Conflitto in Israele, Libano e Gaza: il ‘movimento per la pace’ è un movimento per la guerra.

Il pacifismo è un alleato della guerra non solo in Italia, come facciamo vedere in altra parte del giornale. Qui riportiamo un articolo della nostra sezione in Gran Bretagna che fa vedere come anche laggiù il pacifismo non ha perso l’occasione per schierarsi a fianco di uno dei due contendenti, supposto essere “l’attaccato” Le scuse per il brutale assalto delle forze armate israeliane  prima su Gaza e poi sul Libano hanno raschiato la parte inferiore del barile per trovare ‘giustificazioni’ che restano ben discutibili. Di fronte ad attacchi in cui sono stati utilizzati bombardamenti indiscriminati, bombe a grappolo, bombe incendiarie al fosforo, bombe che rilasciano vapori di benzina facendo esplodere i polmoni, armi chimiche e tutto il resto dei dispositivi disponibili per un paese che ha armi nucleari e testate munite di uranio impoverito, ci aspettiamo che almeno Israele pubblichi i relativi opuscoli d'avvertimento prima dei bombardamenti. Quando la gamma degli obiettivi ha incluso aeroporti, strade, ponti, ambulanze, personale dell’ONU, civili, fabbriche, porti, poderi ed una gamma intera di altre infrastrutture essenziali (compreso l’attacco ad una centrale elettrica che ha riversato tonnellate di petrolio in mare), i sostenitori dell’offensiva israeliana si sono lamentati delle centinaia di vittime perché erano nel posto errato al momento sbagliato. Come i militari, che parlano di ‘spazzare’ il Libano del sud, così i sostenitori insistono che Israele sta difendendosi, come ogni nazione ha il diritto di farlo. Il nazionalismo è usato per giustificare tutto. Nel Libano la principale forza organizzata contro l'Israele è stata Hezbollah, fin dall’inizio degli anni ’80. Ha sostenuto di avere 13.000 razzi d'artiglieria all'inizio dell’ultimo conflitto. Li ha schierati generosamente contro città e villaggi nel nord di Israele. Con una precisione limitata sono stati lanciati contro località come la popolosa Haifa e l’araba Nazareth. Hezbollah dichiara di attaccare obiettivi militari, ma la maggior parte delle vittime è fatta di civili, come quelle fatte dallo Stato israeliano. Il fatto che finora ne ha ucciso a dozzine mentre Israele ne ha ucciso a centinaia riflette soltanto le differenti risorse

Non ci dovrebbero essere dubbi in quanto alle intenzioni di Hezbollah. Human Rights Watch ha criticato gli attacchi sulle aree civili in Israele il 18 luglio in parte perché “le testate usate suggeriscono un desiderio di elevare i danni nei confronti dei civili. Alcuni dei razzi lanciati contro Haifa negli ultimi due giorni contengono centinaia di cuscinetti a sfera che hanno un uso limitato contro gli obiettivi militari ma che causano un grande danno ai civili ed alle infrastrutture civili." C’era da aspettarselo perché l'ideologia di Hezbollah è identica a quella di Israele - sta difendendo lo Stato in cui svolge un ruolo nel parlamento e nel governo e in più di venti anni si è dimostrata come una efficace forza militare. Il nazionalismo è usato per giustificare qualsiasi cosa.

Il ruolo di Hezbollah come componente dello Stato libanese non è limitato alla sfera politica e militare. Già compie dichiarate funzioni di base dello stato, di fianco allo stato ‘ufficiale’, con una rete di base di assistenza sociale fatta di scuole, ospedali, cliniche e vari progetti di sviluppo. La classe dominante libanese dipende dal suo contributo che, a turno, è sostenuto dall'Iran e dalla Siria.

Le dimostrazioni per la guerra imperialista

Molti a sinistra hanno dato sostegno a Hezbollah. George Galloway è esplicito quando dice "glorifico il movimento di resistenza nazionale di Hezbollah" e le recenti dimostrazioni sono state decisamente a favore della guerra con la loro difesa dello sforzo militare libanese/Hezbollah e contro Israele.

Sponsorizzata dalla “Coalizione per Fermare la Guerra”, dai gruppi musulmani e dal CND (campagna per il disarmo nucleare) la dimostrazione del 5 agosto a Londra è stata una tipica approvazione della guerra. Durante il raduno tenuto alla fine della marcia abbiamo sentito con insistenza che Israele deve essere costretta a pagare le riparazioni, cosa che ricorda le richieste che fecero gli imperialisti francesi e britannici alla Germania dopo la prima guerra mondiale.

Un oratore ha chiesto ai “codardi capi arabi di non restare inginocchiati!", una chiara richiesta di reagire, di trascinare la guerra in altri paesi e far sprofondare la regione.

I membri del Partito del Rispetto hanno sostenuto di essere l'unico partito "pacifista" mentre hanno distribuito volantini  a favore della guerra dove parlano esclusivamente dei danni inflitti al Libano. Lo slogan principale della marcia era "tregua incondizionata", ma la riserva - "fermare gli attacchi di Israele in Libano e a Gaza" - conferma che c’era una condizione al cessate il fuoco: non si applica a Hezbollah, alla Siria o all'Iran.

Raccontando bugie sulla ‘resistenza’

Ci sono altri modi di vendere ciò che Wilfred Owen ha chiamato "la vecchia bugia" di come è dolce morire per una causa patriottica. Il Partito Socialista degli Operai (SWP) ha chiamato alla "solidarietà con la resistenza" perché "la resistenza che Israele sta incontrando in Libano è una barriera ad ulteriori guerre e ad ulteriore distruzione". Il che è l'opposto della verità. L’attuale conflitto che coinvolge Gaza, Israele ed il Libano non è iniziato alcune settimane fa. Per capire le radici dei conflitti, proprio come quelli in Iraq, in Giordania, in Siria, Iran ed Egitto, è necessario ritornare alla prima guerra mondiale ed al crollo dell'impero ottomano. Le più grandi potenze imperialiste si sono impossessate di differenti zone dell’importante, strategicamente, Medio Oriente e da allora stanno manovrando nella regione. Le potenze più piccole, i gruppi e le fazioni sono stati usati dalle quelle più grandi o hanno cercato di soddisfare i loro propri appetiti. La formazione di Israele nel 1948, la guerra dei sei giorni nel 1967, l'invasione del Libano nel 1978, la guerra tra Iran e Iraq nel 1980-88, la guerra del Golfo nel 1991, l'invasione dell’Iraq nel 2003 – tutti questi sono momenti della guerra imperialista da cui nessuna potenza, grande o piccola, può  tenersi in disparte. Oggi ogni fazione dice di essere d’accordo con la soluzione dei ‘due stati’ - ma Israele pensa alla Grande Israele ed i suoi avversari alla Palestina unificata. Lontano dall’essere una ‘barriera’ ad ulteriori guerre l’attuale conflitto fra Israele e Hezbollah mostra in tutte le sue caratteristiche di avere la capacità di intensificare e coinvolgere altre forze, quindi lasciando mano libera ad una distruzione molto più grande.

Lo SWP dice che Hezbollah "è sostenuto da una ondata crescente di solidarietà attraverso il mondo arabo". Questa è una debolezza nella lotta degli sfruttati e degli oppressi perché mostra che ci sono illusioni diffuse sulle forze nazionaliste che emergono dai conflitti imperialisti e che possono  giocare un ruolo soltanto nella loro esacerbazione. Le varie forze di ‘resistenza’, in Palestina, Libano, Iraq o Afghanistan, sono presentate come le uniche risposte possibili alle offensive israeliane o alla repressione degli Usa e Gran Bretagna. Per esempio, lo SWP cita un attivista a Beirut che afferma "Hezbollah, e Hamas in Palestina, sono gli unici modelli di resistenza che ancora abbiamo, gli unici che funzionino." Tuttavia entrambe queste organizzazioni hanno le loro origini nelle fazioni che partecipano nel conflitto imperialista. Israele ha avuto un ruolo nella creazione di Hamas come avversaria di Al-Fatah di Yasser Arafat. Hezbollah era in molti sensi l’idea di Ali Akbar Mohtashemi, ambasciatore iraniano in Siria all'inizio degli anni ’80 ed ha avuto il supporto dell'Iran e della Siria fin da allora. Non sono modelli di ‘resistenza’ ma modelli delle forze ausiliarie dei principali battaglioni capitalisti.

Non troverete alcune ‘barriere’ alle future guerre e distruzioni nei ranghi di coloro che partecipano negli attuali conflitti. L'unica forza che ha la capacità di colpire al cuore del sistema capitalista che genera la guerra imperialista è la classe operaia internazionale.

Internazionalmente i dimostranti stanno chiedendo non soltanto di sostenere l’attuale conflitto, dicono anche di ‘esercitare una pressione sui governi occidentali’. Stanno chiedendo di credere che le grandi potenze come gli Stati Uniti,  Gran Bretagna, Francia o Germania potrebbero comportarsi in modo diverso dall’essere predatori imperialisti. Come per i ‘movimenti di resistenza nazionali’  sono già integrati alle forze repressive e belliche del capitalismo o ne coltivano l’ambizione. La società capitalista spinge la classe operaia internazionale in conflitto con lo stato capitalista in tutto il mondo, ma dove la guerra imperialista può condurre soltanto ad una distruzione sempre più massiccia, la guerra di classe della classe operaia può condurre ad una società senza divisioni nazionali, alla liberazione dell’umanità.

6 agosto 2006

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