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Il manifesto della rivolta in Spagna

Noi siamo gente comune. Siamo come te: gente che si alza ogni mattina per studiare, per lavorare o per trovare lavoro, gente che ha famiglia e amici. Gente che lavora duramente ogni giorno per vivere e dare un futuro migliore a chi ci circonda.

Il capitalismo non funziona. La vita è un'altra cosa.jpg

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Morti sul lavoro. India, Turchia, Bangladesh: l’orrore dei bagni penali industriali

Ormai in Italia non passa giorno senza che si sappia che più di un operaio è morto mentre lavorava cadendo da una impalcatura, asfissiato o annegato in un pozzo, bruciato vivo … ed ogni volta dobbiamo subirci l’ipocrisia di politici, sindacati e media che “costernati” invocano le “le leggi sulla sicurezza sul lavoro” siano rispettate. La realtà è che in tutto il mondo più di 6.000 di lavoratori muoiono ogni giorno perché l’unica cosa che interessa a questo sistema di

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Giappone. I giovani proletari di fronte alla precarietà

Il Giappone fa parte delle più grandi potenze economiche del mondo. La classe operaia viene sfruttata da decenni in modo estremamente feroce e brutale. In una società completamente disumanizzata, i lavoratori sono messi perennemente in concorrenza; passano giorni interminabili in ufficio o alla catena di montaggio e, non avendo il tempo materiale di ritornare ogni sera a casa, spesso passano la notte in una specie di camere-letto sarcofago messe accanto ai luoghi di lavoro. Tuttavia finora, tutto ciò teneva, con la promessa di un lavoro a vita, stabile e non troppo mal pagato. Ma da una decina di anni si è impiantata la recessione. L’impoverimento e la precarietà sono venuti a fustigare questa classe operaia sotto pressione, in particolare gli ultimi arrivati sul “mercato del lavoro”: i giovani. Questa frangia della popolazione che si fa definire “precariato”, parlante sintesi di “precarietà” e “proletariato”, è costretta a condizioni di vita veramente insopportabili.
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Suicidi al lavoro: è il capitalismo che uccide i proletari

I centri di produzione capitalista sono sempre stati delle carceri, oggi chiaramente sono degli inferni dove gli operai sono più che mai condannati ad arrostire per poi essere gettati nella spazzatura. "Marcia o crepa"!, ecco l'immutabile motto di questa società di sfruttamento e di miseria.
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