FIAT, Pomigliano: Lettera aperta di un’operaia al figlio, 11 giugno 2010

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"Questa è l’ennesima lettera di una persona che soffre, di una lavoratrice che grida il proprio dolore per non poter svolgere il suo ruolo naturale di madre passando del tempo a giocare con i propri figli perché il lavoro sfiancante della fabbrica glielo impedisce. Non lasciamola sola. Manifestiamo la nostra solidarietà, ma soprattutto cominciamo a pensare e ad agire tenendo conto che non dobbiamo sostenere questo e poi quello e poi quell'altro lavoratore in difficoltà. Cominciamo a renderci conto che solo la lotta unita di tutti quanti può sostenere la lotta e dare sollievo alle difficoltà di ognuno di noi.” Eduardo (dal forum https://napolioltre.forumfree.it/).

E’ sempre un grande dolore leggere parole amare di persone come questa donna che, senza il dominio del capitale, sarebbero libere di donare alla società, a noi tutti, il loro valore.

Vedere persone così a fare lavori così, è come uno sfregio in faccia; è tra i tanti conti che il capitale dovrà pagarci, speriamo molto presto.

Rispedire ogni questione politica in ottica classista; è l'unica arma in grado di uccidere il dominio del capitale.

Un abbraccio ad Anna, con la speranza che possa quanto prima migliorare la propria condizione economica e di vita. Certamente tuo figlio non dimenticherà il valore di sua madre, né la meschinità di chi la schiavizza.” polrpk (dal forum https://napolioltre.forumfree.it/).

«Quando mi chiederai di portarti al parco a giocare, al mare o semplicemente a fare una passeggiata o a mangiare un gelato, dovrò dirti di no, perché il mio lavoro non me lo permetterà»: Anna Solimeno, mamma di tre bambini, e operaia dello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco (Napoli), si rivolge al più piccolo dei suoi tre bambini, in una lettera aperta di risposta allo spot “Fabbrica Italia”, realizzato dall’azienda e in onda sulle reti nazionali. L’operaia contesta lo spot e le condizioni di lavoro chieste dall’azienda per la produzione della Panda nello stabilimento locale. «Caro figlio mio - scrive Anna - siccome non riesco a dormire per i mille problemi che mi affollano la mente, voglio raccontarti la verità di questo piano industriale che la Fiat sta attuando per incrementare i propri profitti economici, “predicendo” il futuro sul raddoppiamento della produzione e dell’esportazione di auto all’estero. Le sole cose che raddoppieranno saranno gli utili nei conti Fiat e il carico di lavoro di noi poveri operai, e per me raddoppieranno le possibilità di ammalarmi per colpa di turni massacranti e postazioni di lavoro sempre più pesanti. E sarò assente da casa per tutti i giorni della settimana e in quelle poche ore che sarò presente, sarò così stanca e stressata che non avrò nemmeno la forza di abbracciarti». «Bimbo mio - conclude Anna - quando mi chiederai chi sono, potrò solo dirti che sono una “schiava” della Fiat, moderna, ma pur sempre schiava di un sistema che ci massacra per i propri interessi pagandoci sempre meno e togliendoci spazio per la nostra vita sociale e familiare oltre ad averci tolto tutti i diritti. La verità non è, quindi, quella trasmessa sulle reti nazionali da “Fabbrica Italia”».

fonte: www.controlacrisi.org.

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