Il conflitto nelle Isole Spratly: lavoratori delle Filippine e della Cina, unitevi!


Pubblichiamo
la traduzione di un articolo di Internasyonalismo,
organo della CCI nelle Filippine.


“Lavoratori
di tutti i paesi, unitevi!” Questa è la verità e la realtà nel sistema
capitalista. Noi lavoratori non abbiamo né interessi nazionali, né nazionalità a
cui legarci, e noi ci difendiamo in quanto classe internazionalista. In
qualunque parte del mondo, noi siamo comunque sfruttati ed oppressi dal
capitale e dallo Stato nazionale.


Il patriottismo
e l’interesse nazionale sono al servizio di una sola classe. La storia ci ha
insegnato che la sovranità, il patriottismo e lo Stato servono solo gli
interessi della borghesia, per controllare e sfruttare la classe operaia ed il resto
delle masse lavoratrici.


L’attuale
braccio di ferro nelle Isole Spratly tra la borghesia filippina e quella cinese,
ognuna delle quali rivendicando per sé le risorse di questa ricca piccola
isola, si accompagna alle dichiarazioni di “sovranità nazionale” e di “integrità
territoriale”. Echeggiano appelli a “l’unità nazionale” ed alla “difesa del
territorio nazionale”. I media
borghesi avvelenano le menti delle masse lavoratrici, inculcando in loro l’idea
che capitalisti ed operai, appartenendo alla stessa razza ed alla stessa
nazione, sarebbero fratelli ed alleati. La borghesia ha iniettato negli operai
dei due paesi “l’amore della madre patria” per dividere i lavoratori, per farli
combattere e ammazzarsi reciprocamente.


Un conflitto per aumentare i profitti ed
accrescere la concorrenza interimperialistica in Asia


Il
conflitto nelle Isole Spratly non si riduce esclusivamente alla Cina ed alle
Filippine. Altri paesi, come il Vietnam, la Tailandia e la Malesia[1]
litigano con questi paesi ed anche il Brunei[2]
si è aggiunto a quelli che rivendicano questa isola ricca di risorse. Il
fondamento, per ogni paese, risiede nella loro lunga storia d'aggressione
coloniale e non nella loro “sovranità nazionale”[3].


La
principale motivazione di ogni borghesia nazionale che si sta contendendo le
Isole Spratly è accumulare più profitto. Chiunque la spunterà nello scontro
attuale, non saranno certo le masse lavoratrici cinesi e quelle Filippine a
guadagnaci qualche cosa, ma il governo, i burocrati ed i capitalisti.


Un’altra
ragione importante, è l'interesse imperialistico delle borghesie nazionali in
gioco; l’arcipelago di Spratly è una piattaforma strategicamente importante per
una base militare, ed a maggior ragione la Cina, il Vietnam, Taiwan e gli Stati
Uniti se lo contendono. Per decenni infatti ci sono state frizioni e conflitti
armati tra la Cina ed il Vietnam (oggi alleato degli Stati Uniti).


Chiaramente,
questa tensione sulle Isole Spratly esprime ugualmente la rivalità
imperialistica tra la Cina e gli Stati Uniti in Asia. È una necessità per l’ambiziosa
Cina imperialista estendere il suo territorio a causa della crisi globale del
capitalismo. La potenza imperialista numero uno, gli USA, ne è cosciente e fa
ogni sforzo per rafforzare e mantenere le sue posizioni in Asia[4].


I capitali nazionali uniti contro la
classe operaia


Malgrado
la naturale concorrenza tra le differenti fazioni capitaliste, i capitali
nazionali sono uniti nell’attaccare la classe operaia.


Finché
l’ideologia nazional-patriottica avvelena i lavoratori, la cooperazione
diplomatica ed economica tra i paesi in conflitto continua[5].
Finché alcuni settori della popolazione di queste zone in conflitto restano
assoggettati a queste dispute sulla sovranità nazionale[6],
i loro capitalisti ed i loro burocrati statali hanno campo libero (e si
strofinano le mani) come i loro concorrenti delle Filippine, della Cina, degli
Stati Uniti, con una sola preoccupazione: trovare il modo di rafforzare la loro
presa economica sulla popolazione. In altri termini, vedere come intensificare
i loro attacchi contro il proletariato.


La
borghesia nazionale dei paesi in conflitto sfrutta ed opprime a fondo i
lavoratori. Quasi ogni giorno centinaia di migliaia di lavoratori in Cina hanno
dato luogo a scioperi selvaggi o hanno partecipato a delle manifestazioni
contro il loro Stato ed i capitalisti. Ci sono stati scioperi in Vietnam causati
dai bassi salari e dall’assenza di misure di sussidi sociali. Gli operai
filippini sono confrontati e sottomessi alla stessa realtà. Le difficoltà dei
proletari del “terzo mondo” non sono differenti da quelle dei loro
fratelli/sorelle dei paesi del “primo mondo”, in particolare degli Stati Uniti.


L’obiettivo
principale e centrale di ogni capitale nazionale è di attizzare le braci in
modo da favorire il malcontento delle masse nei riguardi delle nazioni
straniere che “calpestano il nostro diritto sovrano”.


L'unità della classe e la lotta contro
il veleno del nazionalismo e del patriottismo


È la
classe capitalista, che sia locale o “straniera”, il primo e vero nemico della
classe operaia.


Noi non
dobbiamo sostenere gli appelli alla “sovranità nazionale” ed alla “difesa del
territorio nazionale” della nostra borghesia nazionale. Ciò che si nasconde
dietro questi appelli è la sovranità borghese nello sfruttare ed opprimere
ancora di più la classe operaia; è terreno del capitale accumulare ancora più
profitto a partire dal lavoro non pagato.


Al
contrario noi dobbiamo unire i lavoratori filippini e cinesi con i nostri
fratelli e sorelle di classe nel mondo per rovesciare le “nostre” borghesie
nazionali. Dobbiamo condannare il can-can incessante dei nostri governi e le
minacce di guerra; guerra che non può che aggravare le nostre condizioni di
vita gettandoci nella più estrema povertà, nella morte, con distruzione di beni
e con la divisione tra di noi.


Sappiamo
che, nel conflitto attuale, nessuna delle parti in gioco ha la capacità né
l’interesse di scatenare un’aggressione ed uno scontro militare di grande
portata[7].
Tuttavia, la propaganda su una guerra possibile può attirare e portare dei
settori della popolazione, che sono relativamente poco coscienti, a sostenere
la loro borghesia nazionale locale contro una borghesia straniera. L’obiettivo
principale e centrale della borghesia nazionale della Cina e delle Filippine è
di avvelenare le menti delle masse lavoratrici con l’ideologia ed il fervore
nazionalista.


Compagni,
operai filippini e cinesi, non lasciamoci condizionare da questi propositi di
unione nazionale, dai discorsi accattivanti e dalla propaganda velenosa del
nostro “proprio” governo! Continuiamo la nostra lotta contro tutti gli attacchi
del capitale alla nostra classe, in ogni paese! Continuiamo a denunciare la
natura sfruttatrice ed oppressiva della classe capitalista, locale o straniera.
Dobbiamo rafforzare la nostra unità in quanto classe.


“La
sovranità nazionale” e “l’unità nazionale” sono delle catene che ci legheranno
per sempre alla nostra schiavitù salariata nella prigione capitalista. Sono
manovre per dividere ovunque nel mondo la classe operaia. I movimenti che
seguono una linea nazionalista sono dei movimenti che mirano ad indebolire
ancora più il movimento proletario internazionale.


Proletari
cinesi e filippini, non è nostro interesse e non abbiamo niente da guadagnare, qualunque
sia la potenza imperialista che conquisterà l'arcipelago Spratly. Nostro
interesse è liberarci della povertà, della schiavitù salariata. Nostro
interesse è farla finita con il capitalismo e costruire una società libera
dallo sfruttamento e dall'oppressione. Nostri nemici sono i governi delle
Filippine, della Cina imperialista e di tutti i paesi imperialisti[8].


Il
capitalismo è la causa delle guerre nell’epoca dell’imperialismo. L’unica
garanzia per l’umanità di conoscere una pace duratura, è la distruzione del
capitalismo.


Lavoratori
del mondo intero, unitevi!


Abbasso
la classe capitalista, locale o straniera!


Rovesciamo
i “nostri” governi nazionali e l’ideologia nazionalista!


Abbasso
la Cina e gli Stati Uniti imperialisti!


Abbasso
il sistema imperialista mondiale!


Internasyonalismo (28
aprile)







[3] In più territori
riconosciuti dal diritto Internazionale, le Filippine rivendicano il possesso
di Scarborough Shoal dall’epoca della colonizzazione
spagnola.
(http://globalnation.inquirer.net/34031/ph-sovereignty-based-si-unclos-pr...) mentre il Vietnam lo fa dall’era della colonizzazione
francese. La Cina imperialista reclama dei diritti su basi analoghe.
(
http://en.wikipedia.org/wiki/Spratly_Islands#cite_note-encarta-23).




[4] Nel rapporto
di forze tra gli imperialismi cinese ed americano in Asia, la Corea del Nord è
il solo alleato della Cina. La conseguenza non è che gli Stati Uniti siano il
primo nemico in Asia e che gli altri paesi rivali e concorrenti siano dei
“nemici secondari” o degli “alleati tattici”. Il primo nemico del proletariato
mondiale è la borghesia mondiale.




[5] Le relazioni
economiche tra le Filippine e la Cina si allargano continuamente, così come tra
Cina e Stati Uniti. In effetti, la Cina è il più grande creditore degli Usa. Fonti:
http://www.mb.com.ph/articles/346111/robust-philippineschina-trade-relations, http://www.census.gov/foreign-trade/balance/c5700.html,
http://money.cnn.com/2011/01/18/news/international/thebuzz/index.html.




[6] Alcuni hackers
cinesi e filippini distruggono siti web dei loro paesi “nemici”.




[7] Il conflitto
dell’arcipelago Spratly ha conosciuto parecchie ma piccole schermaglie militari
tra il Vietnam e la Cina, controllate dai due paesi in modo da impedirne
l’esplosione in una guerra a grande scala poiché il loro solo obiettivo è quello
di ravvivare al massimo l’ideologia nazionalista dei loro paesi. Tra la Cina e
le Filippine, c’è la possibilità di uno scontro militare di dimensioni ridotte,
annunciato da rulli di tamburo dalle forze armate filippine, degli Stati Uniti
e della Cina. I media cinesi ultimamente si sono fatti eco di queste minacce
tra la Cina e le Filippine.




[8] Il
movimento maoista filippino aiuta la borghesia filippina nella sua campagna per
infondere ideologia nazianalista all’interno dei lavoratori filippini. I
maoisti si attengono fermamente alla tattica controrivoluzionaria di “scegliere
il male minore”, la qualcosa si esprime chiaramente nelle dichiarazioni delle
loro organizzazioni legali, a proposito delle frizioni tra Cina ed USA. http://anakbayannynj.wordpress.com/2012/04/19/us-intervention-not-china-is-the-greatest-threat-to-peace-security-in-the-philippines-bayan-usa/).
Tuttavia, non è solo il movimento maoista a pensarla così, il resto delle
organizzazioni di sinistra cade nella stessa tattica fallimentare.




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