Decomposizione

Di fronte all'accelerazione della barbarie capitalista, una sola risposta: la lotta di classe!

Da tre anni assistiamo contemporaneamente all’aggravarsi delle varie crisi e catastrofi che stanno accelerando lo sfacelo della società capitalista: guerra, crisi economica, crisi ecologica, pandemia... Si intravede più seriamente e concretamente che mai la minaccia dell'annientamento della specie umana.

Contro la guerra imperialista in Ucraina

Di fronte ai gravi sviluppi della guerra imperialista in Ucraina, la CCI ha risposto con un volantino internazionale, IL CAPITALISMO È GUERRA, GUERRA AL CAPITALISMO!, denunciando la barbarie del conflitto e le bugie ipocrite della classe dominante in entrambi i campi, e insistendo sul fatto che lo sviluppo della lotta di classe in tutti i paesi è l’unica via d’uscita dall’incubo di questo sistema in putrefazione.

Ukraina: Militarismo e decomposizione

La guerra imperialista torna a colpire l’Europa. I combattimenti infuriano in Ucraina. Questo conflitto su larga scala, che coinvolge una delle più importanti potenze imperialiste del pianeta, ci ricorda in maniera drammatica la vera natura del capitalismo: un sistema le cui contraddizioni portano inevitabilmente a scontri militari e al massacro di popolazioni. Naturalmente, tutti i belligeranti invitano i proletari a schierarsi con un campo imperialista in nome della “democrazia”, della “pace” o della “patria”.

Perché la CCI difende la validità del concetto di decomposizione del capitalismo?

Durante il nostro ultimo incontro pubblico online (in lingua francese) del novembre 2021 che ha affrontato “l'aggravarsi della decomposizione del capitalismo, i suoi pericoli per l'umanità e la responsabilità del proletariato”, diversi partecipanti hanno messo in dubbio la validità del concetto di decomposizione del capitalismo, sviluppato e difeso dalla CCI. Con questo articolo desideriamo continuare il dibattito fornendo nuove risposte alle obiezioni espresse durante questo incontro.

Ucraina: acutizzazione delle tensioni guerriere nell’Est Europa

Dimostrazione di forza dell’esercito russo con “manovre” di grande portata lungo le frontiere ucraine da gennaio, annunci quasi giornalieri da parte degli Stati Uniti di una imminente invasione russa, invio di truppe della NATO nei paesi baltici e in Romania, intenso balletto diplomatico “per salvare la pace”, campagna mediatica russa per denunciare l’isteria occidentale e annuncio di un ritiro delle truppe, immediatamente smentita da Stati Uniti e NATO, scontri fra esercito ucraino e separatisti nel Donbass: in questo macabro sabba guerriero tra borghesie imperialiste le intenzioni sono di

Covid, disastri climatici, caos in Afghanistan... La crisi storica del capitalismo sta inesorabilmente accelerando!

La pandemia globale di Covid-19 continua, di fronte all’incapacità di tutti gli Stati di coordinare i loro sforzi, a devastare ogni continente. E i principali eventi degli ultimi due mesi confermano la dinamica mortale in cui il capitalismo sta precipitando la civiltà.

Cataclismi climatici a ripetizione

Rapporto su pandemia e sviluppo della decomposizione

In un certo senso, “la Sinistra comunista si trova oggi in una situazione simile a quella di Bilan degli anni ‘30, nel senso che è costretta a comprendere una nuova situazione storica senza precedenti” (Résolution sur la situation internationale, 13° Congresso della CCI, Revue internationale n. 97, 1999).

Crollo della funivia a Stresa: un nuovo dramma sull’altare del profitto

Quattordici persone sono morte a Stresa, domenica 23 maggio, a causa della caduta della cabina della funivia. Come al solito dopo tali disastri, non sono mancate le lacrime di coccodrillo e l’ipocrita indignazione da parte dello Stato e di tutti i suoi responsabili politici. Poi rapidamente sono stati trovati i capri espiatori: "C'è stato un malfunzionamento sulla funivia, la squadra di movimentazione non ha risolto il problema, o solo parzialmente.

Rapporto sulla pandemia Covid-19 e il periodo di decomposizione capitalista (luglio 2020)

Questo rapporto analizza la crisi sociale derivante dalla pandemia di Covid-19 come la più significativa nella storia del mondo dalla seconda guerra mondiale. È un prodotto della decomposizione del capitalismo e costituisce un nuovo stadio dello sprofondamento della società in questa fase finale della sua decadenza.

Tutte le pandemie del passato sono state il prodotto di società decadenti, quella del Covid-19 non fa eccezione

Nel 2017, nel suo libro Pale Rider, la giornalista scientifica Laura Spinney ha dimostrato come il contesto internazionale e il funzionamento della società nel 1918 abbiano dato un contributo decisivo agli esiti della pandemia della cosiddetta influenza "spagnola": "Fondamentalmente, ciò che l'influenza spagnola ci ha insegnato è che un'altra influenza pandemica è inevitabile, ma che il suo bilancio totale - che sia di 10 o 100 milioni di vittime - dipenderà solo dal mondo in cui essa si produrrà".

Guerra dei vaccini: per il capitalismo la salute è solo merce

Quando nel maggio 2020 l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) dichiarò che il vaccino SARS-CoV-2 sarebbe diventato un "bene pubblico mondiale", solo coloro che nutrono ancora illusioni sulla capacità del mondo capitalista a svolgere un ruolo progressista per l'umanità, per di più nel mezzo di una crisi globale senza precedenti, poterono crederci. Così come, sarebbe stata solo una candida utopia la richiesta di una "licenza obbligatoria"[1].

Assalto al Campidoglio di Washington: gli USA nel cuore della decomposizione mondiale del capitalismo

È così che i risultati elettorali vengono contesi in una repubblica delle banane. Questa dichiarazione ha fatto seguito all'invasione del Campidoglio del 5 gennaio da parte di diverse centinaia di partigiani di Donald Trump, venuti a interrompere la proclamazione della vittoria di Joe Biden. Si potrebbe pensare che un giudizio così severo sulla situazione politica degli Stati Uniti possa provenire da qualcuno visceralmente ostile all’America, o da un americano “di sinistra”. Niente affatto: è stato l’ex presidente George W. Bush, membro dello stesso partito di Trump.

Tutte le bugie della borghesia italiana sulla pandemia

Ogni giorno – e ormai da mesi - moltissimi italiani consultano i dati dei nuovi contagiati da Coronavirus, dei morti e della tendenza del contagio, se in aumento o in decrescita. Leggere che ogni giorno si trovano 30-40 mila nuovi contagiati (tra quelli controllati) e 700-800 morti è come leggere un bollettino di guerra. Al 23 dicembre il totale dei contagiati arriva ai due milioni, con circa 70 mila morti e ancora più di 600 mila persone attualmente positive[1].

Seconda ondata della pandemia: l'impotenza di tutti gli Stati e dei governi!

Da diverse settimane il numero di persone contagiate da Covid-19 è aumentato notevolmente in diverse regioni del mondo e soprattutto in Europa, che sembra essere di nuovo uno degli epicentri della pandemia. La “possibile seconda ondata” annunciata diversi mesi fa dagli epidemiologi è ormai una realtà ed è certo che sarà molto più virulenta della precedente.

La guerra dei vaccini: Il capitalismo è un ostacolo alla scoperta di una cura

Tutti i media riconoscono che la pandemia globale SARS-CoV2 (Covid 19), che ha contagiato più di 10 milioni di persone e ha causato 500.000 morti, secondo i dati ufficiali mentre scriviamo, sta spingendo la "comunità" scientifica in una "corsa contro il tempo" per trovare un vaccino. Ma sono anche costretti ad ammettere che questa "corsa” è ancora lontana dalla tappa dello "sprint finale".

Polemica con il PCInt: I paraocchi di Le Prolétaire di fronte alla situazione storica (Parte 1)

Nel suo numero 530, datato ottobre/novembre 2018, Le Prolétaire, organo del Partito Comunista Internazionale (PCInt) ha pubblicato una risposta (” Le divagazioni della CCI sul populismo”) a due articoli che avevamo scritto con il titolo: “I difetti del PCInt sul tema del populismo” (Révolution Internationale n.468 e 470)[1].

La borghesia italiana di fronte al covid-19: Cinismo e impotenza della borghesia

Accanto alle armi di distruzione di massa la borghesia possiede quelle di distrazione di massa, e a queste fa sempre ricorso per nascondere le sue responsabilità di fronte ai disastri cui è sottoposta l’umanità.

Di fronte alla pandemia ci sono almeno due argomenti che appartengono a questo tentativo di diversione: tutte le discussioni, o le prese di posizione, sulla natura di questo virus (come se fosse la sua natura che ha comportato le conseguenze che noi tutti stiamo vivendo), e l’affermazione che l’epidemia non era prevedibile.

Italia: le divisioni della borghesia rendono ancora più gravi le conseguenze della pandemia

C’è una crisi economica storica alla base del fatto che la diffusione di un virus abbia prodotto una pandemia che si è trasformata in una vera tragedia per le popolazioni del mondo intero. Ma a questa realtà, che è sotto gli occhi di tutti, anche se non tutti ne percepiscono le reali dimensioni, si aggiunge un altro elemento che è l’irresponsabilità completa con cui i vari organi di governo, istituzioni e partiti, hanno fatto fronte alla situazione, esprimendo un’incapacità completa a mettersi d’accordo sulle cose da fare e ad agire assieme per ottimizzare gli interventi.

Pandemia da Covid-19: a Guayaquil (Ecuador), il capitalismo semina morte e orrore

Il quadro è terrificante. Centinaia di persone sono morte, il fetore di cadaveri appesta molte parti della città, intere famiglie sono morte così come molti operatori sanitari. Finora, lo Stato ecuadoriano ha riconosciuto solo 369 morti dovute a Covid-19, senza specificare quanti di loro provengano dalla città di Guayaquil. Ma secondo tutti i testimoni diretti di questa enorme tragedia (medici, giornalisti e ospiti stranieri)[1] , solo a Guayaquil, il numero di morti dovute al coronavirus è scandalosamente sottostimato.

Il profondo impatto della crisi di Covid-19 in Gran Bretagna

In Gran Bretagna la propaganda della borghesia sulla pandemia di Covid-19 ha una serie di temi, ma nessuno tanto ripetuto e falso come quello del "Siamo tutti coinvolti in questo", "Siamo tutti sulla stessa barca". Il primo ministro Boris Johnson è arrivato persino a rifiutare una pietra miliare del Thatcherismo e a dire: "Una cosa che credo la crisi del coronavirus abbia già dimostrato è che esiste davvero una cosa come la società".

Guerra delle mascherine: la borghesia è una classe di delinquenti!

"Ognuno di noi deve partecipare a questo enorme sforzo per preservare la sicurezza globale", ha detto il direttore dell'OMS in un comunicato stampa del 16 marzo. Il 27 marzo, il presidente francese Macron ha dichiarato: "Non supereremo questa crisi senza una forte solidarietà europea, sia in termini di salute che di bilancio". E la cancelliera tedesca, Merkel, chiede, di fronte alla crisi sanitaria: "più Europa, un'Europa più forte e un'Europa che funzioni bene"!

COVID-19: Barbarie capitalista generalizzata o Rivoluzione proletaria mondiale (Volantino internazionale)

Pubblichiamo di seguito questa dichiarazione internazionale della CCI sull’attuale crisi di Covid-19. Lo facciamo nella forma di un “volantino digitale” poiché, nelle attuali condizioni di confinamento della popolazione, una distribuzione massiccia di una versione stampata non è possibile. Chiediamo quindi a tutti i nostri lettori di utilizzare tutti i mezzi a loro disposizione - social network, forum su Internet e altri - per disseminare questo testo e di scriverci per inviarci qualsiasi reazione o discussione che possa sorgere e, naturalmente, la sua opinione su questo volantino.

Pandemia Covid-19: il capitalismo è responsabile della catastrofe sanitaria!

La pandemia di coronavirus sta causando migliaia di morti in tutto il mondo. Perché sta succedendo tutto questo? Perché la ricerca su questo tipo di virus, nota da tempo, è stata abbandonata perché considerata non redditizia! Perché quando è iniziata l'epidemia, agli occhi della borghesia cinese era più importante fare tutto il possibile per mascherare la gravità della situazione, per proteggere la sua economia e la sua reputazione, non esitando a mentire e far pressione sui medici che davano l'allarme!

Rapporto sull’impatto della decomposizione sulla vita politica della borghesia

Nel quadro dell’impatto della decomposizione sulla vita della borghesia, questo rapporto si centra in particolare sulle difficoltà che la borghesia incontra con la crescita delle correnti populiste e sulla maniera con cui essa tenta di reagire. Non tratterà quindi in maniera diretta e centrale la storia del populismo o questioni più generali come il rapporto fra populismo e violenza.

Di fronte al peggioramento della crisi economica globale e della miseria, le "rivolte popolari" costituiscono un vicolo cieco

Dappertutto nel mondo si stanno estendendo e approfondendo gli attacchi contro la classe operaia[1]. Ancora una volta la classe dominante sta cercando disperatamente di frenare gli effetti del declino storico del suo modo di produzione e sono sempre ed ancora i proletari a dover pagare il conto! Nei paesi "ricchi", i piani di licenziamento sono in aumento, in particolare in Germania e nel Regno Unito e Italia.

30 anni fa la caduta del muro di Berlino. Ancora una volta la borghesia si mobilitata per diffondere la sua grande menzogna

Documentari, trasmissioni radiofoniche, notiziari, articoli di stampa, commemorazioni pubbliche ... tutti mezzi disponibili per ripetere instancabilmente che la caduta del muro, il 9 novembre 1989, è stata il vero simbolo del "fallimento del comunismo". Tuttavia, come abbiamo sempre sostenuto, i regimi stalinisti del blocco dell'Est hanno sempre incarnato una particolare forma di capitalismo di Stato e mai nemmeno lontanamente la società comunista.

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