Costruzione dell'organizzazione rivoluzionaria. Tesi sul parassitismo

1. Lungo tutta la sua storia, il movimento operaio ha dovuto fare fronte alla penetrazione nei suoi ranghi di ideologie provenienti sia dalla classe  dominante che dalla piccola borghesia. Questa penetrazione si è manifestata all'interno delle organizzazioni operaie sotto svariate forme. Fra le più frequenti si possono citare in particolare:

  • il settarismo
  • l'individualismo
  • l'opportunismo
  • l'avventurismo-putschismo.

2. Il settarismo è una manifestazione tipica di una visione piccolo borghese dell'organizzazione. E' collegabile allo stato d'animo del piccolo bottegaio, de "l'artigiano padrone a casa sua" e si esprime nella tendenza a fare predominare gli interessi e le concezioni proprie dell'organizzazione sugli interessi del movimento nel suo insieme. Nella visione settaria, l'organizzazione è "sola al mondo" e manifesta un disprezzo sovrano per tutte le altre organizzazioni appartenenti al campo del proletariato, viste come "concorrenti", per non dire "nemiche". Preferisce rifugiarsi  in uno "splendido isolamento", facendo finta che le altre non esistano, oppure si ostina a sottolineare quello che la divide dalle altre, senza tener conto di quanto la unisce alle altre.

3. L'individualismo può provenire tanto dalle influenze piccolo borghesi che direttamente borghesi. Dalla classe dominante, riprende l'ideologia ufficiale che fa degli individui i soggetti della storia, che valorizza il "self-made man", che giustifica la "lotta di tutti contro tutti". Tuttavia, è soprattutto attraverso il tramite fisico della piccola borghesia che l'individualismo penetra nelle organizzazioni operaie, in particolare tramite elementi provenienti da strati recentemente proletarizzati, come l'artigianato ed i contadini ( ed era il caso più frequente nel secolo scorso ) o come l'ambiente intellettuale e studentesco (ed è il caso più frequente dopo la ripresa storica della classe operaia alla fine degli anni '60 ). L'individualismo si manifesta principalmente attraverso la tendenza a:

  • concepire l'organizzazione non come un tutto collettivo, ma come una somma di individui in cui, in particolare, le relazioni personali hanno il sopravvento rispetto alle relazioni politiche e statutarie;
  • fare resistenza, in questo senso, alla necessaria disciplina;
  • ricercare, nell'attività militante, una "realizzazione personale";
  • adottare un atteggiamento contestatario verso gli organi centrali, accusati di "soffocare le personalità" e, al contempo, ricercare una "promozione" attraverso il proprio ingresso in questi organi;
  • più in generale, sviluppare una concezione elitaria dell'organizzazione, in cui si aspira ad essere ammessi fra i "militanti di prima classe", sviluppando un atteggiamento di sufficienza verso quelli che si considerano come dei "militanti di seconda classe".

4. L'opportunismo, che ha storicamente costituito il pericolo più grave per le organizzazioni proletarie, è un'altra espressione di penetrazione di ideologie estranee e soprattutto piccolo borghesi. In particolare, una delle sue radici è l'impazienza, che esprime la visione di uno strato condannato all'impotenza sociale e che non ha alcun avvenire nella storia. L'altra sua radice è la tendenza a voler conciliare gli interessi e le posizioni delle due principali classi della società, il proletariato e la borghesia,  fra cui la piccola borghesia è schiacciata. Da questo punto di vista, l'opportunismo si distingue per il fatto che tende a sacrificare gli interessi generali e storici del proletariato a favore di illusori "successi" particolaristici ed immediati. Ma dato che per la classe operaia non esiste contrapposizione fra la sua lotta quotidiana all'interno del capitalismo e la sua lotta storica per la sua abolizione, la politica dell'opportunismo alla fine sacrifica gli stessi interessi immediati del proletariato, spingendolo a scendere a compromessi continui con gli interessi e le posizioni della borghesia. Come conclusione ultima, nei momenti cruciali della storia, come la guerra imperialista e la rivoluzione proletaria, le correnti opportuniste sono spinte a raggiungere direttamente il campo borghese, come avvenne per la maggioranza dei partiti socialisti durante la prima guerra mondiale e per i partiti comunisti all'avvicinarsi della seconda.

5. Il putschismo (altrimenti detto avventurismo) (1), si presenta come il contrario dell'opportunismo. Sotto la facciata della "intransigenza" e del "radicalismo" si dichiara pronto in permanenza a lanciarsi all'assalto della borghesia per la lotta "finale", mentre le condizioni di una simile lotta per il proletariato non esistono ancora. Nel caso, non manca di qualificare di opportunista, di conciliatrice, se non direttamente di "traditrice" la corrente autenticamente proletaria e marxista che si preoccupa di evitare che la classe si lanci in una battaglia perduta in anticipo. In realtà, provenendo dalla stessa fonte dell'opportunismo, l'impazienza piccolo borghese, non è infrequente che l'avventurismo si trovi a convergere con quest'ultimo. La storia del movimento operaio non manca di esempi di correnti opportuniste che hanno sostenuto correnti putschiste o si sono convertite al radicalismo putschista. E' così che agli inizi del secolo, la destra della socialdemocrazia tedesca apportava, contro l'opposizione di sinistra rappresentata in particolare da Rosa Luxemburg, il suo sostegno ai socialisti-rivoluzionari russi, adepti del terrorismo. Analogamente, nel Gennaio 1919, mentre la stessa Rosa Luxemburg si pronuncia contro l'insurrezione degli operai berlinesi, innescata dalla provocazione del governo socialdemocratico, gli Indipendenti, che sono appena usciti da quel governo, si precipitano a testa bassa nell'insurrezione, che porta al massacro di migliaia di operai, oltre che dei principali dirigenti comunisti.

6. La lotta contro la penetrazione dell'ideologia borghese e piccolo borghese, in tutte le sue manifestazioni, nell'organizzazione di classe, è un dovere permanente dei rivoluzionari. In effetti, si tratta della principale lotta che la corrente autenticamente proletaria e rivoluzionaria ha dovuto condurre all'interno delle organizzazioni della classe, proprio perché era ben più difficile della lotta diretta contro le forze ufficiali e dichiarate della borghesia. La lotta contro le sette ed il settarismo è stato una delle prime che Marx ed Engels hanno dovuto affrontare, in particolare all'interno dell'AIT. Analogamente, la lotta contro l'individualismo, in particolare nella sua forma anarchica,  è stato affrontato  sia da questi ultimi che dai marxisti della 2° Internazionale (in particolare Lenin e Rosa Luxemburg ). La lotta contro l'opportunismo è certamente la più costante e la più sistematica svolta dalla corrente rivoluzionaria dalla sua nascita:

  • contro il "socialismo di Stato" dei Lassalliani negli anni 1860 e 1870;
  • contro tutti i riformisti e revisionisti alla Bernstein o alla Jaurés a cavallo del secolo;
  • contro il centrismo alla Kautsky alla vigilia, durante e dopo la prima guerra mondiale;
  • contro la degenerazione dell'IC e dei partiti comunisti per tutti gli anni 20 e l'inizio degli anni 30;
  • contro la degenerazione della corrente trotskysta nel corso degli anni 30.

La lotta contro l'avventurismo-putschismo, infine, non è stato all'ordine del giorno con la stessa regolarità della precedente. Ciononostante, è stata presente fin dai primi passi del movimento operaio ( contro la tendenza immediatista Willich-Schapper nella Lega dei Comunisti, contro le avventure bakuniniste durante la "Comune" di Lione nel 1870 e la guerra civile in Spagna nel 1873 ). Ancora, prende una particolare importanza nel corso dell'ondata rivoluzionaria del 1917-23; è proprio grazie alla capacità dei bolscevichi di portare avanti questa lotta nel Luglio 17 che la rivoluzione di Ottobre ha potuto avere luogo.

7. Gli esempi precedenti mettono in evidenza che l'impatto delle diverse manifestazioni della penetrazione di ideologie nemiche dipende strettamente da:

  • il periodo storico;
  • lo stato di sviluppo della classe operaia;
  • responsabilità particolari in questa o quella circostanza.

Per esempio, una delle espressioni più importanti ed esplicitamente combattute della penetrazione di ideologie estranee al proletariato, l'opportunismo, anche se si è manifestata lungo tutta la storia del movimento operaio, ha trovato il suo massimo impatto nei partiti della 2° Internazionale, durante un periodo:

  • propizio alle illusioni di una possibile conciliazione con la borghesia, a causa della prosperità del capitalismo e del conseguimento di miglioramenti reali nelle condizioni di vita della classe operaia;
  • in cui l'esistenza di partiti di massa favoriva l'idea che la semplice pressione di questi partiti avrebbe potuto trasformare il capitalismo fino all'instaurazione del socialismo.

Per contro, la penetrazione dell'opportunismo all'interno dei partiti della 3° Internazionale è largamente determinato dal riflusso dell'ondata  rivoluzionaria degli anni 20, che dà spazio all'idea che sia possibile guadagnare un seguito fra le masse operaie facendo concessioni alle illusioni che pesano su di esse in campi come il parlamentarismo, il sindacalismo o la natura dei partiti socialisti.

L'importanza del momento storico sui differenti tipi di manifestazioni della penetrazione di ideologie estranee alla classe si manifesta ancora più chiaramente per quanto riguarda il settarismo. In effetti quest'ultimo si presenta fin dall'inizio del movimento operaio, quando i proletari provengono ancora di recente dall'artigianato e dalle società di apprendisti (con i loro rituali ed i loro segreti di mestiere). Conosce poi un nuovo sviluppo nella fase più profonda della contro-rivoluzione, con la corrente bordighista cui il ripiegamento su se stessa sembra (a torto, evidentemente ) un mezzo per proteggersi dalla minaccia dell'opportunismo.

8. Il fenomeno del parassitismo politico, anche esso risultante dalla penetrazione di ideologie estranee all'interno della classe operaia, non è stato analizzato, nel corso della storia del movimento operaio, con la stessa accuratezza di altri fenomeni, come ad esempio l'opportunismo. Questo accade perché il parassitismo aggredisce in modo significativo le organizzazioni proletarie solo in momenti storici molto particolari. L'opportunismo, per esempio, costituisce una minaccia costante per le organizzazioni proletarie e si esprime particolarmente nei momenti in cui queste organizzazioni conoscono il massimo sviluppo. Per contro, il parassitismo non si sviluppa nei momenti più importanti della lotta di classe. Anzi, è nei momenti di immaturità relativa del movimento, in cui le organizzazioni hanno ancora un impatto limitato ed una tradizione insufficiente che il parassitismo trova il suo terreno più propizio. Ciò è dovuto alla natura stessa del parassitismo che,  per risultare efficace, deve agire su elementi alla ricerca di una coerenza di classe, ma che non siano ancora capaci di distinguere chiaramente fra le vere organizzazioni rivoluzionarie e le correnti la cui sola ragione d'essere è di vivere a spese delle prime, sabotarne l'azione, se possibile distruggerle. Allo stesso tempo, il fenomeno del parassitismo, sempre per sua natura intrinseca, non appare all'inizio della formazione delle organizzazioni di classe, ma quando queste si sono già costituite ed hanno provato nella pratica di difendere gli interessi proletari.

Tutti questi elementi si ritrovano nella prima manifestazione storica del parassitismo, l'Alleanza della Democrazia Socialista che ha tentato di sabotare la lotta dell'AIT e di distruggerla dall'interno.

9. E' merito di Marx ed Engels di avere per primi identificato la minaccia costituita dal parassitismo per le organizzazioni proletarie:

"E' ormai tempo, una volta per tutte, di mettere fine alle quotidiane lotte interne provocate dalla presenza di questo corpo parassita nella nostra Associazione. Queste polemiche non servono che a disperdere l'energia che dovrebbe essere utilizzata per combattere il regime borghese. Paralizzando l'attività dell'Internazionale contro i nemici della classe operaia, l'Alleanza fa mirabilmente il gioco della borghesia e dei governi." (Engels, "Il Consiglio Generale a tutti i membri dell'Internazionale - messa in guardia contro l'Alleanza di Bakunin").

Come si può vedere, la nozione di parassitismo non è in nessun modo "una invenzione della CCI". E' l'AIT che per prima nel movimento operaio si è trovata di fronte a questa minaccia e per prima l'ha denunciata e combattuta. E' stata l'AIT, Marx ed Engels per primi, a caratterizzare già come parassiti questi elementi politicizzati che, pur facendo mostra di aderire al programma ed alle organizzazioni del proletariato, concentrano poi i loro sforzi, non contro la classe dominante, ma contro le organizzazioni della classe rivoluzionaria. L'essenza della loro attività è quella di denigrare e di manovrare contro il campo comunista, anche se pretendono di appartenervi e di difenderlo (2).

"Per la prima volta nella storia della lotta di classe, ci troviamo di fronte ad una cospirazione segreta all'interno della classe operaia, destinata a sabotare non il regime di sfruttamento esistente, ma l'Associazione stessa che rappresenta il nemico più indefettibile di questo regime." ( Engels: "Rapporto al Congresso dell'Aja sull'Alleanza" ).

10. Nella misura in cui il movimento operaio dispone con l'AIT di una ricca esperienza di lotta contro il parassitismo, è fondamentale, per poter fare fronte alle attuali offensive parassite ed esservi ben preparati, tenere bene a mente i principali insegnamenti di questa lotta storica.

Questi insegnamenti concernono tutta una serie di aspetti:

  • il momento di nascita del parassitismo;
  • la sua specificità, rispetto agli altri pericoli che minacciano le organizzazioni proletarie;
  • il suo terreno di reclutamento;
  • i suoi metodi;
  • i mezzi per combatterlo in modo efficace .

Nei fatti, come vedremo, esiste in tutti questi aspetti una somiglianza sorprendente fra la situazione attuale e quella affrontata a suo tempo dall'AIT.

11. Anche se colpisce una classe operaia ancora priva di esperienza, il parassitismo, come abbiamo visto, non è apparso come nemico del movimento operaio finché questo non ha raggiunto un certo grado di maturità, superando la sua fase infantile di settarismo.

"La prima fase nella lotta proletaria contro la borghesia è caratterizzata dal movimento delle sette. Questo è giustificato in un momento in cui il proletariato non è ancora sufficientemente sviluppato in quanto classe."  (Marx/Engels).

E' l'apparizione del marxismo, la maturazione della coscienza della classe proletaria e la capacità della classe e della sua avanguardia di organizzare la lotta che assestano il movimento operaio su basi solide.

" A partire da questo momento, in cui il movimento della classe operaia è diventato una realtà, le utopie fantastiche sono scomparse (...) perché una comprensione reale delle condizioni storiche di  questo movimento aveva preso il posto di queste utopie, e perché  le forze di un'organizzazione di combattimento della classe operaia cominciavano a raccogliersi."  ( Marx, "La guerra civile in Francia", primo progetto ).

Nei fatti il parassitismo è storicamente apparso in risposta alla fondazione della prima Internazionale, che Engels descriveva come " lo strumento per dissolvere progressivamente ed  assorbire tutte le differenti piccole sette". ( Engels, Lettera a Kelly/Vischnevetsky).

In altri termini, l'Internazionale era lo strumento che obbligava le differenti componenti del movimento operaio ad impegnarsi in un processo collettivo e pubblico di chiarificazione, ed a sottomettersi ad una disciplina unificata, impersonale, proletaria, organizzativa. E' stato in primo luogo resistendo contro questa "dissoluzione ed assorbimento" di tutte le particolarità ed autonomie programmatiche ed organizzative non proletarie che il parassitismo ha dichiarato la sua guerra al movimento rivoluzionario.

"Le sette, all'inizio un volano per il movimento, diventano un impedimento nel momento in cui non sono più all'ordine del giorno;  diventano dunque reazionarie. La prova di ciò, sono le sette in Francia ed in Gran Bretagna, e recentemente i Lassalliani in Germania, i quali, dopo anni di sostegno all'organizzazione del proletariato, sono semplicemente divenuti delle armi della polizia." (Marx/Engels, "Le pretese scissioni nell'Internazionale").

12. E' questo quadro dinamico di analisi sviluppata dalla Prima Internazionale che ci permette di comprendere perché il periodo attuale, quello degli anni 80 e soprattutto 90 sia stato testimone di un sviluppo del parassitismo senza precedenti, dopo l'epoca dell'Alleanza e del Lassallismo. In effetti, abbiamo oggi a che fare con un insieme di raggruppamenti informali, spesso agenti nell'ombra, che pretendono di appartenere al campo della Sinistra Comunista, ma che dedicano le loro energie a combattere le organizzazioni marxiste esistenti piuttosto che il regime borghese.

Come all'epoca di Marx ed Engels, la funzione di quest'ondata parassitaria è di sabotare lo sviluppo del dibattito aperto e della chiarificazione proletaria, e di impedire lo stabilirsi di regole di condotta impegnative per tutti i membri del campo proletario. L'esistenza di:

  • una corrente internazionale marxista come la CCI, avversaria del settarismo e del monolitismo;
  • polemiche pubbliche fra le organizzazioni rivoluzionarie;
  • l'attuale dibattito a proposito dei principi organizzativi marxisti e della difesa dell'ambiente rivoluzionario;
  • l'apparizione di nuovi elementi rivoluzionari alla ricerca di vere tradizioni marxiste, organizzative e programmatiche;

sono tra gli elementi più importanti che spiegano l'odio e l'offensiva del parassitismo politico. Come si è visto con l'esperienza dell'AIT, non è che nei periodi in cui il movimento operaio sta passando da uno stato di immaturità di base ad un livello qualitativamente superiore, specificamente comunista, che il parassitismo diviene il suo principale nemico interno. Nella fase attuale, questa immaturità non più è il prodotto della giovinezza del movimento operaio nel suo insieme, ma  soprattutto il risultato dei 50 anni di controrivoluzione che hanno seguito la disfatta dell'ondata rivoluzionaria del 1917-23. Oggi, è in primo luogo questa rottura della continuità organica con le tradizioni delle generazioni passate dei rivoluzionari che spiega il peso dei riflessi e dei comportamenti antiorganizzativi piccolo-borghesi tra molti elementi che si richiamano al marxismo ed alla Sinistra Comunista.

13. Insieme a tutta una serie di similitudini esistenti fra le condizioni e le caratteristiche di sviluppo del parassitismo all'epoca dell'AIT ed oggi, va tuttavia segnalata una differenza: nel secolo scorso, il parassitismo aveva preso essenzialmente la forma di un'organizzazione strutturata e centralizzata all'interno dell'organizzazione della classe, mentre oggi prende essenzialmente la forma di piccoli gruppi, o anche di elementi "non organizzati" (anche se lavorano spesso in contatto fra di loro). Questa differenza, che non rimette in causa la natura fondamentalmente identica del fenomeno parassitario nei due periodi, si spiega con le seguenti ragioni:

  • uno dei terreni su cui si è sviluppato l'Alleanza sono stati i resti delle sette del periodo precedente; essa stessa ha ripreso dalle sette la loro struttura strettamente centralizzata  attorno ad un "profeta" ed il loro gusto dell'organizzazione clandestina; per contro uno degli elementi su cui si appoggia il parassitismo attuale  è costituito dagli strascichi della contestazione studentesca che aveva pesato sulla ripresa della lotta proletaria alla fine degli anni 60, e particolarmente nel 68, con tutto il suo bagaglio di individualismo e di contestazione dell'organizzazione e della centralizzazione, accusata di "soffocare gli individui". (3);
  • all'epoca dell'AIT esisteva una sola organizzazione che raggruppava l'insieme del movimento operaio e quelli che, pur proclamandosi contro la borghesia,  la volevano distruggere erano obbligati ad agire al suo interno; per contro, in un momento storico in cui gli elementi espressione della lotta rivoluzionaria della classe operaia sono dispersi fra differenti organizzazioni dell'ambiente politico proletario, ogni gruppo  dell'area parassitaria può presentarsi come una "componente" fra le altre di questo ambiente.

Da questo punto di vista è importante affermare chiaramente che l'attuale dispersione dell'ambiente politico proletario, e tutti gli atteggiamenti settari che impediscono o ritardano lo sforzo verso il raggruppamento o verso il dibattito fraterno tra le sue diverse componenti, non fanno altro che il gioco del parassitismo.

14. Il marxismo, in seguito all'esperienza dell'AIT, ha messo in evidenza  le differenze tra il parassitismo e le altre manifestazioni della penetrazione di ideologie estranee nelle organizzazioni della classe. Per esempio, l'opportunismo, anche se può in certi momenti manifestarsi sul terreno organizzativo (come fu il caso per i menscevichi nel 1903), aggredisce fondamentalmente il programma dell'organizzazione proletaria. Da parte sua, il parassitismo, proprio per poter svolgere il suo ruolo, non parte a testa bassa contro questo programma. E' essenzialmente sul terreno organizzativo che svolge la sua azione, anche se per poter meglio "reclutare" è spesso condotto a rimettere in causa questo o quell'aspetto del programma. Così, si è potuto vedere Bakunin cavalcare la proposta della "abolizione del diritto ereditario" al Congresso di Basilea del 1869, perché sapeva che all'interno dell'AIT circolavano molte illusioni in proposito. Ma quello che in realtà voleva era rovesciare il Consiglio Generale influenzato da Marx per poterlo sostituire con un Consiglio Generale che gli fosse devoto (4).

Il parassitismo, proprio per il fatto che  attacca direttamente la struttura organizzativa delle formazioni proletarie, rappresenta, quando le condizioni storiche ne permettono la nascita, un pericolo molto più immediato dell'opportunismo. Queste due manifestazioni della penetrazione delle ideologie estranee costituiscono un pericolo mortale per le organizzazioni proletarie. L'opportunismo le uccide come strumenti della classe operaia attraverso un lento passaggio al servizio della borghesia, ma, nella misura in cui attacca prima di tutto il programma, non può arrivare a questo risultato che attraverso tutto un processo in cui la corrente rivoluzionaria, la Sinistra, potrà dal canto suo sviluppare all'interno dell'organizzazione la lotta per la difesa di questo programma (5). Al contrario, poiché è l'organizzazione stessa in quanto struttura che è presa di mira dal parassitismo, i tempi in cui la corrente proletaria deve organizzare la difesa sono brevissimi. L'esempio dell'AIT è significativo: l'insieme della lotta al suo interno contro l'Alleanza non dura più di quattro anni, tra il 1868 in cui Bakunin entra nell'Internazionale ed il 1872 in cui ne è escluso dal Congresso dell'Aia. Questo non fa che sottolineare una cosa: la corrente proletaria deve reagire immediatamente al parassitismo, senza attendere che abbia già colpito a fondo prima di iniziare a combatterlo.

15. Come abbiamo visto, è importante distinguere il parassitismo dalle altre manifestazioni della penetrazione di ideologie estranee all’interno della classe. Va d’altra parte ricordato che una delle caratteristiche del parassitismo è quella di poter utilizzare queste altre manifestazioni. Questo dipende dall’origine del parassitismo, che è a sua volta il risultato della penetrazione di influenze estranee, ma dipende anche dalla sua dinamica, che mira in ultima analisi a distruggere le organizzazioni proletarie, senza preoccuparsi né dei principi né di eventuali scrupoli. Così, all’interno dell’AIT e del movimento operaio dell’epoca, l’Alleanza si è distinta, come già ricordato, per la sua capacità di appoggiarsi alle vestigia del settarismo, di prendere atteggiamenti opportunisti ( sulla questione del diritto ereditario, per esempio ) o a lanciarsi in movimenti totalmente avventuristi (la “Comune” di Lione, per esempio e la guerra civile in Spagna del 1873). Analogamente, si è servita delle tendenze all’individualismo di un proletariato che usciva appena dall’artigianato o dal contadiname ( in particolar modo in Spagna e nel Giura svizzero ). Le stesse caratteristiche si possono ritrovare nel parassitismo attuale. Il ruolo giocato dalle tendenze individualistiche nella costituzione dell’ambiente parassitario attuale è già stato sottolineato, ma vale ancora la pena di ricordare che tutte le scissioni  della CCI che hanno dato luogo in seguito a gruppi parassiti (GCI, CBG, FECCI ) si sono basate su un atteggiamento settario consistente nel rompere prematuramente e nel rifiutarsi di discutere fino in fondo le divergenze. Analogamente, l'opportunismo è stata una delle caratteristiche del GCI che, dopo aver accusato la CCI, quando era una “tendenza” al suo interno, di non imporre sufficienti discriminanti  ai nuovi candidati, si è convertita all’ammucchiata senza principi, modificando il suo programma nel senso delle suggestioni extraparlamentari alla moda (come il terzo-mondismo). Questo stesso opportunismo è stato messo in pratica dal CBG e dalla FECCI che, all’inizio degli anni '90, si sono dedicati ad un mercanteggiare incredibile per cercare di iniziare una dinamica verso il raggruppamento. Infine, per quanto concerne l’avventurismo-putschismo, è interessante notare che, anche lasciando da parte i flirt del GCI con il terrorismo, tutti questi gruppi siano sistematicamente caduti nelle trappole che la borghesia tendeva alla classe, chiamandola a estendere le sue lotte quando il terreno era già stato sterilizzato dalla classe dominante e dai sindacati, come fu il caso, in particolare, nell’Autunno 95 in Francia.

16. L’esperienza dell’AIT ha messo in evidenza la differenza che può esistere tra il parassitismo e la palude (anche se all’epoca, quest’ultimo termine non era ancora in uso). Il marxismo definisce la palude come una area politica oscillante fra le posizioni politiche della classe operaia e quelle della borghesia o della piccola borghesia. Correnti di questo tipo possono sorgere come una prima tappa nel processo di presa di coscienza di settori del proletariato o di rottura con le posizioni borghesi. Possono anche rappresentare residuati di correnti che, in un dato momento storico hanno espresso uno sforzo reale di presa di coscienza da parte della classe, ma che si sono dimostrati incapaci di evolvere in funzione delle nuove condizioni della lotta proletaria e dell’esperienza di quest’ultima. In linea di massima, correnti di questo tipo non possono mantenersi stabilmente in quanto tali. La continua oscillazione fra le posizioni borghesi e quelle proletarie le conducono a schierarsi completamente sul fronte borghese o su quello rivoluzionario, o anche a spaccarsi su queste due tendenze. Un simile processo di decantazione viene normalmente stimolato ed accelerato da grandi avvenimenti che riguardano la classe operaia (nel XX secolo, si tratta in genere della guerra imperialista e della rivoluzione proletaria) ed il senso generale in cui la decantazione avviene dipende in buona parte dall’evoluzione generale dei rapporti di forza fra la borghesia ed il proletariato. Di fronte a simili correnti, la Sinistra del movimento operaio ha sempre avuto come atteggiamento quello di non considerarle perdute in blocco per la lotta proletaria ma di stimolare al loro interno una chiarificazione che permettesse agli elementi più sani di integrarsi pienamente in questa lotta, denunciando allo stesso tempo con la massima fermezza quelli che prendevano la via del nemico di classe.

17. All’interno dell’AIT, a fianco della corrente marxista che ne costituiva l’avanguardia, esistevano delle correnti  che si potrebbero definire come appartenenti alla palude. Era il caso, ad esempio, delle correnti blanquiste e proudhoniane che, nella prima meta del 19° secolo avevano costituito una reale avanguardia del proletariato in Francia. Al momento della lotta contro il parassitismo dell’Alleanza, queste correnti avevano ormai cessato di rappresentare una avanguardia. Ciononostante, e malgrado tutte le loro confusioni, furono capaci di partecipare alla lotta in difesa dell’Internazionale, in particolare al Congresso dell'Aia. Nei loro confronti la corrente marxista aveva  un atteggiamento completamente diverso da quello verso l’Alleanza. Non si parlava assolutamente di escluderle. Al contrario, era importante associarle alla lotta dell’AIT contro i suoi nemici, non solamente per il peso che esse ancora avevano all’interno dell’Internazionale, ma soprattutto perché questa lotta permetteva un processo di chiarificazione all’interno di queste correnti. Nei fatti, questa lotta ha permesso  di verificare che esisteva una differenza fondamentale fra la palude ed il parassitismo: mentre la prima è attraversata dalla vita proletaria, il che può permettere a sue componenti o ai suoi migliori elementi di raggiungere la corrente rivoluzionaria, il secondo, la cui vocazione profonda è quella di distruggere l’organizzazione rivoluzionaria, non può per definizione evolvere nella stessa direzione, anche se possono riuscirci singoli elementi che siano stati per un certo tempo ingannati dal parassitismo.

Anche oggi è importante fare una simile differenza fra le correnti della palude (6) ed il parassitismo. Come i gruppi dell’ambiente politico proletario debbono tentare di fare evolvere le prime verso le posizioni marxiste, favorendo la chiarificazione politica al loro interno, così debbono mostrare la massima fermezza nei confronti del parassitismo, denunciando il ruolo sordido che gioca a favore della borghesia. E questo è particolarmente importante proprio di fronte alle correnti della palude che, a causa delle loro confusioni ( in particolare a causa delle loro reticenze verso l’organizzazione, come è il caso dei consiliaristi ) sono particolarmente vulnerabili agli attacchi del parassitismo.

18. Tutte le manifestazioni della penetrazione di ideologie estranee all’interno delle organizzazioni proletarie fanno il gioco della classe nemica. Questo è particolarmente evidente per il parassitismo il cui scopo è la distruzione di queste organizzazioni (che lo si dichiari apertamente o no). Su questo punto, l’AIT è stata particolarmente chiara affermando che, pur non essendo un agente dello Stato capitalista, Bakunin serviva i suoi interessi molto meglio di quanto un tale agente avrebbe mai potuto fare. Questo non significa che il parassitismo rappresenti in sè un settore dell’apparato politico del capitale, come ad esempio certe correnti borghesi dell’ultrasinistra, vedi l’attuale trotzkismo. Nei fatti, Marx ed Engels non hanno mai considerato come dei rappresentanti politici della borghesia neppure i parassiti più celebri della loro epoca, come Bakunin o Lassalle. Questa analisi si basa sulla comprensione del fatto che il parassitismo non costituisce in sé una frazione della borghesia, non avendo né un programma o un orientamento specifico per i capitale nazionale, né un posto particolare negli apparati dello Stato incaricati di controllare la lotta della classe operaia. Ciò detto, in ragione dei servizi che il parassitismo rende alla classe capitalista, può beneficiare di un occhio di riguardo da parte sua. Questa benevolenza si manifesta essenzialmente in tre modi:

  • un sostegno politico all’attività parassita; come quando la stampa borghese europea sosteneva compatta Bakunin e l’Alleanza nella loro lotta contro il Consiglio Generale;
  • l’infiltrazione e le manovre di agenti dello Stato all’interno delle correnti parassitarie; la sezione dell’Alleanza di Lione era puramente e semplicemente diretta da due agenti bonapartisti: Richard e Blanc;
  • la creazione diretta da parte di settori della borghesia di correnti politiche il cui scopo è quello di parassitare l’organizzazione proletaria; vedi la creazione della “Lega per la pace e la libertà” (diretta da Vogt, agente bonapartista) che, secondo lo stesso Marx, “è fondata in opposizione all’Internazionale” e che nel 1868 tenta di “allearsi” con quest’ultima.

Bisogna a questo proposito notare che, anche se la maggior parte delle organizzazioni parassitarie si richiama a parole ad un programma proletario, quest’ultimo non è indispensabile perché un’organizzazione possa svolgere la sua funzione di parassitismo politico che non si contraddistingue per le posizioni che difende ma per la sua attività distruttrice contro le vere organizzazioni della classe operaia.

19. Nel periodo attuale, dato che le organizzazioni proletarie non hanno la notorietà che poteva avere l’AIT ai suoi tempi, la propaganda ufficiale borghese in linea di massima non si preoccupa di sostenere i gruppi e gli elementi parassitari (tanto più che questo li screditerebbe agli occhi degli elementi che si avvicinano alle posizioni comuniste). Va però notato che nelle campagne borghesi specificamente dirette contro la Sinistra Comunista, in particolare quelle riguardanti il “negazionismo” dell’Olocausto, si è dato uno spazio enorme a gruppi come l’ex-Mouvement Communiste, la Banquise, etc. che venivano presentati come rappresentanti della Sinistra Comunista, mentre avevano forti connotazioni parassitarie.

Per contro, è stato proprio un agente dell’apparato statale, Chenier (7), a giocare il ruolo centrale nella formazione nel 1981 all’interno della CCI di una “tendenza segreta” che, dopo aver provocato la perdita di metà della sezione inglese, ha dato vita ad uno dei gruppi parassitari più caratteristici, il CBG.

Infine, i tentativi delle correnti borghesi di infiltrarsi nell’ambiente proletario per assumervi una funzione parassitaria sono chiaramente presenti attraverso l’azione di gruppi extraparlamentari come lo spagnolo Hilo Rojo ( che ha tentato per anni di ingraziarsi il milieu proletario, prima di attaccarlo frontalmente ) o come l’OCI ( gruppo extraparlamentare italiano, alcuni dei cui membri sono passati per il bordighismo, e che oggi si presenta come il “vero erede” di questa corrente ).

20. La penetrazione di agenti dello Stato nell’area parassitaria è evidentemente facilitata dalla natura stessa di questa area la cui vocazione di fondo è quella di combattere le vere organizzazioni proletarie. Nei fatti, è il reclutamento stesso del parassitismo fra gli elementi che rigettano la disciplina di un’organizzazione di classe, che non hanno che disprezzo per il suo funzionamento statutario, che si compiacciono dell’informalità e dei legami personali, piuttosto che fortificarsi nella lealtà verso l’organizzazione, che rende facilissima l’infiltrazione in quest’ambiente. Altrettanto facile è l’adesione di quegli ausiliari involontari dello Stato che sono gli avventurieri, questi elementi declassati che tentano di mettere il movimento operaio al servizio delle loro ambizioni di notorietà e di potere che gli vengono rifiutati dalla società borghese. Nell’AIT, l’esempio di Bakunin è chiaramente il più conosciuto. Marx ed i suoi compagni non hanno mai sostenuto che si trattasse di un agente diretto dello Stato. Per contro, sono stati capaci non solo di identificare e denunciare i servizi che egli rendeva involontariamente alla classe dominante, ma anche l’atteggiamento e l’origine di classe degli avventurieri all’interno delle organizzazioni proletarie ed il ruolo da loro giocato come dirigenti del parassitismo. Così, a proposito dell’attività dell’Alleanza segreta di Bakunin nell’AIT, scrivevano che gli “elementi declassati” erano stati capaci di “infiltrarvisi (nell’AIT, N.d.R.) e radicarvi, nel suo centro stesso, delle organizzazioni segrete”. Questo stesso giudizio è ripreso da Bebel a proposito di Schweitzer, leader della corrente lassalliana (che, oltre che opportunista, aveva anche forti connotazioni parassitarie): “Si è unito al movimento quando ha visto che nella borghesia per lui non c’era avvenire, che per lui, declassato rapidamente dal suo stile di vita, la sola speranza stava nel giocare un ruolo nel movimento operaio, cui lo predestinavano le sue capacità e le sue ambizioni.” (A. Bebel , Autobiografia ).

21. Ciò detto, anche se le tendenze parassitarie sono spesso dirette da avventurieri declassati ( quando non si tratta direttamente di agenti dello Stato ), non è solo in questa categoria che pescano per il reclutamento. Sono anche capaci di attirare elementi inizialmente animati da volontà rivoluzionaria e che non pensano a distruggere l'organizzazione, ma che:

  • impregnati di ideologia piccolo-borghese, impaziente, individualista, gregaria, elitaria;
  • "delusi" da una classe operaia che non avanza abbastanza rapidamente per i loro gusti;
  • sopportando male la disciplina organizzativa, frustrati di non trovare nell'attività militante le "gratificazioni" che si attendevano o di non accedere a dei "posti" cui aspiravano;

arrivano alla fine a sviluppare una ostilità di fondo contro l'organizzazione proletaria, anche se questa ostilità si ammanta di pretese "militanti".

Nell'AIT si è assistito  ad un fenomeno simile da parte di un certo numero di membri del Consiglio Generale come Eccarius, Jung ed Hales.

Peraltro, il parassitismo è capace di reclutare elementi sinceri e militanti, che - per non essersi liberati degli influssi piccolo-borghesi o per mancanza di esperienza - si lasciano trascinare, ingannare, manipolare da elementi chiaramente anti-proletari. Nell'AIT, questo è tipicamente il caso della maggioranza degli operai che hanno fatto parte dell'Alleanza in Spagna.

22. Per quello che concerne la CCI, la maggior parte delle scissioni che hanno portato alla formazione di gruppi parassitari erano chiaramente costituite da elementi animati dall'atteggiamento piccolo-borghese sopra descritto. L'impulso dato da intellettuali smaniosi di "riconoscimento" e che erano frustrati per non ottenerlo, l'impazienza di fronte al fatto che non riuscivano a convincere gli altri militanti della "giustezza" delle loro posizioni o di fronte alla lentezza del processo di sviluppo della lotta di classe, le suscettibilità ferite dalla critica delle loro posizioni  o dei loro comportamenti, il rifiuto di una centralizzazione che vivevano come "stalinismo" sono stati i motori della costituzione di "tendenze" che hanno portato alla formazione di gruppi parassitari più o meno effimeri ed alle diserzioni individuali che vanno ad alimentare l'area informale del parassitismo. Nel tempo, la "tendenza" del 1979 che portò alla formazione del Gruppo Comunista Internazionalista, la tendenza Chenier, uno dei cui frutti fu il defunto Communist Bulletin Group, la "tendenza" McIntosh-ML-JA ( costituita in gran parte di membri dell'organo centrale della CCI ) che ha dato vita alla FECCI ( divenuta in seguito Perspectives Internationalistes ) hanno costituito delle tipiche illustrazioni di questo fenomeno. In questi episodi è egualmente successo che elementi dalle intenzioni proletarie indiscutibili si siano fatti trascinare dalla fedeltà personale verso i capi di queste "tendenze", che non erano tendenze vere e proprie ma piuttosto dei "clan", nel senso più volte già definito dalla nostra organizzazione. Il fatto che tutte le scissioni parassitarie della nostra organizzazione siano apparse inizialmente sotto forma di clan interni non può evidentemente essere dovuto al caso. In realtà, esiste una grande similitudine tra i comportamenti organizzativi che sono alla base della formazione dei clan e quelli di cui si alimenta il parassitismo: individualismo, quadro statutario vissuto come una costrizione, frustrazione verso l'attività militante, lealtà verso singole persone a discapito della lealtà verso l'organizzazione, influenza dei "guru" ( personaggi alla ricerca di un'influenza personale verso altri militanti ). Nei fatti, quello che è già insito nella formazione di clan interni all'organizzazione, e cioé la distruzione del suo tessuto organizzativo, trova nel parassitismo la sua espressione più completa: la volontà di distruggere le organizzazioni proletarie stesse (8).

23. L'eterogeneità, che è una caratteristica del parassitismo, poiché nei suoi ranghi si trovano sia elementi relativamente sinceri, sia elementi animati dall'odio per le organizzazioni rivoluzionarie, o addirittura avventurieri politici e agenti dello Stato, fa di quest'ambiente il luogo privilegiato di politiche segrete che permettono agli elementi più ostili alle motivazioni proletarie di trascinare con se gli altri. La presenza di questi ultimi, degli elementi "sinceri", specie se si tratta di elementi che hanno effettivamente contribuito all'organizzazione, costituisce una delle condizioni del successo del parassitismo, perchè gli permette di mascherarsi e di accreditare la sua facciata "proletaria" (proprio come il sindacalismo ha bisogno di attivisti "sinceri e devoti" per mantenere il controllo della base). D'altra parte il parassitismo, ed i suoi elementi trainanti, non potrebbero mantenere il controllo su buona parte dei loro adepti se non nascondessero, dissimulassero i loro scopi reali. Cosi, l'Alleanza nell'AIT comprendeva diversi livelli attorno al "cittadino B.", nonché statuti segreti riservati agli "iniziati". "L'Alleanza divide i suoi membri in due caste, iniziati e non iniziati, aristocratici e plebei, con i secondi condannati ad essere diretti dai primi, attraverso un'organizzazione di cui ignorano l'esistenza." ( Engels, Rapporto sull'Alleanza ). Oggi, il parassitismo agisce allo stesso modo ed è raro che dei gruppi parassiti, ed in particolare gli avventurieri e gli intellettuali frustrati che li animano, mostrino chiaramente il loro programma. Da questo punto di vista, il Mouvement Communiste (9), che afferma a chiare lettere che bisogna distruggere l'ambiente della Sinistra Comunista, è contemporaneamente la caricatura ed il portavoce più chiaro della natura profonda del parassitismo.

24. I metodi utilizzati dalla Prima Internazionale e dagli Eisenachiani contro il parassitismo della loro epoca corrispondono perfettamente a quelli utilizzati oggi dalla CCI. Nei documenti pubblici dei Congressi, nella stampa, nelle riunioni operaie e perfino -allora- nel Parlamento, le manovre dei parassiti furono denunciate. Più e più volte fu dimostrato che dietro questi attacchi si celavano le classi dominanti e che il loro scopo era la distruzione del marxismo. I lavori del Congresso dell'Aja ed i celebri discorsi in cui Bebel denunciava la politica segreta di Bismarck e Schweitzer mostrano la capacità del movimento operaio di dare una spiegazione di tipo globale, pur denunciando le varie manovre in modo estremamente concreto. Tra le ragioni più importanti date dalla Prima Internazionale per la pubblicazione delle rivelazioni su Bakunin, troviamo in primo luogo le seguenti:

  • smascherarlo pubblicamente era il solo modo di sbarazzare il movimento operaio di tali metodi; solo una presa di coscienza da parte di tutti i membri dell'importanza di questi problemi poteva impedire la loro riapparizione nel futuro;
  • era necessario denunciare pubblicamente l'Alleanza di Bakunin per dissuadere quelli che utilizzavano gli stessi metodi; Marx ed Engels sapevano bene che c'erano altri parassiti, come gli accoliti di Pyatt, che cercavano di portare avanti politiche segrete dentro e fuori l'organizzazione;
  • solo un dibattito pubblico poteva spezzare il controllo di Bakunin su molte delle sue vittime ed incoraggiarle a testimoniare; a questo scopo, i metodi di manipolazione di Bakunin furono in particolare smascherati dalla pubblicazione del "Catechismo rivoluzionario";
  • una denuncia pubblica era indispensabile per impedire che l'Internazionale fosse associata a simili pratiche; così la decisione di escludere Bakunin dall'Internazionale fu presa dopo che divennero disponibili le informazioni sull'affare Netchaiev e ci si rese conto del pericolo che questa storia fosse utilizzata contro l'Associazione;
  • le lezioni di questa lotta avevano un'importanza storica, non solamente per l'Internazionale, ma per l'avvenire del movimento operaio; è nello stesso spirito che, 30 anni dopo, Bebel ha dedicato quasi 80 pagine della sua autobiografia  alla lotta contro Lassalle e Schweitzer.

Infine, al centro di questa politica si trovava la necessità di smascherare gli avventurieri politici, come Bakunin e Schweitzer. Non si potrà mai sottolineare abbastanza il fatto che questo atteggiamento ha caratterizzato tutta la vita politica di Marx, come si vede dalla sua denuncia degli accoliti di Lord Palmerston o del Signor Vogt. Marx capiva perfettamente che mettere a tacere queste storie significava solo fare un favore alla classe dominante.

25. E' questa grande tradizione del movimento operaio che la CCI continua con gli articoli che relazionano sulla sua lotta interna, le sue polemiche contro il parassitismo, l'annuncio pubblico dell'esclusione unanime di uno dei suoi membri da parte dell'11° Congresso Internazionale, la pubblicazione di articoli sulla massoneria, ecc. In particolare, la difesa da parte della CCI dello strumento del Giurì d'Onore nel caso di elementi che abbiano perso la fiducia delle organizzazioni rivoluzionarie, in modo da difendere l'insieme dell'ambiente proletario, si iscrive nello stesso spirito del Congresso dell'Aja, e delle commissioni di inchiesta dei partiti operai russi su elementi che erano sospettati di essere dei provocatori.

La tempesta di proteste ed accuse della borghesia alla pubblicazione dei principali risultati dell'inchiesta sull'Alleanza dimostra che questo metodo rigoroso di denuncia pubblica è proprio quello che la borghesia non riesce a sopportare. Per contro, il modo in cui le direzioni opportuniste della II° Internazionale hanno sistematicamente ignorato, negli anni pre-1914, il famoso capitolo "Marx-Bakunin" nella storia del movimento operaio, mostra la paura per questo argomento da parte di tutti i difensori delle concezioni organizzative piccolo-borghesi.

26. La politica del movimento operaio verso l'infantilismo piccolo-borghese del parassitismo è stata sempre quella di spazzarlo via dalla scena politica. In questo, la denuncia delle assurdità delle posizioni e dell'attività politica dei parassiti gioca un ruolo importante. Così, Engels, nel suo celebre articolo "I bakunisti all'opera" ( durante la guerra civile in Spagna ) , ha continuato e completato le rivelazioni sul comportamento organizzativo dell'Alleanza.

Oggi la CCI adotta la stessa politica combattendo contro gli adepti dei differenti centri organizzati e "informali" dell’ambiente parassita.

Per quanto riguarda invece gli elementi più o meno proletari che si fanno più o meno ingannare dal parassitismo, la politica del marxismo è sempre stata quella di piantare un cuneo fra questi elementi e la direzione parassitaria ispirata o incoraggiata dalla borghesia, dimostrando che i primi vengono manipolati da quest'ultima. Lo scopo di questa politica è sempre quello di isolare la direzione parassitaria, allontanando le sue vittime dalla sua zona di influenza. Verso queste "vittime" l'impostazione marxista è sempre stata quella di denunciare con fermezza il loro atteggiamento e le loro attività, ed allo stesso tempo lottare per rianimare la loro fiducia verso l'organizzazione e l'insieme del milieu proletario. Il lavoro portato avanti da Lafargue ed Engels verso la sezione spagnola della Prima Internazionale è una perfetta concretizzazione di questo atteggiamento. La CCI si iscrive in questa grande tradizione organizzando confronti pubblici per recuperare gli elementi ingannati. L'intervento di Bebel e Liebknecht per denunciare Schweitzer come agente di Bismarck di fronte ad un meeting di massa del partito lassalliano a Wuppertal, è un esempio ben noto di questo atteggiamento.

27. La tradizione di lotta contro il parassitismo si è largamente perduta nel movimento operaio, dopo le grandi lotte nell'AIT, a causa:

  • del fatto che il parassitismo non ha rappresentato un pericolo primario per le organizzazioni proletarie, dopo l'AIT;
  • della lunghezza e della profondità della controrivoluzione.

Questo rappresenta un elemento di debolezza molto grave per il milieu proletario di fronte all'attuale offensiva del parassitismo. Questo pericolo è tanto più grave in quanto la pressione ideologica della decomposizione del capitalismo - pressione che facilita, come la CCI ha messo in evidenza, la penetrazione dell'ideologia piccolo borghese nelle sue caratterizzazioni più estreme (10) - crea in permanenza un terreno propizio allo sviluppo del parassitismo. Dunque il movimento rivoluzionario ha la grave responsabilità di impegnare una lotta a fondo contro questo flagello. In un certo senso, la capacità delle correnti rivoluzionarie nell'identificare e combattere il parassitismo sarà un indice della loro capacità nel combattere le altre minacce che pesano sulle organizzazioni del proletariato, ed in particolare la minaccia più permanente, quella dell'opportunismo.

Nei fatti, nella misura in cui opportunismo e parassitismo provengono entrambi dalla stessa fonte ( la penetrazione dell'ideologia piccolo borghese ) e rappresentano un attacco contro i principi dell'organizzazione proletaria ( principi programmatici nel caso del primo, organizzativi nel secondo ), è del tutto spontaneamente che finiscono per tollerarsi a vicenda e convergere. Così, non è assolutamente un paradosso se nell'AIT si siano ritrovati fianco a fianco i bakunisti "antistatalisti" ed i lassalliani "statalisti" ( che rappresentavano una variante dell'opportunismo ). Ne consegue che è toccato sempre alle correnti di sinistra all'interno delle organizzazioni proletarie farsi carico dell'essenziale della lotta contro il parassitismo. Nell'AIT, sono direttamente Marx, Engels e la loro tendenza che portano avanti la lotta contro l'Alleanza. Non è assolutamente un caso se i principali documenti redatti nel corso di questa lotta  portino la loro firma ( la circolare del 5 Marzo 1872 "Le pretese scissioni nell'Internazionale" è redatta da Marx ed Engels, il rapporto del 1873 su "L'Alleanza della Democrazia Socialista e l'Associazione Internazionale dei lavoratori" è dovuto a Marx, Engels, Lafargue e Utin ).

Quello che era valido ai tempi dell'AIT, resta valido ancora oggi. La lotta contro il parassitismo costituisce una delle responsabilità essenziali della Sinistra Comunista, che si collega strettamente alla tradizione delle grandi lotte contro l'opportunismo. In questo momento, uno dei fronti fondamentali per la preparazione del partito di domani e, per questo stesso fatto, ha il suo peso nel determinare sia il momento in cui il partito sorgerà, sia la sua capacità di svolgere il suo ruolo nelle lotte decisive del proletariato.

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1. E' opportuno distinguere i due diversi sensi che la parola avventurismo può avere. Da un lato, esiste l'avventurismo di certi elementi declassati, gli avventurieri politici che, non potendo giocare un ruolo all'interno della classe dominante, ed avendo compreso che il proletariato è chiamato a occupare un posto di primo piano all'interno della vita sociale della storia, cercano di guadagnarsi, all'interno delle sue organizzazioni, un riconoscimento che gli permetta di giocare quel ruolo personale negatogli dalla borghesia. Avvicinandosi alla lotta della classe operaia, questi elementi non hanno l'intenzione di mettersi al suo servizio, bensì di metterla al servizio delle proprie ambizioni. Cercano la notorietà "andando al proletariato", come altri la cercano facendo il giro del mondo. D'altra parte, l'avventurismo indica anche l'atteggiamento politico consistente a lanciarsi in azioni sconsiderate, mentre le condizioni minime per il loro successo, la necessaria maturità della classe,  non esistono. Un tale atteggiamento può essere proprio di avventurieri politici alla ricerca di emozioni forti, ma può perfettamente essere fatto proprio da operai e militanti totalmente sinceri, devoti e disinteressati, ma che mancano di capacità di giudizio politico o sono attanagliati dall'impazienza.

2. Marx ed Engels non furono i soli ad identificare ed a caratterizzare il parassitismo politico. Così, alla fine del 19° secolo, un grande teorico marxista, Antonio Labriola, riprendeva la stessa analisi del parassitismo: " Nel primo tipo dei nostri attuali partiti (si tratta della Lega dei Comunisti, ndr) in questa cellula primaria, per così dire, del nostro organismo complesso c’era non solo la coscienza della missione da compiere come precursore, ma c’era anche la forma e il metodo di associazione che erano adatti solo ai primi iniziatori della rivoluzione proletaria. Non si trattava più di una setta; questa forma era nei fatti superata. La dominazione immediata e fantastica dell’individuo era eliminata. Quello che predominava era una disciplina che aveva la sua fonte nell’esperienza della necessità, e nella dottrina che deve essere precisamente la coscienza riflessa di questa necessità. La stessa cosa fu per l’Internazionale, che poteva sembrare autoritaria solo a quelli che non potettero sottometterla alla loro propria autorità. Deve essere lo stesso e sarà così in tutti i partiti operai: e là dove questo carattere non sarà marcato o non potrà esserlo ancora, l’agitazione proletaria, ancora elementare e confusa, genererà solamente delle illusioni, e non sarà che un pretesto per degli intrighi. E quando non è così, allora si tratta di un cenacolo, in cui l’illuminato sta gomito a gomito con il pazzo e lo spione; sarà per esempio la Società dei Fratelli Internazionali che si attacca come un parassita all’Internazionale e la discredita; (…) o infine un raggruppamento di scontenti per lo più declassati e piccolo borghesi che si dedicano a speculare sul socialismo come su una qualsiasi altra moda politica" (Saggio sulla concezione materialistica della storia)

3. Questo fenomeno è evidentemente rinforzato dal peso del consiliarismo che costituisce, come la CCI ha sottolineato, uno dei prezzi che il movimento operaio rinascente ha pagato e pagherà a causa della dominazione stalinista durante tutta la fase controrivoluzionaria.

4. E' in base a questa speranza che durante il Congresso di Basilea gli amici di Bakunin avevano appoggiato la decisione di rafforzare al massimo i poteri del Consiglio Generale, mentre dopo il Congresso arriveranno ad esigere che il Consiglio venisse ridotto ad una semplice "cassetta per le  lettere".

5. La storia del movimento operaio è ricca di lotte portate avanti dalla Sinistra. Fra le più importanti ricordiamo:

  • Rosa Luxemburg contro il revisionismo di Bernstein alla fine del 19° secolo;
  • Lenin contro i menscevichi a partire dal 1903;
  • Rosa Luxemburg e Pannekoek contro Kautsky sulla questione dello sciopero di massa (1908-11);
  • Rosa e Lenin per la difesa dell'internazionalismo (Congressi di Stoccarda nel 1907, di Basilea nel 1912);
  • Pannekoek, Gorter, Bordiga e l'insieme dei militanti della Sinistra dell'IC ( senza dimenticare Trotsky, in una certa misura ) durante la degenerazione di quest'ultima.

6. Ai giorni nostri, possono far parte della palude in particolare le correnti consiliariste (come quelle fatte sorgere dalla ripresa storica della lotta di classe alla fine degli anni 60 e che probabilmente riappariranno durante i futuri movimenti di classe); residuati del passato come i De Leonisti presenti nell’area anglosassone o elementi appena usciti dalle organizzazioni extraparlamentari.

7. Non ci sono prove certe del fatto che Chenier fosse un agente dei servizi di sicurezza dello Stato. In cambio, la sua rapida carriera, subito dopo la sua esclusione dalla CCI, all'interno dell'amministrazione e soprattutto all'interno dell'apparato del Partito Socialista (all'epoca al governo) dimostra che doveva già lavorare per questa parte dello Stato quando si presentava ancora come un 'rivoluzionario".

8. Alle analisi e preoccupazione della CCI concernenti il parassitismo si è spesso risposto che questo fenomeno riguarderebbe solo la nostra organizzazione, sia come suo bersaglio, sia come suo "disseminatore" attraverso le nostre varie scissioni.. E' vero che oggi la CCI è il principale bersaglio del parassitismo, il che si spiega facilmente per il fatto che è l'organizzazione più importante ed estesa dell'ambiente proletario. Per questo stesso fatto è quella che suscita più odio nei nemici di quest'ambiente, che non perdono occasione di tentare di suscitare contro di essa l'ostilità delle altre organizzazioni proletarie. Un'altra causa di questo "privilegio" da parte del parassitismo è per l’appunto il fatto che la CCI è l'organizzazione in cui si sono avute il maggior numero di scissioni che hanno portato alla nascita di gruppi parassiti.

A questo fenomeno si possono dare varie spiegazioni.

In primo luogo, fra le organizzazioni dell'ambiente politico proletario che si sono mantenute nei trent'anni che ci separano dal 1968, la CCI è l'unica di nuova fondazione, mentre le altre esistevano già all'epoca. Questo spiega il fatto che vi fosse nella nostra organizzazione un peso più forte di quello che Lenin chiama lo spirito di circolo e che è il terreno di coltura per il clan ed il parassitismo. Bisogna anche considerare che nelle altre organizzazioni c'era già stata - prima ancora della ripresa storica della lotta di classe - una "selezione naturale" che aveva eliminato gli elementi avventurieri e semi-avventurieri oltre che gli intellettuali alla ricerca di un pubblico che non avevano avuto la pazienza di portare avanti un lavoro oscuro in piccole organizzazioni in un momento in cui avevano un impatto trascurabile sulla classe, a causa del periodo controrivoluzionario. Al momento della ripresa proletaria, questo tipo di elementi può aver pensato che sarebbe stato più facile "accedere a dei posti" in un'organizzazione nuova, in via di costituzione, piuttosto che in un'organizzazione esistente da lungo tempo, dove "i posti erano già occupati".

In secondo luogo esiste una differenza fondamentale fra le scissioni, ugualmente numerose, che hanno colpito la corrente bordighista ( che negli anni '70 era la più sviluppata internazionalmente ) e quelle che hanno colpito la CCI. Nelle organizzazioni bordighiste, che rivendicano ufficialmente il monolitismo, le scissioni sono essenzialmente il risultato dell'impossibilità di discutere al loro interno le divergenze e dunque non sono necessariamente il frutto di una dinamica parassitaria. Per contro, le scissioni avvenute nella CCI non sono il risultato del monolitismo o del settarismo, poiché la nostra organizzazione ha sempre permesso, ed incoraggiato, i dibattiti ed i confronti al suo interno: le dimissioni collettive facevano necessariamente seguito ad un'impazienza, a delle frustrazioni individualiste, alla formazione di clan ed a una dinamica parassitaria.

Ciò detto, bisogna sottolineare che la CCI non è certamente il solo bersaglio del parassitismo. Per esempio, gli insulti di Hilo Rojo, come quelli del Mouvement Communiste, sono indirizzati a tutta la Sinistra Comunista. Analogamente, il bersaglio privilegiato dell'OCI è la corrente bordighista. Infine, anche quando i gruppi parassitari concentrano i loro attacchi contro la CCI, risparmiando o perfino adulando gli altri gruppi dell'ambiente proletario ( come era il caso per il Communist Bulletin Group o come fa sistematicamente Echanges et Mouvement) lo fanno in genere con l'obiettivo di accrescere le divisioni e la dispersione fra questi gruppi, debolezze che la CCI è sempre stata pronta a combattere.

9. Gruppo animato da ex-membri della CCI, appartenuti in seguito al GCI, e da vecchi transfughi della sinistra extraparlamentare. Non va confuso con il Mouvement communiste degli anni '70 che fu uno dei precursori della tendenza "modernista".

10. Vedi Rivista Internazionale n. 14: "La decomposizione, fase ultima della decadenza del capitalismo", paragrafo 13.