Cosa è cambiato con le elezioni, e cosa ci aspetta ora?

Un anno e mezzo fa, di fronte all’inettitudine del
governo Berlusconi, la borghesia italiana, grazie al suo “grande vecchio”
Napolitano, gettò sul tavolo la carta Monti con il suo governo di tecnici. In
questa maniera la borghesia voleva raggiungere vari obiettivi: innanzitutto
mettere mano all’economia con delle “riforme” e delle misure che fossero di
lungo respiro e di maggiore efficacia rispetto a quelle, pur dolorose per i
lavoratori italiani, prese da Berlusconi; questo obiettivo era tanto più
urgente visto che l’Italia era nel mirino della speculazione che, facendo
salire lo spread[1], aggravava notevolmente il
costo del debito dello Stato italiano, con un attacco così forte da far temere
alla borghesia di fare la fine della Grecia. Il secondo obiettivo era avere a
capo del governo qualcuno che fosse capace di ridare credibilità internazionale
all’Italia che ormai veniva vista, e trattata, come un paese di secondo ordine,
visto che era governata da un clown, più interessato a raccontare barzellette e
fare scherzi durante i summit internazionali, piuttosto che a vedere come
difendere gli interessi imperialisti italiani in queste riunioni.

Quanti di questi obiettivi sono stati raggiunti da Monti?

- Sul piano economico gli attacchi sono stati fortissimi, ma i risultati,
per il risanamento dell’economia, relativi: il debito statale è aumentato di
circa 10 punti, arrivando alla cifra record di circa il 130% del Prodotto
Interno Lordo, che a sua volta è calato dell’1,3%, con il seguito di
disoccupazione, cassa integrazione ed aumento della povertà. La stretta
finanziaria è stata così drastica da portare la Confindustria a lanciare il
grido di allarme che senza misure per la crescita l’Italia rischia di sparire
dal novero dei grandi paesi industriali.

- Sul piano internazionale, l’obiettivo è stato sostanzialmente
raggiunto, vista la stima di cui godeva Monti e la sua capacità di rivestire il
ruolo istituzionale in maniera seria e rigorosa.

Arrivata la fine della legislatura (anticipata di poco più di un mese da
Berlusconi che, sfiduciando Monti, si è preparato una campagna elettorale in
cui cercare di far dimenticare che lui era responsabile di tutti gli attacchi
portati ai lavoratori italiani negli ultimi 4 anni), gli italiani sono stati
asfissiati da una campagna elettorale caratterizzata dalla guerra di tutti
contro tutti, e dalle promesse di tutti verso gli italiani (compresi i 5 stelle
che promettevano di cambiare il volto della politica italiana).

Avendo puntato tutti sulla divisione e sulla contrapposizione, i
risultati elettorali hanno riflettuto queste divisioni, così che nessuna
coalizione ha la maggioranza assoluta in entrambe le camere e c’è quindi la
necessità di trovare un accordo tra forze che durante la campagna elettorale se
ne sono dette di tutti i colori.

Questo risultato ha dimostrato quale è il vero problema della borghesia
italiana, oltre all’impossibilità di superare veramente una crisi economica che
è crisi di sistema e che può essere superata solo cambiando il sistema, e cioè
il clima di decomposizione in cui versa anche la sua classe politica, oltre che
l’insieme della società.

La decomposizione è quella fase storica iniziata da più di un ventennio e
caratterizzata da una degenerazione di tutti gli aspetti della vita sociale e
politica[2].

La crescente difficoltà della borghesia ad assicurare una qualche
prospettiva positiva all’umanità e la contemporanea difficoltà della classe
operaia ad imporre una sua prospettiva, quella di una società senza più
sfruttamento e capace di soddisfare i bisogni di tutti gli esseri umani e non
quelli del capitale, ha portato ad un inasprimento di tutte le contraddizioni e
divisioni esistenti, e questo a tutti i livelli.

Uno di questi livelli è la coesione interna delle borghesie nazionali,
con il prevalere degli egoismi delle singole parti sugli interessi generali.
Questo prevalere degli interessi particolari sui generali ha in qualche caso
provocato conseguenze disastrose, come in Jugoslavia, ma si diffonde un po’
dappertutto.

In Italia ha già dato luogo ad una forza come la Lega, che contro ogni
giustificazione storica ha come obiettivo finale la secessione della “Padania”,
una regione che non esiste, che non ha una lingua comune, che non ha una storia
comune, e che da sola non si potrebbe più permettere la situazione economica
che ha oggi (grazie all'esistenza di una rete economica nazionale e ad un
mercato interno protetto che gli dà gli sbocchi necessari a recuperare
quantomeno il capitale investito).

Ma più in generale questo processo di decomposizione ha generato un ceto
politico che si mostra di gran lunga al di sotto delle necessità del capitale
nazionale di fronte alla peggiore crisi economica della storia del capitalismo,
un ceto politico egoista e corrotto, rissoso, che riesce a trovare unità solo
nella difesa dei privilegi di cui gode.

Questa situazione ha creato un discredito del ceto politico, ormai
caratterizzato come la “casta”.

Questo discredito e queste divisioni sono alla base del risultato elettorale,
insieme ad una legge elettorale ridicola, fatta quasi per generare
ingovernabilità invece che favorirla. I voti si sono divisi fra 4 schieramenti,
impedendo quindi ad ognuno di loro di governare da solo. E uno di questi
schieramenti, il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo ha raggiunto il 25% di voti
sull'onda dello schifo dei cittadini verso la casta[3].
Ci vorrebbe quindi un governo di coalizione, ma questo obiettivo si è visto
subito irrealizzabile, dati i veti incrociati, con Bersani che voleva fare il
governo con Grillo, ma questo non vuole, mentre non lo vuole fare con
Berlusconi, che invece ci starebbe.

E così il tentativo di Bersani di formare un governo si è impantanato,
costringendo Napolitano ad inventarsi una commissione di esperti per consegnare
al prossimo presidente una agenda di cose da fare e intorno a cui cercare di
trovare una coalizione di governo.

Insomma si è creata una vera situazione di stallo, con poche vie di
uscita: se non si mettono d'accordo le forze che sono state elette, si dovrà
andare a nuove elezioni, ma, restando questa legge elettorale, le nuove
elezioni non potrebbero che dar luogo ad una nuova situazione di stallo, cioè
all'impossibilità di formare un governo se non di coalizione, e si tornerebbe
punto e a capo[4].

Con questa prospettiva è possibile che il nuovo capo dello Stato riuscirà
ad imporre un governo, magari sullo stile di Monti, cioè affidato ad una
personalità al di sopra delle parti ma capace di imporre ai due schieramenti
principali di sostenerlo per portare a termine un programma limitato e ben
preciso: nuova legge elettorale, emergenza economica, costi della politica, ed
eventuali altre riforme legate sempre alla funzionalità del sistema.

Se ciò avverrà o meno non è possibile dirlo con certezza, né è nostro compito
lanciarci in queste previsioni. Ma alcune certezze comunque le abbiamo: quale
che sarà questo eventuale governo l'emergenza economica non potrà affrontarla
che usando gli stessi mezzi di quelli che lo hanno preceduto, e cioè attaccando
ancora di più i lavoratori, tagliando la spesa sociale o aumentandone i costi a
carico della popolazione (vedi ticket e contributi vari). E questa certezza non
si basa solo sull'esperienza dei governi precedenti, ma sulla semplice
constatazione che i sacrifici richiesti finora

non hanno risolto niente, come abbiamo ricordato analizzando i risultati
economici raggiunti dal governo Monti, cioè quello che ha colpito con ancora
più durezza i lavoratori.

C'è poco da sperare in un raddrizzamento di questo sistema, c'è poco da
sperare nelle forze politiche borghesi, che mostrano solo, con le loro
incapacità, la loro corruzione, il loro cinismo, di essere lo specchio di un
sistema fallito e in decomposizione.

 

14/04/2013, Helios


[1] Lo spread è il differenziale tra il rendimento dei
Buoni del tesoro di un paese e quello della Germania. L’acquisto di buoni del
tesoro di un paese da parte degli investitori è condizionato dalla fiducia che
questi investitori hanno nella solvibilità del paese che li emette, e quando
questa fiducia è bassa il paese che vuole piazzare i suoi buoni può solo
aumentare gli interessi che garantisce su di essi. E’ questo che fa salire
appunto lo spread ed è questo che stava succedendo negli ultimi mesi del
governo Berlusconi.

[2] Vedi l’articolo “La decomposizione, fase ultima della
decadenza del capitalismo”, su http://it.internationalism.org/node/1274.

[3] Il movimento 5 stelle meriterebbe un'analisi più
approfondita, che non è possibile fare qui. Ci limitiamo a notare come questo
movimento, pur sostenuto da tanti cittadini che votano Grillo perché vorrebbero
una politica diversa, “pulita”, più attenta ai bisogni della popolazione, in
realtà non costituisce una alternativa credibile, vista la mancanza di un
programma, di un personale politico esperto e, soprattutto, visto che è
totalmente preda della volontà di un solo individuo (o di due, Grillo e
Casaleggio). Questo movimento è anch’esso un prodotto della decomposizione, non
solo perché si basa sull’odio della gente per la casta (frutto appunto della
decomposizione del ceto politico tradizionale), ma perché esprime solo una
protesta e non una proposta, almeno non una proposta coerente e realistica,
perché a fianco di cose ragionevoli e possibili (acqua pubblica, lotta
all’evasione fiscale, e altro) mette obiettivi irragionevoli e impossibili da
realizzare, come l’uscita dall’euro, che significherebbe consegnare l’Italia
alla speculazione finanziaria internazionale. Il fatto che un movimento così
poco affidabile prenda il 25% dei voti, mostra un altro aspetto della
decomposizione e cioè la difficoltà della borghesia a mantenere il controllo
del meccanismo elettorale, cioè la capacità di ottenere dalle elezioni il
risultato più confacente alle sue esigenze immediate.

[4] I
sondaggi danno Berlusconi vincente se si votasse a breve, ma con un leggero
vantaggio sul centrosinistra, quindi con una situazione assolutamente simile a
quella attuale, con la sola differenza che la coalizione vincente sarebbe
quella di centrodestra.

Geografiche: 

Situazione italiana: