In memoria di Sandro Saggioro

Nello scorso novembre è scomparso il compagno Sandro Saggioro, morto alla prematura età di 66 anni. Medico di professione, Sandro lavorò in diversi ospedali della provincia di Padova. Di formazione “bordighista”, entrò in contatto con il gruppo francese Révolution Internationale, uno dei precursori della CCI e, dopo una fase di discussioni, fu integrato nella tendenza internazionale che avrebbe in seguito costituito la CCI, formando, con un altro compagno, il primo nucleo di Rivoluzione Internazionale, l'attuale sezione della CCI in Italia. Come tale, Sandro partecipò al primo congresso della CCI (1975) diventando così uno dei fondatori della nostra Corrente. Il nucleo realizzò i primi numeri del periodico Rivoluzione Internazionale e questo inizio di lavoro politico in Italia consentì l'avvicinarsi di altri compagni e la loro integrazione.

Ben presto però le posizioni di Sandro non si ritrovarono più con quelle della CCI e nel 1977 diede le sue dimissioni. Al fondo, Sandro era rimasto bordighista ed infatti, dopo aver lasciato la CCI, egli aderì a Programma Comunista, gruppo in cui militò fino all'implosione di questo, nel 1982[1]. La crisi di Programma significò l’abbandono della militanza da parte di molti compagni e la nascita di altri piccoli nuclei, ognuno dei quali rivendicava le posizioni d’origine del “partito”. Sandro restò in contatto con il nucleo di Schio e con il gruppo di Torino che pubblica la rivista N+1. Ma, soprattutto, Sandro si dedicò a quella che era la sua passione, la storia della Sinistra Comunista italiana[2]. Il risultato dei suoi studi e delle sue riflessioni sono i diversi contributi che egli ha scritto su questa storia.

Tra questi contributi possiamo ricordare “Nè con Truman né con Stalin. Storia del Partito Comunista Internazionale (1942-1952)”, ed. Colibrì, 2010, in cui Sandro racconta la storia del Partito Comunista Internazionale dalla sua nascita fino alla separazione tra il PC Internazionale (Programma Comunista) di Bordiga e il PC Internazionalista di Damen, e in cui riporta dei dibattiti importanti come, per esempio, il dibattito che ci fu, in particolare, fra Amadeo Bordiga e Onorato Damen sui compiti e il destino del partito, dibattito che, toccando le fondamentali questioni della valutazione del corso storico e della funzione dell'organizzazione rivoluzionaria in rapporto a questo, è ancora di attualità oggi.

O, ancora, “In attesa della grande crisi. Storia del Partito Comunista Internazionale (Il Programma Comunista) dal 1952 al 1982”, ed. Colibrì, ottobre 2014, in cui Sandro ci parla della storia di quella che fu la più numerosa organizzazione della Sinistra Comunista fino alla sua implosione nel 1982, che costituì un vero disastro per la perdita di militanti che provocò.

Nella maniera in cui Sandro ci riporta quegli anni e quei dibattiti ritroviamo tutta la passione del militante (con ovviamente l’evidenza del lato per cui lui pendeva), e ce lo dice chiaramente nella Premessa del primo libro: “Chi ha affrontato il presente lavoro non ha certo la pretesa di imparzialità; sta tutto dalla parte della formazione rivoluzionaria di cui ha narrato (...)[3], perché Sandro, pur non militando più in una organizzazione, non ha mai abbandonato la fiducia nella prospettiva rivoluzionaria del proletariato, come sente il bisogno di dirci nella Conclusione del secondo libro: “ (Noi) pensiamo che lo scontro violento tra le forze della rivoluzione e quelle della controrivoluzione deve ancora prodursi. Oggi viviamo l'epoca dell'impazienza e questo è un periodo di falsa quiete e falsa pace e preannuncia (…) l'entrata in azione della classe dei diseredati e dei senza riserve.[4]

E’ questa l’eredità che Sandro ci ha lasciato e che ci permette di non dimenticare questo compagno, con cui abbiamo condiviso una parte del nostro cammino, e con cui i nostri militanti che l'hanno conosciuto personalmente hanno passato dei momenti piacevoli per le conversazioni che lui sapeva animare anche al di fuori delle riunioni politiche ufficiali.

CCI, marzo 2016

 


[1] Su questa crisi di Programma Comunista, vedi Révue Internationale n. 32, 1983: “Convulsions dans le milieu révolutionnaire: le PCI (Programme Communiste) à un tournant de son histoire” http://fr.internationalism.org/rinte32/pci.htm, e “Le Parti communiste Internationale (Programme Communiste) à ses origines, tel qu'il prétend être, tel qu'il est” http://fr.internationalism.org/rint/32_PCInt.

[2] Le “Note per una storia della Sinistra Comunista (frazione italiana 1926 – 39)”, pubblicate in Révue Internationale n. 9, 1977, http://fr.internationalism.org/rinte9/italie, (in italiano in Rivista Internazionale n. 1, http://it.internationalism.org/rint/1_Note ) furono scritte da Sandro.

[3] “Né con Truman né con Stalin”, p.17.

[4] “In attesa della grande crisi”, p. 350.