LAVORO PRECARIO/ raccontare il lavoro precario? E chi legge?

La lettera che segue ci è stata inviata da un simpatizzante che l’ha scaricata da un forum del Corriere del Mezzogiorno. La lettera è veramente bellissima perché esprime tutta la sofferenza dell’attuale generazione a cui la crisi storica del capitalismo non è neanche più in grado di offrire un’integrazione nel suo sistema di sfruttamento. Ma al tempo stesso la lettera si chiude con una speranza, una proposta, un atto di fiducia nel futuro. Noi pensiamo che sia questa fiducia che la classe operaia, i lavoratori tutti, devono recuperare perché lottare si può, resistere si può. Perché non c’è più rimasto nessuno spazio in cui trovare riparo all’interno di questa società. Quello che Maria denuncia per i precari tende a essere sempre più la condizione dei proletari di tutte le categorie, di tutti i paesi. E’ per questo che dobbiamo seguire l’indicazione di Maria.

“Sono rinchiusa in una scatola di plastica, trasparente, insonorizzata, urlo a squarciagola e nessuno mi ascolta. Ho perso il mio lavoro da insegnante precaria, sono laureata ma a che serve? E con me lo hanno perso in tanti, e con il nostro lavoro tanti sfrantummati, ragazzi emarginati, stranieri, italiani, i figli di tutte le periferie, perdono l’unica chance che avevano avuta da questa schifezza di società. Urlo per denunciare il precipizio nel quale questo governo ci sta portando, spingendo il Paese verso l’arretratezza più bieca, ma non è il solo governo ad essere sordo. Arrogante, trincerata dietro la sua ipocrisia, c’è una opposizione smidollata, “senza spina dorsale” come l’ha chiamata Nadia Urbinati! Urlo, urlo, ma nessuno si gira. Arroganti e volgari uomini d’affari (anche sporchi) scendono dalla Mercedes mentre alcuni bambini si avvicinano per chiedere qualche spicciolo, altri sono tornati a fare i “sciuscia”. Uffa che fastidio, questi signori non possono perdere tempo con dei morti di fame!!! Urlo ancora di più, ma non serve... da sola non ci riesco ...e se urlassimo di più, tutti noi che siamo sono chiusi come me in questa stanza asettica ed isolata ci potrebbe sentire qualcuno? maria da caserta”.

(lettera pubblicata sul forum del Corriere del Mezzogiorno)

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