Partito e Frazione

A 40 anni dalla fondazione della CCI, quale bilancio e quali prospettive per la nostra attività?

21° Congresso CCI

"Il marxismo è una visione rivoluzionaria del mondo che deve chiamare a lottare senza tregua per acquisire nuove conoscenze, che niente rigetta se non le forme stereotipate e definitive e che mette alla prova la sua forza vivente nel tintinnio delle armi dell'autocritica e sotto i tuoni della storia". (Rosa Luxemburg, Critica delle critiche)

Rapporto sulla struttura e sul funzionamento delle organizzazioni rivoluzionarie - conferenza internazionale (gennaio 82)

1) La struttura che si dà l’organizzazione dei rivoluzionari corrisponde alla funzione che questa assume all’interno della classe operaia.

Il partito e il suo rapporto con la classe

1. La questione del Partito Comunista e dei suoi rapporti con la classe deve essere affrontata nel quadro dei nostri testi di base sulla funzione dell’organizzazione dei rivoluzionari ed in coerenza con questa visione. Il Partito Comunista è una parte della classe, un organismo che essa produce nel proprio movimento come strumento per lo sviluppo della sua lotta storica fino alla vittoria.

Frazione e Partito nel dibattito della Sinistra Comunista

. Questo terzo numero della Rivista Internazionale viene dedicato al problema di frazione e partito, così come si è sviluppato nella sinistra comunista in seguito al riflusso dell’ondata rivoluzionaria degli anni ‘20 ed alla conseguente degenerazione dei partiti comunisti. Passare a costituire immediatamente nuovi partiti o svolgere un ruolo di minoranza, di frazione all’interno di questi? E quando tali partiti passano definitivamente alla controrivoluzione, è questo dato sufficiente per porre all’ordine del giorno la costruzione del nuovo partito? Sono questi i temi brucianti su cui si sono confrontati i rivoluzionari, dando luogo a dibattiti appassionati, ma giungendo anche a rotture storiche tra diverse correnti del movimento operaio, alimentate dal non facile periodo controrivoluzionario.

Dibattito: all'origine della CCI e del BIPR, II parte. La formazione del Partito Comunista Internazionalista

Per i comunisti lo studio della storia del movimento operaio e delle sue organizzazioni non corrisponde affatto ad una curiosità di tipo accademico. E' al contrario un mezzo indispensabile per permettere loro di fondare su solide basi il loro programma, di orientarsi nella situazione presente e stabilire in modo chiaro le prospettive per l'avvenire. In particolare, l'esame delle esperienze passate della classe operaia deve permettere di verificare la validità delle posizioni che sono state allora difese dalle organizzazioni politiche e tirarne le lezioni. I rivoluzionari di un'epoca non si pongono come giudici dei loro antenati. Ma devono essere in grado di mettere in evidenza le posizioni giuste come gli errori delle organizzazioni del passato, e devono saper riconoscere il momento in cui una posizione corretta in un certo contesto storico diviene caduca quando le condizioni storiche cambiano. In mancanza di ciò, incontrano grandi difficoltà ad assumere le loro responsabilità, condannati a ripetere gli errori del passato oppure a mantenere una posizione anacronistica.

Il ruolo indispensabile del partito

Una cosa è certa: l’odio ed il disprezzo della borghesia per la rivoluzione proletaria che è cominciata in Russia nel 1917, i suoi sforzi per deformare e snaturare la sua memoria, riguardano soprattutto l’organizzazione politica che ha incarnato lo spirito del vasto movimento insurrezionale, il partito bolscevico. Ciò non ci deve sorprendere: dall’epoca della Lega dei Comunisti e della Prima Internazionale, la borghesia ha sempre voluto “perdonare” alla maggioranza dei poveri operai di essere stati ingannati dai complotti e dalle macchinazioni delle minoranze rivoluzionarie e queste ultime sono state sempre viste invariabilmente come l’incarnazione del male. E per il capitale, nessuna di queste organizzazioni è stata così nefasta come i bolscevichi; questi sono riusciti “a fuorviare” i semplici operai più a lungo e andando più lontano di qualsiasi altro partito rivoluzionario nella storia.

La visione del partito nella concezione di Cervetto e di Lotta Comunista (II)

Le reazioni al nostro primo articolo

 

 

In seguito alla pubblicazione, nel numero scorso del giornale, del primo articolo di questa serie, abbiamo ricevuto delle lettere di simpatizzanti di Lotta Comunista (LC). Questi compagni hanno espresso il loro disaccordo con le critiche da noi sviluppate a proposito della mancanza di una visione internazionale nella concezione di Cervetto sulla costruzione del partito. Queste lettere ci hanno fatto molto piacere perché il nostro interesse non è tanto la critica in sé a Cervetto o a Lotta Comunista, ma piuttosto suscitare una riflessione ed un dibattito su una questione di estrema importanza, come quella di come lavorare per la costruzione del futuro partito mondiale. Ci soffermeremo quindi sulle questioni poste da questi lettori prima di affrontare, in un prossimo articolo, la questione della presa di coscienza, del rapporto partito/classe e dei sindacati.

 

Polemica col BIPR: una politica opportunista di raggruppamento che porta solo ad insuccessi

Nel precedente articolo di questa serie ("Il Nucleo Comunista Internacional, uno sforzo di presa di coscienza del proletariato in Argentina", Révue Internationale n.120) abbiamo descritto la traiettoria di un piccolo nucleo di elementi rivoluzionari in Argentina raggruppati nel "Nucleo Comunista Internacional" (NCI).

 

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