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1968 - Maggio FranceseLo sciopero generale di 10 milioni di operai francesi nel maggio 1968 è stato il più grande sciopero della storia, e scatenò un'enorme ondata di lotte operaie dappertutto nel mondo, rompendo il periodo di controrivoluzione seguito alla fine dell'Ottobre 1917.
Sinistra messicana 1938Submitted by RivistaInternaz... on Lun, 28/07/2008 - 11:22.
Il testo che pubblichiamo qui di seguito è uno degli ultimi del "Gruppo di lavoratori marxisti" messicano, un raggruppamento che, nonostante la sua effimera esistenza, fa parte di quel movimento di risposta alla degenerazione dell'Internazionale Comunista che è noto con il nome di Sinistra Comunista. Lo pubblichiamo per portare una ulteriore testimonianza di quel prezioso lavoro di bilancio e di critica degli errori del passato che vari gruppi in tutto il mondo hanno fatto tra le due guerre, e che è in generale sconosciuto ai compagni, soprattutto in Italia. Maggio 68 (III parte) : il risveglio della classe operaiaSubmitted by ICConline on Dom, 27/07/2008 - 15:55.
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Di fronte
a tutte le menzogne che dilagano attualmente su Maggio 68, è necessario che i
rivoluzionari ristabiliscano la verità, forniscano le chiavi per comprendere il
significato e le lezioni di questi avvenimenti, impediscano, in particolare,
che essi vengano seppelliti con un funerale di prima classe sotto una valanga
di fiori e corone.
Il Maggio ‘68 e la prospettiva rivoluzionariaSubmitted by ICConline on Sab, 03/05/2008 - 10:26.
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Il fatto che i
"sessantottini" più eminenti siano diventati oggi i porta parola del sistema
capitalista viene presentato da alcuni come la prova che il Maggio ‘68 non sia
stato affatto portatore di un messaggio rivoluzionario. Per gli ideologi
borghesi dietro "l'evoluzione dei costumi" dopo il ‘68 c'è solo un
"adattamento" ad una società capitalista più moderna e più progressista.
In realtà c'è stato un cambiamento di periodo storico dal Maggio ‘68 dove lo sciopero di massa di Maggio 1968: Il movimento degli studenti in Francia e nel mondoSubmitted by RivoluzioneInte... on Lun, 28/04/2008 - 12:47.
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Esattamente 40 anni fa, il 22 marzo 1968, cominciò a Nanterre, nel sobborgo ovest di Parigi, uno dei maggiori episodi della storia internazionale dalla fine della Seconda Guerra mondiale: quello che i media e i politici usano chiamare gli “avvenimenti del 68”. Di per se i fatti che accaddero in quel giorno non avevano niente di eccezionale: per protestare contro l’arresto di uno studente di estrema sinistra di Nanterre, sospettato di 30 anni fa il Maggio francese. La ripresa storica della lotta di classeSubmitted by CCI on Gio, 01/11/2007 - 17:52.
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Trenta anni fa si svolgeva in Francia un grande movimento
di lotta che vide in campo 10 milioni di lavoratori in sciopero per circa un
mese. E' ben difficile che i giovani
compagni che oggi si avvicinano alle posizioni rivoluzionarie sappiano
cosa successe in quel mese di tanti anni fa. E questo non per loro colpa. In
realtà la borghesia ha sempre mistificato il significato profondo di quegli
avvenimenti e gli storici borghesi (di destra o di sinistra non fa differenza)
lo hanno sempre presentato come la ”rivolta studentesca", la più
importante di un movimento che si ebbe anche in Italia, negli USA, e un po' in
tutti i paesi più industrializzati. Non c'è da meravigliarsi. La borghesia cerca
da sempre di nascondere agli occhi del proletariato le proprie lotte passate, e
quando non ci riesce fa di tutto per mistificarle, per presentarle come altra
cosa rispetto alle manifestazioni dell'antagonismo storico e irriducibile della
principale classe sfruttata della nostra epoca e la classe dominante e
responsabile di questo sfruttamento. Oggi la borghesia sta addirittura cercando
di snaturare il significato della Rivoluzione d'ottobre, presentata come il
colpo di Stato dei bolscevichi assetati di sangue e di potere invece che per
quello che fu veramente: il più grandioso tentativo di una classe sfruttata di
dare “l'assalto al cielo", di prendere il potere politico per cominciare a
trasformare la società in senso comunista, cioè verso l'abolizione di ogni
sfruttamento dell'uomo sull'uomo. Lo fa per esorcizzare il pericolo che la
memoria storica costituisce come arma per il proletariato. E proprio perché per
il proletariato la conoscenza delle proprie esperienze passate è indispensabile
per preparare le battaglie presenti e future, tocca ai rivoluzionari, all'avanguardia
politica di questa classe, ricordarle e riproporle all'insieme del
proletariato.
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