Cultura

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La questione dei rapporti tra natura e cultura (a proposito del libro di Patrik Tort, Sesso razza & cultura)

Le discussioni intorno al progetto di legge sul "matrimonio per tutti" nel 2013 in Francia hanno suscitato svariate posizioni, emozioni, magniloquenza e stupidità, e a maggior ragione quando "studi sul genere" sono stati branditi, da un campo o dall'altro, come argomento determinante.

La falsificazione della storia nei programmi scolastici

Introduzione all’articolo fatta da un nostro contatto in Spagna

L'articolo che ho tradotto dalla pagina della CCI on line in francese, spiega accuratamente il ruolo ideologico della storia, geografia ed educazione civica nelle scuole e nei licei francesi, nei quali vi sono innumerevoli esempi della realtà francese. Ma il suo contenuto può ovviamente essere esteso anche alla realtà spagnolo o di qualsiasi altro paese del mondo.

A proposito del film "Hanna Arendt", di Margarete Von Trotta: un elogio del pensiero

Pur non essendo una marxista il lavoro filosofico di Arendt e soprattutto la sua analisi sui meccanismi del totalitarismo restano ancora oggi molto pertinenti. Per il suo rigore di pensiero e per la sua integrità, grazie alla quale è pronta ad impegnarsi contro i luoghi comuni dell'ideologia dominante della sua epoca, Hannah Arendt, per la sua onestà, è una donna scomoda. Nell’analizzare approfonditamente il processo ad Eichmann a Gerusalemme, Arendt cerca di comprendere come degli esseri umani siano potuti diventare i funzionari dello sterminio degli ebrei.

Il comunismo primitivo ed il ruolo della donna nell’emergere della cultura (I parte)

Perché scrivere oggi sul comunismo primitivo? Nel momento in cui la caduta verticale in una crisi economica catastrofica e lo sviluppo di lotte attraverso il pianeta pongono nuovi problemi ai lavoratori del mondo intero, che l’avvenire del capitalismo si fa scuro e la prospettiva di un mondo nuovo pena tanto a nascere, ci si può chiedere quale interesse possa suscitare lo studio della società della nostra specie, dalla sua apparizione (circa 200.000 anni fa), fino al periodo neolitico (che data circa 10.000 anni fa), una società nella quale ancora oggi vivono certe popolazioni umane. Tuttavia, restiamo convinti che la questione è tanto importante per i comunisti di oggi quanto lo fu per Marx ed Engels nel diciannovesimo secolo, sia per il suo interesse scientifico generale in quanto elemento di studio dell'umanità e della sua storia, e sia per la comprensione della prospettiva e della possibilità di una società comunista futura che possa sostituire la società capitalista moribonda.

La condizione della donna nel XXI secolo

La condizione della donna nel ventunesimo secolo”: perché un titolo del genere, perché affrontare questo argomento? Non è anacronistico o sorpassato? Dopo tutto, non siamo nel 2012? I diritti delle donne alla parità non sono riconosciuti in Italia e in una moltitudine di convenzioni e dichiarazioni in tutto il mondo?

Dibattito su Marxismo e scienza (seconda parte)

Nella prima parte di questo articolo, ripreso dal nostro sito spagnolo e che esprime il dibattito con un compagno, abbiamo fatto vedere come la scienza non fosse riuscita a superare la crisi che l’aveva attraversata a cavallo fra il 19° e il 20° secolo, crisi provocata dall’incapacità a integrare in un pensiero dialettico le nuove scoperte, in primis la relatività einsteiniana e la meccanica quantistica, che avevano messo in crisi le precedenti teorie newtoniane.

La pubblicazione del “Capitale” di Marx in manga è una risposta ad un bisogno della classe operaia

Da curiosità destinata ai giovani degli anni 80, fan di “Goldrake” ed altri “Dragonball Z”, il manga é diventato un vero fenomeno culturale. A tal punto che tutta una generazione e la successiva ne hanno fatto le loro letture preferite e dei segni di adesione sociale, con il rammarico di numerosi genitori ed insegnanti che disperano di vedere questa “generazione manga” aprire un giorno un “vero” libro senza immagini!

Darwinismo e marxismo (Anton Pannekoek) II parte

L'articolo che pubblichiamo è la seconda parte dell'opuscolo di Anton Pannekoek "Marxismo e Darwinismo",  i cui primi capitoli sono stati pubblicati su questo stesso sito. Questo testo spiega l'evoluzione dell'uomo in quanto specie sociale. Pannekoek si riferisce a giusta ragione al secondo grande lavoro di Darwin, La filiazione dell'uomo (1871) e mette chiaramente in evidenza che il meccanismo della lotta per l'esistenza per la selezione naturale, sviluppata ne "L'origine delle specie", non può applicarsi schematicamente alla specie umana come lo stesso Darwin aveva dimostrato. In tutti gli animali sociali, e più ancora nell'uomo, la cooperazione e l'aiuto reciproco sono la condizione della sopravvivenza collettiva del gruppo all’interno del quale i più deboli non sono eliminati, ma al contrario protetti. Il motore dell'evoluzione della specie umana non è dunque la lotta competitiva per l'esistenza ed il vantaggio conferito agli esseri viventi più adattati alle condizioni ambientali naturali, ma lo sviluppo dei loro istinti sociali.
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