Corrispondenza con altri gruppi

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Dichiarazione sulle tensioni di guerra intorno alla Corea del Nord - International Communist Perspective (Corea del Sud)

Pubblicando qui di seguito una dichiarazione inviata dal gruppo International Communist Perspective (Corea del Sud) sulle tensioni imperialiste nella penisola coreana.

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Eventi storici: 

Questioni teoriche: 

Polemica col PCI: L’ISIS, un avatar decomposto della lotta di liberazione nazionale!

Rivoluzione Internazionale n°181

Nel numero n.519 (marzo-aprile-maggio2016), Le Prolétaire, organo di stampa del Partito Comunista Internazionale (PCI) fa una critica del nostro articolo: Attentati a Parigi, abbasso il terrorismo! Abbasso la guerra! Abbasso il capitalismo![1]

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Polemica col PCI: L’ISIS, un avatar decomposto della lotta di liberazione nazionale!

Nel numero n.519 (marzo-aprile-maggio2016), Le Prolétaire, organo di stampa del Partito Comunista Internazionale (PCI) fa una critica del nostro articolo: Attentati a Parigi, abbasso il terrorismo! Abbasso la guerra! Abbasso il capitalismo![1]

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Dichiarazione di solidarietà con la TCI

Avendo letto sul sito della Tendenza Comunista Internazionalista il comunicato del 12 aprile 2015 intitolato “A proposito di alcune infami calunnie”[1] la CCI esprime la sua piena solidarietà alla TCI ed i suoi militanti che sono particolarmente sotto mira con questi attacchi da parte di ex militanti della sezione della TCI in Italia, il Partito Comunista Internazionalista.

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Sinistra comunista ed anarchismo internazionalista (3): quale stato d’animo deve animare il dibattito?

Questa serie di articoli si è data come
obiettivo di dimostrare che i membri della Sinistra comunista e gli anarchici
internazionalisti hanno il dovere di discutere ed anche di collaborare. La
ragione è semplice. Al di là delle divergenze che sono talvolta importanti, noi
condividiamo le posizioni rivoluzionarie essenziali: l’internazionalismo, il rigetto
di ogni collaborazione e compromesso con le forze politiche borghesi, la difesa
de “la presa in mano delle lotte da parte degli stessi operai”…

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Sinistra comunista ed anarchismo internazionalista (II parte). Sulle nostre difficoltà a dibattere ed i mezzi per superarle

Nella prima
parte di questa nuova serie di articoli, abbiamo tentato di dimostrare che
alcuni punti fondamentali di accordo avvicinavano gli anarchici
internazionalisti e la Sinistra comunista.

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Solidarietà con gli anarco-sindacalisti di Belgrado imprigionati

Sicuramente
siete al corrente che dei militanti anarco-sindacalisti serbi, tra cui l’attuale
segretario dell’AIT, sono detenuti nella prigione di Belgrado. La procedura
adottata nei loro confronti è quella di “terrorismo” e, per il momento, non
sappiamo fin dove essa arriverà. L’accusa si basa su delle citazioni per danni
materiali minimi che sarebbero stati commessi da un gruppo anarchico contro l’ambasciata
greca di Belgrado in solidarietà con un compagno greco ancora incarcerato. Gli
imputati negano i fatti, ma rischiano dai 3 ai 15 anni di reclusione.

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Corrispondenza con un lettore. Qual è il nostro atteggiamento verso compagni che si richiamano all’anarchismo?

La
prima questione che vogliamo affrontare e che sembra essere una delle tue
preoccupazioni è il “nuovo” atteggiamento della CCI verso l’anarchismo. La
nostra posizione in proposito non è cambiata. Quando parliamo dell’anarchismo
dobbiamo fare varie distinzioni perché, se mettiamo in un unico sacco tutto
quello che si riferisce all’anarchismo, facciamo confusione.

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Una nuova riunione pubblica nella Repubblica dominicana: Crisi e decadenza del capitalismo

Lo scorso 25
giugno si è tenuta una riunione pubblica a Santiago, seconda città della
Repubblica dominicana, organizzata dal Nucleo di discussione internazionalista della
Repubblica dominicana (NDIRD). È la seconda volta che il nucleo organizza una
riunione pubblica e che invita la CCI a fare la presentazione del tema che, questa
volta, è stato: “Crisi e decadenza del capitalismo.

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Replica al BIPR: LA NATURA DELLA GUERRA IMPERIALISTA

Il BIPR ha risposto, nella International Communist Review n.l3, al
nostro articolo di polemica "La concezione del BIPR sulla decadenza del
capitalismo", apparso sul n.79 della nostra Revue Internationale.

Nella misura in cui questa
risposta espone chiaramente le tesi del BIPR, essa costituisce un contributo al
necessario dibattito che deve esistere fra le organizzazioni della Sinistra
Comunista, che hanno una responsabilità decisiva nella costruzione del partito
comunista del proletariato.

Il dibattito fra il BIPR e
la CCI si situa all’interno del
quadro della Sinistra Comunista:

·        
non é un dibattito accademico e astratto, ma una polemica militante, il
cui scopo é di arrivare a stabilire posizioni chiare, libere da ogni ambiguità
o concessione all'ideologia dominante, in particolare sulle questioni della
natura della guerra imperialista e delle condizioni fondamentali per la
rivoluzione comunista;

·        
é un dibattito fra sostenitori dell'analisi della decadenza del
capitalismo: dall'inizio del secolo il sistema é entrato in una crisi
permanente che minaccia sempre di più la sopravvivenza stessa dell'umanità e
del pianeta.

All'interno di questo quadro
comune di posizioni, la risposta del BIPR insiste sulla sua visione della
guerra imperialista come mezzo di svalorizzazione del capitale e per la ripresa
del ciclo di accumulazione, giustificando la sua posizione su una spiegazione
della crisi storica del capitalismo basata sulla caduta tendenziale del saggio
del profitto. La nostra risposta verterà pertanto su questi due punti
fondamentali

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Coordinamento di Sesto S. Giovanni : un chiaro segno del processo di maturazione nella classe dal ’68 ad oggi

Segnaliamo e raccomandiamo ai compagni la lettura e la discussione
dei due documenti pubblicati dal Coordinamento degli operai delle fabbriche Breda,
Falck e Magneti Marelli di Sesto San Giovanni. Il primo, “La svolta
sindacale gli interessi degli operai” costituisce una critica del documento economico
del direttivo delle confederazioni CGIL-CISL-UIL del gennaio 1978 in cui si
analizza il ruolo di sostegno e di difesa del capitale svolto oggigiorno dai
sindacati, l’irreversibilità della crisi e la prospettiva di guerra cui già si
prepara la borghesia. Il secondo, il “Manifesto politico del Coordinamento
degli operai di Sesto San Giovanni”, oltre ad una breve presentazione sulla
formazione del coordinamento, costituisce tanto una sorta di piattaforma
politica e programmatica, quanto un appello “per l’unificazione dell’avanguardia
di fabbrica, per la lotta politica indipendente degli operai”.

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Abbiamo letto. IL PROBLEMA DELL’AVANGUARDIA DI CLASSE: COORDINAMENTO DI OPERAI O ORGANIZZAZIONE POLITICA PROLETARIA?

Quella che segue è una lettera che abbiamo spedito ai due compagni
del Gruppo Operaio Fiat, estensori di un documento di minoranza dal titolo “Dove va ‘Operai Contro’, dove vanno i gruppi
operai
”. Questo documento, scritto in occasione del Convegno di Milano del
6 novembre '82 e fornitoci contemporaneamente da uno dei due compagni nel novembre scorso,
attende ancora una risposta dalle persone cui esso è rivolto. Non poteva essere
che così visto che i compagni estensori, in larga misura in maniera
inconsapevole, hanno fornito in esso le prove del fallimento del gruppo operaio
Fiat, del Coordinamento di cui esso fa parte, nonché del giornale “operaio”
prodotto da quest’ultimo.

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Polemica con le concezioni moderniste. I dubbi sulla classe operaia

Questo
articolo è stato scritto a metà del 1983; esso è scritto sotto forma di
polemica con dei gruppi modernisti, ora scomparsi, ma l'importanza degli
argomenti lo rende ancora attuale, soprattutto dopo tutti i dubbi sulle possibilità
rivoluzionarie della classe operaia seminati dalla forsennata campagna borghese
sulla "fine del comunismo".

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Polemica con Battaglia Comunista. Dietro la "mondializzazione" dell'economia l'aggravamento della crisi del capitalismo

Uomini politici,
economisti e giornalisti vari ci hanno ormai abituato alle più stravaganti
teorizzazioni, pur di nascondere il fallimento del capitalismo e giustificare
la serie di attacchi senza fine contro le condizioni di vita della classe
operaia.

Venticinque anni
fa, un presidente americano portavoce del conservatorismo più retrivo, Nixon,
si sgolava a proclamare: "Siamo tutti Keynesiani". Erano tempi in cui
la borghesia cercava di rispondere alla crisi con "l’intervento dello Stato"
e lo sviluppo dello "Stato sociale " come elisir magico. Era in nome
di queste politiche che si chiedeva ai lavoratori qualche sacrificio momentaneo
per "uscire dal tunnel".

Negli
anni 80, di fronte all'evidenza del marasma economico, bisognò trovare qualcosa
di nuovo. Ed ecco che il responsabile di tutti i mali diventa lo Stato ed il
nuovo elisir magico é “meno Stato”. Sono gli anni d'oro della “Reaganomics”,
che provocano la maggior ondata mondiale di licenziamenti dopo gli anni '30,
una politica organizzata dallo Stato.

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Polemica con Le Proletaire. Il proletariato non deve sottostimare il nemico di classe

Con il crollo dei regimi stalinisti dell’Europa dell’est alla fine degli
anni ‘80 e tutte le campagne propagandistiche che si sono scatenate sulla “morte del comunismo”, la “fine della lotta di classe”, o ancora
la “scomparsa della classe operaia”,
il proletariato mondiale ha subito una sconfitta ideologica massiccia, una
sconfitta aggravata dagli eventi successivi, in particolare la guerra del Golfo
del 1991, e che hanno ulteriormente amplificato il suo senso di impotenza. In
seguito, soprattutto a partire dai grandi movimenti dell’autunno 1992 in
Italia, il proletariato ha ritrovato il cammino delle lotte di classe,
attraverso molte difficoltà ma in maniera indiscutibile. Ad alimentare questa
ripresa delle lotte proletarie sono stati essenzialmente gli attacchi continui
e sempre più brutali che la borghesia di tutti i paesi è costretta a sferrare a
mano a mano che il suo sistema economico affonda in una crisi senza uscita. La
classe dominante sa perfettamente che non potrà far passare questi attacchi ed
impedire che essi portino ad una radicalizzazione delle lotte operaie a meno
che non metta in piedi tutto un arsenale politico destinato a deviarle, a
condurle in vicoli ciechi, a svuotarle e annullarle. E per fare ciò essa deve
contare sulla efficacia di questi organi dello Stato borghese in ambiente
operaio che sono i sindacati. In altri termini la capacità della borghesia di imporre
la sua legge alla classe sfruttata dipende e dipenderà dal credito che i
sindacati ed il sindacalismo saranno capaci di guadagnarsi presso quest’ultima.
E’ proprio ciò che gli scioperi della fine del 1995 in Francia ed in Belgio
hanno dimostrato in modo chiaro., così come la successiva agitazione sindacale
nel principale paese europeo: la Germania.

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Correnti politiche e riferimenti: 

Dibattito: all'origine della CCI e del BIPR, II parte. La formazione del Partito Comunista Internazionalista

Per i comunisti lo studio della storia del
movimento operaio e delle sue organizzazioni non corrisponde affatto ad una curiosità
di tipo accademico. E' al contrario un mezzo indispensabile per permettere loro
di fondare su solide basi il loro programma, di orientarsi nella situazione
presente e stabilire in modo chiaro le prospettive per l'avvenire. In particolare,
l'esame delle esperienze passate della classe operaia deve permettere di
verificare la validità delle posizioni che sono state allora difese dalle
organizzazioni politiche e tirarne le lezioni. I rivoluzionari di un'epoca non
si pongono come giudici dei loro antenati. Ma devono essere in grado di mettere
in evidenza le posizioni giuste come gli errori delle organizzazioni del
passato, e devono saper riconoscere il momento in cui una posizione corretta in
un certo contesto storico diviene caduca quando le condizioni storiche cambiano.
In mancanza di ciò, incontrano grandi difficoltà ad assumere le loro
responsabilità, condannati a ripetere gli errori del passato oppure a mantenere
una posizione anacronistica.

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Correnti politiche e riferimenti: 

Sviluppo della coscienza e dell' organizzazione proletaria: 

Questioni teoriche: 

Polemica con "Il Comunista". Rifiutare la nozione di decadenza porta alla smobilitazione del proletariato di fronte alla guerra

Nei numeri 90, 91, 92 della rivista Programme Communiste (Rivista teorica, in francese, del Partito Comunista Internazionale, che in italiano pubblica il giornale Il Comunista) (1) si trova un lungo studio su "La guerra imperialista nel ciclo borghese e nell'analisi marxista", che fa il punto delle concezioni di questa organizzazione su una questione di primaria importanza per il movimento operaio. Le posizioni politiche fondamentali che vi sono affermate costituiscono una chiara difesa dei principi proletari di fronte a tutte le menzogne portate avanti dai vari agenti della classe dominante. Certi sviluppi teorici, però, sui quali sono fondati questi principi e le previsioni che ne vengono fuori, non sono sempre all'altezza delle affermazioni di principio e rischiano di indebolirle anziché di rafforzarle. Questo articolo si propone di sottomettere a critica queste concezioni teoriche errate al fine di sviluppare su basi più solide possibili la difesa dell'internazionalismo proletario.

 

 

 

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Correnti politiche e riferimenti: 

Polemica con il PCI-Le Prolètaire: La violenza cieca e distruttrice non è un’arma della classe operaia

Nel suo numero 479, datato da novembre 2005 a febbraio 2006, Le Prolétaire dedica circa quattro pagine alle sommosse di quest’autunno. Colonna dopo colonna, quest’organizzazione porta un sostegno incondizionato alla violenza dei giovani abitanti della periferia. Arriva addirittura a farne un punto di partenza per la lotta di tutta la classe operaia, un modello da seguire. "La rivolta delle periferie annuncia la ripresa della lotta proletaria rivoluzionaria!” potevamo leggere in grassetto ed in maiuscolo nel suo volantino. Pertanto, gli studenti che sono entrati in lotta quattro mesi più tardi hanno preso tutta un'altra strada. Non automobili bruciate a centinaia. Non scuole saccheggiate. Neanche notti intere ad affrontare gli sbirri, con i sassi in mano. Alla disperazione ed all'odio, all'autodistruzione ed al "non futuro", questi giovani della classe operaia hanno preferito l'unità e la solidarietà, l'auto-organizzazione e la costruzione dell'avvenire.

 

Quali sono i punti comuni tra i movimenti degli studenti e le sommosse d'autunno?

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Correnti politiche e riferimenti: 

Omaggio al compagno Mauro

Sei mesi fa, il 2 maggio 2005, moriva a Milano il compagno di Battaglia Comunista Mauro Stefanini jr. Se noi oggi torniamo a rendere omaggio alla memoria del compagno, dopo averlo fatto sulla nostra stampa e di persona in occasione della cerimonia di commemorazione svoltasi alla Calusca di Milano il 28 maggio scorso, è perché una militanza politica spesa per la causa del proletariato non è una qualsivoglia attività altruistica e generosa che si compie in qualche ritaglio di tempo libero, ma è un’attività nobile e appassionante che permea completamente la vita di un militante e che costituisce un patrimonio per l’organizzazione di appartenenza e per tutto il movimento operaio. E Mauro era un militante nobile e appassionato.

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Di calunnia in menzogna, il BIPR si allontana dalla causa del proletariato

Il BIPR (1) ha pubblicato sul suo sito internet in quattro lingue (italiano, francese, inglese, spagnolo) il seguente comunicato intitolato “Ultima risposta agli attacchi della CCI”...

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lettera al Bipr

Compagni,

In primo luogo, salutiamo la tenuta
di una riunione pubblica del Bipr a Parigi, il 2 ottobre, così come abbiamo
salutato qualche mese fa le riunioni pubbliche della vostra organizzazione a
Berlino. Non si tratta da parte nostra, come sapete, di un atteggiamento di
circostanza: da molti anni, soprattutto in occasione di avvenimenti importanti
della situazione mondiale, vi abbiamo fatto proposte affinché possano
esprimersi nel modo più esteso possibile le posizioni della vostra
organizzazione, offrendovi la nostra ospitalità nelle città dove abbiamo delle
sezioni. È per lo stesso motivo che, dopo aver saputo della tenuta della vostra
riunione pubblica, abbiamo informato i nostri simpatizzanti.

Vita della CCI: 

Lettera della CCI al BIPR

Parigi, 1 ottobre 2004

Compagni

In
primo luogo, salutiamo la tenuta di una riunione pubblica del Bipr
a Parigi, il 2 ottobre, così come abbiamo salutato qualche
mese fa le riunioni pubbliche della vostra organizzazione a
Berlino. Non si tratta da parte nostra, come sapete, di un
atteggiamento di circostanza: da molti anni, soprattutto in
occasione di avvenimenti importanti della situazione mondiale, vi
abbiamo fatto proposte affinché possano esprimersi nel modo
più esteso possibile le posizioni della vostra
organizzazione, offrendovi la nostra ospitalità nelle città
dove abbiamo delle sezioni. È per lo stesso motivo che,
dopo aver saputo della tenuta della vostra riunione pubblica,
abbiamo informato i nostri simpatizzanti.
Su
questo soggetto, vogliamo fare una serie di osservazioni:

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Risposta al BIPR: il furto e la calunnia non sono metodi della classe operaia!

Nella sua “Risposta alle stupide accuse di una
organizzazione in via di disintegrazione
”, pubblicata
sul suo sito Internet, il BIPR [1]
ha compiuto un ulteriore passo nella grave deriva opportunista che
noi abbiamo messo in evidenza nell’articolo “Il
BIPR preso in ostaggio da mascalzoni”
(vedi nostro sito
Internet), giustificando ora gli atteggiamenti anti-proletari di
un gruppo parassita, la autoproclamata “Frazione Interna
della CCI”.

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Corrispondenza fra la CCI ed il BIPR: epilogo 3/11/04

Il 2
novembre, la dichiarazione che abbiamo chiesto al BIPR di
pubblicare sul suo sito, come "una messa a punto” è
infine comparsa, undici giorni dopo la trasmissione della nostra
prima e-mail a questo proposito. Prendiamo nota che il BIPR infine
ha accolto la nostra richiesta.

Vita della CCI: 

La CCI al BIPR: Parigi, 30 ottobre 2004

Compagni,

il 22 e il 26 ottobre vi abbiamo inviato, agli
indirizzi elettronici di tutte le vostre sezioni, due lettere per
chiedervi di pubblicare sul vostro sito web una messa a punto
della CCI a proposito della “Dichiarazione del Circolo di
Comunisti Internazionalisti (Argentina) contro il nauseabondo
metodo della Corrente Comunista Internazionale
” datata
12 ottobre e che voi avete pubblicato sul vostro sito.

Vita della CCI: 

La CCI al BIPR Parigi, 26 ottobre 2004

Compagni,
4 giorni fa, il 22
ottobre, vi abbiamo inviato una lettera di cui riportiamo qui la
parte principale:

da
più di una settimana è pubblicato, sulle pagine
francesi ed inglesi del BIPR, una “Dichiarazione del
Circolo di Comunisti Internazionalisti (Argentina)

datata 12 ottobre e intitolata “Contro il nauseabondo
metodo della Corrente Comunista Internazionale
”.

Vita della CCI: 

Corrispondenza con l’Unione Comunista Internazionalista (Russia): comprendere la decadenza del capitalismo

Pubblichiamo una lettera ricevuta dal gruppo russo UCI (Unione Comunista Internazionalista) (1). Questa lettera è essa stessa una risposta ad una lettera che avevamo mandato precedentemente a questo gruppo; essa contiene infatti numerose citazioni della nostra lettera che appaiono in corsivo.

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