Omaggio al compagno Mauro

Sei mesi fa, il 2 maggio 2005, moriva a Milano il compagno di Battaglia Comunista Mauro Stefanini jr. Se noi oggi torniamo a rendere omaggio alla memoria del compagno, dopo averlo fatto sulla nostra stampa e di persona in occasione della cerimonia di commemorazione svoltasi alla Calusca di Milano il 28 maggio scorso, è perché una militanza politica spesa per la causa del proletariato non è una qualsivoglia attività altruistica e generosa che si compie in qualche ritaglio di tempo libero, ma è un’attività nobile e appassionante che permea completamente la vita di un militante e che costituisce un patrimonio per l’organizzazione di appartenenza e per tutto il movimento operaio. E Mauro era un militante nobile e appassionato. La lettera (1) scritta dalla sua compagna Franca ai militanti del partito ci conferma dei tratti che noi conoscevamo bene, ma ci piace riportare alcuni passaggi di questa lettera perché pensiamo che esprimano bene lo spessore umano del compagno. Anzitutto Franca ricorda che Mauro “era quasi immune dalle sindromi depressive che ci affliggono a seguito di delusioni, risaliva sempre velocemente la china e ciò faceva di lui una persona giovane”. Questa qualità, secondo il comune modo di pensare, sarebbe il semplice risultato di innate inclinazioni personali, per cui quasi per caso taluni sarebbero più ottimisti, mentre talaltri più tendenti alla depressione. Ora, fermo restando il peso esercitato da questa società che spinge tutti verso la depressione, per un militante comunista tenere la rotta senza farsi travolgere dalle “delusioni” e difficoltà del momento non è una semplice questione di natura caratteriale, ma è il risultato di una fiducia che il militante matura, all’interno della propria organizzazione, nei confronti della classe operaia e del suo destino storico. Come recita il Manifesto di Marx ed Engels, i rivoluzionari sono gli elementi della classe che, attraverso un processo eterogeneo di maturazione della coscienza all’interno del proletariato, arrivano per primi a “comprendere le condizioni, l’andamento e i risultati generali del movimento proletario”. Questo vantaggio dà loro una forza incredibile, e Mauro, bisogna dirlo, aveva una grande forza, sorretto da una convinzione che gli era stata trasmessa dai genitori, e particolarmente dal padre, Luciano (detto Mauro, da cui Mauro jr per il figlio), militante della Frazione italiana. (2)

Successivamente la compagna Franca fa cenno alla grande passione di Mauro per i viaggi: “Viaggiare era per lui un modo naturale e completo di esistere (…). Nel viaggio c’era sempre l’obiettivo della visita a un compagno, la ricerca di una libreria per il nostro materiale politico e il godimento delle bellezze artistiche e paesaggistiche”. In queste poche parole c’è tutto il Mauro che conosciamo. Un compagno con cui abbiamo discusso e polemizzato infinite volte nelle decine di anni di conoscenza, frequentazione e confronto politico, ma che al tempo stesso aveva ben chiara la necessità di non rimanere chiusi su sé stessi ma di aprirsi all’esterno per conquistare alla causa nuove risorse militanti. Da questo punto di vista gli abbiamo visto giocare, all’interno di Battaglia Comunista e del BIPR, un ruolo pionieristico verso nuove aree politiche e/o geografiche che un’organizzazione deve necessariamente svolgere se vuole avere un futuro. Era lui in Battaglia il “ministro degli esteri”, il compagno che tesseva rapporti con nuovi compagni, soprattutto all’estero, era lui che era stato recentemente il promotore di una serie di riunioni pubbliche tenute da Battaglia in varie città d’Europa (Berlino, Parigi, …). Ancora una volta non si tratta semplicemente di amore per i viaggi, che può essere condiviso da qualunque altra persona ma, come giustamente precisa la compagna Franca, di sfruttare ogni occasione per “la visita a un compagno, la ricerca di una libreria per il nostro materiale politico”, e questa è proprio l’espressione dello spirito militante che impregna un compagno pienamente cosciente della responsabilità di costruire il “partito” e di trasmettere l’esperienza politica accumulata alle nuove generazioni. Le parole di Franca ci evocano ancora un altro ricordo di Mauro, la sua passione per Napoli che lui, da settentrionale, amava moltissimo, e che rimirava con grande interesse ogni volta che aveva l’occasione di venire in questa città per una riunione pubblica o altro. Una volta, ritornando da una riunione pubblica di BC tenuta in questa città, si fermò letteralmente per strada, preso dalla bellezza di piazza del Gesù, rivolgendo ai compagni della CCI di Napoli le felicitazioni per la città in cui vivevano. Ecco, Mauro era anche questo.

Ma c’è anche il Mauro delle polemiche, a volte molto aspre, tra Battaglia Comunista e la CCI, ed essendo Mauro uno dei membri del Comitato Esecutivo della sua organizzazione dal 1970, praticamente tutta la storia delle relazioni tra i nostri due gruppi si è concretizzata attraverso dei rapporti tra militanti di organizzazioni diverse in cui, come rappresentante di BC, Mauro era praticamente sempre presente. Questi rapporti sono stati a volte costruttivi e incoraggianti, come nella prima fase delle conferenze internazionali della seconda metà degli anni ’70 o in occasione delle lotte dei lavoratori della scuola della seconda metà degli anni ’80, quando dei nostri militanti si sono ritrovati a lottare fianco a fianco con Mauro per perseguire gli stessi obiettivi, a volte meno fino a divenire molto difficili, come alla fine delle stesse conferenze internazionali (3) quando Battaglia decide di liberarsi della nostra presenza politica con il pretesto che noi avremmo avuto una posizione debole sulla questione del partito o, ancora nell’ottobre dello scorso anno, quando Battaglia e tutto il BIPR, ritenendo di poter dare credito a degli individui senza scrupoli che hanno fatto credere loro le peggiori nefandezze sul nostro conto, si sono fatti loro stessi veicolo di una propaganda oscena di denigrazione nei confronti della nostra organizzazione. E’ evidente che non è questo l’ambito in cui possiamo sviluppare i motivi che sono stati alla base di questi scontri, che noi abbiamo sempre attribuito all’opportunismo innato di Battaglia Comunista (4) - che le proviene a sua volta dal “peccato originale” che aveva costituito la formazione su basi opportuniste del “Partito” nel 1945. E se Mauro aveva potuto beneficiare pienamente, nella sua formazione di militante, dell’esperienza e del bagaglio di lotta di suo padre Luciano all’interno della Frazione italiana, aveva tuttavia ricevuto anche in eredità l’opportunismo che aveva presidiato alla costituzione, alla fine della seconda guerra mondiale, dell’organizzazione nella quale egli ha sempre militato. Se ricordiamo queste cose non è per attenuare i meriti di Mauro, che evidentemente come militante di Battaglia e membro del suo Comitato Esecutivo Nazionale, era pienamente corresponsabile e probabilmente convinto sostenitore di questa politica. Quello che vogliamo dire è che noi apprezziamo e stimiamo il militante Mauro al di là degli errori, anche importanti, che lui con la sua organizzazione ha potuto compiere perché questi errori li ha compiuti all’interno di un percorso che aveva come obiettivo quello della costruzione del partito e della rivoluzione comunista. E a tale proposito vogliamo ricordare che, anche rispetto a queste occasioni di frizione politica tra le nostre organizzazioni, Mauro aveva una maniera sua di affrontare il problema per cui sapeva distinguere chiaramente tra i disaccordi politici e i sentimenti camerateschi verso i militanti delle altre organizzazioni della Sinistra comunista.

Tra molti altri esempi, possiamo citare l’atteggiamento che lui ha avuto in occasione di uno dei suoi ultimi viaggi all’estero, forse l’ultimo. Alla riunione pubblica del BIPR a Parigi del 2 ottobre 2004, il confronto anche duro tra la nostra organizzazione e BC non ha impedito a Mauro di fermarsi, dopo la riunione, a discutere con alcuni compagni della CCI in modo molto fraterno, cosa che, dal nostro punto di vista, è normale tra compagni che, pur con profonde divergenze, si battono per uno stesso fine, ma bisogna riconoscere che questo tipo di atteggiamento non viene sempre condiviso da tutti i militanti all’interno della Sinistra comunista.

Per concludere, vogliamo ribadire che Mauro è stato un grande combattente della classe operaia e merita certamente un posto di riguardo nella storia del movimento operaio. Non abbiamo esitazione ad affermare che ammiriamo quella che è stata la sua dedizione per il lavoro di partito, che resta come esempio per le generazioni di militanti del futuro partito mondiale. Come combattente Mauro è stato l’autore di molti degli articoli di polemica scritti contro la CCI, contro le nostre posizioni. Certamente noi non condividiamo molte delle posizioni difese da Mauro in questi articoli, non ne condividiamo la ricorrente critica di idealismo fatta ad ogni piè sospinto all’interno di questi articoli. Ma lo abbiamo sempre rispettato perché sapevamo che lui ci credeva. Oggi che Mauro non c’è più noi ci auguriamo che le “sue qualità di militante comunista, interessato e appassionato alla causa del proletariato, (...) la sua grande capacità oratoria e di grande redattore, le sue qualità umane, per le quali godeva della nostra più sincera simpatia, il calore umano che lui sapeva offrire ai compagni con cui colloquiava, il sentimento di fratellanza e tutta la sua umanità (5), possano essere trasmesse alle nuove generazioni di militanti.

La scomparsa del compagno Mauro è una grande perdita per la classe operaia nel suo insieme e per il BIPR in particolare. Per questo cogliamo l’occasione per esprimere ancora una volta la nostra più sincera solidarietà ai compagni del BIPR, alla compagna Franca e a tutti gli amici e persone care che Mauro ha così precocemente lasciato. Ciao, Mauro.

 

2 novembre 2005                                 Ezechiele per la Corrente Comunista Internazionale

 

1. La lettera è stata pubblicata su BC n. 7/8 di luglio 2005.

2. Ecco una parte del messaggio letto dalla CCI nella giornata di commemorazione del compagno Mauro alla Calusca: “Desideriamo rendere omaggio al combattente comunista che, seguendo la tradizione di suo padre, il compagno Luciano (il quale lottò contro la degenerazione dell’Internazionale Comunista, soffrendo anni di carcere e di esilio) mantenne vive le sue convinzioni comuniste, fu pioniere nella difesa delle posizioni proletarie. Il compagno Luciano ha saputo trasmettere a suo figlio Mauro la tradizione del movimento operaio, che è quella di trasmettere la prospettiva della rivoluzione proletaria alle nuove generazioni, così come fecero ad esempio Carlo Marx e Wilhelm Liebkneck, i cui figli continuarono il compito intrapreso dai genitori. Ugualmente fece il compagno Luciano sapendo trasmettere a suo figlio Mauro la passione per la rivoluzione e per la lotta del proletariato. E’ questo un merito molto importante per il quale il compagno Mauro godeva di una grande simpatia all’interno della CCI In questi momenti di dolore la CCI non può, malgrado le differenze politiche che esistono con Battaglia Comunista, dimenticare le radici comuni che hanno le nostre due organizzazioni e il fatto che il nostro compagno Marc militò con il compagno Luciano nella Frazione comunista d’Italia in Francia e mantenne per tutta la sua vita una grande simpatia per Luciano.

3. Per un bilancio su questo ciclo di Conferenze, leggi l’articolo “Le conferenze internazionali della Sinistra comunista (1976-1980). Lezioni di una esperienza per il milieu proletario.” pubblicato sulla Rivista Internazionale n. 122 (edizione in lingua inglese, francese o spagnola).

4. Noi abbiamo più volte espresso nei confronti di Battaglia Comunista una critica di opportunismo congenito, legato proprio alle sue stesse origini. Si può leggere a tale proposito l’articolo: “Polemica con il BIPR: una politica opportunista di raggruppamento che conduce solo a degli aborti”, pubblicato sulla Rivista Internazionale n. 121 (edizione in lingua inglese, francese o spagnola).

5. Dal messaggio letto dalla CCI nella giornata di commemorazione del compagno Mauro alla Calusca.

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