Africa

Africa nera, Algeria, Medio Oriente. Le grandi potenze principali responsabili dei massacri

Submitted by CCI on Gio, 01/11/2007 - 17:05.

“Più ancora che nel campo economico, il caos caratteristico del periodo di decomposizione rivela i suoi effetti in quello delle relazioni politiche tra gli Stati. Al momento del crollo del blocco dell'Est che portava alla scomparsa del sistema di alleanze uscito dalla seconda guerra mondiale, la CCI aveva messo in evidenza:

·    che questa situazione metteva all'ordine del giorno, senza che ciò fosse immediatamente realizzabile, la ricostituzione di nuovi blocchi, uno diretto dagli Stati Uniti e l'altro dalla Germania;

·         che, nell'immediato, ciò sarebbe sfociato in uno svilupparsi di scontri aperti che “l'ordine di Yalta” era riuscito fino a quel momento a mantenere in un quadro “accettabile” per i due grandi gendarmi del mondo. (…).

Attentati in Algeria: gli scontri imperialisti generano la barbarie

Submitted by RivoluzioneInte... on Lun, 07/05/2007 - 10:12.
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Si sarebbe potuto credere all’orrore riservato al Medio Oriente, all’Iraq o alla Palestina, senza dimenticare i genocidi quotidiani dell’Africa nera o del sud del Caucaso. Ma no! La realtà del capitalismo è sempre peggio di quanto si possa immaginare. Il Maghreb è venuto a ricordarci che non bisognava dimenticarsi di lui. Anche lì, la barbarie imperversa quotidianamente. Spesso passato volontariamente sotto silenzio dai mezzi di comunicazione, la «guerra civile» in Algeria ha fatto all’incirca più di 150 mila morti durante gli anni ’90. Ma in questa primavera soleggiata, la barbara realtà del capitalismo è tornata drammaticamente in primo piano.

 

 

 

Scioperi in Guinea: La combattività operaia esplode di fronte agli attacchi della borghesia

Submitted by RivoluzioneInte... on Dom, 04/03/2007 - 13:38.
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Dal 10 gennaio scorso, la Guinea conosce una situazione sociale esplosiva caratterizzata da un movimento di scioperi senza precedenti, dopo anni di scioperi che si susseguono a ripetizione. La classe operaia di Conakry, seguita da quella di numerose grandi città, come Kankan, e sostenuta dall’insieme della popolazione, si è lanciata in un movimento di protesta che esprime una gigantesca rabbia.

Crisi dell’emigrazione alla frontiera Spagna-Marocco: l’ipocrisia della borghesia democratica

Submitted by CCI on Lun, 31/10/2005 - 17:37.
Nel corso delle ultime due settimane abbiamo assistito ad una serie di scene allucinanti alla frontiera sud dell’Unione Europea. Prima ci sono stati gli assalti di massa alle barriere spinate istallate dal governo spagnolo che migliaia di emigranti sono riusciti a superare, non prima di avervi lasciato brandelli di vestiti e sangue. Poi ci sono state le raffiche di pallottole che hanno stroncato la vita di 5 emigranti, raffiche sparate, con tutta probabilità, a dispetto delle contorsioni dei portavoce ufficiali, dalle forze del tanto ”democratico” e tanto “pacifista” governo Zapatero, che ama  presentarsi come un Bambi, un cerbiatto inoffensivo. Infine è arrivato lo spiegamento massiccio di truppe della Legione e della Guardia Civile con la consegna di respingere “in maniera umana” (sic!) gli emigranti. Il 6 ottobre, dopo oscuri negoziati tra i governi di Marocco e Spagna, gli avvenimenti subiscono una accelerazione: 6 emigranti muoiono mitragliati in territorio marocchino. Queste morti sono l’inizio dello scatenamento di una serie di atti sempre più brutali: emigranti abbandonati nel deserto a sud di Oujda  il 7 ottobre, rastrellamenti di massa nelle città marocchine dove si concentrano gli emigranti; voli charter per rimpatriare verso il Mali e il Senegal, con uomini e donne ammassati;  nuove deportazioni di massa di emigranti, negli autobus della morte verso il deserto del Sahara