Submitted by ICConline on Ven, 08/12/2006 - 00:44.
Parigi, 7 dicembre '04
Compagni,
A
partire dal 2 dicembre abbiamo assistito ad alcune significative
modificazioni sul sito Internet del BIPR. Una dopo l’altra,
prima la versione inglese poi quella spagnola della «Dichiarazione
del Circolo dei Comunisti Internazionalisti contro i metodi
nauseabondi della CCI» del 12 ottobre, che vi si trovavano
da più di un mese e mezzo, sono scomparse (molto
curiosamente, la versione francese di questa dichiarazione è
ancora presente al momento in cui noi vi inviamo questa lettera:
forse che il BIPR persegue una politica differente secondo il
paese e secondo le lingue?[1]).
D’altra parte sulle pagine italiane del vostro sito,
l’introduzione che precedeva la «Presa di posizione
del Circolo dei Comunisti Internazionalisti sui fatti di Caleta
Olivia» è stato ridotto di tre quarti perdendo il
passaggio seguente: “Recentemente il Nucleo Comunista
Internazionalista di Argentina ha rotto con la Corrente Comunista
Internazionale, che da tempo indichiamo come ormai inutile
sopravvivenza di una vecchia politica sicuramente non adeguata a
contribuire alla formazione del Partito internazionale.
L'organizzazione argentina ha anche cambiato nome assumendo quello
di Circolo di Comunisti Internazionalisti”.
Queste
modifiche dimostrano che il BIPR comincia (forse?) a prendere
coscienza del vespaio nel quale si è ficcato prendendo per
oro colato e pubblicando senza la minima precauzione ciò
che il preteso «Circolo» ha raccontato nelle sue
differenti «dichiarazioni», in particolare a proposito
del comportamento della CCI. In altri termini, il BIPR non è
più capace di nascondere a se stesso, né soprattutto
di nascondere ai lettori del suo sito Internet, ciò che la
CCI ha affermato da circa due mesi: le accuse fatte alla nostra
organizzazione sono delle pure menzogne inventate da un elemento
torbido, un impostore mitomane e senza scrupoli. Ciò detto,
l’eliminazione discreta e progressiva di queste
«dichiarazioni» non cancella né ripara in alcun
modo il considerevole errore politico, per non dire il
comportamento inqualificabile, di cui si è resa
responsabile la vostra organizzazione. Proprio
il contrario.
E’
per questo che questa lettera vuole essere un appello solenne ai
militanti del BIPR di fronte a un comportamento della loro
organizzazione assolutamente scandaloso e incompatibile con tutto
ciò che è alla base di un atteggiamento di classe
proletario.
Un
breve riepilogo dei fatti:
Verso
la metà di ottobre, il BIPR pubblica in diverse lingue sul
suo sito Internet questa famosa «Dichiarazione contro i
metodi nauseabondi della CCI» del cosiddetto «Circolo
dei Comunisti Internazionalisti» che si presenta come il
successore del «Nucleo Comunista Internazionale» con
cui la CCI era in discussione da diversi mesi (con, in
particolare, due incontri in Argentina anche tra il NCI e
delegazioni della CCI).
Cosa
contiene in sostanza questa «Dichiarazione»? Si tratta
di una serie di accuse estremamente gravi contro la nostra
organizzazione:
- la CCI
utilizza delle «pratiche che non corrispondono
all’eredità trasmessa dalla Sinistra comunista, ma
piuttosto ai metodi propri della sinistra borghese e allo
stalinismo» con «l’intenzione subdola di
distruggere [il nostro piccolo nucleo] (vale a dire il
«Circolo», nuovo nome del NCI), dove i suoi
militanti in maniera individuale provocano la diffidenza reciproca
e seminano i germi della divisione nei ranghi del nostro piccolo
gruppo»;
- la CCI
«si è ingaggiata in una dinamica di distruzione
non solo contro quelli che si mettono a rischio di sfidare le
“leggi e le teorie immutabili” dei guru di questa
corrente, ma anche contro tutti quelli che cercano di pensare da
soli e che dicono NO ai ricatti della CCI»;
- la CCI
utilizza «la tattica stalinista della “terra
bruciata”, cioè non solo la distruzione del nostro
piccolo e modesto gruppo, ma anche l’opposizione attiva ad
ogni tentativo di raggruppamento rivoluzionario di cui la CCI non
sarebbe alla testa, attraverso le sue politiche settarie e
opportuniste. E per raggiungere questo scopo, essa non esita a
utilizzare tutta una serie di astuzie ripugnanti aventi per
obiettivo centrale quello di demoralizzare i suoi oppositori e,
così, di poter eliminare un “nemico potenziale”»;
- «mancando
di aderire alle sue posizioni che non hanno niente a che vedere
con la tradizione rivoluzionaria, la CCI tenta di sabotare ogni
tentativo di raggruppamento rivoluzionario come è stato il
caso della Riunione Pubblica [del BIPR] del 2 ottobre 2004 a
Parigi (Francia) e (…) come cerca oggi di distruggere il
nostro piccolo gruppo d’Argentina».
<<>>Qualunque
lettore un pò esperto delle questioni concernenti i gruppi
della Sinistra comunista (o che vi si richiama) avrà
riconosciuto lo stile delle calunnie che la FICCI rovescia da
diversi anni sulla nostra organizzazione. Ma l’analogia non
si ferma qui. La si ritrova anche nella sfrontatezza con cui le
menzogne più grosse vengono assestate:
- «Su loro richiesta unanime, i compagni che la CCI ha
chiamato al telefono per seminare i germi della diffidenza e della
distruzione del nostro piccolo gruppo, propongono all’insieme
dei membri del Circolo dei comunisti internazionalisti il rigetto
totale del metodo politico della CCI che essi considerano come
tipicamente stalinista e il cui obiettivo centrale, obiettivo
della direzione attuale della CCI, è di impedire il
raggruppamento rivoluzionario per il quale diverse correnti e
gruppi lottano; e propongono di denunciare questi comportamenti
davanti all’insieme delle correnti che si dichiarano nella
continuità della Sinistra comunista».
La
realtà è molto diversa, come noi abbiamo riportato
già in altri testi e come viene detto nella dichiarazione
del NCI del 27 ottobre: effettivamente, abbiamo chiamato un
compagno del NCI ma non certo per tentare di «distruggere
[il NCI] o i suoi militanti uno per uno ».
Lo
scopo della nostra prima telefonata era cercare di capire come si
era costituito questo «Circulo de Comunistas
Internacionalistas» e perché dei compagni che avevano
testimoniato qualche settimana prima un atteggiamento estremamente
fraterno nei confronti della nostra delegazione e che non avevano
manifestato nessun disaccordo con la CCI (in particolare a
proposito dei comportamenti della FICCI), adottavano adesso, il 2
ottobre, una «Dichiarazione» particolarmente ostile
nei confronti della nostra organizzazione, voltando le spalle a
tutto ciò che avevano difeso fino a quel momento. Da quel
momento, noi abbiamo messo in dubbio che l’insieme dei
compagni del NCI si fossero associati a questa «Dichiarazione»
(malgrado quanto veniva affermato sull’«unanimità»
di questo orientamento tra i membri del NCI). Le discussioni che
noi abbiamo avuto per telefono con i compagni del NCI ci hanno
permesso di informarli di quello che stava avvenendo: la comparsa
di un «Circolo» che si presentava come la
continuazione del NCI e che scatenava degli attacchi contro la
CCI. Noi abbiamo potuto ugualmente verificare che questi compagni
non erano per niente informati di questa nuova politica portata
avanti dall’individuo B. (il solo a poter accedere a
Internet), alle loro spalle e a loro nome. Quando noi abbiamo
chiesto a un compagno che avevamo potuto raggiungere per primo
telefonicamente se voleva che noi lo richiamassimo, lui ha
risposto di sì insistendo che queste telefonate fossero le
più frequenti possibile e suggerendo che noi chiamassimo
quando si fosse trovato in compagnia degli altri compagni in modo
da poter parlare anche con loro. Ecco a cosa corrisponde «la
richiesta unanime dei compagni che la CCI ha chiamato»: essi
non hanno per niente «proposto all’insieme dei membri
del “Circolo” il rigetto totale del metodo politico
della CCI» ma
l’hanno calorosamente approvato. Mentre il metodo «che
essi considerano come tipicamente stalinista» è
quello di mister B.
Questo
interessante personaggio, all’inizio della sua dichiarazione
del 12 ottobre ci avverte: ciò che afferma sui “metodi
della CCI” può “sembrare una menzogna”.
Effettivamente, le “dichiarazioni” di Mr B. possono
“sembrare una menzogna”. E vi è una buona
ragione a ciò: sono realmente una menzogna, una pura
menzogna. Evidentemente, la FICCI ha immediatamente creduto a
questa menzogna che somigliava ad una menzogna. Tutto ciò
che le può permettere di gettare del fango sulla nostra
organizzazione è benvenuto e poco importa se l’accusa
“può sembrare una menzogna”. Dopo tutto, la
menzogna è la sua seconda natura, il suo marchio di
fabbrica (assieme al ricatto, al furto e alla delazione). Ma ciò
che è al contrario assolutamente inverosimile, che “sembra
una menzogna”, è che un’organizzazione della
Sinistra comunista, il BIPR, abbia preso la stessa traiettoria
della FICCI pubblicando sul suo sito Internet, senza il minimo
commento, quindi avallandole completamente, le elucubrazioni
infami di Mr B.
Al
BIPR piace fare le lezioni agli altri, ad esempio dando la sua
propria interpretazione delle crisi della CCI credendo sulla
parola alle menzogne della FICCI e senza darsi neanche la pena di
esaminare seriamente l’analisi che ne fa la stessa CCI (vedi
per esempio “Elementi di riflessione sulle crisi della CCI”
sul sito Internet del BIPR).
Al contrario, il BIPR non ama che qualcuno faccia degli
apprezzamenti sul suo modo di comportarsi: «noi rigettiamo
come ridicole le “messe in guardia” da parte [della
CCI]», «Non è alla CCI, né ad alcun
altro che dobbiamo rendere conto del nostro modo di agire politico
e la pretesa della CCI a rilanciare delle presunte tradizioni
della sinistra comunista sembrano soltanto patetiche»
(vedi Risposta alle stupide
accuse di una organizzazione in via di disgregazione, sul sito
Internet del BIPR). Malgrado ciò, noi ci permettiamo di
dirgli come avrebbe agito la CCI se avesse ricevuto una
dichiarazione come quelle del “Circolo” che avesse
messo gravemente in causa il BIPR.
La
prima cosa che noi avremmo fatto sarebbe stata quella di
contattare il BIPR e di chiedergli il suo parere su tali accuse.
Avremmo inoltre verificato la credibilità e l’onestà
dell’autore di questo tipo di accusa. Se si fosse verificata
la natura menzognera dell’accusa, noi avremmo immediatamente
denunciato questo comportamento apportando la nostra solidarietà
al BIPR. Se l’accusa fosse risultata fondata, e se noi
avessimo ritenuto necessario farla conoscere attraverso la nostra
stampa, avremmo chiesto al BIPR la sua posizione in modo da
pubblicarla a fianco al documento di accusa.
Voi
potete forse pensare che queste sono parole platoniche e che nella
realtà noi avremmo fatto tutt’altro. I lettori della
nostra stampa sanno comunque che è questo il nostro modo di
agire, modo che noi abbiamo peraltro già messo in pratica
quando la LA Workers’ Voice si è lanciata in una
campagna di denigrazione del BIPR (vedi Internationalism
n°122).
Come
ha agito il BIPR quando ha ricevuto la «Dichiarazione del
‘Circolo’»? Non solo si è contentato di
cauzionarlo pubblicandolo in diverse lingue sul suo sito senza la
minima verifica della sua autenticità, ma ha rifiutato per
oltre una dozzina di giorni di pubblicare la smentita che noi gli
abbiamo richiesto a più riprese (vedi le nostre lettere dei
giorni 22, 26 e 30 ottobre) di aggiungere alla dichiarazione del
“Circolo”.
La
pubblicazione della nostra smentita era il minimo che poteva fare
il BIPR (e che d’altra parte qualunque giornale borghese
accetta di fare in generale) e tuttavia ci sono volute tre lettere
per arrivare a questo, tre lettere e un certo numero di fatti che
cominciavano a dimostrare il carattere menzognero della
“dichiarazione”. L’inserzione della nostra
smentita era il minimo, ma era ancora nettamente insufficiente
poiché, non prendendo posizione sulla dichiarazione del
«Circolo» il BIPR continuava ad avallare le sue
menzogne. E’ per questo che nelle nostre lettere del 17 e
del 21 novembre noi vi abbiamo chiesto «di pubblicare
immediatamente (vale a dire alla ricezione di questo
messaggio) sul vostro sito Internet la Dichiarazione del NCI del
27 ottobre che si trova sul nostro proprio sito in tutte le lingue
corrispondenti», una
dichiarazione che non partiva dalla CCI, della quale si poteva
sempre lasciare intendere che raccontasse non importa cosa, ma dei
principali testimoni dell’impostura e delle menzogne
calunniose di Mr B. Finora, voi non avete ancora pubblicato questa
dichiarazione del NCI (che vi è stata spedita da Buenos
Aires tramite posta normale) di cui voi avete consapevolezza della
sua veridicità poiché avete cominciato a ritirare
progressivamente e discretamente dal vostro sito la dichiarazione
del «Circolo».
Per
settimane, avete fatto orecchio da mercante di fronte alle
richieste della CCI affinchè fosse ristabilita la verità.
Adesso che questa verità risplende sempre più (ma
non certo grazie a voi), voi scegliete il metodo più
ipocrita possibile per cercare di evitare che questa vi possa
infangare: ritirate un documento che per circa due mesi ha
rovesciato sulla nostra organizzazione carrettate di fango con lo
stesso silenzio che aveva accompagnato la sua messa in
circolazione da parte vostra.
Compagni,
siete coscienti della gravità dei vostri comportamenti?
Siete coscienti che questo atteggiamento non è degno di un
gruppo che si richiama alla Sinistra comunista ma appartiene ai
metodi del trotskismo degenerato, o anche dello stalinismo?. Vi
rendete conto che voi fate la stessa cosa di Mr B. (i cui maneggi
recenti con il sito «Argentina Roja» dimostrano che
ritorna ai suoi vecchi amori stalinisti) che ha trascorso il suo
tempo a fare apparire e scomparire dei documenti sul suo sito
Internet per cercare di mascherare i suoi tiri mancini?
In
ogni caso, poiché avete messo i vostri mezzi di
comunicazione al servizio della calunnia contro la CCI, non basta
far sparire discretamente questa calunnia come se niente fosse
stato. Voi avete commesso un errore politico di una gravità
estrema e adesso occorre riparare. Il solo mezzo degno per una
organizzazione del proletariato è dichiarare sul vostro
sito Internet che il documento che vi è rimasto per circa
due mesi è una collezione di menzogne e denunciare le
azioni di Mr B.
Comprendiamo
l’amara delusione che avete dovuto provare scoprendo la
verità: il NCI non ha rotto con la CCI ed il “Circolo”,
sul quale riponevate grandi speranze (vedi il vostro articolo nel
numero di ottobre di Battaglia Comunista “Anche
in Argentina qualcosa si muove”), non è altro che un
grande raggiro uscito dall’immaginazione di Mr B. Ma questa
non è una buona ragione per schivare ogni presa di
posizione sui metodi di questo impostore. Si tratta anche di una
questione di solidarietà elementare con i militanti del NCI
che sono state le prime vittime delle manipolazioni infami di
questo elemento che ha usurpato il loro nome.
Comprendiamo
anche che è penoso per voi riconoscere pubblicamente,
ancora una volta (dopo il vostro comunicato del 9 settembre 2003
su i “Comunisti radicali d’Ucraina”), che siete
stati vittime di un imbroglio. Quando vi è capitata questa
disavventura la CCI non ha fatto il minimo commento. Piuttosto che
rigirare il coltello nella piaga, abbiamo pensato che toccava a
voi, dato che siete una “forza dirigente responsabile”
(secondo i vostri stessi termini), tirare le lezioni da questa
esperienza. Tuttavia ciò non ci ha sorpreso dopo le
disillusioni che avete avuto, in particolare con il SUCM ed il
LAWV, nonostante le nostre messe in guardia che voi avete
“rigettato come ridicole”. Ma oggi il problema va ben
al di là del ridicolo di essere stati raggirati. Dietro la
toccante ingenuità con la quale avete creduto sulla parola
ad un mitomane scroccone, c’è la doppiezza con la
quale avete accolto sul vostro sito le infamie di questo
individuo. Questo è un comportamento assolutamente indegno
di una organizzazione che si richiama alla Sinistra comunista.
Il
BIPR afferma che la CCI ha perso ogni “capacità/possibilità
di contribuire positivamente al processo di formazione
dell’indispensabile partito comunista internazionale”,
(Battaglia Comunista di
ottobre 2004, “Anche
in Argentina qualcosa si muove”). Contrariamente al BIPR (ed
alle differenti piccole cappelle della corrente bordighista), la
CCI non ha mai pensato di essere la sola organizzazione capace di
contribuire positivamente alla formazione del futuro partito
rivoluzionario mondiale, anche se, evidentemente, valuta che il
proprio contributo a questo compito sarà il più
determinante. E’ per questo che sin dalla sua riapparizione
nel 1964 (dunque ben prima della fondazione della CCI propriamente
detta), la nostra corrente ha ripreso l’orientamento che era
quello della Sinistra comunista di Francia ed ha sempre
difeso la necessità del dibattito fraterno e della
cooperazione (evidentemente nella chiarezza) tra le forze della
Sinistra comunista. Ancor prima che Battaglia Comunista ne facesse
la proposta nel 1977, noi avevamo a più riprese, ma in
vano, proposto a questa organizzazione di organizzare delle
conferenze internazionali dei gruppi della Sinistra comunista. Per
questo abbiamo risposto con entusiasmo all’iniziativa di
Battaglia e ci siamo
implicati con serietà e determinazione in questo sforzo. Ed
è sempre per questo che abbiamo rigettato e condannato la
decisione di Battaglia e
della CWO di porre fine a questo sforzo alla fine della 3ª
conferenza nel 1980.
Effettivamente
noi pensiamo che alcune delle posizioni del BIPR sono confuse,
sbagliate o incoerenti e che esse possono creare o mantenere delle
confusioni all’interno della classe. Per questo pubblichiamo
regolarmente nella nostra stampa degli articoli che criticano
queste posizioni. Tuttavia noi pensiamo che il BIPR, per i suoi
principi fondamentali, è un’organizzazione del
proletariato e che esso apporta un contributo positivo all’interno
di questo contro le mistificazioni borghesi (in particolare quando
difende l’internazionalismo di fronte alla guerra
imperialista). Per questo abbiamo sempre considerato fino ad oggi
che era interesse della classe preservare un’organizzazione
come il BIPR.
Questa
non è la vostra analisi riguardo alla nostra
organizzazione, poichè dopo aver affermato nella vostra
riunione con la FICCI del marzo 2002 che “se
siamo portati a concludere che la CCI è diventata
un’organizzazione ‘non valida’, allora il
nostro scopo sarà fare di tutto per spingere alla sua
scomparsa”(Bollettino della FICCI n°9) voi avete
adesso cominciato effettivamente a fare di tutto per raggiungere
questo scopo.
Il
fatto che voi valutate che la CCI costituisce un ostacolo alla
presa di coscienza della classe operaia e che sarebbe preferibile
per la sua lotta che la CCI scomparisse, non ci pone in sé
dei problemi. Dopo tutto è la stessa posizione che hanno
sempre difeso le differenti cappelle della corrente bordighista.
Così
come non ci pone problema il fatto che vi dotiate dei mezzi per
pervenire a questo obiettivo. La questione è “quali
mezzi”? Anche la borghesia è interessata alla
scomparsa della CCI, come alla scomparsa degli altri gruppi della
Sinistra comunista. E’ per questo, in particolare, che ha
scatenato delle campagne ripugnanti contro questa corrente
assimilandola alle correnti “revisioniste” complici
dell’estrema destra. Per la classe dominante TUTTI i mezzi
sono buoni, ivi compreso e soprattutto, la menzogna e la calunnia.
Ma questo non è possibile per un’organizzazione che
pretende di lottare per la rivoluzione proletaria. Allo stesso
titolo delle altre organizzazioni rivoluzionarie del movimento
operaio che l’hanno preceduta, la Sinistra comunista non si
distingue solo per le posizioni programmatiche, quali
l’internazionalismo. Nella sua lotta contro la degenerazione
dell’IC e contro la deriva opportunista del trotskismo che
l’ha condotta nel campo borghese, la Sinistra ha sempre
rivendicato un metodo basato sulla chiarezza, e dunque la verità,
in particolare contro tutte le falsificazioni di cui lo stalinismo
si è fatto portatore.
Marx
diceva “la
verità è rivoluzionaria”. In altri termini, la
menzogna, e ancor più la calunnia, non sono armi del
proletariato, ma della classe nemica. E l’organizzazione che
ne fa uno degli strumenti di lotta, quale che sia la validità
delle posizioni inscritte nel suo programma, prende la via del
tradimento o, comunque, diventa un ostacolo decisivo alla presa di
coscienza della classe operaia. In tal caso, effettivamente, e ben
più che a causa della presenza di errori nel suo programma,
è preferibile, dal punto di vista degli interessi del
proletariato, che una tale organizzazione scompaia.
Compagni Ve
lo diciamo francamente, se il BIPR persiste nella politica della
menzogna, della calunnia e, peggio ancora del “lasciar
correre” e del complice silenzio di fronte a comportamenti
di gruppuscoli di cui queste sono il marchio di fabbrica e la
ragion d’essere, come è il caso del “Circolo”
e della FICCI, allora darà la prova che anch’esso è
diventato un ostacolo alla presa di coscienza del proletariato.
Sarà
un ostacolo non tanto per il discredito che potrà apportare
alla nostra organizzazione (gli ultimi avvenimenti hanno
dimostrato che noi siamo capaci di difenderci, anche se pensate
che “la CCI è
in via di disgregazione”), ma per il discredito ed il
disonore che questo tipo di comportamenti infligge alla memoria
della Sinistra comunista d’Italia, e dunque al suo
contributo insostituibile. In questo caso, effettivamente, sarebbe
preferibile che il BIPR scomparisse e, come voi dite così
bene, “il nostro scopo sarà fare di tutto per
spingere alla sua scomparsa”. E’ chiaro,
evidentemente, che per raggiungere questo scopo noi impiegheremo
esclusivamente le armi che appartengono alla classe operaia e,
naturalmente che ci impediscono l’utilizzo della menzogna e
della calunnia.
Un
ultimo punto:
La
dichiarazione del 12 ottobre del «Circolo», così
come l’articolo della FICCI nel suo Bollettino 28, evocano i
nostri pretesi «tentativi di sabotaggio» in occasione
della vostra riunione pubblica del 2 ottobre a Parigi. Voi stessi
non siete estranei a questo tipo di accuse poiché nella
prima versione della vostra presa di posizione su questa riunione
pubblica apparsa unicamente in italiano (e non in francese –
ancora un mistero del BIPR!) voi evocate «le
avanguardie
rivoluzionarie anche laddove scarseggiano, ostacolate nel loro
emergere dai miasmi prodotti da una
organizzazione in via di disfacimento, come la
CCI a Parigi. E’ per
questo che il BIPR continuerà il suo lavoro anche su
Parigi, prendendo tutte le
misure necessarie a prevenire ed evitare sabotaggi, da qualunque
parte essi vengano».
In seguito, voi avete ritirato la fine di questo passaggio (prova
del fatto che voi non eravate molto sicuri di voi), e in
particolare il riferimento ai nostri «sabotaggi». Ciò
detto, un certo numero di visitatori del vostro sito e i contatti
abbonati ai vostri comunicati per e-mail hanno potuto prendere
conoscenza di queste accuse. Ugualmente, la FICCI ed il «Circolo»
continuano a pubblicarlo sul loro proprio sito senza che voi li
smentiate.
Compagni,
se voi pensate che noi abbiamo tentato di sabotare la vostra
riunione pubblica a Parigi, allora ditelo francamente, spiegando
perchè. Noi potremo allora discuterne con degli argomenti
piuttosto che essere confrontati a pettegolezzi ipocriti.
Un’ultimissima
cosa. La presente lettera è centrata attorno a una sola
questione: la pubblicazione sul vostro sito Internet di una
«Dichiarazione» infame che calunnia la CCI. Ciò
detto, l’uso (attivo o passivo) della menzogna e della
calunnia come mezzo di «lotta» contro la CCI non si
ferma là. Vi ricordiamo che vi abbiamo scritto due lettere
nelle quali vi chiediamo tra l’altro una presa di posizione
su una questione della massima importanza (a meno che le parole
non siano prive di senso): «Pensate voi, come non ha smesso
di ripetere la FICCI, che la CCI sarebbe sotto il giogo di agenti
dello Stato capitalista (appartenenti alla sua polizia o a una
setta massonica)?»
Vi
ricordiamo pure che finora, anche se voi giustificate il furto da
parte della FICCI del nostro elenco di abbonati, voi non avete
fornito spiegazioni al fatto che questi ultimi hanno ricevuto per
posta un invito alla vostra riunione pubblica, malgrado non vi
avessero mai comunicato il loro indirizzo. La sola «spiegazione»
che noi abbiamo avuto è quella di un membro del presidium
della vostra riunione pubblica del 2 ottobre a Parigi che ha
detto: «noi non eravamo al corrente dell’invio di
questi inviti e non siamo d’accordo».
·
Se non è il BIPR che ha fatto questi invii, allora
chi è stato?
· Perchè
non approvate questa iniziativa dal momento che approvate il furto
del nostro elenco abbonati?
Se
non avete voglia di dare queste spiegazioni alla CCI, vi chiediamo
di avere almeno la correttezza di darle ai nostri abbonati, i
quali non sono necessariamente dei simpatizzanti della CCI.
Ecco
dunque un esempio di questioni che per noi non sono chiuse. E le
rimetteremo sul tappeto tutte le volte che sarà necessario
se voi decidete di applicare la vostra politica tradizionale del
silenzio nei confronti delle nostre lettere.Ricevete,
compagni, i nostri saluti comunisti.
CCI
[1]
È una
questione che non si pone soltanto a proposito della data del
ritiro della «Dichiarazione» del 12 ottobre, ma anche
a proposito del suo inserimento sul sito del BIPR. In effetti,
questa dichiarazione non è mai apparsa in italiano laddove
in questa lingua sono state pubblicati due altri testi del
Circolo, la «Presa di posizione del Circolo di Comunisti
Internazionalisti sui fatti di Caleta Olivia» e
«
Prospettive
della classe operaia in Argentina e nei paesi periferici»
i quali, paradossalmente, non sono stati pubblicati in altre
lingue dal BIPR. Comprenda chi può. Noi speriamo che
almeno i militanti del BIPR conoscano le ragioni di queste scelte
sorprendenti.