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Riunione Pubblica del BIPR a Parigi (I parte)Submitted by ICConline on Mer, 08/12/2004 - 01:17.
Il BIPR preso in ostaggio da teppisti È precisamente questa singolarità
che giustifica che, prima di rendere conto della tenuta del
dibattito e degli argomenti scambiati tra il BIPR e la CCI
sull'analisi della guerra in Iraq, abbiamo dedicato la prima parte
di questo articolo alla questione del "lavoro comune"
tra il BIPR e la FICCI annunciato nel Bollettino n° 27 della
FICCI (vedi il "Resoconto di una discussione tra il BIPR e la
frazione"). "Dall'inizio della crisi che subisce
attualmente la CCI, crisi che è stata la causa della nostra
formazione in 'frazione interna' di questa organizzazione, non
abbiamo smesso di sottolineare una penosa realtà -il grave
indebolimento di un importante polo politico proletario- che si è
manifestata nella regione parigina principalmente per il fatto che
le sue presunte riunioni 'aperte' al pubblico sono disertate o
vietate ad alcuni e soprattutto non sono più dei luoghi
di dibattito e di confronto di punti di vista in seno alla classe.
Abbiamo sottolineato anche che, di fronte alla prospettiva aperta
dalla situazione attuale, il necessario rafforzamento e
raggruppamento delle forze rivoluzionarie del campo proletario non
poteva farsi oggi se non intorno al solo polo serio esistente:
il BIPR (…). Su nostro suggerimento e con il nostro
sostegno politico e materiale, il BIPR si appresta a tenere una
Riunione Pubblica a Parigi (RP che, lo speriamo, non è che
la prima) alla quale chiamiamo tutti i nostri lettori a
partecipare”, (sottolineato da noi). A questa riunione pubblica erano presenti, oltre
la delegazione del BIPR e quattro membri della FICCI (solo
l'elemento Jonas era assente): Pertanto questa riunione pubblica, che a dire
della FICCI, doveva essere la prova che il BIPR è oggi il
solo "polo serio" di discussioni e di riferimento della
Sinistra comunista, sarebbe stato un fiasco totale se la CCI fosse
mancata e non avesse invitato i suoi simpatizzanti a parteciparvi.
Infatti erano anche presenti un'importante delegazione di
militanti della CCI ed una decina di simpatizzanti della nostra
organizzazione. Ciò che la FICCI voleva mettere in
particolare evidenza nel suo manifesto è che senza di lei,
questa organizzazione della Sinistra comunista che esiste a scala
internazionale e da parecchi decenni sarebbe stata incapace di
prendere l'iniziativa e tenere questa riunione pubblica! Durante questa riunione pubblica, la CCI ha chiesto di prendere la parola per leggere una lettera che uno dei nostri abbonati ha inviato al BIPR chiedendo a noi di renderla pubblica. Questo compagno (e non è il solo) aveva ricevuto al suo indirizzo personale il volantino del BIPR di invito a questa riunione pubblica. Ci ha espresso il suo stupore (come altri simpatizzanti della CCI che avevano ricevuto l’invito per posta): il BIPR come si è procurato il suo indirizzo che lui aveva dato solo alla CCI? In seguito a questa domanda posta da parecchi dei nostri abbonati, la CCI ha deciso, alla vigilia di questa riunione pubblica, di inviare una lettera di protesta al BIPR (che speriamo non sarà cestinata, come in altre circostanze). Appena abbiamo posto la questione del furto del nostro schedario di indirizzi, il presidium ha tentato in un primo tempo di toglierci la parola con la scusa che il BIPR "non voleva prendere le parti" tra la CCI e la FICCI perché è un affare "interno" alla nostra organizzazione. Poi, di fronte alla nostra protesta, il presidium ci ha garantito a due riprese, che il BIPR non ha lo schedario di indirizzi degli abbonati di RI (sezione della CCI in Francia) ed ha aggiunto: "anche se ci fosse stato proposto, noi l’avremmo in ogni modo rifiutato". Abbiamo chiesto allora ai compagni del BIPR: "ciò vuole dire che condannate il furto di questo schedario di indirizzi?" Al che, il presidium si è rifiutato di rispondere malgrado la nostra insistenza, e ha dichiarato: "ciò verrà chiarito tra noi la FICCI dopo la riunione pubblica" Questo incidente richiede parecchie osservazioni: 1) il BIPR ci prende per scemi quando ha la sfrontatezza di affermare di "non volere prendere le parti" in un affare "interno" alla CCI. Dal momento che questa prima riunione pubblica del BIPR a Parigi è stata organizzata col "sostegno materiale e politico" della FICCI, veniamo a sapere che il BIPR e la FICCI hanno cominciato a "gettare le basi per un lavoro comune" (Bollettino n° 27 della FICCI), e dal momento che il BIPR ha da più di sette anni rifiutato ogni lavoro in comune con la CCI (con la scusa fallace che le nostre divergenze sarebbero troppo importanti) bisogna essere sordi e ciechi per non vedere che il BIPR ha preso le parti della FICCI! 2) in quanto al furto dello schedario di indirizzi che appartengono alla CCI, il BIPR sa per certo che non è un problema "interno" alla nostra organizzazione: sono più di due anni che abbiamo denunciato questo fatto nella nostra stampa e reso pubblico! 3) quando il BIPR afferma che anche se la FICCI gli avesse proposto il nostro schedario di indirizzi, lo avrebbe "ad ogni modo rifiutato", ciò significa semplicemente che riconosce e condanna il furto del materiale che appartiene alla CCI. In questo senso, se il BIPR vuole essere coerente, deve trarre le conclusioni che si impongono: ha gettato le basi di un lavoro comune con dei teppisti. 4) il BIPR ha dichiarato che avrebbe "chiarito" questo affare con la FICCI dopo la riunione. Per nostra parte, riteniamo che questo chiarimento non deve restare un "affare interno" al BIPR ma deve essere reso pubblico nella misura in cui: - il BIPR è stato compromesso nel furto del materiale che appartiene alla CCI dato che questo materiale è stato utilizzato per l'invio del suo volantino come invito alla sua riunione pubblica; - ha da rendere conto ai nostri abbonati che hanno posto la questione: come mai il volantino del BIPR è arrivato nella loro buca delle lettere? Da parte nostra non possiamo che prendere atto della dichiarazione secondo la quale il BIPR non avrebbe accettato in ogni modo che la FICCI, per le sue nozze con il BIPR, portasse in dote il "tesoro di guerra" rubato alla CCI. Evidentemente (e noi crediamo ai compagni del BIPR sulla parola quando ci garantiscono di non avere il nostro schedario di indirizzi) i membri della FICCI hanno fatto un colpaccio alle spalle del BIPR (come ne hanno fatti continuamente alle spalle della CCI quando questi elementi erano ancora membri della nostra organizzazione e facevano riunioni segrete per tentare di “destabilizzarci”!) (3). Noi speriamo che il BIPR sia capace di tirare le lezioni da questa disastrosa esperienza che, in vano, abbiamo cercato di risparmiargli con tutti i nostri avvertimenti. Quando si va a letto con una donna di “facili costumi”(4), non bisogna stupirsi di acchiappare la blenorragia! ll commercio del BIPR colla FICCI è evidentemente un mercato di stupidi. Accettando i servigi di questa pretesa "frazione", cedendo alle sue adulazioni e prendendo per oro colato grossolane menzogne, il BIPR ha corso il rischio di perdere non solo ogni credibilità ma anche il suo onore di gruppo della Sinistra comunista. Invitiamo il BIPR a prendere posizione sulle
nostre "Tesi sul parassitismo" (pubblicate nella nostra
Révue Internationale n°94) in cui abbiamo messo in
evidenza che i gruppi parassiti hanno per principale attività
screditare le organizzazioni comuniste. Facendo uso sia della
calunnia sia dell'adulazione, queste piattole possono vivere
solamente a spese e succhiando il sangue dei gruppi del campo
proletario. Appare chiaro che la funzione parassitaria della FICCI
va ben oltre la CCI. Utilizzando il BIPR per farsi valere (come
aveva fatto con Le Prolétaire nel 2002)(5),
gettando oggi il discredito su questo gruppo, la pretesa
"frazione" non è solamente un parassita della
CCI, ma dell'insieme della Sinistra comunista. Ancora più grave è il fatto che la deriva opportunista del BIPR lo porta ora a dare la sua cauzione ad una pratica, totalmente estranea al proletariato, basata sul furto e la calunnia. Se questi metodi sono moneta corrente nei gruppi borghesi, essi sono sempre stati rigettati e condannati dalle organizzazioni del campo proletario. L'opportunismo "è l'assenza di ogni principio" (Rosa Luxemburg,"Riforma o Rivoluzione"). Facendo alleanza con individui che utilizzano i metodi della borghesia (il furto del materiale che appartiene alla CCI) il BIPR ha perso totalmente di vista un principio che era ancora capace di difendere quando, in seguito alla truffa di cui è stato vittima da parte di un gruppo fittizio in Ucraina (che aveva come obiettivo l'estorsione di fondi) scriveva: "Quando la fine ed i mezzi sono separati, (...) allora è aperta la via verso la controrivoluzione". (Dichiarazione del BIPR sui "Comunisti Radicali di Ucraina", 9 settembre 2003). Difatti, nella loro lotta per il rovesciamento del capitalismo, i rivoluzionari hanno sempre rigettato la morale borghese dei gesuiti secondo la quale "il fine giustifica i mezzi", per opporre un'etica proletaria in conformità con l’essenza della classe portatrice del comunismo (come, Trotskij, tra altri, lo ha messo in evidenza nel suo opuscolo “La loro morale e la nostra"). È per tale motivo che le organizzazioni rivoluzionarie devono rigettare fermamente ogni politica di raggruppamento che utilizzi il furto del materiale appartenente alle altre organizzazioni comuniste. Questa pietosa disavventura ha mostrato che il BIPR è stato preso di sana pianta in ostaggio da una banda di teppisti (e ci chiediamo come il BIPR possa liberarsi della rete della FICCI). Speriamo che almeno sarà obbligato a togliersi i paraocchi ed a comprendere finalmente la natura di questa pretesa "frazione"(7). Ciò che determina la natura proletaria di
un gruppo politico, non è solo il programma che difende (o
che pretende difendere). È anche il suo comportamento
politico, e cioè la sua pratica fondata su dei principi.
Questa visione, che è rigorosamente la nostra, non ha
niente a che vedere con la "psicologia" come pretende la
FICCI. Questo perché, come diceva Marx nelle sue "Tesi
su Feuerbach", "è nella pratica che l'uomo
deve dimostrare la verità, cioè la realtà e
la potenza del suo pensiero". Anche se la CCI, per difendere i suoi principi,
continuerà a vietare l'entrata alle sue riunioni pubbliche
ai parassiti senza legge né fede che si sono comportati da
spioni, essa ritiene non essere il solo polo di riferimento della
Sinistra comunista. È per ciò che le nostre riunioni
pubbliche restano sempre aperte al BIPR e che lo invitiamo
vivamente a parteciparvi. 1. Bureau
Internazionale per il Partito Rivoluzionario che raggruppa due
organizzazioni della Sinistra comunista "Battaglia Comunista"
(BC) in Italia e la "Communist Workers' Organisation"
(CWO) in Gran-Bretagna. |
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