Coscienza di classe

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Manifesto sulla rivoluzione di Ottobre, Russia 1917

Rivoluzione Russa 1917-2017

Manifesto sulla rivoluzione di Ottobre, Russia 1917

La rivoluzione mondiale è il solo futuro dell’umanità

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Questioni teoriche: 

Rosa Luxemburg: i bolscevichi rappresentano l’onore della rivoluzione. Il significato fondamentale della rivoluzione russa

Rivoluzione Internazionale n°181

“Le classi dominanti hanno sempre ricompensato i grandi rivoluzionari, durante la loro vita, con incessanti persecuzioni; la loro dottrina è stata sempre accolta con il più selvaggio furore, con l'odio più accanito e con le più impudenti campagne di menzogne e di diffamazioni.

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Una testimonianza: l’anno I della rivoluzione russa

Rivoluzione Internazionale n°181

Questi estratti dall’opera di un testimone della rivoluzione, Victor Serge, costituiscono una clamorosa smentita alla campagna ideologica ripetuta fino alla nausea cento anni dopo da tutti i mezzi di informazione, secondo cui quella dell’Ottobre 1917 non sarebbe stato che un volgare “colpo di Stato” operato da Lenin e da un pugno di bolscevichi.

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In Russia le illusioni democratiche ostacolano lo sviluppo della coscienza di classe

Quella che segue
è una presa di posizione di simpatizzanti della CCI, presenti sul territorio
dell’ex-URSS, sulle manifestazioni contro le frodi elettorali che hanno raggruppato
decine di migliaia di persone a Mosca, a San Pietroburgo e in quasi 80 città
della Russia nello scorso dicembre.

Geografiche: 

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Crisi alimentare. Il prezzo dell’ingordigia capitalista che ci ucciderà con la fame (rapporto dalle Filippine)

Pubblichiamo
qui di seguito un articolo inviatoci dai compagni del gruppo Internasyonalismo
delle Filippine. Questo articolo ci mostra l’ipocrisia dalla classe dirigente
filippina, sia al potere che all’opposizione, di fronte alla sofferenza della
popolazione colpita da una crisi alimentare che non deriva dagli scarsi
raccolti, ma dalla sete insaziabile dell’economia capitalista per il profitto a
qualunque costo. Un costo che nell'immediato viene pagato dalla classe operaia

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Questioni teoriche: 

Delle difficoltà accresciute per il proletariato

Lo stalinismo ha costituito la punta di lancia della
più terribile controrivoluzione subita dal proletariato nel corso della sua
storia. Una controrivoluzione che ha permesso la più grande carneficina di tutti
i tempi, la seconda guerra mondiale, e l’affossamento di tutta la società in
una barbarie senza precedenti. Oggi, col crollo economico e politico dei
cosiddetti paesi socialisti, con la scomparsa di fatto del blocco imperialista

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Eventi storici: 

Questioni teoriche: 

Tesi sulla crisi economica e politica in URSS e nei paesi dell'est

I recenti avvenimenti nei paesi a regime stalinista, scontri alla testa
del partito e repressione in Cina, esplosioni nazionaliste e lotte operaie in
URSS, costituzione
in Polonia di un governo diretto da Solidarnosc, rivestono un’importanza
considerevole. Essi rivelano la crisi storica, l’entrata in un periodo di
convulsioni acute dello stalinismo. In questo senso, essi ci danno la

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Eventi storici: 

Questioni teoriche: 

L'isolamento è la morte della rivoluzione

Il destino
della rivoluzione in Russia dipendeva completamente dagli eventi
internazionali. Il fatto che i Bolscevichi avessero basato la loro politica
interamente sulla rivoluzione proletaria mondiale è la prova più chiara della
loro lungimiranza politica, della loro fermezza di principi e dell’audace scopo
della loro linea politica
” (
Rosa Luxemburg,
La Rivoluzione Russa
).

Fin dal 1914, quando la Prima Guerra Mondiale mise
in chiaro che il periodo di decadenza del capitalismo era cominciato, i
Bolscevichi erano all’avanguardia dei rivoluzionari, mostrando che come
alternativa alla guerra mondiale c’era soltanto la rivoluzione mondiale del
proletariato.

Con questo fermo orientamento internazionalista,
Lenin e i Bolscevichi vedevano nella rivoluzione russa “…solo il primo passo
della rivoluzione proletaria che sarebbe inevitabilmente sorta come conseguenza
alla guerra”. Per il proletariato russo, la sorte della rivoluzione dipendeva
in primo luogo dalle insurrezioni operaie negli altri paesi, e principalmente
in Europa.

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Le tesi di aprile, faro della rivoluzione proletaria

Nulla fa arrabbiare di più una classe sfruttatrice quanto un
sollevamento degli sfruttati. Le rivolte degli schiavi sotto l’impero romano,
dei contadini sotto il feudalesimo, sono state sempre represse con la crudeltà
più disgustosa. Ma la ribellione della classe operaia contro il capitalismo è
un affronto ancora maggiore contro la classe dominante di questo sistema perché
porta in sé i vessilli di una società nuova, una società comunista che
realmente corrisponde ad una possibilità ed a una necessità storica.

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L'insurrezione di ottobre, una vittoria delle masse operaie

Certi storici al soldo del
capitale sono pieni di elogi ipocriti per “l’iniziativa” e “lo slancio
rivoluzionario” degli operai e dei loro organi di lotta di massa, i consigli
operai. Sono traboccanti di comprensione per la disperazione degli operai, dei
soldati e dei contadini provati dalla “grande guerra”. Soprattutto questi
signori si spacciano per i difensori della “vera rivoluzione russa” contro la
sua pretesa distruzione da parte dei bolscevichi. In altri termini, la
borghesia attacca la rivoluzione russa mettendo al centro una falsa
contrapposizione tra il febbraio e l’ottobre ‘17, una contrapposizione tra
l’inizio e la conclusione della lotta per il potere che è l’essenza di ogni
grande rivoluzione.

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La conquista dei soviet da parte del proletariato

L’Ottobre 1917 ci ha
lasciato una lezione fondamentale: la borghesia non lascia via libera alla
lotta rivoluzionaria delle masse operaie. Al contrario, cerca di sabotarla con
tutti i mezzi. Oltre la repressione diretta, essa utilizza un’arma molto
pericolosa: il sabotaggio dall’interno, esercitato dalle forze borghesi
mascherate da “operaie” e “radicali” – allora i partiti “socialisti”, oggi i
partiti di “sinistra” e di “estrema sinistra”, e i sindacati.

Questo sabotaggio ha costituito
la principale minaccia per la rivoluzione iniziata a febbraio: il sabotaggio
dei soviet da parte dei partiti socialtraditori che tenevano in piedi
l’apparato di Stato borghese. In questo articolo affronteremo questo problema e
gli strumenti con i quali il proletariato è riuscito a risolverlo: il
rinnovamento dei Soviet, il Partito bolscevico, l’insurrezione.

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Lo sviluppo del movimento, da febbraio a ottobre '17

All’avanguardia di questo movimento
internazionale che fermerà la guerra ed aprirà la possibilità della rivoluzione
mondiale, fin dal 1915 troviamo gli scioperi economici degli operai russi che
vengono duramente repressi. Tuttavia il movimento cresce: il 9 gennaio 1916,
l’anniversario dell’inizio della rivoluzione del 1905 viene celebrato con
grossi scioperi operai. Nuovi scioperi scoppiano durante tutto l’anno
accompagnati da riunioni, discussioni, rivendicazioni, scontri con la polizia.

“Verso la fine del1916 il costo della vita
aumenta a salti. All’inflazione ed alla disorganizzazione dei trasporti si
aggiunge una vera e propria penuria di merci. In quel periodo, il consumo si è
ridotto della metà. La curva del movimento operaio delinea una brusca ascesa. A
partire dall’ottobre, la lotta entra in una fase decisiva, che unisce insieme
tutte le gamme svariate di malcontento: Pietrogrado prende la rincorsa per il
grande salto di febbraio. Nelle fabbriche i comizi dilagano. Argomenti
trattati: i rifornimenti alimentari, l’alto costo della vita, la guerra, il
governo. Vengono distribuiti i volantini dei bolscevichi. Si proclamano
scioperi politici. All’uscita dalle fabbriche si svolgono manifestazioni improvvisate.
Capita che gli operai di certe aziende fraternizzano con i soldati. Scoppia un
violento sciopero di protesta contro il processo ai marinai rivoluzionari della
flotta del Baltico. (… ) Gli spiriti sono sovraeccitati, i metallurgici si sono
messi in prima fila, gli operai hanno sempre di più la sensazione che non c'è
possibilità di ritirata. In ogni fabbrica si costituisce un nuovo nucleo
d’azione, perlopiù raccolto attorno ai bolscevichi. Gli scioperi e i comizi si
succedono senza interruzione nel corso delle due prime settimane di febbraio.
L’8 febbraio, alla Poutilov i poliziotti vengono accolti da ‘una grandine di
ferraglie e di scarti’. Il 14, giorno di apertura della Duma, ci sono circa
90.000 scioperanti a Pietrogrado. Molte fabbriche chiudono anche a Mosca. Il
16, le autorità decidono di introdurre a Pietrogrado le tessere del pane.
Questa novità accresce il nervosismo. Il 19, vicino ai negozi di rifornimento,
si formano dei gruppi, composti soprattutto da donne, e tutti esigono pane. L’indomani,
in certi quartieri della città, vengono saccheggiati i forni. Sono i lampi che
preannunciano l’insurrezione destinata a scoppiare qualche giorno dopo.”
(1).

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La rivoluzione proletaria può trionfare solo estendendosi all'insieme del pianeta

Come reazione alla degenerazione incarnata dallo stalinismo
e vittime delle menzogne sparse dalla borghesia, molti operai sono convinti che
la rivoluzione russa fosse “marcia dall’interno” e che i bolscevichi avessero profittato
dei lavoratori per impadronirsi del potere. (1) Questa visione della borghesia
non fa che applicare alla rivoluzione russa ciò che è sempre stata la sua
visione della politica: la menzogna e la manipolazione delle masse. Ma il corso
degli avvenimenti successivi all’insurrezione d’Ottobre è disciplinato dalle “leggi
storiche” delle rivoluzioni proletarie e non dal machiavellismo proprio della
borghesia: “In ciò, la rivoluzione russa
non ha fatto che confermare l’insegnamento fondamentale di qualsiasi grande
rivoluzione, la cui legge vitale si formula così: occorre avanzare molto
rapidamente e risolutamente, rovesciare con mano di ferro tutti gli ostacoli, porre
gli obiettivi sempre più lontano, se non si vuole ben presto essere riportati
al fragile punto di partenza né essere schiacciati dalla controrivoluzione.

(2)

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Il ruolo indispensabile del partito

Una cosa è certa: l’odio ed il disprezzo della borghesia per la rivoluzione proletaria che è cominciata in Russia nel 1917, i suoi sforzi per deformare e snaturare la sua memoria, riguardano soprattutto l’organizzazione politica che ha incarnato lo spirito del vasto movimento insurrezionale, il partito bolscevico. Ciò non ci deve sorprendere: dall’epoca della Lega dei Comunisti e della Prima Internazionale, la borghesia ha sempre voluto “perdonare” alla maggioranza dei poveri operai di essere stati ingannati dai complotti e dalle macchinazioni delle minoranze rivoluzionarie e queste ultime sono state sempre viste invariabilmente come l’incarnazione del male. E per il capitale, nessuna di queste organizzazioni è stata così nefasta come i bolscevichi; questi sono riusciti “a fuorviare” i semplici operai più a lungo e andando più lontano di qualsiasi altro partito rivoluzionario nella storia.

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La rivoluzione proletaria d’Ottobre 1917 è il prodotto dell’azione cosciente e di massa dei lavoratori

Nel 1914, i vari signori a capo dei governi, re, politici e soldati, agenti di un sistema sociale che entrava nella sua epoca di decadenza, condussero il mondo al cataclisma della I Guerra mondiale: più di 20 milioni di morti, distruzioni mai viste fino allora, razionamento, penuria e carestia tra la popolazione civile, morte, incrudimento della disciplina militare, sofferenze illimitate al fronte. Tutta l'Europa si è vista annegata nel caos e la barbarie, nella distruzione di industrie, costruzioni, monumenti...

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Introduzione

La Rivoluzione in Russia del 1917 ha rappresentato finora la più grandiosa azione che delle masse sfruttate abbiano compiuto per distruggere l’ordine che le riduce allo stato di bestie da soma della macchina economica e di carne da cannone nelle guerre tra potenze capitaliste.

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I gruppi proletari di fronte alla tentazione delle violenze nelle banlieue francesi

I moti in Francia nella lettura dei gruppi politici proletari

 

Con questo articolo torniamo ancora una volta sui moti in Francia che si sono sviluppati tra la fine di ottobre e il mese di novembre 2005 perché, oltre a esprimere il nostro punto di vista sugli avvenimenti (1), ci preme intervenire criticamente nei confronti di alcune analisi sbagliate che, seppure espresse in buona fede, finiscono per seminare confusione tra le giovani generazioni alla ricerca di una chiarezza politica. A tale proposito siamo già intervenuti nei confronti del BIPR per mettere in evidenza la doppiezza del suo intervento, che si è espressa con il fatto che tale organizzazione ha presentato due analisi del tutto diverse nei due paesi principali in cui è presente, l’Italia e l’Inghilterra (2). Con il presente articolo torniamo dunque sull’argomento per mostrare le debolezze che si sono mostrate nell’analisi di questi moti, debolezze che si sono propagate fin dentro lo stesso campo politico proletario. Come abbiamo detto durante gli scontri, “gli atti di violenza ed i saccheggi che vengono commessi, notte dopo notte, nei quartieri poveri, non hanno niente a che vedere, né da vicino né da lontano con una lotta della classe operaia (…) Quello che sta avvenendo in questo momento in Francia non ha niente a che vedere con la violenza proletaria contro la classe sfruttatrice: le principali vittime delle violenze attuali sono gli operai. E, al di là di quelli che subiscono direttamente le conseguenze dei danni provocati, è l’insieme della classe operaia del paese che è toccata: la campagna mediatica intorno agli avvenimenti attuali maschera di fatto tutti gli attacchi che la borghesia scatena in questo momento anche contro i proletari, così come le lotte che questi cercano di condurre per farvi fronte.

 

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La pace è impossibile nel capitalismo decadente

La società in cui viviamo, società capitalista, sta ancora una volta marciando in guerra: la Serbia ieri, l'Afghanistan e Iraq oggi, l'Iran o la Siria domani ed conflitti ancor più gravi in futuro. Non stiamo andando verso una nuova grande guerra mondiale, ma verso guerre sempre più caotiche sparse in tutto il mondo. La minaccia è comunque la stessa: la distruzione dell’umanità, a meno che questo sistema non venga rovesciato.

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