Ambiente

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Tianjin: imparare da ogni cosa, non dimenticare niente

Cina

Pubblichiamo qui la reazione di un nostro contatto in spagna che esprime bene l'indignazione e la collera che tutti i proletari e i rivoluzionari devono sentire di fronte a questo avvenimento che ha provocato la morte e intossicato centinaia di operai in Cina (dove un'altra esplosione, il 23 agosto, in una fabbrica di prodotti chimici nel sud del paese, vicino alla città di Zibo, ha provocato un altro morto e altri 9 feriti) e che costituiscono, come il nostro simpatizzante dice, un odioso assassinio perpetrato dal sistema capitalista in fase di decomposizione.

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Questioni teoriche: 

Una denuncia dei danni prodotti dal capitalismo sulla salute dei lavoratori (corrispondenza di lettori)

Pubblichiamo un contributo firmato da “Compagni algerini (Lettori di RI)”. Partendo da un argomento riguardante i problemi di salute, i compagni pongono uno sguardo storico e critico che porta in modo militante alla rimessa in discussione del sistema capitalista: "Le malattie non sono delle calamità naturali, ma catastrofi sociali legate al modo di produzione capitalista". Noi condividiamo l'indignazione dei compagni, salutiamo la loro volontà di fare appello alla riflessione, alla coscienza rivoluzionaria degli operai ed incoraggiamo a proseguire questo lavoro prezioso.

Vita della CCI: 

Geografiche: 

Questioni teoriche: 

Recensione del libro Il mito dell’economia verde, di A. Kennis e M. Lievens

Anche se il
libro non ci risulta essere stato pubblicato in Italia, pensiamo che
quest’articolo, scritto dai nostri compagni in Belgio, possa costituire
comunque un utile contributo alla riflessione sul problema del degrado
ambientale e sulla risposta che questo richiede.

Questioni teoriche: 

Terremoto in Emilia: la vera catastrofe non è la “natura” ma il capitalismo


Di nuovo morti sotto le macerie, di nuovo migliaia di famiglie ridotte allo
stremo delle forze fisiche e psicologiche, impaurite dalle continue scosse ma
anche, e soprattutto, dalla prospettiva di non poter avere più una casa, un
lavoro, una vita “normale”.

Geografiche: 

Questioni teoriche: 

Fukushima, un anno dopo (II): Il peggio deve ancora venire

Pubblichiamo la
traduzione della seconda parte dell’articolo di Welt Revolution, organo
di
stampa della CCI in Germania, in cui viene tracciato, ad un anno dalla
catastrofe nucleare di Fukushima, un primo bilancio. Nella prima parte
di questo articolo, i
nostri compagni sottolineavano la gravità dell’avvenimento e le incurie
della
classe dominante che al disastro in atto ha saputo opporre soltanto le
sue
menzogne e le sue manipolazioni. Ora, si vuole mostrare che il peggio,
per il
pianeta e l’umanità, deve ancora venire.

Geografiche: 

Questioni teoriche: 

Energia nucleare, capitalismo e comunismo (II parte): quale prospettiva? L’energia all’alba del capitalismo

La prima parte di questo articolo, consacrata allo
studio del rapporto dell’uomo con la natura, mostrava che
La specie umana
è stata sempre condotta, per vivere, a trasformare la natura. Ma il Capitale
pone oggi un nuovo problema: questo sistema non produce per soddisfare i
bisogni dell’umanità ma per il profitto”
.

Questa seconda parte affronta il ruolo che hanno
giocato il carbone, il petrolio e poi il nucleare nel capitalismo e si
interroga sul posto dell’energia nella società futura.

Questioni teoriche: 

Fukushima: un anno dopo, I parte. Una catastrofe planetaria

L’11 marzo 2011,
uno tsunami gigantesco inonda le coste orientali del Giappone. Onde alte da 12
a 15 metri causano danni incredibili. Più di 20.000 persone vengono uccise mentre
migliaia di altre vengono ancora oggi date per disperse. Un numero
incalcolabile di persone ha perso la casa. Ma il peggio
doveva ancora venire con la catastrofe nucleare di Fukushima. Un anno dopo
possiamo affermare che questa è una catastrofe mondiale ancora in corso.

Geografiche: 

Questioni teoriche: 

Energia nucleare, capitalismo e comunismo (I parte): l’uomo e la natura

La
storia dell’umanità e dei diversi modi di produzione
è anche la storia dell’energia. Le
prime società di cacciatori-raccoglitori vivevano principalmente
dell’energia umana come di quella degli animali e delle piante prodotte
dalla natura con un intervento piuttosto moderato,
anche se alcune pratiche prevedevano l’uso
del fuoco nella deforestazione per le colture o per abbattere
gli alberi.

Questioni teoriche: 

Energia nucleare, capitalismo e comunismo

L’ampiezza
della catastrofe avvenuta a Fukushima rivela
ancora una volta

lo sfruttamento predatorio
della natura da parte del
capitalismo.
La specie umana è stata
sempre condotta, per vivere, a trasformare la natura.
Ma il Capitale pone
oggi un nuovo problema:
questo sistema non produce per soddisfare
i
bisogni

dell’umanità ma per il
profitto
. Ed è pronto a tutto per questo.
Lasciato
alla sua sola logica,
questo
sistema finirà dunque per distruggere
il pianeta.

Questioni teoriche: 

Terremoti, tsunami e incidenti nucleari in Giappone: il capitalismo è un orrore

"Il peggio è la paura!”. Questo è il messaggio che si diffonde adesso su tutte
le pagine dei giornali, in tutti i
mass-media così come
sulla bocca degli stessi leader mondiali. Ma il peggio
è già qui! Perché con il terremoto e lo tsunami
e poi con gli incidenti nucleari che non finiscono mai, la
popolazione giapponese vive una situazione terribile. Ma anche perché milioni di
altre persone sul pianeta da oggi vivono sotto la
spada di Damocle della
nube nucleare fuoriuscita dai reattori di Fukushima.

Geografiche: 

Questioni teoriche: 

2010: l’inflazione …. delle catastrofi

Il 2010 è stato
riconosciuto dalla stessa stampa borghese come l’anno “record” delle catastrofi.
Inoltre, dagli tsunami agli uragani, dall’enorme inquinamento al disastro
ecologico, il secolo scorso e ancora di più l’inizio del XXI secolo non sono
stati avari di morti e di sbalorditivi deterioramenti dell’ambiente insieme a
massacri di ogni genere dovuti ai “prodigi” dei cosiddetti “operatori di pace”
nel mondo. Il primo decennio di questo secolo, che ci avevano promesso come una
nuova era di modernità, cambiamento, ecc, si conclude con questa constatazione:
un incredibile numero di disastri, “naturali” e non verificatisi un po’
dappertutto nel mondo.

Questioni teoriche: 

Pesante inquinamento in Ungheria: quando il Valzer del Danubio blu diventa una danza macabra

Si tratta del più grave inquinamento che l’Ungheria abbia conosciuto nella sua
storia! Sono migliaia i metri cubi di fango tossico che sono stati riversati
nella natura. Tuttavia, al di là delle immagini spettacolari del paesaggio
devastato dei primi servizi televisivi, un’altra realtà altrettanto scioccante,
ma molto meno pubblicizzata, si faceva strada tra le righe dei comunicati
ufficiali: quella delle persone morte, nell’immediato e successivamente.

Questioni teoriche: 

Marea nera nel golfo del Messico: il capitalismo é una catastrofe

Dall’affondamento
della piattaforma
petrolifera della BP “Deepwater Horizon”, il 22 aprile scorso, durante
il quale
sono morti undici operai, almeno 800.000 litri di petrolio greggio si
versano
ogni giorno nel golfo del Messico contaminando le coste per centinaia di
chilometri e formando uno strato enorme di petrolio nel golfo stesso.

Questioni teoriche: 

Vertice di Copenaghen. Per salvare il pianeta, bisogna distruggere il capitalismo!

Tutte le
riunioni internazionali, i comitati, i vertici, come quello di Rio de Janeiro
nel 1992 o quello di Kyoto nel 1997, sono sempre stati delle foglie di fico,
cerimonie teatralizzate per fare credere che i “grandi di questo mondo” si
preoccupano dell’avvenire del pianeta.

Questioni teoriche: 

Il mondo sulla soglia di un collasso ambientale (II). Di chi è la responsabilità?

Proseguiamo
con questo secondo articolo in cui
cercheremo di mostrare come i problemi
ambientali non possano essere attribuiti a singole persone o a singole aziende
che non rispetterebbero la legge - benché esistano anche chiare responsabilità
personali o aziendali - ma che è il capitalismo il vero responsabile con la sua
logica del massimo profitto.

Questioni teoriche: 

Conferenza di Copenaghen: crisi economica, crisi ecologica, il capitalismo non ha soluzioni

I
rapporti che hanno accompagnato il Congresso Scientifico Internazionale sui
Cambiamenti Climatici a Copenaghen sono più negativi che mai. Essi mostrano che
gli scenari più catastrofici sul previsto riscaldamento globale si stanno
realizzando con la previsione della distruzione dell’85% della foresta pluviale
dell’Amazzonia e avvertono che il clima potrebbe raggiungere un punto critico.
Ancora una volta, la logica del capitale della competizione tra le nazioni
spinge nella direzione opposta persino le “migliori intenzioni” della
borghesia. La crisi economica, pur riducendo il livello di produzione, porterà
ulteriori stress a livello ecologico in tutti i paesi che cercheranno di
rimanere competitivi. Anche le raccomandazioni degli esperti mondiali sui
cambiamenti climatici sono intrappolate nel quadro capitalista.

Questioni teoriche: 

Disastri ambientali, inquinamento, variazioni climatiche. Il mondo sulla soglia di un collasso ambientale. 1a parte

«La fame si
sviluppa nei paesi del terzo mondo e ben presto raggiungerà i paesi che si
pretendevano “socialisti”, mentre in Europa occidentale e nel Nord America si
distruggono stock di prodotti agricoli, si pagano i contadini perché coltivino
sempre meno terra, si penalizzano se producono più delle quote imposte. In
America Latina, le epidemie, come quella del colera, uccidono migliaia di
persone, mentre questo flagello era stato vinto da tempo. Per tutto il mondo
inondazioni o terremoti uccidono decine di migliaia di individui in poche ore
proprio quando la società è perfettamente in grado di costruire dighe e case
che potrebbero evitare una simile ecatombe. Non si può neanche invocare la “fatalità”
o i “capricci della natura” quando a Chernobyl, nel 1986, l’esplosione di una
centrale atomica uccise centinaia (se non migliaia) di persone e contaminò
parecchie province, quando, nei paesi più sviluppati, assistiamo a
catastrofi micidiali nel cuore stesso
delle grandi città: 60 morti in una stazione parigina, più di 100 morti in un
incendio della metropolitana a Londra non molto tempo fa. Ugualmente questo
sistema si rivela incapace di contrastare il degrado dell’ambiente, le piogge
acide, l’inquinamento di tutti i generi e soprattutto nucleare, l’effetto
serra, la desertificazione, cose che mettono in gioco la stessa sopravvivenza
della specie umana.»

Questioni teoriche: 

La risposta dello Stato all’emergenza rifiuti in Campania: repressione e disprezzo per l’ambiente e la vita umana

A più di sette mesi dallo scoppio
dell’emergenza rifiuti in Campania nulla è stato risolto, anzi la situazione è
peggiorata. Tonnellate di spazzatura continuano ad invadere le città campane,
2.500 solo a Napoli, e vanno in putrefazione sotto un sole cocente, un paradiso
per ratti e scarafaggi; le settemila tonnellate di false eco balle continuano a
troneggiare nelle campagne mentre le vecchie discariche, abusive e non,

Questioni teoriche: 

Dalle riunioni pubbliche della CCI. L’Emergenza rifiuti in Campania: un sintomo del degrado del capitalismo

Dopo tre mesi dallo scoppio dell’emergenza
rifiuti la situazione in Campania continua ad essere critica. La città di
Napoli è stata in parte ripulita, ma nella periferia esistono cumuli di rifiuti
ormai in piena fermentazione da prima di Natale che continuano ad invadere le
strade e le “soluzioni” del commissario De Gennaro non fanno che esasperare
ancora di più la popolazione. Intanto le 7mila pseudo eco-balle sparse sul

Vita della CCI: 

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Questioni teoriche: 

L’emergenza rifiuti è solo in Campania? Una “zuppa di plastica” nell’Oceano Pacifico

“Lo chiamano
Pacific Trash Vortex, il vortice di spazzatura dell’Oceano Pacifico che ha un
diametro di circa 2500 chilometri, è profondo 30 metri ed è composto per l'80% da
plastica e il resto da altri rifiuti che giungono da ogni dove. “E' come se
fosse un’immensa isola nel mezzo dell’Oceano Pacifico composta da spazzatura

Questioni teoriche: 

Più parlano di ecologia, più distruggono il pianeta

L’ex vice
presidente americano Al Gore ha vinto il premio Nobel per la pace 2007 insieme
al Comitato intergovernativo per i mutamenti climatici (IPCC) dell’ONU. La
motivazione del comitato per il Nobel per la pace riporta “gli sforzi per costruire e diffondere una conoscenza maggiore sui
cambiamenti climatici provocati dall’uomo e per porre le basi per le misure
necessarie a contrastare tali cambiamenti
”.

Al
Gore, candidato democratico alla presidenza Usa e sconfitto nel 2000 da George
W. Bush, quello che ha girato il film-documentario Una scomoda verità (1) sul
riscaldamento terrestre, sarebbe dunque l’eroe del momento, colui che starebbe
rivoluzionando la concezione del mondo sulle questioni ambientali.

Ma vediamo un po’ di quale rivoluzione si tratta.

Questioni teoriche: 

Sul film “Una scomoda verità”. Sconvolgimento del clima: il capitalismo è responsabile del riscaldamento del pianeta

La gravità del riscaldamento climatico legato all'emissione di gas a effetto serra è “una scomoda verità”. Almeno, è ciò che ci dice Al Gore, l’ex-vice presidente degli Stati Uniti che, dopo il suo fiasco elettorale nel 2000, vola di conferenza in conferenza (dagli Stati Uniti, al Giappone, dalla Cina, alla Germania...) per rivelare al mondo, come un uccello del malaugurio, questa “scomoda” verità. E’ logico quindi che il regista pro-democratico Davis Guggenheim abbia messo in scena una di queste innumerevoli conferenze in un documentario al titolo: Una scomoda verità.

Questioni teoriche: 

Uragano Katrina: il capitalismo è il responsabile della catastrofe sociale

La catastrofe che ha colpito il sud degli Stati Uniti e particolarmente la città di New Orleans non è, contrariamente a ciò che ci ripetono i media della borghesia, una conseguenza dell'irresponsabilità del presidente Bush e della sua amministrazione. Questa propaganda antiamericana, particolarmente diffusa in questa occasione dai media in Europa per screditare il potere degli Stati Uniti, nasconde in realtà agli occhi del proletariato il reale responsabile delle conseguenze drammatiche del passaggio del ciclone Katrina. Gli sconvolgimenti climatici, provocati in grande parte dall'effetto serra, sono i prodotti di un'economia capitalista la cui unica ragion d’essere è il profitto. Questi squilibri ambientali rendono necessariamente le "catastrofi naturali" molto più numerose ed immensamente più distruttrici che in passato. L'assenza di mezzi di soccorso, di attrezzature specializzate, di strumenti sanitari è inoltre l'espressione diretta del fallimento del capitalismo.

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Questioni teoriche: 

Maremoto: la vera catastrofe sociale è il capitalismo

L'anno 2004 si è concluso con un'immensa tragedia umana in Asia del sud. Un sisma di una violenza eccezionale ha provocato un maremoto nell'oceano indiano che ha devastato non meno di dodici paesi rivieraschi. In alcune ore, alcuni tsunami hanno provocato più di 160.000 morti, decine di migliaia di dispersi, centinaia di migliaia di feriti, cinque milioni di sfollati. Questo spaventoso bilancio è purtroppo provvisorio perché numerose zone, in particolare dell'Indonesia, della Tailandia o dello Sri Lanka, non sono accessibili poiché l'insieme della rete stradale è stato distrutto.

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Questioni teoriche: 

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