Sinistra Italiana

Sinistra Italiana

La Sinistra Italiana venne formata dai gruppi espulsi dalla Terza Internazionale, e quindi dal Partito Comunista Italiano, negli anni 1920. Rimasta fedele alla tradizione dell'internazionalismo proletario, la Sinistra Italiana (soprattutto attorno alla rivista Bilan) ha due grandi punti di forza: la sua insistenza sulla chiarezza ed il rigore teorico, e sull'importanza della questione organizzativa. La CCI è oggi la più importante erede della Sinistra Italiana

Il partito e il suo rapporto con la classe

1. La questione del Partito Comunista e dei suoi rapporti con la classe deve essere affrontata nel quadro dei nostri testi di base sulla funzione dell’organizzazione dei rivoluzionari ed in coerenza con questa visione. Il Partito Comunista è una parte della classe, un organismo che essa produce nel proprio movimento come strumento per lo sviluppo della sua lotta storica fino alla vittoria.

Frazione e Partito nel dibattito della Sinistra Comunista

. Questo terzo numero della Rivista Internazionale viene dedicato al problema di frazione e partito, così come si è sviluppato nella sinistra comunista in seguito al riflusso dell’ondata rivoluzionaria degli anni ‘20 ed alla conseguente degenerazione dei partiti comunisti. Passare a costituire immediatamente nuovi partiti o svolgere un ruolo di minoranza, di frazione all’interno di questi? E quando tali partiti passano definitivamente alla controrivoluzione, è questo dato sufficiente per porre all’ordine del giorno la costruzione del nuovo partito? Sono questi i temi brucianti su cui si sono confrontati i rivoluzionari, dando luogo a dibattiti appassionati, ma giungendo anche a rotture storiche tra diverse correnti del movimento operaio, alimentate dal non facile periodo controrivoluzionario.

L’avvenire non si trova nella scheda elettorale ma nella lotta di classe

Di fronte all'angoscia dell'avvenire, alla paura della disoccupazione, allo stillicidio dell'austerità e della precarietà, la borghesia utilizza le elezioni allo scopo di impedire la riflessione degli operai, sfruttando le fortissime illusioni che ancora esistono nel proletariato.

Introduzione

La nostra frazione, iniziando la pubblicazione del presente bollettino, non crede di poter offrire delle soluzioni definitive ai problemi terribili che si pongono ai proletari di tutti i paesi.

Introduzione ai testi di "Bilan"

Le relazioni fra i gruppi extraparlamentari, come è noto, sono frequentemente regolate a colpi di spranga. In altri casi, i medesimi gruppi sono pronti a scodinzolarsi a vicenda moltiplicando i segni di considerazione e di personale modestia. La contraddizione è solo apparente poiché nell'uno e nell’altro caso si tratta di adeguarsi opportunisticamente al dato immediato dei rapporti di forza, sia nello scontro per la testa del

Piombo, mitraglia, prigione: così risponde il Fronte popolare agli operai di Barcellona che osano resistere all'attacco capit.

Il 4 maggio 2007 e i giorni seguenti si commemora il 70° anniversario dei tragici avvenimenti del maggio 1937 in cui il governo della Repubblica – con la complicità diretta dei dirigenti della CNT e del POUM (1) – hanno massacrato gli operai di Barcellona che si erano sollevati, esasperati da uno sfruttamento brutale accresciuto dallo “sforzo” di guerra. Noi pensiamo che un grande dibattito sia oggi indispensabile per tirare le lezioni di questi avvenimenti e per fornire dei contributi; riproduciamo qui di seguito l’articolo d’intervento che i nostri predecessori, la Sinistra Comunista d’Italia e del Belgio, avevano pubblicato in questa occasione nella rivista Bilan (1933-1938). Noi speriamo così di suscitare un dibattito sincero e aperto che vada fino al fondo delle cose, che permetta alle generazioni attuali della classe operaia di tutti i paesi che non hanno vissuto questa tragedia di rafforzarsi nella loro lotta contro un capitalismo ogni volta più barbaro e inumano.

L'annientamento del proletariato tedesco e la vittoria del fascismo (Bilan, marzo 1935)

L'attualità del metodo di Bilan

Ogni volta che i partiti dell'estrema destra conseguono un buon risultato elettorale o che le bande dei naziskin danno la caccia ad immigrati e rifugiati politici nell'ex Repubblica Democratica Tedesca, la propaganda della borghesia "democratica", con in prima fila sinistra ed estrema sinistra, ricomincia ad agitare lo spettro del "pericolo fascista".

Dibattito: all'origine della CCI e del BIPR, I parte. La Frazione italiana e la Sinistra Comunista di Francia

Nel numero 89 del nostro organo internazionale Revue Internationale (di cui pubblichiamo in lingua italiana periodicamente solo una selezione di articoli) abbiamo pubblicato un articolo in risposta a quello di Revolutionary Perspectives N°5 (pubblicazione della Communist Workers’ Organisation – CWO) dal titolo «Sette, menzogne e la prospettiva perduta della CCI». Non potendo, per mancanza di spazio, trattare tutti gli aspetti affrontati dalla CWO, ci siamo limitati a rispondere ad uno solo dei problemi posti: l’idea secondo la quale la prospettiva delineata dalla CCI per l'attuale periodo storico sarebbe completamente fallita. Noi abbiamo messo in evidenza come le affermazioni della CWO si basavano essenzialmente su di una profonda incomprensione delle nostre posizioni e soprattutto su di una totale assenza di un quadro di analisi del periodo attuale. Assenza di quadro che è, d’altra parte, rivendicata con fierezza dalla CWO e dal BIPR (Bureau Internazionale per il Partito Rivoluzionario, a cui questo gruppo è affiliato), nella misura in cui si considera che è impossibile per un'organizzazione rivoluzionaria identificare la tendenza dominante nel rapporto di forza tra proletariato e borghesia, ovvero se ci sia un corso verso scontri di classe crescenti o verso la guerra imperialista. In realtà, il rifiuto del BIPR di prendere in considerazione il fatto che per i rivoluzionari sia possibile -e necessario- identificare la natura del corso storico, trae le sue origini dalle condizioni stesse in cui si è costituita, alla fine della 2a guerra mondiale, l’altra organizzazione del BIPR ed ispiratrice delle sue posizioni politiche: il Partito Comunista Internazionalista (PCInt ). In un altro articolo «Le radici politiche della debolezza organizzativa della CCI», pubblicato sul n. 15 della rivista teorica in lingua inglese del BIPR, Internationalist Communist (IC), questa organizzazione ritorna sul problema delle origini del PCInt e di quelle della CCI. Nel presente articolo parleremo essenzialmente di questo argomento.

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