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Elezioni in Italia. Il populismo: un problema per la borghesia, un ostacolo per il proletariato

Non è certo la prima volta che la borghesia italiana vive una forte crisi del suo apparato politico che si ripercuote sulla capacità di formare un governo, come ad esempio per il Governo Monti nel 2011 e il Governo Letta nel 2013, che durerà solo 10 mesi. Tuttavia, la travagliata gestazione del governo Lega-5Stelle ha assunto una dimensione e un significato politico particolarmente gravi tali da rischiare finanche una crisi costituzionale, con la minaccia di richiesta di impeachment per il capo dello Stato da parte del Movimento 5 Stelle e di Fratelli d’Italia.

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Situazione italiana: 

Italia: il cinismo della borghesia sul dramma dell’immigrazione e le debolezze del proletariato a riconoscerlo come un suo problema

Rivoluzione Internazionale n°181

1. La dimensione del fenomeno

L’immigrazione è un fenomeno che ha accompagnato la storia del capitalismo dalle sue origini: da sempre il proletariato è stato una classe di migranti[1]. Ma, negli ultimi anni, questa ha conosciuto un’accelerazione, in parte come conseguenza dell’acutizzazione della crisi economica, ma soprattutto a causa delle guerre: in Siria, in Iraq, nei differenti paesi dell’Africa, in Afghanistan, ecc.

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Situazione italiana: 

Italia: il Populismo non è una risposta ai problemi dei lavoratori

Rivoluzione Internazionale n°181

Nonostante l’apparente temporaneo arresto dell’onda dilagante del populismo, si può dire che da qualche tempo lo scenario politico mondiale è profondamente cambiato. Saltati in larga misura i riferimenti di destra e sinistra - ridicolizzati dalle frequenti coalizioni tra ali opposte del parlamento, come nel caso della Germania e della stessa Italia - è cosa passata anche la fedeltà dell’elettorato ad una certa idea politica e dunque ad un certo partito.

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Situazione italiana: 

Questioni teoriche: 

La crisi politica in Italia è un’espressione del fallimento della società capitalista

I fatti a cui assistiamo ormai da un
anno e mezzo a questa parte, e forse ancora di più, non finiscono di
sorprenderci. E’ veramente accaduto di tutto e la sensazione è che possa
accadere ancora altro di imprevedibile. In più tutto quello che accade sembra
non avere alcuna logica, nessun raziocinio, per cui si fa ancora più fatica a
comprenderlo e a farsene una ragione. Per riuscire a risalire al cosiddetto
bandolo della matassa proviamo a ripercorrere gli eventi più significativi di
quest’ultimo periodo cercando di scoprirne la logica, ammesso che ce ne sia
una.

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Situazione italiana: 

Questioni teoriche: 

Cosa è cambiato con le elezioni, e cosa ci aspetta ora?

Un anno e mezzo fa, di fronte all’inettitudine del
governo Berlusconi, la borghesia italiana, grazie al suo “grande vecchio”
Napolitano, gettò sul tavolo la carta Monti con il suo governo di tecnici. In
questa maniera la borghesia voleva raggiungere vari obiettivi: innanzitutto
mettere mano all’economia con delle “riforme” e delle misure che fossero di
lungo respiro e di maggiore efficacia rispetto a quelle, pur dolorose per i
lavoratori italiani, prese da Berlusconi; questo obiettivo era tanto più
urgente visto che l’Italia era nel mirino della speculazione che, facendo
salire lo spread[1], aggravava notevolmente il
costo del debito dello Stato italiano, con un attacco così forte da far temere
alla borghesia di fare la fine della Grecia. Il secondo obiettivo era avere a
capo del governo qualcuno che fosse capace di ridare credibilità internazionale
all’Italia che ormai veniva vista, e trattata, come un paese di secondo ordine,
visto che era governata da un clown, più interessato a raccontare barzellette e
fare scherzi durante i summit internazionali, piuttosto che a vedere come
difendere gli interessi imperialisti italiani in queste riunioni.

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Situazione italiana: 

Elezioni politiche... Se Monti è il meglio che ci potevano dare, non possiamo aspettarci più nulla! Come possiamo reagire?

E’ passato poco
più di un anno dall’avvento del governo Monti e tutti ci ricordiamo il sospiro
di sollievo che, anche tra i più avvertiti, si è tirato per la messa al bando
di Berlusconi e di quell’accozzaglia di cialtroni che componevano il suo
governo. Quel sospiro è durato fin troppo poco perché, come tutti ci
ricordiamo, in nome del raddrizzamento dell’Italia e dello spread che
continuava a salire, il nuovo governo Monti ha dimostrato di non essere affatto
imbarazzato per il fatto che tutti lo chiamavano “governo tecnico” ed ha
cominciato a sparare nel mucchio con degli attacchi che non si erano ancora visti
fino a quel momento e che andavano ad aggiungersi a quelli che avevano già prodotto
i vari governi precedenti, di destra e di “sinistra”

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Situazione italiana: 

Questioni teoriche: 

Il ruolo del sindacato e del sindacalismo di base nel frenare la lotta di classe (estratti dal Rapporto sull'Italia 2012)

Il
principale elemento di freno dell’azione del proletariato in Italia è stato e
resta l’azione del sindacalismo, ed in particolare quello di base. Nel 2011 c’è
stato un record di ore si sciopero,
a conferma dell’attivismo sindacale per evitare movimenti più ampi e/o tendenti
all’autonomia.
E mentre si fa sempre più strada tra i proletari l’idea che i sindacati
tradizionali servono solo gli interessi dei padroni si sviluppa, ai margini
delle strutture confederali, tutta una pletora di sindacatini divisi per aree
geografiche, per settore lavorativo, ma soprattutto divisi tra di loro dall’ambizione
di avere ognuno diritto di prelazione su quanto sfugge al controllo dei
sindacati maggiori. Per capire questo fenomeno che è tipicamente italiano (a
nostra conoscenza non esistono altri paesi con una tale quantità e variegazione
di strutture sindacali) occorre fare un po’ la storia di queste formazioni.

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Patrimonio della Sinistra Comunista: 

Terremoto dell’Aquila: quando i politici s’impadroniscono della scienza, trema il mondo intero!

Il processo che si è tenuto a L’Aquila a fine ottobre
è all’altezza delle ultime stupidaggini di tele reality. Si trattava di veri
attori? Di una barzelletta di cattivo gusto? Si potrebbe anche crederlo. Ma no,
non stiamo sognando! Il tribunale dell’Aquila ha realmente condannato i cinque scienziati
della Commissione “Grandi Rischi” a sei anni di reclusione per “omicidio per
imprudenza”. In concreto si rimprovera loro di aver utilizzato delle
espressioni troppo rassicuranti in un comunicato stampa, proprio una settimana
prima che arrivasse il sisma che ha distrutto l’Aquila, il 6 aprile 2009. Bisogna
ricordarsi che questo sisma, di magnitudo 6,3 della scala Richter, fece più di
300 vittime ed oltre 1500 feriti, distruggendo numerosi edifici. Ma di qui a
far portare tutta la responsabilità all’equipe di scienziati, ce ne passa! Soprattutto
quando si prenda in considerazione la grande complessità di questo tipo di previsioni.

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Dopo il voto in Sicilia, cosa accadrà nei prossimi mesi? Cosa possono sperare i proletari da questa ennesima chiamata alle urne?

Pubblichiamo qui di seguito il testo dell’introduzione fatta alla nostra riunione pubblica a
Napoli del 24 novembre (sullo stesso tema si terrà a Milano il 15 dicembre)
.

Come abbiamo scritto nell’invito a questa riunione,
l’apparato politico italiano della borghesia si sta preparando alla fine della
legislatura del governo Monti e alle elezioni per formare un nuovo governo. E’ importante
che ci prepariamo anche noi che saremo sempre più tartassati dalla campagna
politica dei diversi contendenti, ma soprattutto dal richiamo a esercitare il
nostro presunto “diritto-dovere” di “decidere” sulla nostra sorte futura e su
quella della “nostra nazione”

Vita della CCI: 

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Situazione italiana: 

Patrimonio della Sinistra Comunista: 

Dopo il voto in Sicilia, cosa accadrà nei prossimi mesi? Cosa possono sperare i proletari da questa ennesima chiamata alle urne?

Si avvicinano le elezioni e come di consueto si scatena la campagna elettorale. Ma
questa volta il caos tra le forze politiche è veramente grande: scontri tra i
partiti delle diverse coalizioni, scontri all’interno degli stessi partiti, primarie
che sembrano bracci di ferro tra aspiranti capo, alleanze che si delineano e si
sfaldano nel giro di poche ore, un’assoluta incapacità a mettersi d’accordo
sulla nuova legge elettorale perché ognuno teme di rimetterci le penne, il
tutto condito da notizie di scandali e arresti in tutte le aree politiche …

Intanto
il governo Monti mostra la sua incapacità a “risollevare le sorti dell’economia
italiana”, mentre continua a scaricare sulle spalle degli strati più deboli
della popolazione tutto il peso della crisi. Lo stesso signor Monti gioca a
fare la grande star che non vorrebbe restare al governo ma che, se proprio
necessario, è disposto a “sacrificarsi” ancora una volta per il bene di tutti.

In
questo scenario il partito-non partito “5 Stelle” vince le elezioni nel feudo
berlusconiano in un contesto di astensione dal voto del 52%.

Cosa
mostra il risultato delle votazioni in Sicilia? Qual è lo scenario che si
profila per le prossime elezioni?

Ma
soprattutto, le prossime elezioni ed il loro esito cambieranno qualcosa per le
centinaia di migliaia di giovani senza lavoro, di precari, di lavoratori in
cassa integrazione o gettati direttamente sulla strada, per i pensionati, per
gli esodati, insomma per noi proletari?

Cosa
è cambiato per i proletari in Francia con la cacciata dell’odiato Sarkozy e la
nuova gestione di Hollande? La rielezione di Obama potrà frenare il dilagare
della miseria per le famiglie americane?

La
borghesia italiana si sta preparando alle elezioni e cercherà in tutti i modi
di convincerci che possiamo essere noi a decidere del nostro futuro attraverso
la scheda elettorale.

Prepariamoci
anche noi discutendo insieme di tutto questo, cercando di capire la situazione
che viviamo e quale strada percorrere per venirne fuori.

Riunioni pubbliche a:

Milano, sabato 15
dicembre ore 16.30-20.00, alla libreria Calusca, Via Conchetta 18.

Napoli,
sabato 24 novembre ore 16.30-20.00, alla libreria Jamm, via San Giovanni
Maggiore Pignatelli 32.

Vita della CCI: 

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3. Il lento procedere della lotta di classe

La dinamica
della lotta di classe è una dinamica internazionale, per cui gli elementi che
caratterizzano la situazione italiana non devono essere visti in sé, ma come
articolazione del processo di scontro di classe in corso a livello
internazionale che vede, in questo momento, la Spagna e il movimento degli
indignati come l’espressione la più elevata della lotta di classe. Ciò detto,
la nostra attenzione si soffermerà non solo sugli aspetti che confermano
l’appartenenza dell’Italia a questa dinamica internazionale, ma anche su quelli
che ne caratterizzano le differenze. In particolare occorre rispondere ad un
quesito: perché in Italia, nonostante degli attacchi economici giunti ormai ad
un livello decisamente sostenuto, la risposta resta ancora così debole e
dispersa?

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Situazione italiana: 

Patrimonio della Sinistra Comunista: 

2. Vita della borghesia

Come abbiamo ricordato più volte, la formazione del governo Monti a metà
novembre dello scorso anno, se è stato un atto indispensabile da parte della
borghesia per recuperare una situazione economica e politica che rischiava di
andare sempre più fuori controllo, ha comportato per i vari partiti politici
rappresentati in parlamento un sacrificio importante ma soprattutto ha creato
per loro una situazione molto difficile per il futuro.

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Situazione italiana: 

1. Crisi economica

La fase attuale della crisi
economica si è ormai installata nel cuore del capitalismo e sta minando alle
basi quella che era stata la culla dello stesso capitalismo, l’Europa. In
questo quadro l’Italia si trova in una posizione particolarmente fragile e,
nonostante le misure draconiane che sono state finora prese, si registra un
debito consolidato di quasi 2000 miliardi di euro, con una tendenza continua a crescere!

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Situazione italiana: 

Questioni teoriche: 

Rapporto sull’Italia 2012

Questo testo costituisce
il rapporto che periodicamente la nostra organizzazione produce sulla
situazione dei vari paesi in cui è presente, nel caso specifico l’Italia, ed ha
come obiettivo quello di creare una base di discussione, anzitutto all’interno
dell’organizzazione, ma anche all’esterno tra i contatti, i lettori in genere, per
favorire un più efficace orientamento dell’attività e della presenza politica all’interno
della classe operaia.

Vita della CCI: 

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Situazione italiana: 

Patrimonio della Sinistra Comunista: 

Di fronte ad un mondo di terrore e miseria, il futuro appartiene alla lotta di classe!

In
Siria, nel Mali
e in altri numerosi punti caldi, i civili continuano ad essere ostaggi e
vittime di sanguinarie guerre imperialiste. Ovunque il terrore capitalista impone
il suo ordine nel sangue e la miseria. Questa estate, mentre in Francia gli
sbirri del governo socialista cacciavano brutalmente i Rom, la polizia dell’ANC
in Sudafrica sparava sui minatori.
Dappertutto il capitale in fallimento semina barbarie! Nessuno paese viene risparmiato dalla crisi economica
che fa esplodere la disoccupazione.

 

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Situazione italiana: 

Questioni teoriche: 

Ilva, Alcoa, Carbosulcis: come possiamo reagire al collasso dell’economia?

Quest’articolo,
scritto in risposta ai problemi che si pongono oggi gli operai dell’Ilva,
dell’Alcoa e del Carbosulcis, è di fatto dedicato a tutti i proletari d’Italia
che, in varia misura, vivono esattamente gli stessi problemi, gli stessi
ricatti dei loro compagni sardi o di Taranto, anche se vissuti in situazioni
meno note ma non per questo meno gravi e laceranti. Come cercheremo di
dimostrare, i vari casi che sorgono in giro per l’Italia non sono la
conseguenza della cattiva gestione di questo o di quello, non sono la
conseguenza dell’egoismo e del menefreghismo dei padroni, cose che comunque
esistono, ma sono principalmente la conseguenza di una crisi economica
profonda e senza uscite che investe non solo l’Italia ma il mondo intero.

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Situazione italiana: 

Questioni teoriche: 

Dopo sei mesi di governo Monti, quale futuro ci prepara la borghesia italiana?


Il governo
Monti si è mostrato fin dall’inizio di non essere un semplice governo
“tecnico”, di transizione, a termine, ma una compagine governativa che ha
ricevuto il preciso mandato dal capo dello Stato di far fronte ad una
situazione estremamente difficile in cui l’Italia era caduta: una situazione
economica di estrema fragilità che avrebbe potu

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Magazzini del “Gigante” di Basiano: lo Stato innalza il livello dello scontro


La mattina dell’11 giugno un plotone di polizia e carabinieri in tenuta
antisommossa ha attaccato un picchetto di lavoratori delle cooperative, in
servizio presso il magazzino logistico del supermercato Gigante, in sciopero
contro i licenziamenti. Il picchetto serviva a non far entrare altri lavoratori
venuti dall’esterno per lavorare al loro posto.

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Patrimonio della Sinistra Comunista: 

Terremoto in Emilia: la vera catastrofe non è la “natura” ma il capitalismo


Di nuovo morti sotto le macerie, di nuovo migliaia di famiglie ridotte allo
stremo delle forze fisiche e psicologiche, impaurite dalle continue scosse ma
anche, e soprattutto, dalla prospettiva di non poter avere più una casa, un
lavoro, una vita “normale”.

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Questioni teoriche: 

Dietro la bomba di Brindisi c’è tutta la barbarie di questo sistema in agonia

La bomba alla scuola di Brindisi
rappresenta un nuovo esempio della barbarie in cui sta sprofondando questa
società: una ragazza di sedici anni uccisa mentre entra a scuola, altre cinque
ferite, senza nessun motivo apparente. A due settimane dallo scoppio restano
ancora in piedi tutte le ipotesi avanzate dagli investigatori: il gesto di un
folle che avesse qualche motivo di rancore verso la scuola, la mafia per
lanciare un qualche messaggio allo Stato, uno scontro interno alle
diverse fazioni mafiose, il terrorismo politico; a queste ipotesi ne
aggiungiamo una noi: l’intervento di quelle forze cosiddette “oscure”, che
negli anni ’70 hanno dato luogo a una serie di stragi che sono passate sotto il
termine di “strategia della tensione”; il clima sociale che stiamo
vivendo, anche se non mostra le stesse mobilitazioni di massa, può ben lasciar
pensare a una riedizione di quella strategia

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Attentati di mafia: I regolamenti di conti tra capitalisti

Nello spazio di soli due mesi sono stati
assassinati tre personaggi di
grande importanza nella lotta alla mafia in Italia. La sequenza di omicidi, da quella del
giudice Falcone il 23 maggio a quella
del suo probabile successore il giudice Paolo Borsellino il 19 luglio fino a quella
del capo della polizia di Catania
pochi giorni dopo, ha avuto lo scopo di dimostrare che Cosa Nostra era decisa a impedire che si
indagasse sulle sue attività e che aveva i mezzi per farlo. Tuttavia nei giorni
che hanno seguito
questi assassini era sulla bocca di tutti, e sugli stessi organi di stampa, che ci dovesse
essere qualcosa di più oltre la mafia per spiegare questi episodi.

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Dagli albori dello Stato unitario al “patto Stato/mafia” del 1993 e oltre : LA MAFIA È SEMPRE STATA AL CENTRO DELLO STATO

Le connivenze
tra mafia e Stato hanno un’origine lontana nel tempo e hanno inizio dal periodo
compreso tra la fine del regno delle Due Sicilie e l’inizio dello Stato
unitario. In una condizione storica di depressione economica, legata ad un tipo
di economia latifondista ed ancora semifeudale, quale si presentava in
particolare l’arretrato sud Italia durante l’ultimo periodo del regno delle due
Sicilie, i notabili feudali e la semi-nobiltà siciliana, per assicurare i
propri interessi e la salvaguardia delle rispettive proprietà terriere,
solitamente, assoldavano certi individui appartenenti ad un particolare ceto
sociale: massari, fattori, gabellotti (Fonte: Wikipedia).
Questi, nello svolgimento di tale lavoro, ed
anche per avere loro stessi ulteriori vantaggi economici, tendevano ad ottenere
dagli ultimi servi della gleba, poveri contadini e braccianti in genere, un
aumento della loro produttività lavorativa.
E
ciò era possibile tenendoli costantemente sotto controllo con l’uso di metodi
coercitivi e violenti, avvalendosi di scagnozzi prezzolati, proprio come i
bravi di manzoniana memoria. Questi, trasformandosi ben presto in gruppi
semisegreti e permanenti, assunsero per l’appunto il nome di sette,
confraternite e cosche. Alcuni storici attribuiscono la nascita di tale
fenomeno ad una scarsa presenza dello Stato sul territorio, e ciò è vero, ma questa
era soprattutto prodotta dalla depressione economica alla cui origine troviamo
principalmente, come precedentemente detto, l’arretratezza economica della
zona.

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Scandalo Lega: il puzzo asfissiante della decomposizione capitalista

Il fatto che anche la Lega Nord,
quella “pura e dura”, quella che doveva raddrizzare “Roma ladrona”, sia stata
coinvolta in ruberie e nell’uso disinvolto dei soldi pubblici, può aver sorpreso
solo gli ingenui iscritti che avevano creduto nella diversità della Lega e nel
fatto che esistesse finalmente un partito capace di preoccuparsi degli
interessi della gente (fosse anche solo di quella del nord).

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Tolto Berlusconi, venuto Monti, restano la crisi e le batoste sulla pelle dei proletari. Come possiamo rispondere?

Testo della
presentazione alla Riunione Pubblica della CCI di febbraio 2012

In tutti i paesi
le imprese stanno licenziando massicciamente, la disoccupazione sta esplodendo
a livello mondiale. Sono all’ordine del giorno le notizie di chiusura di
aziende o di ridimensionamento del personale.

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Patrimonio della Sinistra Comunista: 

Lotta di classe in Italia: perché le lotte non riescono ad unirsi in un unico fronte contro il capitale?

L’estrema gravità della crisi economica
internazionale, la particolare posizione di fragilità dell’Italia e le
pressioni della borghesia a livello internazionale l’hanno avuta vinta alla
fine sulle resistenze opposte da Berlusconi e dal suo governo a dimettersi.

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Tolto Berlusconi resta la crisi e le batoste sulla pelle degli proletari

Le dimissioni
di Berlusconi richieste all’infinito da tutti o quasi tutti, non solo in Italia
ma da tutto il mondo, hanno fatto tirare un respiro di sollievo a chi pensava
di essere arrivato al bordo del precipizio. Il colpo finale glielo ha dato lo
spread, che
si innalzava giorno dopo giorno.

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Manifestazione del 15 ottobre a Roma: cos’è che determina un rapporto di forza tra sfruttati e sfruttatori?

Se diamo un titolo così impegnativo a questo articolo è perché la manifestazione del 15 ottobre scorso a Roma degli indignati italiani, e soprattutto la
discussione che ne è seguita nei vari canali ufficiali e non, ha sollevato una
serie di questioni della massima importanza per la gente che soffre e che vuole
lottare contro questa sofferenza, questioni che richiedono un’attenta
riflessione.

 

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Manovra finanziaria: un salasso da capogiro che servirà solo a peggiorare la situazione

Da anni ormai
c’eravamo abituati a temere il momento del varo della legge di bilancio dello
Stato (“La finanziaria”), perché da anni ormai queste finanziarie significano
sacrifici per i lavoratori, ma quello che sta succedendo da luglio è una novità
assoluta: sotto i colpi della tempesta finanziaria internazionale le manovre
economiche ormai vengono varate a ripetizione, e tutte hanno sempre lo stesso
carattere di dissanguamento dei lavoratori. Tra luglio e settembre sono state
varate due manovre finanziarie che si proiettano al 2014, anno in cui viene
promesso il pareggio di bilancio, e che superano i 60 miliardi di euro

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Questioni teoriche: 

Ma quali sono le alternative che ci propongono le sinistre per risolvere la questione del debito?

La
maggioranza ha tirato un sospiro di sollievo dopo il voto di fiducia dato alla
nuova manovra per aver allentato finalmente la pressione dei mercati, della UE
e del presidente Napolitano. Ma sembrerebbe che anche l’opposizione parlamentare,
nonostante le polemiche di facciata, abbia tratto vantaggio dal passaggio secco
di questa manovra.

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