I fondamenti marxisti della nozione di parassitismo politico e la lotta contro questo flagello

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Il marxismo e la storia della Prima Internazionale sottolineano il concetto di parassitismo per caratterizzare comportamenti distruttivi - all'interno delle organizzazioni politiche del proletariato - totalmente estranei ai metodi della classe operaia.

A. Il parassitismo politico non è affatto “un'invenzione della CCI”, il marxismo lo ha combattuto nell’AIT

Come mettiamo in evidenza nelle nostre tesi sul parassitismo[1] - a cui riferiamo molte delle considerazioni successive- il parassitismo è sorto storicamente in risposta alla fondazione della Prima Internazionale, che Engels ha descritto come “il mezzo per dissolvere e assorbire gradualmente tutte le diverse piccole sette”. (Engels, Lettera a Florence Kelly Vischnevetsky, 3 febbraio 1886). L’AIT era infatti uno strumento che obbligava le diverse componenti del movimento operaio a impegnarsi in un processo collettivo e pubblico di chiarimento, e ad adeguarsi a una disciplina organizzativa unitaria, impersonale, proletaria. Infatti, “imparata la lezione delle rivoluzioni del 1848, il proletariato non accettava più di essere guidato dall’ala radicale della borghesia e lottava ormai per stabilire una propria autonomia di classe. Ma ciò esigeva che nelle proprie file il proletariato superasse le concezioni e le teorie organizzative della piccola borghesia, della componente bohémien e degli elementi declassati che vi rimanevano ed esercitavano ancora un’influenza importante”[2].

Tuttavia, l’avanzata della lotta del proletariato necessitava di questo processo di dissoluzione e di assorbimento su scala internazionale di tutte le particolarità e le autonomie programmatiche e organizzative non proletarie.

Fu inizialmente nella resistenza a questo movimento che il parassitismo dichiarò la sua guerra al movimento rivoluzionario. Fu l’AIT la prima a confrontarsi con questa minaccia contro il movimento proletario, che la identificò e la combatté. Fu lei, a partire da Marx ed Engels, a definire parassiti quegli elementi politicizzati che, pur pretendendo di aderire al programma e alle organizzazioni del proletariato, concentrano i loro sforzi nella lotta, non contro la classe dirigente, ma contro le organizzazioni della classe rivoluzionaria. La base della loro attività è, infatti, denigrare e manovrare contro il campo comunista, pur affermando di appartenere ad esso e di servirlo. Così è riassunta questa frase del rapporto sull’Alleanza[3] al Congresso dell’Aia scritta da Engels: «Per la prima volta nella storia della lotta di classe, ci troviamo di fronte a una cospirazione segreta nel cuore della classe operaia, destinata a sabotare non il sistema di sfruttamento esistente, ma l’Associazione stessa che rappresenta il più acerrimo nemico di questo sistema». Quanto al rimedio consigliato, esso è senza ambiguità: «È giunto il momento, una volta per tutte, di porre fine alle lotte interne provocate quotidianamente nella nostra Associazione dalla presenza di questo corpo parassitario». (Engels, “Il Consiglio Generale a tutti i membri dell'Internazionale”, monito contro l’Alleanza di Bakunin[4])

B. La rinascita del parassitismo dagli anni ‘80

Come è avvenuto con l’Alleanza nell’AIT, è solo quando il movimento operaio passa da uno stadio di immaturità di base a un livello qualitativamente superiore, specificamente comunista, che il parassitismo diventa il suo principale oppositore. Nel periodo attuale, questa immaturità non è il prodotto dell’immaturità del movimento operaio nel suo insieme, come ai tempi dell’AIT, ma soprattutto il risultato dei cinquant’anni di controrivoluzione che seguirono alla sconfitta dell’ondata rivoluzionaria del 1917-23. Oggi, è questa rottura nella continuità organica con le tradizioni delle passate generazioni di rivoluzionari che spiega, soprattutto, il peso di concezioni e comportamenti antiorganizzativi piccolo-borghesi tra molti elementi che si dichiarano marxisti e della Sinistra Comunista.

Il parassitismo influenza elementi in cerca di posizioni di classe che trovano difficile distinguere tra autentiche organizzazioni rivoluzionarie e correnti parassite. È così che si spiega che, a partire dagli anni ‘90 e soprattutto dagli anni 2000, l’azione del parassitismo è aumentata, diventando sempre più distruttiva. Attualmente ci troviamo di fronte a molteplici raggruppamenti informali, che spesso agiscono nell’ombra, affermando di appartenere al campo della Sinistra Comunista, ma che dedicano le loro energie a combattere le Organizzazioni Marxiste esistenti piuttosto che lo Stato borghese. Come ai tempi di Marx ed Engels, questa ondata parassita reazionaria svolge una funzione di sabotare lo sviluppo del dibattito aperto e della chiarificazione proletaria, e di impedire l’istituzione di regole di condotta vincolanti per tutti i membri del campo proletario.

È stata significativamente alimentata da tutte le rotture che hanno avuto luogo nella storia della CCI. Né motivate, né giustificate da differenze politiche, queste sono state le conseguenze di comportamenti organizzativi non marxisti, non proletari, come quelli di Bakunin nell’AIT e dei menscevichi nel POSDR nel 1903, che esprimevano resistenza alla disciplina organizzativa e ai principi collettivi.

Di fronte alla classe operaia e all’ambiente politico proletario, la CCI non ha mai nascosto le difficoltà che ha incontrato. Così, nei primi anni Ottanta, essa si esprimeva in questi termini: “la messa in evidenza da parte delle Organizzazioni Rivoluzionarie dei loro problemi e discussioni interne costituisce una scelta per tutti i tentativi di denigrazione di cui sono oggetto da parte dei loro avversari. Questo è anche e particolarmente il caso della CCI. Certo, non è nella stampa borghese che si trovano manifestazioni di giubilo quando riferiamo sulle difficoltà che la nostra organizzazione può incontrare oggi. Questo è ancora troppo modesto nelle dimensioni e nell’influenza tra le masse lavoratrici perché le agenzie di propaganda borghese abbiano interesse a parlarne nel tentativo di screditarlo. È preferibile che la borghesia faccia un muro di silenzio intorno alle posizioni e all’esistenza delle organizzazioni rivoluzionarie. Per questo motivo, l'opera di denigrazione e di sabotaggio del loro intervento è assunta da tutta una serie di gruppi ed elementi parassitari la cui funzione è quella di allontanare dalle posizioni di classe gli elementi che si avvicinano a loro, per disgustarli da qualsiasi partecipazione al difficile lavoro di sviluppo di un ambiente politico proletario." (Risoluzione adottata dal 5° Congresso Internazionale della CCI, Rivista Internazionale n° 35)

Tutti i gruppi comunisti si sono confrontati con le malefatte del parassitismo, ma spetta alla CCI, perché oggi è l’organizzazione più importante dell’ambiente proletario, e anche la più rigorosa in termini di rispetto dei principi e degli statuti, essere oggetto di un’attenzione molto particolare da parte del movimento parassitario. In quest'ultimo si trovavano, e si trovano ancora per alcuni, gruppi formati e tutti usciti dalla CCI come il “Groupe Communiste Internationaliste” (GCI) e le sue scissioni (come “Contre le Courant”), il defunto “Communist Bulletin Group” (CBG) o l’ex “Frazione esterna della CCI” o anche la “Frazione interna della CCI” che si trasformò pochi anni dopo nel “Groupe International de la Gauche Communiste” (GIGC) tutte composte da scissioni della CCI. Ma il parassitismo non si limita a tali gruppi. Viene veicolato anche da elementi non organizzati, ovvero da coloro che si trovano di tanto in tanto in circoli di discussione effimeri, la cui principale preoccupazione è quella di far circolare ogni tipo di pettegolezzo sulla nostra organizzazione. Questi elementi sono spesso ex militanti che, cedendo alla pressione dell’ideologia piccolo-borghese, non hanno avuto la forza di mantenere il loro impegno nell’organizzazione, frustrati dal fatto che essa non ha “riconosciuto i loro meriti” al livello dell’idea che essi stessi se ne facevano o che non sopportavano le critiche a cui erano sottoposti. Si tratta anche di ex simpatizzanti che l’organizzazione non ha voluto integrare perché riteneva non avessero sufficiente chiarezza o che hanno rinunciato a impegnarsi per paura di perdere la loro “individualità” in un quadro collettivo (è il caso, ad esempio, del defunto “collettivo Alptraum” in Messico o di “Kamunist Kranti” in India). In tutti i casi si tratta di elementi la cui frustrazione derivante dalla propria mancanza di coraggio, dalla propria debolezza e dalla propria impotenza si è convertita in una sistematica ostilità nei confronti dell’organizzazione. Questi elementi sono ovviamente assolutamente incapaci di costruire qualsiasi cosa.

D’altra parte, sono spesso molto efficaci, con il loro piccolo clamore e le loro chiacchiere da pettegoli, nello screditare e distruggere ciò che l’organizzazione sta cercando di costruire.

C. I principali gruppi parassiti dagli anni ‘80

Ci limiteremo qui ai seguenti gruppi: il Communist Bulletin Group (CBG), la Frazione Esterna della CCI (FECCI) e la Frazione Interna della CCI (FICCI).

C.1 Il Communist Bulletin Group (CBG)

La lotta contro i clan, che l’XI Congresso della CCI aveva sostenuto all’unanimità, viene trasformata dal CBG in una lotta tra clan. Gli organi centrali sono inevitabilmente “monolitici”, l’individuazione della penetrazione delle influenze non proletarie, compito primario dei rivoluzionari, si presenta come un mezzo per spezzare gli “avversari”. I metodi di chiarificazione delle organizzazioni proletarie - dibattito aperto in tutta l’organizzazione, pubblicazione dei suoi risultati per informare la classe operaia - diventano il metodo del “lavaggio del cervello” delle sette religiose.

Non è solo la CCI che è attaccata: “Non è solo l’intero ambiente rivoluzionario di oggi che viene così attaccato in questo modo. Sono l’intera storia e le tradizioni del movimento operaio che vengono insultate. In realtà, le menzogne e le calunnie del CBG sono molto in linea con la campagna della borghesia mondiale sulla presunta morte del comunismo e del marxismo. Al centro di questa propaganda c’è un’unica idea che genera la più grande menzogna della storia: il rigore organizzativo di Lenin e dei bolscevichi porta necessariamente allo stalinismo. Nella versione del CBG di questa propaganda, è il bolscevismo della CCI che 'necessariamente' porta al suo cosiddetto 'stalinismo'. Evidentemente, il CBG non sa né cosa sia l’ambiente rivoluzionario, né cosa sia lo stalinismo”. (Parasitisme politique: le “C.B.G” fait le travail de la bourgeoisie Revue Internationale n°83 (Parassitismo politico: il CBG fa il lavoro della borghesia)

C.2 La Frazione Esterna della CCI

In un articolo della nostra Revue Internationale scrivemmo nel 1986:

“L'ambiente politico proletario, già fortemente segnato dal peso del settarismo, come più volte evidenziato e deplorato dalla CCI, si è appena “arricchito” di una nuova setta. È appena apparso il n°1 di una nuova pubblicazione intitolata “Prospettiva internazionalista”, organo della “Frazione esterna della CCI” che “rivendica la continuità del quadro programmatico elaborato dalla CCI”. Questo gruppo è composto da compagni appartenenti alla “tendenza” che si è formata nella nostra organizzazione e che l’ha lasciata al suo VI Congresso[5] per “difendere la piattaforma della CCI”. Abbiamo già incontrato e messo in luce molte forme di settarismo tra i rivoluzionari di oggi, ma la creazione di una CCI-bis con le stesse posizioni programmatiche della CCI costituisce un apice in questo campo, un apice mai raggiunto finora. Allo stesso modo, quello che può essere considerato un apice è la quantità di calunnie che Perspective Internationaliste riversa sulla CCI; solo il Communist Bulletin Group (composto anch’esso da ex membri della CCI) si è spinto finora in questo campo. Fin dalla sua creazione, questo nuovo gruppo si pone quindi su un terreno che solo i delinquenti politici (che si erano distinti rubando materiale e fondi alla CCI) avevano in passato sfruttato con altrettanto fervore. Anche se i membri della “Frazione” non sono in alcun modo responsabili di tali atti, si può dire che il loro settarismo e la loro predilezione per l’insulto gratuito siano di cattivo auspicio per lo sviluppo futuro di questo gruppo e la sua capacità di contribuire allo sforzo di presa di coscienza del proletariato. In effetti, i giochetti della FECCI traducono solo una cosa: una totale irresponsabilità di fronte ai compiti che spettano oggi ai rivoluzionari, una diserzione dalla lotta militante”.(La “fraction externe du CCI” (discussione) [2], Revue Internationale n°45

C.3 La Frazione Interna della CCI (2001), che muterà in GIGC (Gruppo Internazionalista della Sinistra Comunista) nel 2013, costituisce indubbiamente un ulteriore passo nell’ignominia, giustificando così l’aver dedicato ad essa una parte importante di questo testo.

D. La FICCI (antenata della GIGC), una forma estrema di raggruppamento parassitario

Riportiamo qui parte della catena di eventi che ha portato alla formazione della FICCI (Frazione Interna della CCI), cristallizzazione nella CCI di un corpo estraneo, citando un comunicato ai nostri lettori che riporta le azioni, all’interno e all'esterno della nostra organizzazione, di membri della nostra organizzazione:

ciò che ha causato il problema è che, con il pretesto di (...) disaccordi, un certo numero di militanti della sezione in Francia ha attuato (...) una politica di violazione permanente delle nostre regole organizzative. Sulla base di una reazione di “autostima ferita”, si sono gettati a capofitto in atteggiamenti anarchici di violazione delle decisioni del Congresso, denigrazione e calunnia, malafede, bugie. Dopo diverse carenze organizzative, alcune delle quali gravissime, che hanno richiesto ferme reazioni da parte dell’organizzazione, questi compagni hanno tenuto riunioni segrete durante il mese di agosto 2001 (…) È pervenuto all’organizzazione il verbale di una delle riunioni di questa tendenza segreta, contro la volontà dei suoi partecipanti. Ha permesso di evidenziare chiaramente, all’interno dell’organizzazione, il fatto che questi compagni, nella piena consapevolezza della gravità dei loro atti, stavano fomentando un complotto contro l’organizzazione, dimostrando così una totale slealtà nei confronti della CCI, che si è espressa in particolare attraverso: l’istituzione di una strategia per ingannare l’organizzazione e far passare la propria politica; un approccio golpista/gauchista che pone i problemi politici affrontati in termini di “recupero dei mezzi di funzionamento”; l'instaurazione di legami che conferiscano "una ferrea solidarietà" tra i partecipanti e contro gli organi centrali, voltando così nettamente le spalle alla disciplina liberamente assunta all’interno di un’organizzazione politica proletaria (comunicato ai nostri lettori – un attacco parassita che mira a screditare la CCI in francese - 21 marzo 2002). Fin dalla sua costituzione, la FICCI si è sempre presentata come il miglior difensore della piattaforma e delle posizioni della CCI, ad eccezione, però, “dell'analisi dell'ultima fase della decadenza, quella della decomposizione”, e delle “tesi sul parassitismo politico”. La prima eccezione serviva ad essere più in linea con altri gruppi del milieu che non condividevano l’analisi della decomposizione. La seconda le permise di confutare più facilmente il fatto di costituire a sua volta un gruppo parassitario, anche se i suoi membri erano stati fino ad allora convinti difensori della necessità di lottare contro il parassitismo.

Un promemoria[6] dello stato di servizio del gruppo FICCI/GIGC

I membri della FICCI si sono deliberatamente posti al di fuori della nostra organizzazione a seguito dei seguenti comportamenti:

  • Ripetute violazioni dei nostri statuti (soprattutto il rifiuto di pagare integralmente le loro quote) e il loro rifiuto di impegnarsi a rispettarli in futuro;
  • Rifiuto di venire a presentare la difesa del loro comportamento nell'organizzazione di fronte alle nostre critiche riguardo ad esso quando la CCI aveva organizzato una conferenza straordinaria includendo specificamente questa questione nel suo ordine del giorno;
  • Furto di denaro e materiale della CCI (elenco di indirizzi e documenti interni).

La FICCI come gruppo poliziesco

Infine i membri della FICCI sono stati esclusi dalla nostra organizzazione, non per questi comportamenti peraltro intollerabili ma per la loro attività di informatori con, al loro attivo, diversi atti di spionaggio. È così, in particolare, che hanno pubblicato, sul loro sito Internet, la data in cui si sarebbe tenuta una conferenza della CCI in Messico alla presenza di militanti di altri paesi. Questo atto ripugnante della FICCI consistente nell’agevolare il lavoro delle forze di repressione dello Stato borghese contro i militanti rivoluzionari è tanto più spregevole perché i membri della FICCI sapevano benissimo che alcuni dei nostri compagni in Messico erano già, in passato, stati vittime dirette della repressione e che alcuni sono stati costretti a fuggire dal loro paese di origine.

Ma il comportamento da spioni dei membri della FICCI non si limita a questo episodio. prima e dopo la loro esclusione dalla CCI, hanno sistematizzato la loro opera di spionaggio sulla nostra organizzazione e riferito regolarmente, nei loro bollettini, sui risultati così ottenuti (Vedi in particolare i bollettini della FICCI n°14, 18 e 19).

La loro sordida raccolta di informazioni è del tutto significativa del modo con cui queste persone concepivano il loro “lavoro di frazione” (pettegolezzi, rapporti di polizia). Infatti, l’esibizione di tali informazioni è rivolta anche a tutta la CCI, al fine di esercitare pressioni sui suoi militanti facendo loro capire che sono “sotto sorveglianza”, che nulla dei loro atti e gesti sfuggirà alla vigilanza della “Frazione Interna”.

Non è perché nasce dal cervello malato di persecutori ossessivi che tale controllo della nostra organizzazione e più in particolare di alcuni dei suoi membri non dovrebbe essere preso sul serio.

Per concludere sul comportamento poliziesco della FICCI, vale la pena citare la pubblicazione da parte di quest’ultima di un testo di 118 pagine dal titolo “La storia del Segretariato Internazionale della CCI”. Questo testo, stando al suo sottotitolo, pretende di raccontare “Come l'opportunismo si è imposto negli organi centrali prima di contaminare e iniziare la distruzione dell’intera organizzazione...” Questo scritto illustra, ancora una volta, la natura poliziesca dell’approccio della FICCI. In effetti, spiega la cosiddetta “evoluzione opportunistica” della CCI con gli “intrighi” di una serie di personaggi malvagi ed in particolare “la compagna del capo” (presentata come un agente dello Stato che esercita la sua influenza sul “capo”). È come se la degenerazione e il tradimento del partito bolscevico fossero stati il risultato dell’azione del megalomane Stalin e non la conseguenza del fallimento della rivoluzione mondiale e dell’isolamento della Rivoluzione in Russia. Questo testo nasce dalla più pura concezione poliziesca della storia a cui si è sempre opposto il marxismo. Ma il carattere poliziesco più odioso di questo testo è il fatto che svela molti dettagli sul funzionamento interno della nostra organizzazione e che sono pane benedetto per la polizia.

La politica del “cordone sanitario” della FICCI contro la CCI

Non riuscendo a convincere i militanti della CCI della necessità di escludere il “capo” e il “compagno del capo”, questo gruppetto parassitario si è dato l'obiettivo di trascinare dietro le sue calunnie gli altri gruppi della Sinistra comunista, al fine di stabilire un cordone sanitario attorno alla CCI e screditarla (vedi sotto gli episodi della “riunione pubblica del BIPR a Parigi” e del “Circulo”). Infatti sono tutti gli ambiti di intervento della CCI (permanenze, riunioni pubbliche, …) che la FICCI ha preso di mira, mentre noi avevamo vietato l’accesso ai suoi membri per il fatto stesso della loro attività di spionaggio.[7] Poiché abbiamo imposto la nostra decisione di rimuoverli da tali luoghi, a volte abbiamo dovuto affrontare minacce (compresa quella pronunciata ad alta voce per tagliare la gola a un nostro compagno) e attacchi da parte di questi teppisti.

La degenerazione opportunista della CCI, proclamata ma mai dimostrata dalla FICCI!

La FICCI si presenta come “la vera erede della CCI” che avrebbe conosciuto una degenerazione “opportunista” e “stalinista”. Dichiara di continuare l’opera, abbandonata a suo dire dalla CCI, di difesa nella classe operaia delle “vere posizioni di questa organizzazione” che sarebbero minacciate dallo sviluppo dell’opportunismo al suo interno che colpisce, in primo luogo, la questione del funzionamento. Abbiamo visto nella pratica di questo gruppo la propria concezione del rispetto degli statuti e anche delle più elementari regole di comportamento del movimento operaio: “sederci sopra”, calpestarle furiosamente.

Il metodo, consistente nel “suggerire” evitando il problema politico di fondo, facendo appello al “buon senso popolare”, ai metodi di caccia alle streghe praticati nel Medioevo

È così che la CCI è stata bersaglio di tante altre accuse da parte della FICCI, finora non citate, e di cui ecco un piccolissimo campione: la CCI sarebbe oggi colpita dallo stigma di “una lontananza progressiva dal marxismo e una tendenza sempre più dichiarata a proporre (e difendere) i valori borghesi e piccolo borghesi in voga (“giovanilismo”, femminismo e soprattutto “non violenza”); la CCI “farebbe il gioco della repressione”.

L’utilizzo da parte della FICCI, per i propri fini, di una riunione pubblica del BIPR

Il BIPR[8] è stato oggetto di un’audace manovra da parte della FICCI consistente nell'organizzare un incontro pubblico a Parigi il 2 ottobre 2004 a beneficio di questo gruppo. Si trattava infatti di un incontro pubblico volto a difendere la reputazione della FICCI, a scapito di quella del BIPR e con l’obiettivo di attaccare la CCI.

L’annuncio di questo incontro da parte del BIPR indicava che il suo argomento era la guerra in Iraq. D’altra parte, l’annuncio della FICCI ha sottolineato tutta l’importanza del proprio approccio: “Su nostra proposta e con il nostro sostegno politico e materiale, il BIPR organizzerà un incontro pubblico a Parigi (RP che, ci auguriamo, non sarà l'ultima) alla quale invitiamo tutti i nostri lettori a partecipare”. Ciò che emerge da questo appello è che, senza la FICCI, questa organizzazione della Sinistra Comunista, che esiste su scala internazionale e che è conosciuta da decenni, non avrebbe potuto prendere l’iniziativa e organizzare l’assemblea pubblica!

Infatti, questo gruppo parassitario ha utilizzato il BIPR come “fantoccio” per la propria pubblicità al fine di ottenere un certificato di rispettabilità, di riconoscimento della sua appartenenza alla Sinistra Comunista. E la delinquenza disinibita non ha esitato a utilizzare la rubrica dei contatti della CCI (che avevano rubato prima di lasciare l’organizzazione) per diffondere il loro invito a questo incontro pubblico.

L’alleanza della FICCI con un avventuriero (il cittadino B) nel 2004

Nel 2004 la CCI ha stretto un rapporto politico con un piccolo gruppo in ricerca argentino, il NCI (Nucleo comunista internacional). Alla fine di luglio 2004, un membro del NCI, il signor B., ha tentato una manovra coraggiosa: ha chiesto l’immediata integrazione del gruppo nella CCI. Ha imposto questa esigenza nonostante la resistenza degli altri compagni del NCI che, anche se avevano l’obiettivo di aderire alla CCI, sentivano il bisogno di realizzare preventivamente tutto un lavoro approfondito di chiarificazione e di assimilazione, poiché la militanza comunista può basarsi solo su solide convinzioni. La CCI ha respinto questa esigenza in linea con la nostra politica contro le integrazioni affrettate e immature che possono comportare il rischio della distruzione dei militanti e sono dannose per l’organizzazione.

Contemporaneamente, tra la FICCI e l’avventuriero B, si stringeva un’alleanza, certamente su iniziativa di B, al servizio di una manovra contro la CCI utilizzando, a sua insaputa, l'NCI. La manovra consisteva nel far circolare all’interno dell’ambiente politico proletario una denuncia della CCI e dei suoi “metodi nauseabondi” che sembrava provenire indirettamente dal NCI, poiché tale denuncia era firmata da un misterioso e fittizio “Circulo de comunistas internacionalistas” (cioè “CCI”, abbreviato!), animato dal cittadino B e che, a suo dire, doveva essere il “superamento politico” dell’NCI. Tali calunnie sono state veicolate mediante un volantino del “Circulo” distribuito dalla FICCI in occasione dell'assemblea pubblica del BIPR del 2 ottobre 2004 a Parigi. Sono stati inoltre messi online in diverse lingue sul sito del BIPR. Oltre a prendere di mira direttamente la CCI, il volantino in questione difendeva la FICCI, mettendo completamente in discussione una posizione assunta dal NCI il 22 maggio 2004, che aveva denunciato questo gruppo.

Il modo in cui il cittadino B è stato portato ad elaborare la sua manovra è tipico di un avventuriero, delle sue ambizioni e della sua totale mancanza di scrupoli e preoccupazione per la causa del proletariato. Il ricorso ai servizi di un avventuriero, da parte della FICCI, per soddisfare il proprio odio nei confronti della CCI e cercare di instaurare, con pubblica denigrazione, l’isolamento politico della nostra organizzazione, è degno dei personaggi meschini e spregevoli che popolano il mondo della piccola e grande borghesia.

L’utilizzazione poliziesca da parte del GIGC dei bollettini interni della CCI

Il GIGC possedendo i bollettini interni della CCI, attraverso un mezzo di cui non siamo a conoscenza, ha fatto tutta una clamorosa pubblicità intorno a questo evento, vedendo in questo la prova di una crisi della CCI. Il messaggio che queste spie patentate cercavano allora di trasmettere era molto chiaro: “c'è una “talpa” nella CCI che lavora a braccetto con l’ex FICCI!”. Era chiaramente un lavoro di polizia con nessun altro obiettivo se non quello di seminare sospetto, disordine e discordia all'interno della nostra organizzazione. Sono gli stessi metodi che la GPU, la polizia politica di Stalin, usava per distruggere dall’interno il movimento trotskista degli anni ‘30. Sono gli stessi metodi che avevano già utilizzato i membri dell'ex-FICCI (e in particolare due di loro, Juan e Jonas, membri fondatori della “GIGC”) quando fecero viaggi “speciali” in diverse sezioni della CCI nel 2001 per organizzare riunioni segrete e diffondere voci secondo cui uno dei nostri compagni (la “moglie del leader della CCI”, secondo la loro espressione) sarebbe un “poliziotto”.

Supporto del GIGC a Nuevo Curso e Gaizka[9]

La CCI aveva denunciato un tentativo di falsificare le vere origini della Sinistra Comunista da parte di un blog chiamato Nuevo Curso e orchestrato da un avventuriero, Gaizka, il cui obiettivo non è in alcun modo contribuire a chiarire e difendere le posizioni di questa Corrente ma a “farsi un nome” nell'ambiente politico proletario. Questo attacco alla corrente storica della Sinistra Comunista mira a trasformarla in un movimento dai contorni vaghi, amputato dei rigorosi principi proletari che ne hanno regolato la formazione, che costituisce un ostacolo alla trasmissione alle future generazioni di rivoluzionari delle conquiste della lotta delle frazioni di sinistra contro l’opportunismo e la degenerazione dei partiti dell'Internazionale Comunista.

Quanto all’avventuriero Gaizka, abbiamo fornito su di lui una grande quantità di informazioni, ad oggi non smentite, riguardanti i rapporti di questo signore nel mondo delle personalità della politica borghese (principalmente di sinistra ma anche di destra). È un comportamento e un tratto di personalità che condivide con gli avventurieri - anche se è ovviamente lontano dall’avere la statura di questi personaggi - meglio conosciuti nella storia come Ferdinand Lassalle e Jean Baptiste von Schweitzer che avevano operato all’interno del movimento operaio in Germania nel XIX secolo.

È con grande entusiasmo, e servilismo, che il GIGC aveva accolto l’ingresso sulla scena politica del blog Nuevo Curso: “Tutte le posizioni che difende sono molto chiaramente di classe e si situano nel quadro programmatico della Sinistra Comunista (…)”. Inoltre, poiché la nostra organizzazione aveva fornito informazioni sufficienti ai lettori per caratterizzare Gaizka (il principale animatore di Nuevo Curso) come un avventuriero con la particolarità di aver mantenuto, nel 1992-94, rapporti con il più importante partito della borghesia in Spagna a quell’epoca, il PSOE, non c’erano più dubbi sul significato dell'approccio di Nuevo Curso finalizzato a distorcere la Sinistra Comunista. Non sono state però queste informazioni accessibili a tutti (e smentite da nessuno, lo ripetiamo) a impedire al GIGC di venire in aiuto dell'avventuriero Gaizka, di fronte alla denuncia che gli abbiamo fatto: “bisogna sottolineare che fino ad oggi non abbiamo visto alcuna provocazione, manovra, denigrazione, calunnia o diceria, lanciata dai membri di Nuevo Curso, anche individualmente, né alcuna politica di distruzione contro altri gruppi o militanti rivoluzionari”[10]. È molto rivelatore che, per fugare ogni sospetto di avventurismo nei confronti di Gaizka, l’animatore del GIGC prenda come criterio un insieme di tratti politici che caratterizzano lui stesso in primo luogo, ma non necessariamente soprattutto Gaizka: provocatore, manovratore, denigratore, calunniatore, distruttore di reputazione, … Quanto a Gaizka, pur non essendo del calibro di un Lassalle o di uno Schweitzer, “cerca di giocare nel gruppo dei grandi” ed è riuscito anche a farsi riconoscere da un certo numero di loro grazie ad alcune sue capacità intellettuali, non riuscendo a trattare da pari con il più grande come fu il caso di Lassalle con Bismarck[11]. In scala ridotta, Gaizka immaginava di poter svolgere un ruolo di rappresentante di una branca della Sinistra Comunista (la Sinistra Comunista Spagnola), inventata da lui stesso. La grande ambizione del “sig. GIGC”, da parte sua, è quella di coprire la CCI di spazzatura.

E. A titolo di conclusione (provvisoria).

Per illustrare la nostra analisi del fenomeno del parassitismo politico, ci siamo basati principalmente sull’esempio del GIGC (ex FICCI). Il fatto che questa organizzazione costituisca una sorta di caricatura del parassitismo ci ha permesso sia di denunciarne ancora una volta la sua malvagità e cattiveria, ma anche di evidenziare meglio i tratti salienti che caratterizzano questo fenomeno e che ritroviamo in altri gruppi o elementi che iscrivono la loro attività in un approccio parassitario, anche se in modo meno ovvio e più sottile. Pertanto, il GIGC-FICCI è, a nostra conoscenza, l'unico gruppo che ha deliberatamente adottato un atteggiamento di informatore, di agente cosciente della repressione capitalista. Tuttavia, adottando questo atteggiamento di agente cosciente (anche se non remunerato) dello stato borghese, questo gruppo esprime solo nella maniera più estrema l’essenza e la funzione del parassitismo politico (e che era già stato analizzato, come abbiamo visto, da Marx ed Engels): condurre, in nome della difesa del programma proletario, una lotta decisa contro le organizzazioni reali della classe operaia. E questo, naturalmente, a maggior beneficio del suo nemico mortale, la borghesia. E se certi gruppi si astengono dagli eccessi del GIGC, preferendo praticare un parassitismo “morbido”, più subdolo, ciò non li rende meno pericolosi, anzi.

Così come le vere organizzazioni del proletariato potranno assumere il ruolo loro affidato dal movimento operaio, come l'intera storia del movimento ha dimostrato, solo conducendo una lotta decisa contro la cancrena opportunista, esse potranno essere all'altezza della loro responsabilità solo conducendo una lotta altrettanto decisa contro la peste del parassitismo. Questo Marx ed Engels l’avevano compreso appieno dalla fine degli anni Sessanta dell’Ottocento, e in particolare durante il Congresso dell'Aia della I Internazionale nel 1872 anche se, successivamente, un gran numero di marxisti, che comunque guidarono la lotta contro l'opportunismo, come Franz Mehring, non hanno compreso il significato e l’importanza della lotta contro l’Alleanza di Bakunin.

Questo è probabilmente uno dei motivi (insieme all'ingenuità e agli scivolamenti opportunistici) per cui la questione del parassitismo non è compresa nell'ambiente politico proletario. Ma non si può usare la debolezza del movimento operaio come argomento per rifiutare di vedere e affrontare i pericoli che minacciano la lotta storica della nostra classe. È con piena convinzione che rivendichiamo lo spirito di questa frase di Engels citata all’inizio dell'articolo:

È giunto il momento, una volta per tutte, di porre fine alle lotte interne provocate quotidianamente nella nostra Associazione dalla presenza di questo corpo parassita.”

CCI 07 agosto 2023

 

[3] “Alleanza di Democrazia Socialista”, fondata da Bakunin, che troverà terreno fertile in settori importanti dell’Internazionale per le debolezze che ancora pesavano su di essa e che derivavano dall’immaturità politica del proletariato di allora, un proletariato che non si era ancora del tutto liberato dalle vestigie della fase precedente del suo sviluppo, e in particolare dai movimenti settari

[4]Prima di entrare nell'AIT, Bakunin spiegò ai suoi seguaci perché l'AIT non era un'organizzazione rivoluzionaria: i proudhoniani erano diventati riformisti, i blanquisti erano invecchiati, e i tedeschi e il Consiglio Generale che presumibilmente dicevano di dominare, erano "autoritari”. Secondo Bakunin, ciò che mancava soprattutto era la "volontà" rivoluzionaria. Questo è ciò che l'Alleanza voleva assicurare andando oltre il programma e gli statuti e ingannando i suoi membri.

Per Bakunin, l'organizzazione che il proletariato aveva forgiato, che aveva costruito in anni di duro lavoro, era inutile. Ciò che era tutto per lui erano le sette cospiratorie che lui stesso aveva creato e controllato. Non era l'organizzazione di classe che lo interessava, ma il suo status personale e la sua reputazione, la sua "libertà" anarchica o quella che oggi viene chiamata "autorealizzazione". Per Bakunin e i suoi simili, il movimento operaio non era altro che il veicolo per la realizzazione della loro individualità e dei loro progetti individualistici.” Questioni di organizzazione, I: La Prima Internazionale e la lotta contro il settarismo Rivista Internazionale n°20

[5] La Revue Internationale n°44, nell’articolo dedicato al 6° Congresso della CCI, dà conto delle dimissioni di questi compagni e della loro costituzione in “Frazione”. Il lettore potrà farvi riferimento, così come gli articoli pubblicati nelle Revue dal n°40 al 43, che riflettono l’evoluzione del dibattito all'interno della CCI.

[6] Le informazioni pubblicate di seguito sono un riassunto di parte di un articolo, L'avventuriero Gaizka ha i difensori che si merita: le canaglie del GIGC, che riporta in modo più dettagliato i disturbi di questo gruppo parassita.

[8] BIPR: Ufficio Internazionale del Partito Rivoluzionario. Gruppo fondato nel 1984 dal Partito comunista internazionalista (Battaglia comunista) e dall'Organizzazione comunista dei lavoratori (CWO). Dal 2009, questo gruppo ha cambiato nome diventando Tendance Communiste Internationaliste (TCI).

Correnti politiche e riferimenti: