Corrispondenza con un lettore. Qual è il nostro atteggiamento verso compagni che si richiamano all’anarchismo?

Lettera del compagno

Salute compagni, voglio leggere il finale del Manifesto Comunista:

Sulla Germania i comunisti rivolgono principalmente la loro attenzione, perché la Germania è alla vigilia della rivoluzione borghese, e perché essa compie tale rivoluzione in condizioni di civiltà generale europea più progredite e con un proletariato molto più sviluppato che non avessero l’Inghilterra nel secolo XVII e la Francia nel XVIII; per cui la rivoluzione borghese tedesca non può essere che l’immediato preludio di una rivoluzione proletaria.

In una parola, i comunisti appoggiano ovunque ogni moto rivoluzionario contro le condizioni sociali e politiche esistenti.

In tutti questi movimenti essi mettono avanti sempre la questione della proprietà, abbia essa raggiunto una forma più o meno sviluppata, come la questione fondamentale del movimento.

Infine, i comunisti lavorano per l’unione e l’accordo tra i partiti democratici di tutti i paesi.

I comunisti sdegnano di nascondere le proprie idee e i propri fini. Proclamano apertamente che i loro obiettivi si possono realizzare solo rovesciando con la violenza l’ordine sociale esistente. Le classi dominanti devono tremare di fronte a una Rivoluzione Comunista. I proletari non hanno da perdere che le loro catene. Ed hanno un mondo da guadagnare”.

Dopo anni che non parlavate di anarchici, ora parlate di due gruppi anarchici del Messico che sul loro sito web attaccano Marx e idealizzano Bakunin, come un essere creato per arrivare ad essere il DIO di tutti gli anarchici.

Se si guarda il loro sito, si trovano insulti contro Marx. Noi, in quanto comunisti, dobbiamo fare attenzione a questi compagni di viaggio, come Marx spiegò bene nel Manifesto Comunista e in tutte le discussioni che tenne con Bakunin, e dopo di lui Lenin. Vedo che voi state dando fiducia a molti gruppi che stanno nascendo in America Latina, che li state sopravvalutando per il fatto che una organizzazione della Sinistra comunista, come la CCI, solidarizza con le lotte dei lavoratori.

Vorrei ancora sapere come avete solidarizzato con quelli di Luz y Fuerza, mentre penso che i comunisti devono organizzarsi al di fuori di ogni altro gruppo, che non bisogna dimenticare le lezioni di Marx a proposito dell’anarchismo. Mi sembra che voi stiate abbassando la guardia, che non vedete che sul loro sito ci stanno insultando perché siamo marxisti, e che si stanno accodando agli altri gruppi anarchici, mentre la CCI vacilla; è vero che stanno sorgendo molti gruppi, ma di che ideologia sono? Sono comunisti o anarchici? Gli anarchici non hanno mai visto di buon occhio i comunisti e bisogna fare molta attenzione perché ci possono distruggere.

Voi state abbassando la guardia e spero che non vi anarchizziate.

Un forte abbraccio ai compagni di AP (CCI).

Fraterni saluti.

SOC. Salute

LA NOSTRA RISPOSTA

Caro SOC,

abbiamo letto la tua lettera e apprezzato la tua franchezza. Riceviamo le tue osservazioni e le tue critiche con fiducia e ti rispondiamo in maniera non difensiva ma sviluppando i motivi del nostro atteggiamento. Al tempo stesso ci auguriamo che tuo atteggiamento sia sempre ispirato dalla fiducia e dall’onesto desiderio di spingere la Sinistra comunista nel cammino della rivoluzione mondiale.

La prima questione che vogliamo affrontare e che sembra essere una delle tue preoccupazioni è il “nuovo” atteggiamento della CCI verso l’anarchismo. La nostra posizione in proposito non è cambiata. Quando parliamo dell’anarchismo dobbiamo fare varie distinzioni perché, se mettiamo in un unico sacco tutto quello che si riferisce all’anarchismo, facciamo confusione.

Innanzitutto c’è quello che si chiama Anarchismo ufficiale con organizzazioni che hanno appoggiato la seconda guerra mondiale o, prima ancora con Kropotkin, la prima guerra mondiale o che, con la CNT, hanno partecipato con propri ministri al governo dello Stato spagnolo nel 1936 e trascinato attivamente il proletariato e tutta la popolazione nella guerra civile spagnola del 1936. L’Anarchismo ufficiale appartiene al campo borghese allo stesso titolo di altre correnti che si richiamano al “marxismo”, come lo stalinismo, la socialdemocrazia, il trotskysmo, ecc. Con ognuna di queste non è possibile alcun dialogo e per una ragione essenziale: hanno tutte calpestato l’arma più importante del proletariato, l’INTERNAZIONALISMO, abbracciando in cambio la difesa della guerra imperialista e del capitale nazionale.

In secondo luogo, dobbiamo prendere in considerazione l’ideologia anarchica. Essa esprime una volontà di lotta contro lo sfruttamento e l’oppressione e, per questo, si situa inequivocabilmente sul terreno della lotta contro il capitalismo.

Condividendo chiaramente questo terreno, le divergenze che abbiamo si situano al livello del metodo, ed in particolare su due aspetti:

  • mentre il marxismo parte dalla realtà delle lotte e della evoluzione generale del mondo per elaborare le sue analisi e proposte, l’anarchismo parte da un’idea prestabilita con la quale vuole convincere il mondo;

  • mentre il marxismo parte dalla lotta di classe come motore della storia, l’anarchismo parte dalla lotta degli individui e, se riconosce le classi, le vede unicamente come somma di individui.

Ma, in terzo luogo, dobbiamo riconoscere una realtà che è indiscutibile: ci sono gruppi e collettivi che, richiamandosi all’anarchismo o avendo simpatia per alcune sue posizioni, sono animati da uno spirito proletario di ricerca di posizioni di classe genuine. Con questi gruppi non solo è necessario il dibattito, ma anche una collaborazione perché essi fanno parte dello sforzo di presa di coscienza che esiste nella classe e questo lo facciamo con massima lealtà e spirito fraterno, al di là della etichette che essi si danno o di questa o quella posizione particolare con cui noi non siamo d’accordo.

Per quanto riguarda poi la collaborazione con gli anarchici in Messico, dobbiamo aggiungere una seconda spiegazione. La sezione della CCI in Messico ha avuto quasi 4 anni di discussioni, incontri e collaborazione con il GSL. Questo gruppo ha dovuto confrontarsi con gli attacchi dell’anarchismo “ufficiale” ogni volta che ha preso una posizione internazionalista e ha tenuto a dire che “staremo con la CCI se questa difende l’internazionalismo proletario, se altri anarchici difendono il nazionalismo in qualunque sua forma noi non staremo con loro.” E’ questo principio fondamentale che ha permesso un lavoro comune. Qualcosa di simile è successo con i compagni del PAM (spinti dai compagni del GSL a venire alle nostre riunioni pubbliche e a leggere la nostra stampa) che condividono con la CCI l’internazionalismo, la denuncia dei sindacati, del parlamentarismo e del suo circo elettorale, il nazionalismo e, in maniera esplicita, condividono con la CCI una denuncia dell’anarchismo ufficiale.

Nel caso degli elettricisti di Luz e Fuerza del Centro, prima dell’enorme attacco e della odiosa trappola sindacale, questi compagni hanno stabilito una collaborazione con la CCI e hanno condiviso pienamente la denuncia dello Stato, della sinistra del capitale, dei sindacati e dell’estrema sinistra (i trotzkisti, per esempio), che l’attacco era brutale ed era in realtà contro tutta la classe, che la difesa del sindacalismo e delle “istituzioni democratiche” era una trappola.

Il GSL ha fatto un viaggio di 12 ore in autobus per partecipare, nel Distretto federale, ad una manifestazione di 100.000 partecipanti in cui abbiamo diffuso un volantino che avevamo preparato assieme. Anche il PAM ha partecipato alla diffusione del volantino. C’è stata inoltre una riunione comune e insieme abbiamo portato avanti la denuncia di questo enorme attacco. Essi hanno insistito sul fatto che “essere controcorrente” rispetto a tutti (l’ambiente era quello della difesa del sindacato, dell’impresa pubblica, delle “conquiste operaie” ed altri luoghi comuni della sinistra del capitale) non li turbava affatto e che anzi questo rafforzava il sentimento di stare sulla giusta strada. Noi siamo stati molto soddisfatti di condividere con loro questo orientamento proletario.

Sappiamo che esistono delle differenze, ma cercheremo di realizzare delle attività in comune, attività che portino ad un avanzamento nella coscienza che è la premessa per demolire questo regime putrescente.

Infine, noi comunisti sappiamo che la risposta a questa società basata sullo sfruttamento sorgerà dal seno stesso della lotta contro l’alienazione. Sappiamo anche che questa risposta nascerà attraverso vacillamenti, errori, in rottura e facendo i conti con tutto il peso di secoli di dominazione. E’ vero che sui siti di questi gruppi si possono incontrare cose come “insulti” al marxismo, ma ci sono anche sforzi per porsi a fianco del proletariato, sforzi sinceramente internazionalisti. Anche se si dicono “non marxisti”, essi risultano più internazionalisti di molti altri, come ad esempio i trotskysti che a parole si dicono internazionalisti. Molti operai che oggi “rinnegano” il comunismo, o perché lo identificano con lo stalinismo o perché non lo capiscono, domani saranno in prima linea nella lotta per la rivoluzione mondiale. L’importante è come organizzare una lotta comune, come avanzare nella unificazione degli sforzi del proletariato. Siamo convinti che il volantino firmato assieme è un tentativo che va nella prospettiva di creare un polo di raggruppamento intorno alla difesa di un internazionalismo nei fatti (vedi per esempio la risposta che esso ha suscitato in gruppi del Perù e dell’Equador). Una caratteristica essenziale di questi gruppi (GSL e PAM) è che essi sono composti da elementi molto giovani, che non sono segnati dall’anarchismo “ufficiale” e che sono animati dalla volontà di andare incontro al proletariato; per questi motivi lavoreremo con loro fraternamente e senza riserve, perché siamo coscienti che procediamo sulla stessa strada. Come dicevamo all’inizio, questo lavoro in comune non costituisce una “politica di alleanza”, nello stile dell’estrema sinistra del capitale, si tratta di un intervento comune basato innanzitutto su un accordo su questioni di principio (non è un’apertura pubblica, per tutti e senza criteri). Sappiamo che ci sono differenze che stiamo discutendo, e può anche essere che non riusciremo mai a convincerli a “diventare marxisti”, ma potremo in cambio costruire un ambiente di solidarietà, di fiducia, di dibattito, che prepari, di fronte al futuro, una lotta a morte contro il capitale. Lotteremo per questo sapendo che in questa battaglia non ci sono garanzie. Speriamo che questi elementi di riflessione aiutino ad avanzare nella comprensione dell’intervento dei comunisti.

Restiamo in attesa di tuoi commenti per poter andare più avanti nella riflessione o, almeno, che i dubbi e le critiche ci aiutino ad approfondire le nostre idee.

Fraternamente.           CCI     08-12-09

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