Decomposizione

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Scontri in Catalogna: il passato reazionario è nella democrazia e nella nazione, il futuro appartiene al proletariato

Pubblichiamo qui di seguito la traduzione di un volantino realizzato dai compagni della nostra sezione in Spagna che è stato diffuso in tutto il paese dopo gli scontri e la repressione in  Catalogna seguiti al referendum del 1° ottobre organizzato dagli indipendentisti. Si tratta della riaffermazione dell'internazionalismo proletario di fronte a una situazione che costituisce una ulteriore dimostrazione dell'attuale sprofondamento del sistema capitalista in un processo di decomposizione sociale che ha effetti pericolosi per la classe operaia e l'umanità tutta.

Vita della CCI: 

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Questioni teoriche: 

Italia: il Populismo non è una risposta ai problemi dei lavoratori

Rivoluzione Internazionale n°181

Nonostante l’apparente temporaneo arresto dell’onda dilagante del populismo, si può dire che da qualche tempo lo scenario politico mondiale è profondamente cambiato. Saltati in larga misura i riferimenti di destra e sinistra - ridicolizzati dalle frequenti coalizioni tra ali opposte del parlamento, come nel caso della Germania e della stessa Italia - è cosa passata anche la fedeltà dell’elettorato ad una certa idea politica e dunque ad un certo partito.

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Situazione italiana: 

Questioni teoriche: 

Trump presidente: il segno di un sistema sociale moribondo

Rivoluzione Internazionale n°181

Al crepuscolo dell’antica Roma, gli imperatori folli erano più la regola che l'eccezione. Pochi storici oramai dubitano che questi fossero il segno della decadenza generale dell'impero. Oggi, un clown spaventoso è stato fatto re dello Stato più potente del mondo e, tuttavia, nessuno sembra comprendere che questo è solamente il segno che la civiltà capitalista ha raggiunto uno stadio avanzato di decadenza.

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Questioni teoriche: 

Degli scivoloni per la borghesia che non presagiscono niente di buono per il proletariato

Più di trent'anni fa, nelle "Tesi sulla decomposizione" (Tesi: la decomposizione, fase ultima della decadenza capitalista)[1], dicevamo che la borghesia avrebbe avuto sempre più difficoltà a controllare le tendenze centrifughe del suo apparato politico. Il referendum sulla "Brexit" in Gran Bretagna e la candidatura di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti ne costituiscono una prova.

Questioni teoriche: 

Sul problema del populismo

L’articolo che segue è un documento in discussione nella CCI, scritto a giugno di quest’anno, alcune settimane prima del referendum “Brexit” nel Regno Unito. L’articolo Certi malrovesci per la borghesia che non presagiscono niente di buono per il proletariato[1] pubblicato nello stesso numero della nostra Rivista Internazionale è un tentativo di applicare le idee presentate in quest’articolo alle situazioni concrete poste dal risultato del referendum e dalla candidatura di Trump negli Stati Uniti.

Questioni teoriche: 

La politica tedesca e il problema dei rifugiati: un pericoloso gioco col fuoco

Migranti e rifugiati

L’articolo che segue, apparso su Welt Revolution, organo di stampa della CCI in Germania, rappresenta un contributo sulla questione dei rifugiati come si pone in questo paese. Alcuni aspetti dell’analisi non sono applicabili agli altri paesi europei. Ad esempio il problema demografico, affrontato nell’articolo, si presenta in modo diverso in Spagna o in Italia, dove esiste un forte tasso di disoccupazione, malgrado il basso tasso di natalità.

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Questioni teoriche: 

Migranti e rifugiati: vittime del capitalismo (parte II)

Migranti e rifugiati: vittime del capitalismo

All'inizio degli anni ‘30, la sconfitta del proletariato si era era ormai realizzata e la rivoluzione mondiale era stata completamente schiacciata. I bagni di sangue successivi in Russia e Germania, dopo la disfatta del proletariato a Berlino nel 1919, la ricerca di capri espiatori, l'umiliazione causata dal Trattato di Versailles e la necessità di vendetta, rappresentarono un nuovo passo in avanti nella spirale di orrori del capitalismo del XX secolo.

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Questioni teoriche: 

Migranti e rifugiati: vittime del capitalismo (Parte I)

Migranti e rifugiati: vittime del capitalismo

Una cosa è certa, la guerra mondiale è un punto di svolta per il mondo (...) in seguito all'eruzione del vulcano imperialista, il ritmo del cambiamento ha ricevuto un impulso così violento che, per i conflitti che si avranno nella società e per i compiti che attendono il proletariato socialista nell'immediato futuro, tutta la storia del movimento operaio sembra essere stata finora un’epoca paradisiaca.” (Rosa Luxemburg, Brochure di Junius, 1916)

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Questioni teoriche: 

Proliferazione dei muri anti-migranti: il capitalismo è guerra e filo spinato

Immigrazione

Dalla redazione di questo editoriale, la situazione dei profughi, sempre più numerosi, che fuggono dalla spirale guerriera di zone devastate, non ha fatto che aggravarsi. Mentre l'Ungheria ha sbarrato totalmente la strada ai migranti dopo aver eretto il suo muro di fili spinati, la nuova strada presa verso la Slovenia si rivela una vera catastrofe umana.

Questioni teoriche: 

Immigrazione e movimento operaio

Immigrazione

Ripubblichiamo qui un articolo della Rivista Internazionale scritto nel 2009. Alcuni riferimenti si riferiscono agli avvenimenti di quel periodo, ma riteniamo utile riproporlo all’attenzione dei lettori per il quadro ampio e storico che in esso si sviluppa rispetto al problema dell’immigrazione. Un problema che seppur sempre presente nel capitalismo assume oggi una dimensione, una drammaticità che sono la manifestazione di un sistema in disfacimento.

Questioni teoriche: 

Migranti e rifugiati: la crudeltà e l'ipocrisia della classe dominante

Immigrazione

Questo fenomeno dei rifugiati supera oggi per dimensione gli esodi delle ore più buie del 20° secolo. Tuttavia dobbiamo riflettere su una cosa: i media non cercano di dissimulare l’orrore di questa situazione. Al contrario, non smettono di parlarne mostrandoci immagini sempre più scioccanti, come quella del bambino di tre anni annegato. Perché?

 

Alcuni fatti sono sufficienti ad illustrare l'orrore dell’attuale situazione dei migranti:

Questioni teoriche: 

Naufragi nel Mediterraneo: il "crimine contro l'umanità" è il capitalismo

Immigrazione

Il 12 e 19 aprile, due imbarcazioni di fortuna, sovraccariche di migranti in fuga dalla miseria più terribile, sono affondate nelle profondità del Mediterraneo, portando con sé più di 1.200 vite umane[1]. Queste tragedie ricorrono da decenni: nel 1990, lo stretto di Gibilterra, questa fortezza ultra sicura, era già la tomba di molti migranti. Dal 2000, circa 22 000 persone sono scomparse nel tentativo di raggiungere l'Europa via mare.

Questioni teoriche: 

Attentati a Parigi: il terrorismo, una manifestazione della putrefazione della società borghese

Cabu, Charb, Tignous, Wolinski, questi quattro nomi tra la ventina dei morti iscritti al bilancio delle carneficine di Parigi del 7 e 9 gennaio sono un simbolo. Sono loro a essere stati presi principalmente di mira. Perché? Perché rappresentavano l’intelligenza contro la stupidità, la ragione contro il fanatismo, la rivolta contro la sottomissione, il coraggio contro la vigliaccheria[1], la simpatia contro l’odio, e queste qualità specificamente umane che sono l’umorismo e il riso contro il conformismo e il grigiore benpensante.

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Questioni teoriche: 

La crisi politica in Italia è un’espressione del fallimento della società capitalista

I fatti a cui assistiamo ormai da un
anno e mezzo a questa parte, e forse ancora di più, non finiscono di
sorprenderci. E’ veramente accaduto di tutto e la sensazione è che possa
accadere ancora altro di imprevedibile. In più tutto quello che accade sembra
non avere alcuna logica, nessun raziocinio, per cui si fa ancora più fatica a
comprenderlo e a farsene una ragione. Per riuscire a risalire al cosiddetto
bandolo della matassa proviamo a ripercorrere gli eventi più significativi di
quest’ultimo periodo cercando di scoprirne la logica, ammesso che ce ne sia
una.

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Situazione italiana: 

Questioni teoriche: 

La decomposizione, fase ultima della decadenza del capitalismo

Qui di seguito ripubblichiamo un articolo che è uscito nel maggio 1990,
ovvero giusto 6 mesi dopo il crollo del blocco dell'est a proposito del
quale facevamo notare come questo avvenimento fornisse la conferma
dell’entrata
del capitalismo in una nuova fase del suo
periodo di decadenza: quello della decomposizione generale della
società.
Prima ancora che si producessero gli avvenimenti dell’est, la CCI aveva
già
messo in evidenza questo fenomeno storico (vedi in particolare la Revue Internationale
n°57). Se riproponiamo oggi questo articolo a 23 anni dalla sua prima
pubblicazione è perchè riteniamo che l'evoluzione della società abbia
mostrato con ancora maggiore evidenza la correttezza di questa analisi.
Questi
avvenimenti di oggi - ed in particolare l’entrata del mondo in un
periodo di instabilità mai visto in
passato - obbligano i rivoluzionari ad analizzare con la massima
attenzione
questo fenomeno, le sue cause e conseguenze, a mettere in evidenza la
posta in
gioco di questa nuova situazione storica.

Patrimonio della Sinistra Comunista: 

Questioni teoriche: 

Scandalo Lega: il puzzo asfissiante della decomposizione capitalista

Il fatto che anche la Lega Nord,
quella “pura e dura”, quella che doveva raddrizzare “Roma ladrona”, sia stata
coinvolta in ruberie e nell’uso disinvolto dei soldi pubblici, può aver sorpreso
solo gli ingenui iscritti che avevano creduto nella diversità della Lega e nel
fatto che esistesse finalmente un partito capace di preoccuparsi degli
interessi della gente (fosse anche solo di quella del nord).

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Situazione italiana: 

Questioni teoriche: 

Le rivolte in Gran Bretagna e la prospettiva senza futuro del capitalismo

In seguito alle
rivolte scoppiate in tutto il paese questa settimana, i portavoce della classe
dirigente, il governo, i politici, i media, ecc. ci chiedono di partecipare
alla difesa di una campagna volta a sostenere il loro “programma”: una maggiore
austerità e aumento della repressione contro chiunque vi si opponga.

 

In seguito alle
rivolte scoppiate in tutto il paese questa settimana, i portavoce della classe
dirigente, il governo, i politici, i media, ecc. ci chiedono di partecipare
alla difesa di una campagna volta a sostenere il loro “programma”: una maggiore
austerità e aumento della repressione contro chiunque vi si opponga.

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Questioni teoriche: 

A chi giova la pubblicità del “crimine” nell’affare DSK?

I costumi libertini di DSK, che non sono un segreto per nessuno, sono stati
sfruttati al massimo e spinti alla caricatura per demonizzare il personaggio,
per detronizzarlo dal FMI e sabotarne la candidatura alle presidenziale in
Francia? DSK è stato vittima di un “complotto” o di regolamenti di conti tra differenti
cricche della borghesia?

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Questioni teoriche: 

La decomposizione, fase ultima della decadenza del capitalismo

II
crollo del blocco imperialista dell’est ci ha fornito la conferma dell’entrata
del capitalismo in una nuova fase del suo
periodo di decadenza: quello della decomposizione generale della società.
Prima ancora che si producessero gli avvenimenti dell’est, la CCI aveva già
messo in evidenza questo fenomeno storico (vedi in particolare la Revue Internationale n°57). Questi
avvenimenti, l’entrata del mondo in un periodo di instabilità mai visto in
passato, obbligano i rivoluzionari ad analizzare con la massima attenzione
questo fenomeno, le sue cause e conseguenze, a mettere in evidenza la posta in
gioco di questa nuova situazione storica.

Questioni teoriche: 

Militarismo e decomposizione

Con la rapida successione nel corso degli
ultimi due anni di avvenimenti di consid
erevole importanza storica (crollo del
blocco dell'est, guerra del Golfo), con la constatazione dell'entrata del
capitalismo nella fase ultima della sua decadenza, la fase della decomposizione,
è importante che i rivoluzionari facciano
la maggiore chiarezza possibile sull'importanza del militarismo nelle nuove
condizioni del mondo d’oggi.

Patrimonio della Sinistra Comunista: 

Questioni teoriche: 

Il paradosso della borghesia italiana

La situazione politica attuale,
che dura da qualche tempo in Italia, ha qualcosa di paradossale. Da una parte
infatti abbiamo un governo che sembra essere tra i più odiati di tutta la
storia repubblicana, che va avanti menando mazzate a più non posso contro
lavoratori, immigrati e povera gente ed esibendo al tempo stesso il disprezzo
più elementare per un senso di giustizia e di equità sociale, intascando tutto
quello che si può razziare sul piano economico e garantendosi tutte le impunità
attraverso la creazione di leggi ad hoc...

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Questioni teoriche: 

Anniversario del crollo dello stalinismo. 20 anni dopo l’euforia, la borghesia abbassa le ali

20 anni fa si è verificato uno degli avvenimenti più
importanti della seconda parte del ventesimo secolo: il crollo del blocco
imperialista dell’Est e dei regimi stalinisti d’Europa, tra cui il principale
era quello dell’URSS.

Questo avvenimento è stato utilizzato dalla classe
dominante per scatenare una delle campagne ideologiche più massicce e pericolose
che si siano mai viste contro la classe operaia. Identificando falsamente,
ancora una volta, lo stalinismo che stava affondando con il comunismo, e facendo
del fallimento economico e della barbarie dei regimi stalinisti la conseguenza
inevitabile della rivoluzione proletaria, la borghesia mirava a deviare i proletari
da ogni prospettiva rivoluzionaria e ad assestare un colpo decisivo alle lotte
della classe operaia.

Avvantaggiata dall’avvenimento, la borghesia ha
anche approfittato per far passare una seconda grossa menzogna: con la
scomparsa dello stalinismo, il capitalismo sarebbe entrato in un’era di pace e
prosperità dove alla fine avrebbe potuto veramente espandersi. L’avvenire, come
veniva promesso, si annunciava radioso.

Il 6 marzo 1991, George Bush padre, presidente degli Stati Uniti d’America,
forte della sua recente vittoria sull’esercito iracheno di Saddam Hussein,
annunciava l’inizio di un “nuovo ordine
mondiale
” e l’avvento di un “mondo in
cui le Nazioni unite, liberate dal vicolo cieco della guerra fredda, sono in
grado di realizzare la visione storica dei loro fondatori.
Un mondo in
cui la libertà e i diritti dell’uomo sono rispettati da tutte le nazioni
.

Vent’anni dopo, avremmo potuto quasi riderci sopra se il disordine mondiale
e la proliferazione dei conflitti ai quattro angoli del pianeta, che hanno
caratterizzato il mondo dopo questo celebre discorso, non avessero sparso tanta
morte e miseria. E su questo piano il bilancio diventa anno dopo anno più
sempre più pesante.

Quanto alla prosperità, è del tutto fuori luogo parlarne. In effetti, dall’estate
2007 e soprattutto da quella del 2008, “
al centro dei discorsi della borghesia le parole “prosperità”, “crescita” e
“trionfo del liberalismo” si sono discretamente eclissate. Al tavolo del grande
banchetto dell’economia capitalista si è istallato un convitato che si credeva
di aver espulso per sempre. La crisi, lo spettro di una “nuova grande
depressione”, simile a quella degli anni ‘30

. Ieri il crollo dello stalinismo significava il trionfo del capitalismo
liberale. Oggi lo stesso liberalismo viene accusato di tutti i mali dall’insieme
degli specialisti e politici, compresi coloro che ne erano stati i più accaniti
difensori, come il presidente francese Sarkozy! (leggi tutto l'articolo)

Patrimonio della Sinistra Comunista: 

Eventi storici: 

Questioni teoriche: 

Delle difficoltà accresciute per il proletariato

Lo stalinismo ha costituito la punta di lancia della
più terribile controrivoluzione subita dal proletariato nel corso della sua
storia. Una controrivoluzione che ha permesso la più grande carneficina di tutti
i tempi, la seconda guerra mondiale, e l’affossamento di tutta la società in
una barbarie senza precedenti. Oggi, col crollo economico e politico dei
cosiddetti paesi socialisti, con la scomparsa di fatto del blocco imperialista

Storia del movimento operaio: 

Patrimonio della Sinistra Comunista: 

Eventi storici: 

Questioni teoriche: 

Tesi sulla crisi economica e politica in URSS e nei paesi dell'est

I recenti avvenimenti nei paesi a regime stalinista, scontri alla testa
del partito e repressione in Cina, esplosioni nazionaliste e lotte operaie in
URSS, costituzione
in Polonia di un governo diretto da Solidarnosc, rivestono un’importanza
considerevole. Essi rivelano la crisi storica, l’entrata in un periodo di
convulsioni acute dello stalinismo. In questo senso, essi ci danno la

Storia del movimento operaio: 

Patrimonio della Sinistra Comunista: 

Eventi storici: 

Questioni teoriche: 

L'impossibile unità europea

L'Europa
Unita, capace di eliminare le frontiere nazionali per cui sono caduti milioni
di uomini nell'ultimo secolo, è davvero a portata di mano, come suggeriscono i
vari movimenti europeisti? Il trattato di Maastricht appena andato in vigore
cambierà davvero qualcosa? Lo spettacolo pietoso dei paesi CEE incapaci perfino
di trovare una soluzione unitaria per il caos jugoslavo (che pure è alle porte
dell'Europa) la dice lunga sulla natura utopica di un simile progetto.

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Questioni teoriche: 

Conflitti imperialisti. Tutti contro tutti

L'anarchia ed il caos che caretterizzano oggi i rapporti tra le frazioni
della borghesia, in particolare a livello internazionale, non sono solo il
risultato del terremoto, costituito dal crollo del blocco dell'Est. Questo
disfacimento ancora in corso, come mostrano i recenti eventi nella regione
caucasica, non è - esso stesso - che una manifestazione di una realtà più profonda,
la stessa realtà che spiega la guerra nella ex-Yugoslavia o i 900.000 ruandesi
che marciscono nei campi profughi nello Zaire: la decadenza avanzata del
capitalismo, la sua decomposizione come sistema storico.

Questioni teoriche: 

Conflitti imperialisti. Trionfo del "ciascuno per sé" e crisi della leadership americana

Dopo i bombardamenti israeliani nel sud Libano della scorsa primavera le
tensioni interimperialiste in Medio Oriente sono andate crescendo Ancora una
volta tutti i discorsi dei difensori della borghesia sull’avvento di una
pretesa “era di pace” in questa regione che è una delle principali polveriere
imperialiste del pianeta vengono smentite. Questa zona, che per quaranta anni è
stata un obiettivo di primo piano per i due vecchi blocchi, è oggi al centro
della lotta accanita tra le grandi potenze imperialiste che compongono l’ex
blocco occidentale. Dietro questo rinnovarsi delle tensioni imperialiste c’è
fondamentalmente la crescente contestazione verso la prima potenza mondiale in
una delle sue principali riserve di caccia, contestazione che guadagna anche i
suoi alleati e luogotenenti più vicini.

Questioni teoriche: 

Massacri in Cecenia: ipocrisia e complicità nella barbarie capitalista

Le guerre si susseguono alle guerre. Dopo il Kosovo, Timor
Est. Dopo Timor Est, la Cecenia. Tutti rivaleggiano nell’orrore e nei massacri.
Il conflitto tra l’esercito russo e le milizie cecene è particolarmente
sanguinario e tragico per la popolazione della Cecenia. “L’ultimo bilancio
da parte cecena è di 15.000 morti; 38.000 feriti ; 22.000 rifugiati; 124
villaggi completamente distrutti; ai quali si aggiungono 280 villaggi distrutti
all’80%. Dicono che 14.500 bambini sono mutilati e 20.000 orfani”
(The
Guardian
, 20/12/99).

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Questioni teoriche: 

La perdita di coerenza della borghesia italiana di fronte alle difficoltà del periodo

La storia della Repubblica italiana è stata certamente costellata da una miriade di colpi di scena parlamentari e politici, con crisi governative e relative cadute degli esecutivi. Ma oggi assistiamo a qualcosa di nuovo: gli ultimi governi non arrivano neanche a formarsi che già devono far fronte a una serie di turbolenze interne che li rendono fragili e deboli, turbolenze spesso causate non tanto dall’opposizione o “dalla piazza”, quanto dalle stesse componenti della maggioranza.

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