Pandemia Covid-19: a Guayaquil (Ecuador), il capitalismo semina morte e orrore

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Il quadro è terrificante. Centinaia di persone sono morte, il fetore di cadaveri appesta molte parti della città, intere famiglie sono morte così come molti operatori sanitari. Finora, lo Stato ecuadoriano ha riconosciuto solo 369 morti dovute a Covid-19, senza specificare quanti di loro provengano dalla città di Guayaquil. Ma secondo tutti i testimoni diretti di questa enorme tragedia (medici, giornalisti e ospiti stranieri)[1] , solo a Guayaquil, il numero di morti dovute al coronavirus è scandalosamente sottostimato.

Da parte sua, lo Stato, incapace di rispondere all'emergenza sanitaria, cerca di nascondere il più possibile il numero di corpi trovati per le strade e le arterie della città. Corpi che, in risposta alle lamentele e alle proteste di molti abitanti, vengono gradualmente rimossi e conservati in tre ospedali. Inoltre, gli obitori sono pieni di cadaveri non identificati. Di fronte a questa situazione, centinaia di famiglie vivono ogni giorno il dramma di dover reclamare i resti dei loro cari per avere una sepoltura dignitosa. Questo spettacolo dell'orrore è la diretta conseguenza della mancanza di ospedali e letti, senza personale medico sufficiente, senza medicine, con incessanti tagli al budget. Questo rivela chiaramente che la borghesia non è affatto interessata a soddisfare le esigenze sanitarie di base della popolazione. Il cinismo e le menzogne della borghesia rivelano il suo atteggiamento criminale.

Al momento, la città di Guayaquil, le cui immagini hanno fatto il giro del mondo, provocando l'indignazione e la solidarietà di molti lavoratori, è ancora immersa nell'isteria e nella paura. La stessa situazione e le stesse reazioni si stanno verificando in molte parti del mondo dove gli Stati sono incapaci di prendersi cura di centinaia di migliaia di persone infettate da un'epidemia di cui la borghesia conosce da anni i rischi senza aver preso mai alcuna misura per proteggere le popolazioni che sarebbero state esposte.

Cinismo e menzogne

I media descrivono la portata del disastro, ma nessun paese ha dimostrato di essere pronto per un'emergenza di questa portata. Al contrario, lo Stato ha dimostrato ovunque la stessa negligenza con il deterioramento dei sistemi sanitari che sono crollati in Cina, negli Stati Uniti, in Spagna, in Italia e persino in paesi che vengono presentati come modelli di eccellenza dell'amministrazione borghese, come la Danimarca. Il comportamento della borghesia in tutti i paesi è stato simile: prima ha minimizzato l'impatto della pandemia, poi ha cambiato il suo atteggiamento nell'imporre misure draconiane di contenimento. Tuttavia, tutto questo si è rivelato vano di fronte allo stato deplorevole del sistema sanitario globale. Di conseguenza, gli Stati non sono oggi in grado di rispondere all'emergenza Covid-19.

In realtà, come ha detto il vicepresidente americano all'inizio di marzo 2020, il comportamento ipocrita della classe dirigente copre una sola e stessa logica: il "salvataggio dell'economia" a scapito della vita delle persone. In altre parole, si tratta di continuare ad accumulare capitale a spese dei lavoratori e della popolazione in generale.

Nell'ambito del deterioramento del sistema sanitario globale, lo Stato ecuadoriano, come è avvenuto in altri Paesi, solo nel 2019 ha licenziato 2.500 lavoratori, tra medici, infermieri e personale di servizio. Mentre nel 2019 il budget sanitario era di 3.097 milioni di dollari, la Assemblea Nazionale ha approvato una riduzione di 81 milioni di dollari per il 2020 rispetto all'anno precedente. Il confronto di questo bilancio con il pagamento del debito estero per lo stesso anno (che era di 8.107 milioni), dimostra che lo Stato ecuadoriano ha deliberatamente sacrificato le esigenze sanitarie della popolazione (e le altre esigenze) a favore delle leggi del mercato capitalista e della concorrenza tra le nazioni.

L'impatto che Covid-19 ha causato a Guayaquil è quindi dovuto a una borghesia che non ha alcun interesse per la salute della popolazione, né per gli investimenti in infrastrutture sanitarie, tanto meno per gli operatori sanitari. Così, dal 16 marzo, quando la pandemia è stata ufficialmente dichiarata in Ecuador, il ministro dell'Economia Richard Martinez ha dichiarato la sua intenzione di pagare 325 milioni di dollari ai possessori di titoli di Stato, pagamento diventato effettivo il 21 marzo, nel bel mezzo di una crisi sanitaria, quando i decessi si stavano già moltiplicando ovunque. Questo atto ha portato anche alle dimissioni del ministro della Salute, Catalina Andramuño, che ha accusato il governo Moreno di non averle fornito le risorse necessarie per affrontare la pandemia. Nel frattempo, il sindaco di destra di Guayaquil, Cintya Viteri, oltre alla sua indifferenza per la drammatica situazione della popolazione, si è affrettata a scaricare il problema trasferendo la responsabilità dei servizi funebri al governo centrale di Moreno. Da parte sua, dal 16 marzo, il vicepresidente Otto Sonnenholzner è apparso come un eroe nella resistenza alla pandemia, quando in realtà si trattava per lui di una sordida campagna promozionale in vista delle prossime elezioni presidenziali. Questo panorama da solo riassume il grado di decomposizione della borghesia in Ecuador, che, come in molti paesi del mondo, è afflitta dalle lotte delle cricche al suo interno e incapace di agire se non "di volta in volta".

La tragedia che la città di Guayaquil sta vivendo è probabilmente una delle più terribili e drammatiche finora conosciute. Né il virus né la popolazione, contro cui la borghesia e i media stanno puntando il dito per la sua presunta "indisciplina", ne sono responsabili. Ma è il sistema capitalista, incapace di soddisfare i bisogni dell'umanità, ad essere veramente responsabile del disastro sanitario. La portata di questo disastro era già stata annunciata in uno dei nostri articoli: "Una realtà che sarà ancora peggiore quando questa epidemia colpirà l'America Latina, l'Africa e altre regioni del mondo dove i sistemi sanitari sono ancora più precari o del tutto inesistenti". Si è trattato di un disastro annunciato, proprio a causa delle contraddizioni del capitalismo a livello globale.

Condizioni di vita sempre più insostenibili

Le conseguenze che la borghesia ha provocato nella gestione della crisi pandemica di Guayaquil sono diverse:

- Tenere un parente morto come vittima della pandemia all'interno della casa per lunghi giorni senza alcuna risposta da parte dello Stato, e quindi permanentemente esposto agli effetti della decomposizione di un cadavere, ovviamente non solo avrà conseguenze psicologiche, ma aumenterà notevolmente il rischio di contaminazione tra i propri cari.

- Di fronte a questa situazione, l'Ecuador, come altri Stati, ha decretato il contenimento obbligatorio a livello nazionale. Per rispettare questa disposizione, lo Stato ha mobilitato l'esercito e la polizia, che agiscono brutalmente di fronte a una popolazione ridotta alla disoccupazione, molti dei quali non possono restare a casa perché costretti a sopravvivere fuori e alla giornata. Lo Stato non può nemmeno garantire il cibo per la loro quarantena, quindi il caos può diventare ancora più drammatico di quanto non sia oggi.

- La crisi sanitaria ha suscitato lamentele e proteste da parte di medici e infermieri oberati di lavoro ed esausti per le deplorevoli condizioni in cui sono costretti a lavorare, ma a poco a poco sono stati messi a tacere.

- Lo Stato mostra il suo vero volto repressivo nei confronti della popolazione, ma non dice nulla, così come tutta la borghesia, ad esempio, sulle migliaia di licenziamenti avvenuti durante il confinamento.

Nella manifestazione di questa impasse del capitalismo, è chiaro che:

1. La società borghese non ha in serbo altro che desolazione e morte, come dimostra l'attuale pandemia globale.

2. Nel mezzo di una situazione di angoscia e disperazione della popolazione, gli Stati hanno usato la forza per mettere a tacere coloro che protestavano contro l'incapacità dello Stato capitalista di soddisfare i bisogni fondamentali come l'accesso al cibo, all'assistenza sanitaria, alle medicine e il necessario contenimento che la maggior parte degli scienziati raccomandano per evitare un aumento del contagio.

3. È stato dimostrato che per la borghesia e il suo Stato la priorità non è il popolo, tanto meno i lavoratori, ma la difesa e il perseguimento dei propri interessi di classe sfruttatrice, e per questo motivo, senza alcun rispetto per la morale o per principi di alcun tipo, essi ricorrono alla menzogna, nascondendo il numero di morti che si accumulano senza poter dare loro una degna sepoltura, come sta accadendo in Ecuador.

La crisi sanitaria di Covid-19 ha dimostrato chiaramente il disprezzo che la borghesia ha sempre avuto per i bisogni umani. In questa società caotica, dove conta solo il ciascuno per sé e la ricerca del profitto e non la soddisfazione dei bisogni umani, lo sviluppo delle forze produttive a disposizione dell'umanità è il prodotto del lavoro della classe operaia internazionale che viene sfruttata al servizio esclusivo della borghesia. Saranno dunque questi stessi lavoratori gli unici che potranno realizzare la rivoluzione mondiale capace di cambiare il destino dell'umanità, trasformandola in un'unica comunità umana mondiale.

Contro il virus mortale della società capitalista in decomposizione, proletari di tutti i paesi, unitevi!

Da Internacionalismo, sezione CCI in Ecuador, 20 aprile 2020

 

[1] Oltre alle insopportabili immagini di persone che crollano per strada, corpi sparsi sui marciapiedi, a volte per giorni, coperti frettolosamente con un lenzuolo o una coperta, camioncini e camion carichi di cadaveri in sacchi della spazzatura e poi sepolti o inceneriti ovunque, scatole di cartone come bare improvvisate, e persino avvoltoi, attratti dall'odore di carogne, che volano intorno a un ospedale. È tutto l'orrore di cui il capitalismo è capace che viene allo scoperto!

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