Costruzione dell'organizzazione rivoluzionaria. Tesi sul parassitismo

1. Lungo
tutta la sua storia, il movimento operaio ha dovuto fare fronte alla
penetrazione nei suoi ranghi di ideologie provenienti sia dalla classe  dominante che dalla piccola borghesia. Questa
penetrazione si è manifestata all'interno delle organizzazioni operaie sotto
svariate forme. Fra le più frequenti si possono citare in particolare:

  • il settarismo
  • l'individualismo
  • l'opportunismo
  • l'avventurismo-putschismo.

2. Il
settarismo è una manifestazione tipica di una visione piccolo borghese
dell'organizzazione. E' collegabile allo stato d'animo del piccolo bottegaio,
de "l'artigiano padrone a casa sua" e si esprime nella tendenza a
fare predominare gli interessi e le concezioni proprie dell'organizzazione
sugli interessi del movimento nel suo insieme. Nella visione settaria,
l'organizzazione è "sola al mondo" e manifesta un disprezzo sovrano
per tutte le altre organizzazioni appartenenti al campo del proletariato, viste
come "concorrenti", per non dire "nemiche". Preferisce
rifugiarsi  in uno "splendido isolamento",
facendo finta che le altre non esistano, oppure si ostina a sottolineare quello
che la divide dalle altre, senza tener conto di quanto la unisce alle altre.

3.
L'individualismo può provenire tanto dalle influenze piccolo borghesi che
direttamente borghesi. Dalla classe dominante, riprende l'ideologia ufficiale
che fa degli individui i soggetti della storia, che valorizza il
"self-made man", che giustifica la "lotta di tutti contro
tutti". Tuttavia, è soprattutto attraverso il tramite fisico della piccola
borghesia che l'individualismo penetra nelle organizzazioni operaie, in
particolare tramite elementi provenienti da strati recentemente proletarizzati,
come l'artigianato ed i contadini ( ed era il caso più frequente nel secolo
scorso ) o come l'ambiente intellettuale e studentesco (ed è il caso più
frequente dopo la ripresa storica della classe operaia alla fine degli anni '60
). L'individualismo si manifesta principalmente attraverso la tendenza a:

  • concepire l'organizzazione non
    come un tutto collettivo, ma come una somma di individui in cui, in
    particolare, le relazioni personali hanno il sopravvento rispetto alle
    relazioni politiche e statutarie;
  • fare resistenza, in questo
    senso, alla necessaria disciplina;
  • ricercare, nell'attività
    militante, una "realizzazione personale";
  • adottare un atteggiamento
    contestatario verso gli organi centrali, accusati di "soffocare le
    personalità" e, al contempo, ricercare una "promozione"
    attraverso il proprio ingresso in questi organi;
  • più in generale, sviluppare
    una concezione elitaria dell'organizzazione, in cui si aspira ad essere
    ammessi fra i "militanti di prima classe", sviluppando un
    atteggiamento di sufficienza verso quelli che si considerano come dei
    "militanti di seconda classe".

4.
L'opportunismo, che ha storicamente costituito il pericolo più grave per le
organizzazioni proletarie, è un'altra espressione di penetrazione di ideologie
estranee e soprattutto piccolo borghesi. In particolare, una delle sue radici è
l'impazienza, che esprime la visione di uno strato condannato all'impotenza
sociale e che non ha alcun avvenire nella storia. L'altra sua radice è la
tendenza a voler conciliare gli interessi e le posizioni delle due principali
classi della società, il proletariato e la borghesia,  fra cui la piccola borghesia è schiacciata.
Da questo punto di vista, l'opportunismo si distingue per il fatto che tende a
sacrificare gli interessi generali e storici del proletariato a favore di
illusori "successi" particolaristici ed immediati. Ma dato che per la
classe operaia non esiste contrapposizione fra la sua lotta quotidiana
all'interno del capitalismo e la sua lotta storica per la sua abolizione, la
politica dell'opportunismo alla fine sacrifica gli stessi interessi immediati
del proletariato, spingendolo a scendere a compromessi continui con gli
interessi e le posizioni della borghesia. Come conclusione ultima, nei momenti
cruciali della storia, come la guerra imperialista e la rivoluzione proletaria,
le correnti opportuniste sono spinte a raggiungere direttamente il campo
borghese, come avvenne per la maggioranza dei partiti socialisti durante la
prima guerra mondiale e per i partiti comunisti all'avvicinarsi della seconda.

5. Il
putschismo (altrimenti detto avventurismo) (1), si presenta come il contrario
dell'opportunismo. Sotto la facciata della "intransigenza" e del
"radicalismo" si dichiara pronto in permanenza a lanciarsi
all'assalto della borghesia per la lotta "finale", mentre le
condizioni di una simile lotta per il proletariato non esistono ancora. Nel
caso, non manca di qualificare di opportunista, di conciliatrice, se non
direttamente di "traditrice" la corrente autenticamente proletaria e
marxista che si preoccupa di evitare che la classe si lanci in una battaglia
perduta in anticipo. In realtà, provenendo dalla stessa fonte
dell'opportunismo, l'impazienza piccolo borghese, non è infrequente che
l'avventurismo si trovi a convergere con quest'ultimo. La storia del movimento
operaio non manca di esempi di correnti opportuniste che hanno sostenuto
correnti putschiste o si sono convertite al radicalismo putschista. E' così che
agli inizi del secolo, la destra della socialdemocrazia tedesca apportava,
contro l'opposizione di sinistra rappresentata in particolare da Rosa
Luxemburg, il suo sostegno ai socialisti-rivoluzionari russi, adepti del
terrorismo. Analogamente, nel Gennaio 1919, mentre la stessa Rosa Luxemburg si
pronuncia contro l'insurrezione degli operai berlinesi, innescata dalla
provocazione del governo socialdemocratico, gli Indipendenti, che sono appena
usciti da quel governo, si precipitano a testa bassa nell'insurrezione, che
porta al massacro di migliaia di operai, oltre che dei principali dirigenti
comunisti.

6. La lotta
contro la penetrazione dell'ideologia borghese e piccolo borghese, in tutte le
sue manifestazioni, nell'organizzazione di classe, è un dovere permanente dei
rivoluzionari. In effetti, si tratta della principale lotta che la corrente
autenticamente proletaria e rivoluzionaria ha dovuto condurre all'interno delle
organizzazioni della classe, proprio perché era ben più difficile della lotta
diretta contro le forze ufficiali e dichiarate della borghesia. La lotta contro
le sette ed il settarismo è stato una delle prime che Marx ed Engels hanno dovuto
affrontare, in particolare all'interno dell'AIT. Analogamente, la lotta contro
l'individualismo, in particolare nella sua forma anarchica,  è stato affrontato  sia da questi ultimi che dai marxisti della
2° Internazionale (in particolare Lenin e Rosa Luxemburg ). La lotta contro
l'opportunismo è certamente la più costante e la più sistematica svolta dalla
corrente rivoluzionaria dalla sua nascita:

  • contro il "socialismo di
    Stato" dei Lassalliani negli anni 1860 e 1870;
  • contro tutti i riformisti e
    revisionisti alla Bernstein o alla Jaurés a cavallo del secolo;
  • contro il centrismo alla
    Kautsky alla vigilia, durante e dopo la prima
    guerra mondiale;
  • contro la degenerazione
    dell'IC e dei partiti comunisti per tutti gli anni 20 e l'inizio degli
    anni 30;
  • contro la degenerazione della
    corrente trotskysta nel corso degli anni 30.

La lotta
contro l'avventurismo-putschismo, infine, non è stato all'ordine del giorno con
la stessa regolarità della precedente. Ciononostante, è stata presente fin dai
primi passi del movimento operaio ( contro la tendenza immediatista
Willich-Schapper nella Lega dei Comunisti, contro le avventure bakuniniste
durante la "Comune" di Lione nel 1870 e la guerra civile in Spagna
nel 1873 ). Ancora, prende una particolare importanza nel corso dell'ondata
rivoluzionaria del 1917-23; è proprio grazie alla capacità dei bolscevichi di
portare avanti questa lotta nel Luglio 17 che la rivoluzione di Ottobre ha
potuto avere luogo.

7. Gli esempi
precedenti mettono in evidenza che l'impatto delle diverse manifestazioni della
penetrazione di ideologie nemiche dipende strettamente da:

  • il periodo storico;
  • lo stato di sviluppo della
    classe operaia;
  • responsabilità particolari in
    questa o quella circostanza.

Per
esempio, una delle espressioni più importanti ed esplicitamente combattute
della penetrazione di ideologie estranee al proletariato, l'opportunismo, anche
se si è manifestata lungo tutta la storia del movimento operaio, ha trovato il
suo massimo impatto nei partiti della 2° Internazionale, durante un periodo:

  • propizio alle illusioni di una
    possibile conciliazione con la borghesia, a causa della prosperità del
    capitalismo e del conseguimento di miglioramenti reali nelle condizioni di
    vita della classe operaia;
  • in cui l'esistenza di partiti
    di massa favoriva l'idea che la semplice pressione di questi partiti
    avrebbe potuto trasformare il capitalismo fino all'instaurazione del
    socialismo.

Per contro,
la penetrazione dell'opportunismo all'interno dei partiti della 3°
Internazionale è largamente determinato dal riflusso dell'ondata  rivoluzionaria degli anni 20, che dà spazio
all'idea che sia possibile guadagnare un seguito fra le masse operaie facendo
concessioni alle illusioni che pesano su di esse in campi come il
parlamentarismo, il sindacalismo o la natura dei partiti socialisti.

L'importanza
del momento storico sui differenti tipi di manifestazioni della penetrazione di
ideologie estranee alla classe si manifesta ancora più chiaramente per quanto
riguarda il settarismo. In effetti quest'ultimo si presenta fin dall'inizio del
movimento operaio, quando i proletari provengono ancora di recente
dall'artigianato e dalle società di apprendisti (con i loro rituali ed i loro
segreti di mestiere). Conosce poi un nuovo sviluppo nella fase più profonda
della contro-rivoluzione, con la corrente bordighista cui il ripiegamento su se
stessa sembra (a torto, evidentemente ) un mezzo per proteggersi dalla minaccia
dell'opportunismo.

8. Il
fenomeno del parassitismo politico, anche esso risultante dalla penetrazione di
ideologie estranee all'interno della classe operaia, non è stato analizzato,
nel corso della storia del movimento operaio, con la stessa accuratezza di altri
fenomeni, come ad esempio l'opportunismo. Questo accade perché il parassitismo
aggredisce in modo significativo le organizzazioni proletarie solo in momenti
storici molto particolari. L'opportunismo, per esempio, costituisce una minaccia
costante per le organizzazioni proletarie e si esprime particolarmente nei
momenti in cui queste organizzazioni conoscono il massimo sviluppo. Per contro,
il parassitismo non si sviluppa nei momenti più importanti della lotta di
classe. Anzi, è nei momenti di immaturità relativa del movimento, in cui le
organizzazioni hanno ancora un impatto limitato ed una tradizione insufficiente
che il parassitismo trova il suo terreno più propizio. Ciò è dovuto alla natura
stessa del parassitismo che,  per
risultare efficace, deve agire su elementi alla ricerca di una coerenza di
classe, ma che non siano ancora capaci di distinguere chiaramente fra le vere
organizzazioni rivoluzionarie e le correnti la cui sola ragione d'essere è di
vivere a spese delle prime, sabotarne l'azione, se possibile distruggerle. Allo
stesso tempo, il fenomeno del parassitismo, sempre per sua natura intrinseca,
non appare all'inizio della formazione delle organizzazioni di classe, ma
quando queste si sono già costituite ed hanno provato nella pratica di difendere
gli interessi proletari.

Tutti
questi elementi si ritrovano nella prima manifestazione storica del
parassitismo, l'Alleanza della Democrazia Socialista che ha tentato di sabotare
la lotta dell'AIT e di distruggerla dall'interno.

9. E' merito
di Marx ed Engels di avere per primi identificato la minaccia costituita dal
parassitismo per le organizzazioni proletarie:

"E'
ormai tempo, una volta per tutte, di mettere fine alle quotidiane lotte interne
provocate dalla presenza di questo corpo parassita nella nostra Associazione.
Queste polemiche non servono che a disperdere l'energia che dovrebbe essere
utilizzata per combattere il regime borghese. Paralizzando l'attività
dell'Internazionale contro i nemici della classe operaia, l'Alleanza fa
mirabilmente il gioco della borghesia e dei governi."
(Engels,
"Il Consiglio Generale a tutti i membri dell'Internazionale - messa in
guardia contro l'Alleanza di Bakunin").

Come si può
vedere, la nozione di parassitismo non è in nessun modo "una invenzione
della CCI". E' l'AIT che per prima nel movimento operaio si è trovata di
fronte a questa minaccia e per prima l'ha denunciata e combattuta. E' stata
l'AIT, Marx ed Engels per primi, a caratterizzare già come parassiti questi
elementi politicizzati che, pur facendo mostra di aderire al programma ed alle
organizzazioni del proletariato, concentrano poi i loro sforzi, non contro la
classe dominante, ma contro le organizzazioni della classe rivoluzionaria.
L'essenza della loro attività è quella di denigrare e di manovrare contro il
campo comunista, anche se pretendono di appartenervi e di difenderlo (2).

"Per
la prima volta nella storia della lotta di classe, ci troviamo di fronte ad una
cospirazione segreta all'interno della classe operaia, destinata a sabotare non
il regime di sfruttamento esistente, ma l'Associazione stessa che rappresenta
il nemico più indefettibile di questo regime."
( Engels:
"Rapporto al Congresso dell'Aja sull'Alleanza" ).

10. Nella
misura in cui il movimento operaio dispone con l'AIT di una ricca esperienza di
lotta contro il parassitismo, è fondamentale, per poter fare fronte alle
attuali offensive parassite ed esservi ben preparati, tenere bene a mente i principali
insegnamenti di questa lotta storica.

Questi
insegnamenti concernono tutta una serie di aspetti:

  • il momento di nascita del
    parassitismo;
  • la sua specificità, rispetto
    agli altri pericoli che minacciano le organizzazioni proletarie;
  • il suo terreno di
    reclutamento;
  • i suoi metodi;
  • i mezzi per combatterlo in
    modo efficace .

Nei fatti,
come vedremo, esiste in tutti questi aspetti una somiglianza sorprendente fra
la situazione attuale e quella affrontata a suo tempo dall'AIT.

11. Anche se
colpisce una classe operaia ancora priva di esperienza, il parassitismo, come
abbiamo visto, non è apparso come nemico del movimento operaio finché questo
non ha raggiunto un certo grado di maturità, superando la sua fase infantile di
settarismo.

"La
prima fase nella lotta proletaria contro la borghesia è caratterizzata dal
movimento delle sette. Questo è giustificato in un momento in cui il
proletariato non è ancora sufficientemente sviluppato in quanto
classe." 
(Marx/Engels).

E'
l'apparizione del marxismo, la maturazione della coscienza della classe
proletaria e la capacità della classe e della sua avanguardia di organizzare la
lotta che assestano il movimento operaio su basi solide.

" A
partire da questo momento, in cui il movimento della classe operaia è diventato
una realtà, le utopie fantastiche sono scomparse (...) perché una comprensione
reale delle condizioni storiche di 
questo movimento aveva preso il posto di queste utopie, e perché  le forze di un'organizzazione di
combattimento della classe operaia cominciavano a raccogliersi." 
( Marx, "La guerra civile in
Francia", primo progetto ).

Nei fatti
il parassitismo è storicamente apparso in risposta alla fondazione della prima
Internazionale, che Engels descriveva come " lo strumento per
dissolvere progressivamente ed  assorbire
tutte le differenti piccole sette".
( Engels, Lettera a
Kelly/Vischnevetsky).

In altri
termini, l'Internazionale era lo strumento che obbligava le differenti
componenti del movimento operaio ad impegnarsi in un processo collettivo e
pubblico di chiarificazione, ed a sottomettersi ad una disciplina unificata,
impersonale, proletaria, organizzativa. E' stato in primo luogo resistendo
contro questa "dissoluzione ed assorbimento" di tutte le particolarità
ed autonomie programmatiche ed organizzative non proletarie che il parassitismo
ha dichiarato la sua guerra al movimento rivoluzionario.

"Le
sette, all'inizio un volano per il movimento, diventano un impedimento nel
momento in cui non sono più all'ordine del giorno;  diventano dunque reazionarie. La prova di
ciò, sono le sette in Francia ed in Gran Bretagna, e recentemente i Lassalliani
in Germania, i quali, dopo anni di sostegno all'organizzazione del
proletariato, sono semplicemente divenuti delle armi della polizia.
"
(Marx/Engels, "Le pretese scissioni nell'Internazionale").

12. E' questo
quadro dinamico di analisi sviluppata dalla Prima Internazionale che ci
permette di comprendere perché il periodo attuale, quello degli anni 80 e
soprattutto 90 sia stato testimone di un sviluppo del parassitismo senza
precedenti, dopo l'epoca dell'Alleanza e del Lassallismo. In effetti, abbiamo
oggi a che fare con un insieme di raggruppamenti informali, spesso agenti
nell'ombra, che pretendono di appartenere al campo della Sinistra Comunista, ma
che dedicano le loro energie a combattere le organizzazioni marxiste esistenti
piuttosto che il regime borghese.

Come
all'epoca di Marx ed Engels, la funzione di quest'ondata parassitaria è di
sabotare lo sviluppo del dibattito aperto e della chiarificazione proletaria, e
di impedire lo stabilirsi di regole di condotta impegnative per tutti i membri
del campo proletario. L'esistenza di:

  • una corrente internazionale
    marxista come la CCI, avversaria del settarismo
    e del monolitismo;
  • polemiche pubbliche fra le
    organizzazioni rivoluzionarie;
  • l'attuale dibattito a
    proposito dei principi organizzativi marxisti e della difesa dell'ambiente
    rivoluzionario;
  • l'apparizione di nuovi
    elementi rivoluzionari alla ricerca di vere tradizioni marxiste,
    organizzative e programmatiche;

sono tra
gli elementi più importanti che spiegano l'odio e l'offensiva del parassitismo
politico. Come si è visto con l'esperienza dell'AIT, non è che nei periodi in
cui il movimento operaio sta passando da uno stato di immaturità di base ad un
livello qualitativamente superiore, specificamente comunista, che il
parassitismo diviene il suo principale nemico interno. Nella fase attuale,
questa immaturità non più è il prodotto della giovinezza del movimento operaio
nel suo insieme, ma  soprattutto il
risultato dei 50 anni di controrivoluzione che hanno seguito la disfatta
dell'ondata rivoluzionaria del 1917-23. Oggi, è in primo luogo questa rottura
della continuità organica con le tradizioni delle generazioni passate dei rivoluzionari
che spiega il peso dei riflessi e dei comportamenti antiorganizzativi
piccolo-borghesi tra molti elementi che si richiamano al marxismo ed alla
Sinistra Comunista.

13. Insieme a
tutta una serie di similitudini esistenti fra le condizioni e le
caratteristiche di sviluppo del parassitismo all'epoca dell'AIT ed oggi, va
tuttavia segnalata una differenza: nel secolo scorso, il parassitismo aveva preso
essenzialmente la forma di un'organizzazione strutturata e centralizzata all'interno
dell'organizzazione della classe, mentre oggi prende essenzialmente la forma di
piccoli gruppi, o anche di elementi "non organizzati" (anche se
lavorano spesso in contatto fra di loro). Questa differenza, che non rimette in
causa la natura fondamentalmente identica del fenomeno parassitario nei due
periodi, si spiega con le seguenti ragioni:

  • uno dei terreni su cui si è
    sviluppato l'Alleanza sono stati i resti delle sette del periodo
    precedente; essa stessa ha ripreso dalle sette la loro struttura
    strettamente centralizzata  attorno
    ad un "profeta" ed il loro gusto dell'organizzazione
    clandestina; per contro uno degli elementi su cui si appoggia il
    parassitismo attuale  è costituito
    dagli strascichi della contestazione studentesca che aveva pesato sulla
    ripresa della lotta proletaria alla fine degli anni 60, e particolarmente
    nel 68, con tutto il suo bagaglio di individualismo e di contestazione
    dell'organizzazione e della centralizzazione, accusata di "soffocare
    gli individui". (3);
  • all'epoca dell'AIT esisteva
    una sola organizzazione che raggruppava l'insieme del movimento operaio e
    quelli che, pur proclamandosi contro la borghesia,  la volevano distruggere erano obbligati
    ad agire al suo interno; per contro, in un momento storico in cui gli
    elementi espressione della lotta rivoluzionaria della classe operaia sono
    dispersi fra differenti organizzazioni dell'ambiente politico proletario,
    ogni gruppo  dell'area parassitaria
    può presentarsi come una "componente" fra le altre di questo
    ambiente.

Da questo
punto di vista è importante affermare chiaramente che l'attuale dispersione
dell'ambiente politico proletario, e tutti gli atteggiamenti settari che
impediscono o ritardano lo sforzo verso il raggruppamento o verso il dibattito
fraterno tra le sue diverse componenti, non fanno altro che il gioco del
parassitismo.

14. Il
marxismo, in seguito all'esperienza dell'AIT, ha messo in evidenza  le differenze tra il parassitismo e le altre
manifestazioni della penetrazione di ideologie estranee nelle organizzazioni
della classe. Per esempio, l'opportunismo, anche se può in certi momenti
manifestarsi sul terreno organizzativo (come fu il caso per i menscevichi nel
1903), aggredisce fondamentalmente il programma dell'organizzazione proletaria.
Da parte sua, il parassitismo, proprio per poter svolgere il suo ruolo, non
parte a testa bassa contro questo programma. E' essenzialmente sul terreno
organizzativo che svolge la sua azione, anche se per poter meglio "reclutare"
è spesso condotto a rimettere in causa questo o quell'aspetto del programma.
Così, si è potuto vedere Bakunin cavalcare la proposta della "abolizione
del diritto ereditario" al Congresso di Basilea del 1869, perché sapeva
che all'interno dell'AIT circolavano molte illusioni in proposito. Ma quello
che in realtà voleva era rovesciare il Consiglio Generale influenzato da Marx
per poterlo sostituire con un Consiglio Generale che gli fosse devoto (4).

Il
parassitismo, proprio per il fatto che 
attacca direttamente la struttura organizzativa delle formazioni
proletarie, rappresenta, quando le condizioni storiche ne permettono la nascita,
un pericolo molto più immediato dell'opportunismo. Queste due manifestazioni
della penetrazione delle ideologie estranee costituiscono un pericolo mortale
per le organizzazioni proletarie. L'opportunismo le uccide come strumenti della
classe operaia attraverso un lento passaggio al servizio della borghesia, ma,
nella misura in cui attacca prima di tutto il programma, non può arrivare a
questo risultato che attraverso tutto un processo in cui la corrente
rivoluzionaria, la Sinistra, potrà dal canto suo sviluppare all'interno
dell'organizzazione la lotta per la difesa di questo programma (5). Al
contrario, poiché è l'organizzazione stessa in quanto struttura che è presa di
mira dal parassitismo, i tempi in cui la corrente proletaria deve organizzare
la difesa sono brevissimi. L'esempio dell'AIT è significativo: l'insieme della
lotta al suo interno contro l'Alleanza non dura più di quattro anni, tra il
1868 in cui Bakunin entra nell'Internazionale ed il 1872 in cui ne è escluso
dal Congresso dell'Aia. Questo non fa che sottolineare una cosa: la corrente
proletaria deve reagire immediatamente al parassitismo, senza attendere
che abbia già colpito a fondo prima di iniziare a combatterlo.

15. Come
abbiamo visto, è importante distinguere il parassitismo dalle altre
manifestazioni della penetrazione di ideologie estranee all’interno della
classe. Va d’altra parte ricordato che una delle caratteristiche del
parassitismo è quella di poter utilizzare queste altre manifestazioni. Questo
dipende dall’origine del parassitismo, che è a sua volta il risultato della
penetrazione di influenze estranee, ma dipende anche dalla sua dinamica, che
mira in ultima analisi a distruggere le organizzazioni proletarie, senza
preoccuparsi né dei principi né di eventuali scrupoli. Così, all’interno
dell’AIT e del movimento operaio dell’epoca, l’Alleanza si è distinta, come già
ricordato, per la sua capacità di appoggiarsi alle vestigia del settarismo, di
prendere atteggiamenti opportunisti ( sulla questione del diritto ereditario,
per esempio ) o a lanciarsi in movimenti totalmente avventuristi (la “Comune”
di Lione, per esempio e la guerra civile in Spagna del 1873). Analogamente, si
è servita delle tendenze all’individualismo di un proletariato che usciva
appena dall’artigianato o dal contadiname ( in particolar modo in Spagna e nel
Giura svizzero ). Le stesse caratteristiche si possono ritrovare nel parassitismo
attuale. Il ruolo giocato dalle tendenze individualistiche nella costituzione
dell’ambiente parassitario attuale è già stato sottolineato, ma vale ancora la
pena di ricordare che tutte le scissioni 
della CCI che hanno dato luogo in seguito a gruppi parassiti (GCI, CBG,
FECCI ) si sono basate su un atteggiamento settario consistente nel rompere
prematuramente e nel rifiutarsi di discutere fino in fondo le divergenze.
Analogamente, l'opportunismo è stata una delle caratteristiche del GCI che,
dopo aver accusato la CCI, quando era una “tendenza” al suo interno, di non
imporre sufficienti discriminanti  ai
nuovi candidati, si è convertita all’ammucchiata senza principi, modificando il
suo programma nel senso delle suggestioni extraparlamentari alla moda (come il
terzo-mondismo). Questo stesso opportunismo è stato messo in pratica dal CBG e
dalla FECCI che, all’inizio degli anni '90, si sono dedicati ad un mercanteggiare
incredibile per cercare di iniziare una dinamica verso il raggruppamento.
Infine, per quanto concerne l’avventurismo-putschismo, è interessante notare
che, anche lasciando da parte i flirt del GCI con il terrorismo, tutti questi
gruppi siano sistematicamente caduti nelle trappole che la borghesia tendeva
alla classe, chiamandola a estendere le sue lotte quando il terreno era già
stato sterilizzato dalla classe dominante e dai sindacati, come fu il caso, in
particolare, nell’Autunno 95 in Francia.

16.
L’esperienza dell’AIT ha messo in evidenza la differenza che può esistere tra
il parassitismo e la palude (anche se all’epoca, quest’ultimo termine non era
ancora in uso). Il marxismo definisce la palude come una area politica oscillante
fra le posizioni politiche della classe operaia e quelle della borghesia o
della piccola borghesia. Correnti di questo tipo possono sorgere come una prima
tappa nel processo di presa di coscienza di settori del proletariato o di
rottura con le posizioni borghesi. Possono anche rappresentare residuati di
correnti che, in un dato momento storico hanno espresso uno sforzo reale di
presa di coscienza da parte della classe, ma che si sono dimostrati incapaci di
evolvere in funzione delle nuove condizioni della lotta proletaria e
dell’esperienza di quest’ultima. In linea di massima, correnti di questo tipo
non possono mantenersi stabilmente in quanto tali. La continua oscillazione fra
le posizioni borghesi e quelle proletarie le conducono a schierarsi
completamente sul fronte borghese o su quello rivoluzionario, o anche a
spaccarsi su queste due tendenze. Un simile processo di decantazione viene
normalmente stimolato ed accelerato da grandi avvenimenti che riguardano la
classe operaia (nel XX secolo, si tratta in genere della guerra imperialista e
della rivoluzione proletaria) ed il senso generale in cui la decantazione
avviene dipende in buona parte dall’evoluzione generale dei rapporti di forza
fra la borghesia ed il proletariato. Di fronte a simili correnti, la Sinistra
del movimento operaio ha sempre avuto come atteggiamento quello di non
considerarle perdute in blocco per la lotta proletaria ma di stimolare al loro
interno una chiarificazione che permettesse agli elementi più sani di
integrarsi pienamente in questa lotta, denunciando allo stesso tempo con la
massima fermezza quelli che prendevano la via del nemico di classe.

17.
All’interno dell’AIT, a fianco della corrente marxista che ne costituiva
l’avanguardia, esistevano delle correnti 
che si potrebbero definire come appartenenti alla palude. Era il caso,
ad esempio, delle correnti blanquiste e proudhoniane che, nella prima meta del
19° secolo avevano costituito una reale avanguardia del proletariato in
Francia. Al momento della lotta contro il parassitismo dell’Alleanza, queste
correnti avevano ormai cessato di rappresentare una avanguardia. Ciononostante,
e malgrado tutte le loro confusioni, furono capaci di partecipare alla lotta in
difesa dell’Internazionale, in particolare al Congresso dell'Aia. Nei loro
confronti la corrente marxista aveva  un
atteggiamento completamente diverso da quello verso l’Alleanza. Non si parlava
assolutamente di escluderle. Al contrario, era importante associarle alla lotta
dell’AIT contro i suoi nemici, non solamente per il peso che esse ancora
avevano all’interno dell’Internazionale, ma soprattutto perché questa lotta permetteva
un processo di chiarificazione all’interno di queste correnti. Nei fatti,
questa lotta ha permesso  di verificare
che esisteva una differenza fondamentale fra la palude ed il parassitismo:
mentre la prima è attraversata dalla vita proletaria, il che può permettere a
sue componenti o ai suoi migliori elementi di raggiungere la corrente
rivoluzionaria, il secondo, la cui vocazione profonda è quella di distruggere
l’organizzazione rivoluzionaria, non può per definizione evolvere nella stessa
direzione, anche se possono riuscirci singoli elementi che siano stati per un
certo tempo ingannati dal parassitismo.

Anche oggi
è importante fare una simile differenza fra le correnti della palude (6) ed il
parassitismo. Come i gruppi dell’ambiente politico proletario debbono tentare
di fare evolvere le prime verso le posizioni marxiste, favorendo la chiarificazione
politica al loro interno, così debbono mostrare la massima fermezza nei
confronti del parassitismo, denunciando il ruolo sordido che gioca a favore della
borghesia. E questo è particolarmente importante proprio di fronte alle
correnti della palude che, a causa delle loro confusioni ( in particolare a
causa delle loro reticenze verso l’organizzazione, come è il caso dei
consiliaristi ) sono particolarmente vulnerabili agli attacchi del
parassitismo.

18. Tutte le
manifestazioni della penetrazione di ideologie estranee all’interno delle
organizzazioni proletarie fanno il gioco della classe nemica. Questo è
particolarmente evidente per il parassitismo il cui scopo è la distruzione di
queste organizzazioni (che lo si dichiari apertamente o no). Su questo punto,
l’AIT è stata particolarmente chiara affermando che, pur non essendo un agente
dello Stato capitalista, Bakunin serviva i suoi interessi molto meglio di
quanto un tale agente avrebbe mai potuto fare. Questo non significa che il
parassitismo rappresenti in sè un settore dell’apparato politico del capitale,
come ad esempio certe correnti borghesi dell’ultrasinistra, vedi l’attuale
trotzkismo. Nei fatti, Marx ed Engels non hanno mai considerato come dei
rappresentanti politici della borghesia neppure i parassiti più celebri della
loro epoca, come Bakunin o Lassalle. Questa analisi si basa sulla comprensione
del fatto che il parassitismo non costituisce in sé una frazione della
borghesia, non avendo né un programma o un orientamento specifico per i
capitale nazionale, né un posto particolare negli apparati dello Stato incaricati
di controllare la lotta della classe operaia. Ciò detto, in ragione dei servizi
che il parassitismo rende alla classe capitalista, può beneficiare di un occhio
di riguardo da parte sua. Questa benevolenza si manifesta essenzialmente in tre
modi:

  • un sostegno politico
    all’attività parassita; come quando la stampa borghese europea sosteneva
    compatta Bakunin e l’Alleanza nella loro lotta contro il Consiglio
    Generale;
  • l’infiltrazione e le manovre
    di agenti dello Stato all’interno delle correnti parassitarie; la sezione
    dell’Alleanza di Lione era puramente e semplicemente diretta da due agenti
    bonapartisti: Richard e Blanc;
  • la creazione diretta da parte
    di settori della borghesia di correnti politiche il cui scopo è quello di
    parassitare l’organizzazione proletaria; vedi la creazione della “Lega per
    la pace e la libertà” (diretta da Vogt, agente bonapartista) che, secondo
    lo stesso Marx, “è fondata in opposizione all’Internazionale” e che nel
    1868 tenta di “allearsi” con quest’ultima.

Bisogna a
questo proposito notare che, anche se la maggior parte delle organizzazioni
parassitarie si richiama a parole ad un programma proletario, quest’ultimo non
è indispensabile perché un’organizzazione possa svolgere la sua funzione di
parassitismo politico che non si contraddistingue per le posizioni che difende
ma per la sua attività distruttrice contro le vere organizzazioni della classe
operaia.

19. Nel
periodo attuale, dato che le organizzazioni proletarie non hanno la notorietà
che poteva avere l’AIT ai suoi tempi, la propaganda ufficiale borghese in linea
di massima non si preoccupa di sostenere i gruppi e gli elementi parassitari
(tanto più che questo li screditerebbe agli occhi degli elementi che si
avvicinano alle posizioni comuniste). Va però notato che nelle campagne
borghesi specificamente dirette contro la Sinistra Comunista, in particolare quelle
riguardanti il “negazionismo” dell’Olocausto, si è dato uno spazio enorme a
gruppi come l’ex-Mouvement Communiste, la Banquise, etc. che venivano
presentati come rappresentanti della Sinistra Comunista, mentre avevano forti
connotazioni parassitarie.

Per contro,
è stato proprio un agente dell’apparato statale, Chenier (7), a giocare il
ruolo centrale nella formazione nel 1981 all’interno della CCI di una “tendenza
segreta” che, dopo aver provocato la perdita di metà della sezione inglese, ha
dato vita ad uno dei gruppi parassitari più caratteristici, il CBG.

Infine, i
tentativi delle correnti borghesi di infiltrarsi nell’ambiente proletario per
assumervi una funzione parassitaria sono chiaramente presenti attraverso
l’azione di gruppi extraparlamentari come lo spagnolo Hilo Rojo ( che ha tentato
per anni di ingraziarsi il milieu proletario, prima di attaccarlo frontalmente
) o come l’OCI ( gruppo extraparlamentare italiano, alcuni dei cui membri sono
passati per il bordighismo, e che oggi si presenta come il “vero erede” di
questa corrente ).

20. La
penetrazione di agenti dello Stato nell’area parassitaria è evidentemente
facilitata dalla natura stessa di questa area la cui vocazione di fondo è
quella di combattere le vere organizzazioni proletarie. Nei fatti, è il
reclutamento stesso del parassitismo fra gli elementi che rigettano la
disciplina di un’organizzazione di classe, che non hanno che disprezzo per il
suo funzionamento statutario, che si compiacciono dell’informalità e dei legami
personali, piuttosto che fortificarsi nella lealtà verso l’organizzazione, che
rende facilissima l’infiltrazione in quest’ambiente. Altrettanto facile è
l’adesione di quegli ausiliari involontari dello Stato che sono gli avventurieri,
questi elementi declassati che tentano di mettere il movimento operaio al
servizio delle loro ambizioni di notorietà e di potere che gli vengono
rifiutati dalla società borghese. Nell’AIT, l’esempio di Bakunin è chiaramente
il più conosciuto. Marx ed i suoi compagni non hanno mai sostenuto che si
trattasse di un agente diretto dello Stato. Per contro, sono stati capaci non
solo di identificare e denunciare i servizi che egli rendeva involontariamente
alla classe dominante, ma anche l’atteggiamento e l’origine di classe degli
avventurieri all’interno delle organizzazioni proletarie ed il ruolo da loro
giocato come dirigenti del parassitismo. Così, a proposito dell’attività
dell’Alleanza segreta di Bakunin nell’AIT, scrivevano che gli “elementi
declassati” erano stati capaci di “infiltrarvisi (nell’AIT, N.d.R.) e
radicarvi, nel suo centro stesso, delle organizzazioni segrete”. Questo stesso
giudizio è ripreso da Bebel a proposito di Schweitzer, leader della corrente
lassalliana (che, oltre che opportunista, aveva anche forti connotazioni parassitarie):
“Si è unito al movimento quando ha visto che nella borghesia per lui non c’era
avvenire, che per lui, declassato rapidamente dal suo stile di vita, la sola
speranza stava nel giocare un ruolo nel movimento operaio, cui lo
predestinavano le sue capacità e le sue ambizioni.” (A. Bebel , Autobiografia
).

21. Ciò detto,
anche se le tendenze parassitarie sono spesso dirette da avventurieri
declassati ( quando non si tratta direttamente di agenti dello Stato ), non è
solo in questa categoria che pescano per il reclutamento. Sono anche capaci di
attirare elementi inizialmente animati da volontà rivoluzionaria e che non
pensano a distruggere l'organizzazione, ma che:

  • impregnati di ideologia
    piccolo-borghese, impaziente, individualista, gregaria, elitaria;
  • "delusi" da una classe
    operaia che non avanza abbastanza rapidamente per i loro gusti;
  • sopportando male la disciplina
    organizzativa, frustrati di non trovare nell'attività militante le
    "gratificazioni" che si attendevano o di non accedere a dei
    "posti" cui aspiravano;

arrivano
alla fine a sviluppare una ostilità di fondo contro l'organizzazione
proletaria, anche se questa ostilità si ammanta di pretese
"militanti".

Nell'AIT si
è assistito  ad un fenomeno simile da
parte di un certo numero di membri del Consiglio Generale come Eccarius, Jung
ed Hales.

Peraltro,
il parassitismo è capace di reclutare elementi sinceri e militanti, che - per
non essersi liberati degli influssi piccolo-borghesi o per mancanza di
esperienza - si lasciano trascinare, ingannare, manipolare da elementi
chiaramente anti-proletari. Nell'AIT, questo è tipicamente il caso della
maggioranza degli operai che hanno fatto parte dell'Alleanza in Spagna.

22. Per quello
che concerne la CCI, la maggior parte delle scissioni che hanno portato alla
formazione di gruppi parassitari erano chiaramente costituite da elementi
animati dall'atteggiamento piccolo-borghese sopra descritto. L'impulso dato da
intellettuali smaniosi di "riconoscimento" e che erano frustrati per
non ottenerlo, l'impazienza di fronte al fatto che non riuscivano a convincere
gli altri militanti della "giustezza" delle loro posizioni o di
fronte alla lentezza del processo di sviluppo della lotta di classe, le
suscettibilità ferite dalla critica delle loro posizioni  o dei loro comportamenti, il rifiuto di una
centralizzazione che vivevano come "stalinismo" sono stati i motori
della costituzione di "tendenze" che hanno portato alla formazione di
gruppi parassitari più o meno effimeri ed alle diserzioni individuali che vanno
ad alimentare l'area informale del parassitismo. Nel tempo, la
"tendenza" del 1979 che portò alla formazione del Gruppo Comunista Internazionalista,
la tendenza Chenier, uno dei cui frutti fu il defunto Communist Bulletin Group,
la "tendenza" McIntosh-ML-JA ( costituita in gran parte di membri
dell'organo centrale della CCI ) che ha dato vita alla FECCI ( divenuta in seguito
Perspectives Internationalistes ) hanno costituito delle tipiche illustrazioni
di questo fenomeno. In questi episodi è egualmente successo che elementi dalle
intenzioni proletarie indiscutibili si siano fatti trascinare dalla fedeltà
personale verso i capi di queste "tendenze", che non erano tendenze
vere e proprie ma piuttosto dei "clan", nel senso più volte già
definito dalla nostra organizzazione. Il fatto che tutte le scissioni
parassitarie della nostra organizzazione siano apparse inizialmente sotto forma
di clan interni non può evidentemente essere dovuto al caso. In realtà, esiste
una grande similitudine tra i comportamenti organizzativi che sono alla base
della formazione dei clan e quelli di cui si alimenta il parassitismo:
individualismo, quadro statutario vissuto come una costrizione, frustrazione
verso l'attività militante, lealtà verso singole persone a discapito della
lealtà verso l'organizzazione, influenza dei "guru" ( personaggi alla
ricerca di un'influenza personale verso altri militanti ). Nei fatti, quello
che è già insito nella formazione di clan interni all'organizzazione, e cioé la
distruzione del suo tessuto organizzativo, trova nel parassitismo la sua
espressione più completa: la volontà di distruggere le organizzazioni
proletarie stesse (8).

23.
L'eterogeneità, che è una caratteristica del parassitismo, poiché nei suoi
ranghi si trovano sia elementi relativamente sinceri, sia elementi animati
dall'odio per le organizzazioni rivoluzionarie, o addirittura avventurieri
politici e agenti dello Stato, fa di quest'ambiente il luogo privilegiato di
politiche segrete che permettono agli elementi più ostili alle motivazioni
proletarie di trascinare con se gli altri. La presenza di questi ultimi, degli
elementi "sinceri", specie se si tratta di elementi che hanno
effettivamente contribuito all'organizzazione, costituisce una delle condizioni
del successo del parassitismo, perchè gli permette di mascherarsi e di accreditare
la sua facciata "proletaria" (proprio come il sindacalismo ha bisogno
di attivisti "sinceri e devoti" per mantenere il controllo della
base). D'altra parte il parassitismo, ed i suoi elementi trainanti, non
potrebbero mantenere il controllo su buona parte dei loro adepti se non
nascondessero, dissimulassero i loro scopi reali. Cosi, l'Alleanza nell'AIT
comprendeva diversi livelli attorno al "cittadino B.", nonché statuti
segreti riservati agli "iniziati". "L'Alleanza divide i suoi
membri in due caste, iniziati e non iniziati, aristocratici e plebei, con i
secondi condannati ad essere diretti dai primi, attraverso un'organizzazione di
cui ignorano l'esistenza." ( Engels, Rapporto sull'Alleanza ). Oggi, il
parassitismo agisce allo stesso modo ed è raro che dei gruppi parassiti, ed in
particolare gli avventurieri e gli intellettuali frustrati che li animano,
mostrino chiaramente il loro programma. Da questo punto di vista, il Mouvement
Communiste (9), che afferma a chiare lettere che bisogna distruggere l'ambiente
della Sinistra Comunista, è contemporaneamente la caricatura ed il portavoce
più chiaro della natura profonda del parassitismo.

24. I metodi
utilizzati dalla Prima Internazionale e dagli Eisenachiani contro il
parassitismo della loro epoca corrispondono perfettamente a quelli utilizzati
oggi dalla CCI. Nei documenti pubblici dei Congressi, nella stampa, nelle
riunioni operaie e perfino -allora- nel Parlamento, le manovre dei parassiti
furono denunciate. Più e più volte fu dimostrato che dietro questi attacchi si
celavano le classi dominanti e che il loro scopo era la distruzione del
marxismo. I lavori del Congresso dell'Aja ed i celebri discorsi in cui Bebel
denunciava la politica segreta di Bismarck e Schweitzer mostrano la capacità
del movimento operaio di dare una spiegazione di tipo globale, pur denunciando
le varie manovre in modo estremamente concreto. Tra le ragioni più importanti
date dalla Prima Internazionale per la pubblicazione delle rivelazioni su
Bakunin, troviamo in primo luogo le seguenti:

  • smascherarlo pubblicamente era
    il solo modo di sbarazzare il movimento operaio di tali metodi; solo una
    presa di coscienza da parte di tutti i membri dell'importanza di questi
    problemi poteva impedire la loro riapparizione nel futuro;
  • era necessario denunciare
    pubblicamente l'Alleanza di Bakunin per dissuadere quelli che utilizzavano
    gli stessi metodi; Marx ed Engels sapevano bene che c'erano altri parassiti,
    come gli accoliti di Pyatt, che cercavano di portare avanti politiche
    segrete dentro e fuori l'organizzazione;
  • solo un dibattito pubblico
    poteva spezzare il controllo di Bakunin su molte delle sue vittime ed
    incoraggiarle a testimoniare; a questo scopo, i metodi di manipolazione di
    Bakunin furono in particolare smascherati dalla pubblicazione del
    "Catechismo rivoluzionario";
  • una denuncia pubblica era
    indispensabile per impedire che l'Internazionale fosse associata a simili
    pratiche; così la decisione di escludere Bakunin dall'Internazionale fu
    presa dopo che divennero disponibili le informazioni sull'affare Netchaiev
    e ci si rese conto del pericolo che questa storia fosse utilizzata contro
    l'Associazione;
  • le lezioni di questa lotta
    avevano un'importanza storica, non solamente per l'Internazionale, ma per
    l'avvenire del movimento operaio; è nello stesso spirito che, 30 anni
    dopo, Bebel ha dedicato quasi 80 pagine della sua autobiografia  alla lotta contro Lassalle e Schweitzer.

Infine, al
centro di questa politica si trovava la necessità di smascherare gli
avventurieri politici, come Bakunin e Schweitzer. Non si potrà mai sottolineare
abbastanza il fatto che questo atteggiamento ha caratterizzato tutta la vita
politica di Marx, come si vede dalla sua denuncia degli accoliti di Lord
Palmerston o del Signor Vogt. Marx capiva perfettamente che mettere a tacere
queste storie significava solo fare un favore alla classe dominante.

25. E' questa
grande tradizione del movimento operaio che la CCI continua con gli articoli
che relazionano sulla sua lotta interna, le sue polemiche contro il
parassitismo, l'annuncio pubblico dell'esclusione unanime di uno dei suoi
membri da parte dell'11° Congresso Internazionale, la pubblicazione di articoli
sulla massoneria, ecc. In particolare, la difesa da parte della CCI dello
strumento del Giurì d'Onore nel caso di elementi che abbiano perso la fiducia
delle organizzazioni rivoluzionarie, in modo da difendere l'insieme
dell'ambiente proletario, si iscrive nello stesso spirito del Congresso dell'Aja,
e delle commissioni di inchiesta dei partiti operai russi su elementi che erano
sospettati di essere dei provocatori.

La tempesta
di proteste ed accuse della borghesia alla pubblicazione dei principali
risultati dell'inchiesta sull'Alleanza dimostra che questo metodo rigoroso di
denuncia pubblica è proprio quello che la borghesia non riesce a sopportare.
Per contro, il modo in cui le direzioni opportuniste della II° Internazionale
hanno sistematicamente ignorato, negli anni pre-1914, il famoso capitolo
"Marx-Bakunin" nella storia del movimento operaio, mostra la paura
per questo argomento da parte di tutti i difensori delle concezioni
organizzative piccolo-borghesi.

26. La
politica del movimento operaio verso l'infantilismo piccolo-borghese del
parassitismo è stata sempre quella di spazzarlo via dalla scena politica. In
questo, la denuncia delle assurdità delle posizioni e dell'attività politica
dei parassiti gioca un ruolo importante. Così, Engels, nel suo celebre articolo
"I bakunisti all'opera" ( durante la guerra civile in Spagna ) , ha
continuato e completato le rivelazioni sul comportamento organizzativo
dell'Alleanza.

Oggi la CCI
adotta la stessa politica combattendo contro gli adepti dei differenti centri
organizzati e "informali" dell’ambiente parassita.

Per quanto
riguarda invece gli elementi più o meno proletari che si fanno più o meno
ingannare dal parassitismo, la politica del marxismo è sempre stata quella di
piantare un cuneo fra questi elementi e la direzione parassitaria ispirata o
incoraggiata dalla borghesia, dimostrando che i primi vengono manipolati da
quest'ultima. Lo scopo di questa politica è sempre quello di isolare la
direzione parassitaria, allontanando le sue vittime dalla sua zona di
influenza. Verso queste "vittime" l'impostazione marxista è sempre
stata quella di denunciare con fermezza il loro atteggiamento e le loro attività,
ed allo stesso tempo lottare per rianimare la loro fiducia verso
l'organizzazione e l'insieme del milieu proletario. Il lavoro portato avanti da
Lafargue ed Engels verso la sezione spagnola della Prima Internazionale è una
perfetta concretizzazione di questo atteggiamento. La CCI si iscrive in questa
grande tradizione organizzando confronti pubblici per recuperare gli elementi
ingannati. L'intervento di Bebel e Liebknecht per denunciare Schweitzer come
agente di Bismarck di fronte ad un meeting di massa del partito lassalliano a
Wuppertal, è un esempio ben noto di questo atteggiamento.

27. La
tradizione di lotta contro il parassitismo si è largamente perduta nel
movimento operaio, dopo le grandi lotte nell'AIT, a causa:

  • del fatto che il parassitismo
    non ha rappresentato un pericolo primario per le organizzazioni
    proletarie, dopo l'AIT;
  • della lunghezza e della
    profondità della controrivoluzione.

Questo
rappresenta un elemento di debolezza molto grave per il milieu proletario di
fronte all'attuale offensiva del parassitismo. Questo pericolo è tanto più
grave in quanto la pressione ideologica della decomposizione del capitalismo -
pressione che facilita, come la CCI ha messo in evidenza, la penetrazione
dell'ideologia piccolo borghese nelle sue caratterizzazioni più estreme (10) -
crea in permanenza un terreno propizio allo sviluppo del parassitismo. Dunque
il movimento rivoluzionario ha la grave responsabilità di impegnare una lotta a
fondo contro questo flagello. In un certo senso, la capacità delle correnti
rivoluzionarie nell'identificare e combattere il parassitismo sarà un indice
della loro capacità nel combattere le altre minacce che pesano sulle
organizzazioni del proletariato, ed in particolare la minaccia più permanente,
quella dell'opportunismo.

Nei fatti,
nella misura in cui opportunismo e parassitismo provengono entrambi dalla
stessa fonte ( la penetrazione dell'ideologia piccolo borghese ) e
rappresentano un attacco contro i principi dell'organizzazione proletaria (
principi programmatici nel caso del primo, organizzativi nel secondo ), è del
tutto spontaneamente che finiscono per tollerarsi a vicenda e convergere. Così,
non è assolutamente un paradosso se nell'AIT si siano ritrovati fianco a fianco
i bakunisti "antistatalisti" ed i lassalliani "statalisti"
( che rappresentavano una variante dell'opportunismo ). Ne consegue che è
toccato sempre alle correnti di sinistra all'interno delle organizzazioni
proletarie farsi carico dell'essenziale della lotta contro il parassitismo.
Nell'AIT, sono direttamente Marx, Engels e la loro tendenza che portano avanti
la lotta contro l'Alleanza. Non è assolutamente un caso se i principali documenti
redatti nel corso di questa lotta 
portino la loro firma ( la circolare del 5 Marzo 1872 "Le pretese
scissioni nell'Internazionale" è redatta da Marx ed Engels, il rapporto
del 1873 su "L'Alleanza della Democrazia Socialista e l'Associazione
Internazionale dei lavoratori" è dovuto a Marx, Engels, Lafargue e Utin ).

Quello che
era valido ai tempi dell'AIT, resta valido ancora oggi. La lotta contro il
parassitismo costituisce una delle responsabilità essenziali della Sinistra
Comunista, che si collega strettamente alla tradizione delle grandi lotte
contro l'opportunismo. In questo momento, uno dei fronti fondamentali per la
preparazione del partito di domani e, per questo stesso fatto, ha il suo peso
nel determinare sia il momento in cui il partito sorgerà, sia la sua capacità
di svolgere il suo ruolo nelle lotte decisive del proletariato.

________________________________

1. E'
opportuno distinguere i due diversi sensi che la parola avventurismo può avere.
Da un lato, esiste l'avventurismo di certi elementi declassati, gli
avventurieri politici che, non potendo giocare un ruolo all'interno della
classe dominante, ed avendo compreso che il proletariato è chiamato a occupare
un posto di primo piano all'interno della vita sociale della storia, cercano di
guadagnarsi, all'interno delle sue organizzazioni, un riconoscimento che gli
permetta di giocare quel ruolo personale negatogli dalla borghesia.
Avvicinandosi alla lotta della classe operaia, questi elementi non hanno l'intenzione
di mettersi al suo servizio, bensì di metterla al servizio delle proprie
ambizioni. Cercano la notorietà "andando al proletariato", come altri
la cercano facendo il giro del mondo. D'altra parte, l'avventurismo indica
anche l'atteggiamento politico consistente a lanciarsi in azioni sconsiderate,
mentre le condizioni minime per il loro successo, la necessaria maturità della
classe,  non esistono. Un tale
atteggiamento può essere proprio di avventurieri politici alla ricerca di
emozioni forti, ma può perfettamente essere fatto proprio da operai e militanti
totalmente sinceri, devoti e disinteressati, ma che mancano di capacità di
giudizio politico o sono attanagliati dall'impazienza.

2. Marx ed
Engels non furono i soli ad identificare ed a caratterizzare il parassitismo
politico. Così, alla fine del 19° secolo, un grande teorico marxista, Antonio
Labriola, riprendeva la stessa analisi del parassitismo: " Nel primo
tipo dei nostri attuali partiti
(si tratta della Lega dei Comunisti, ndr) in
questa cellula primaria, per così dire, del nostro organismo complesso c’era
non solo la coscienza della missione da compiere come precursore, ma c’era
anche la forma e il metodo di associazione che erano adatti solo ai primi
iniziatori della rivoluzione proletaria. Non si trattava più di una setta;
questa forma era nei fatti superata. La dominazione immediata e fantastica
dell’individuo era eliminata. Quello che predominava era una disciplina che
aveva la sua fonte nell’esperienza della necessità, e nella dottrina che deve essere
precisamente la coscienza riflessa di questa necessità. La stessa cosa fu per
l’Internazionale, che poteva sembrare autoritaria solo a quelli che non
potettero sottometterla alla loro propria autorità. Deve essere lo stesso e
sarà così in tutti i partiti operai: e là dove questo carattere non sarà marcato
o non potrà esserlo ancora, l’agitazione proletaria, ancora elementare e
confusa, genererà solamente delle illusioni, e non sarà che un pretesto per
degli intrighi. E quando non è così, allora si tratta di un cenacolo, in cui
l’illuminato sta gomito a gomito con il pazzo e lo spione; sarà per esempio la
Società dei Fratelli Internazionali che si attacca come un parassita
all’Internazionale e la discredita; (…) o infine un raggruppamento di scontenti
per lo più declassati e piccolo borghesi che si dedicano a speculare sul
socialismo come su una qualsiasi altra moda politica
" (Saggio sulla
concezione materialistica della storia)

3. Questo
fenomeno è evidentemente rinforzato dal peso del consiliarismo che costituisce,
come la CCI ha sottolineato, uno dei prezzi che il movimento operaio rinascente
ha pagato e pagherà a causa della dominazione stalinista durante tutta la fase
controrivoluzionaria.

4. E' in base
a questa speranza che durante il Congresso di Basilea gli amici di Bakunin
avevano appoggiato la decisione di rafforzare al massimo i poteri del Consiglio
Generale, mentre dopo il Congresso arriveranno ad esigere che il Consiglio
venisse ridotto ad una semplice "cassetta per le  lettere".

5. La storia
del movimento operaio è ricca di lotte portate avanti dalla Sinistra. Fra le
più importanti ricordiamo:

  • Rosa Luxemburg contro il
    revisionismo di Bernstein alla fine del 19° secolo;
  • Lenin contro i menscevichi a
    partire dal 1903;
  • Rosa Luxemburg e Pannekoek
    contro Kautsky sulla questione dello sciopero di massa (1908-11);
  • Rosa e Lenin per la difesa
    dell'internazionalismo (Congressi di Stoccarda nel 1907, di Basilea nel
    1912);
  • Pannekoek, Gorter, Bordiga e
    l'insieme dei militanti della Sinistra dell'IC ( senza dimenticare
    Trotsky, in una certa misura ) durante la degenerazione di quest'ultima.

6. Ai giorni
nostri, possono far parte della palude in particolare le correnti consiliariste
(come quelle fatte sorgere dalla ripresa storica della lotta di classe alla
fine degli anni 60 e che probabilmente riappariranno durante i futuri movimenti
di classe); residuati del passato come i De Leonisti presenti nell’area
anglosassone o elementi appena usciti dalle organizzazioni extraparlamentari.

7. Non ci
sono prove certe del fatto che Chenier fosse un agente dei servizi di sicurezza
dello Stato. In cambio, la sua rapida carriera, subito dopo la sua esclusione
dalla CCI, all'interno dell'amministrazione e soprattutto all'interno dell'apparato
del Partito Socialista (all'epoca al governo) dimostra che doveva già lavorare
per questa parte dello Stato quando si presentava ancora come un
'rivoluzionario".

8. Alle
analisi e preoccupazione della CCI concernenti il parassitismo si è spesso
risposto che questo fenomeno riguarderebbe solo la nostra organizzazione, sia
come suo bersaglio, sia come suo "disseminatore" attraverso le nostre
varie scissioni.. E' vero che oggi la CCI è il principale bersaglio del
parassitismo, il che si spiega facilmente per il fatto che è l'organizzazione
più importante ed estesa dell'ambiente proletario. Per questo stesso fatto è
quella che suscita più odio nei nemici di quest'ambiente, che non perdono occasione
di tentare di suscitare contro di essa l'ostilità delle altre organizzazioni
proletarie. Un'altra causa di questo "privilegio" da parte del
parassitismo è per l’appunto il fatto che la CCI è l'organizzazione in cui si
sono avute il maggior numero di scissioni che hanno portato alla nascita di
gruppi parassiti.

A questo
fenomeno si possono dare varie spiegazioni.

In primo
luogo, fra le organizzazioni dell'ambiente politico proletario che si sono
mantenute nei trent'anni che ci separano dal 1968, la CCI è l'unica di nuova
fondazione, mentre le altre esistevano già all'epoca. Questo spiega il fatto
che vi fosse nella nostra organizzazione un peso più forte di quello che Lenin
chiama lo spirito di circolo e che è il terreno di coltura per il clan ed il
parassitismo. Bisogna anche considerare che nelle altre organizzazioni c'era
già stata - prima ancora della ripresa storica della lotta di classe - una
"selezione naturale" che aveva eliminato gli elementi avventurieri e
semi-avventurieri oltre che gli intellettuali alla ricerca di un pubblico che
non avevano avuto la pazienza di portare avanti un lavoro oscuro in piccole
organizzazioni in un momento in cui avevano un impatto trascurabile sulla
classe, a causa del periodo controrivoluzionario. Al momento della ripresa proletaria,
questo tipo di elementi può aver pensato che sarebbe stato più facile
"accedere a dei posti" in un'organizzazione nuova, in via di
costituzione, piuttosto che in un'organizzazione esistente da lungo tempo, dove
"i posti erano già occupati".

In secondo luogo esiste una differenza fondamentale fra
le scissioni, ugualmente numerose, che hanno colpito la corrente bordighista (
che negli anni '70 era la più sviluppata internazionalmente ) e quelle che
hanno colpito la CCI. Nelle organizzazioni bordighiste, che rivendicano
ufficialmente il monolitismo, le scissioni sono essenzialmente il risultato dell'impossibilità
di discutere al loro interno le divergenze e dunque non sono necessariamente il
frutto di una dinamica parassitaria. Per contro, le scissioni avvenute nella
CCI non sono il risultato del monolitismo o del settarismo, poiché la nostra
organizzazione ha sempre permesso, ed incoraggiato, i dibattiti ed i confronti
al suo interno: le dimissioni collettive facevano necessariamente seguito ad un'impazienza,
a delle frustrazioni individualiste, alla formazione di clan ed a una dinamica
parassitaria.

Ciò detto, bisogna sottolineare che la CCI non è certamente
il solo bersaglio del parassitismo. Per esempio, gli insulti di Hilo Rojo, come
quelli del Mouvement Communiste, sono indirizzati a tutta la Sinistra
Comunista. Analogamente, il bersaglio privilegiato dell'OCI è la corrente
bordighista. Infine, anche quando i gruppi parassitari concentrano i loro attacchi
contro la CCI, risparmiando o perfino adulando gli altri gruppi dell'ambiente
proletario ( come era il caso per il Communist Bulletin Group o come fa
sistematicamente Echanges et Mouvement) lo fanno in genere con l'obiettivo di
accrescere le divisioni e la dispersione fra questi gruppi, debolezze che la
CCI è sempre stata pronta a combattere.

9. Gruppo
animato da ex-membri della CCI, appartenuti in seguito al GCI, e da vecchi
transfughi della sinistra extraparlamentare. Non va confuso con il Mouvement
communiste degli anni '70 che fu uno dei precursori della tendenza "modernista".

10. Vedi Rivista Internazionale n. 14:
"La decomposizione, fase ultima della decadenza del capitalismo",
paragrafo 13.

Patrimonio della Sinistra Comunista: 

Correnti politiche e riferimenti: