Giappone

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Manifestazioni in Giappone: un’espressione di indignazione di fronte alla barbarie capitalista

A partire dal mese di aprile, una tempesta della stessa natura di quella avviata dalla “Primavera araba”, che aveva anche incoraggiato una moltitudine di mobilitazioni di “indignati”nel mondo intero (Spagna, Grecia, USA, Canada ecc. ), soffia sull’arcipelago giapponese. E, come si è già verificato per molti di questi movimenti, assistiamo ancora una volta ad un vero e proprio black-out da parte della borghesia e dei suoi media. Nello stesso Giappone, al di fuori dei luoghi dove si è sviluppato il malcontento, i mezzi di comunicazione hanno mantenuto un silenzio identico a quello dei media democratici occidentali.

Fukushima, un anno dopo (II): Il peggio deve ancora venire

Pubblichiamo la traduzione della seconda parte dell’articolo di Welt Revolution, organo di stampa della CCI in Germania, in cui viene tracciato, ad un anno dalla catastrofe nucleare di Fukushima, un primo bilancio. Nella prima parte di questo articolo, i nostri compagni sottolineavano la gravità dell’avvenimento e le incurie della classe dominante che al disastro in atto ha saputo opporre soltanto le sue menzogne e le sue manipolazioni. Ora, si vuole mostrare che il peggio, per il pianeta e l’umanità, deve ancora venire.

Fukushima: un anno dopo, I parte. Una catastrofe planetaria

L’11 marzo 2011, uno tsunami gigantesco inonda le coste orientali del Giappone. Onde alte da 12 a 15 metri causano danni incredibili. Più di 20.000 persone vengono uccise mentre migliaia di altre vengono ancora oggi date per disperse. Un numero incalcolabile di persone ha perso la casa. Ma il peggio doveva ancora venire con la catastrofe nucleare di Fukushima. Un anno dopo possiamo affermare che questa è una catastrofe mondiale ancora in corso.

Terremoti, tsunami e incidenti nucleari in Giappone: il capitalismo è un orrore

"Il peggio è la paura!”. Questo è il messaggio che si diffonde adesso su tutte le pagine dei giornali, in tutti i mass-media così come sulla bocca degli stessi leader mondiali. Ma il peggio è già qui! Perché con il terremoto e lo tsunami e poi con gli incidenti nucleari che non finiscono mai, la popolazione giapponese vive una situazione terribile. Ma anche perché milioni di altre persone sul pianeta da oggi vivono sotto la spada di Damocle della nube nucleare fuoriuscita dai reattori di Fukushima.

Giappone. I giovani proletari di fronte alla precarietà

Il Giappone fa parte delle più grandi potenze economiche del mondo. La classe operaia viene sfruttata da decenni in modo estremamente feroce e brutale. In una società completamente disumanizzata, i lavoratori sono messi perennemente in concorrenza; passano giorni interminabili in ufficio o alla catena di montaggio e, non avendo il tempo materiale di ritornare ogni sera a casa, spesso passano la notte in una specie di camere-letto sarcofago messe accanto ai luoghi di lavoro. Tuttavia finora, tutto ciò teneva, con la promessa di un lavoro a vita, stabile e non troppo mal pagato. Ma da una decina di anni si è impiantata la recessione. L’impoverimento e la precarietà sono venuti a fustigare questa classe operaia sotto pressione, in particolare gli ultimi arrivati sul “mercato del lavoro”: i giovani. Questa frangia della popolazione che si fa definire “precariato”, parlante sintesi di “precarietà” e “proletariato”, è costretta a condizioni di vita veramente insopportabili.

Cina, Giappone ... Il SUD EST ASIATICO NELLA TORMENTA DELLE TENSIONI IMPERIALISTE

Mentre i media agli ordini della borghesia danno ampia risonanza al referendum sulla Costituzione europea, come se da questo dipendesse la pace e la stabilità nel mondo, la barbarie capitalista continua drammaticamente la sua marcia avanti. In particolare l'Asia è diventata il nuovo epicentro dell'accelerazione delle tensioni inter-imperialiste.

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