresso della CCI. Risoluzione sulla situazione internazionale

Le menzogne diffuse in abbondanza all’epoca del crollo dei regimi stalinisti, tra la fine degli anni 80 e l’inizio degli anni 90, a proposito del “fallimento definitivo del marxismo” non sono affatto nuove. Esattamente un secolo fa, la sinistra della II Internazionale, con alla sua testa Rosa Luxemburg, aveva dovuto combattere le tesi revisioniste che affermavano che Marx si era notevolmente sbagliato quando annunciava che il capitalismo andava verso il crollo. I decenni seguenti, con la prima guerra mondiale, poi la grande depressione degli anni 30 che seguiva ad un breve periodo di ricostruzione, hanno lasciato poco margine alla borghesia per continuare a battere su questo chiodo. Di contro i due decenni di “prosperità” del secondo dopoguerra hanno consentito un nuovo fiorire, anche negli ambienti “radicali”, di “teorie” che seppellivano “definitivamente” il marxismo e le sue previsioni di crollo del capitalismo. Questi cori di autosoddisfazione sono stati evidentemente messi in difficoltà dal ritorno della crisi aperta del capitalismo alla fine degli anni 60; ma il ritmo lento di quest’ultima, con periodi di “ripresa” come quella che conosce oggi il capitale americano e britannico, ha permesso alla propaganda borghese di camuffare agli occhi della gran parte dei proletari la realtà e l’ampiezza del vicolo cieco in cui si trova oggi il modo di produzione capitalista. E’ per questa ragione che spetta ai rivoluzionari, ai marxisti, denunciare continuamente le menzogne borghesi sulle pretese possibilità del capitalismo di “uscire dalla crisi” ed, in particolare, di fare giustizia degli “argomenti” che sono di volta in volta utilizzati per tentare di “dimostrare” tali possibilità.

Questioni di organizzazione: siamo diventati leninisti?

Pubblichiamo qui di seguito la seconda parte di un articolo apparso sulla versione trimestrale (disponibile in lingua inglese, francese e spagnola) della nostra Révue Internationale nn. 96 e 97. Nella prima parte abbiamo risposto all’accusa che ci è stata rivolta di essere diventati “leninisti” e di aver cambiato posizione sulla questione organizzativa. Dopo aver chiarito la differenza fondamentale che esiste tra Lenin e le sue posizioni politiche da una parte e, dall’altra, il cosiddetto “leninismo”, cioè la deformazione che è stata fatta di queste posizioni, abbiamo dimostrato che il “leninismo” non solo si oppone ai nostri principi e posizioni politiche, ma che esso mira anche alla distruzione dell’unità storica del movimento operaio. In particolare, esso rigetta la lotta delle sinistre marxiste all’interno - e poi al di fuori - della II e III Internazionale, spingendo Lenin contro Rosa Luxemburg, Pannekoek, etc.. Il “leninismo” è la negazione del militante comunista Lenin. Esso è l’espressione della controrivoluzione staliniana all’inizio degli anni 1920.

Abbiamo anche affermato di aver sempre rivendicato la lotta di Lenin per la costruzione del partito contro l’opposizione dell’economicismo e dei menscevichi. Abbiamo anche ricordato che manteniamo il nostro rigetto nei confronti dei suoi errori in materia di organizzazione, particolarmente sul carattere gerarchico e “militare” dell’organizzazione, come a livello teorico sulla questione della coscienza di classe che dovrebbe essere apportata al proletariato dall’esterno, ricollocando questi errori nel loro quadro storico per comprenderne la dimensione ed il loro significato reale.

In questa seconda parte risponderemo invece alle seguenti questioni: qual è la posizione della CCI sul “Che fare?” e su “Un passo avanti, due passi indietro?” Perché affermiamo che queste due opere di Lenin rappresentano delle acquisizioni teoriche, politiche ed organizzative insostituibili? Le nostre critiche, rivolte a dei punti tutt’altro che secondari - come è in particolare la questione della coscienza sviluppata nel “Che fare?”, rimettono per caso in dubbio il nostro accordo fondamentale con Lenin?

Saluto alla creazione di un nucleo della CCI in Brasile

Informiamo i nostri lettori della creazione di un nucleo della CCI in Brasile. Per noi questo è un avvenimento di grande importanza che viene a concretizzare lo sviluppo della presenza politica della nostra organizzazione nel primo paese dell’America latina, con la maggiore concentrazione industriale in questa regione del mondo e tra le più importanti a livello mondiale.

Tesi sul movimento degli studenti della primavera 2006 in Francia

Queste tesi sono state adottate dalla CCI il 3 aprile 2006 mentre il movimento degli studenti stava ancora svolgendosi. In particolare, la grande manifestazione del 4 aprile, che il governo sperava meno potente della precedente del 28 marzo, ha superato quest’ultima ampiamente con una partecipazione ancora più importante di lavoratori del settore privato. Nel suo discorso del 31 marzo, il presidente Chirac aveva tentato una manovra ridicola: aveva annunciato la promulgazione della legge delle “Pari opportunità” ed aveva chiesto che il suo articolo 8 (il Contratto di Primo Impiego, principale motivo della collera degli studenti) non venisse applicato.

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